MATTEO CORTINI E LEONARDO MORETTI

   
 
Intervistati:

  • Leonardo Moretti
  • Matteo Cortini
 

La coppia di ragazzi con cui ci apprestiamo a parlare, Matteo Cortini (Curte) e Leonardo Moretti (Leo), non è un duo col compito di presentare il nuovo disco appena uscito, bensì è l'autrice di "Sopravvissuti". Si tratta di un interessante romanzo di cui ho curato anche la recensione e che trasporta il lettore alla fine del secondo conflitto bellico mondiale, dove gli eserciti e le popolazioni sono stati sconfitti… dai defunti!


 

Benvenuti ragazzi. Prima di tutto una curiosità per Leo: come ci si sente ad essere dall'altra parte della barricata, non più critico ma oggetto della critica?

Leo: Avere il mirino puntato sulla propria fronte fa un certo effetto. Adesso mi sento dalla parte sbagliata del fucile a pallettoni!

Curte: Aspetta che ti disegno un bel bersaglio sul culo… ecco così… Perfetto! Avanti ragazzi!

Potreste raccontare qualche dettaglio in più ai lettori sul contesto storico di "Sopravvissuti"? Qual è la situazione all'alba del 1944?

Leo: Il tutto parte dall'idea «cosa sarebbe successo se… i Morti si fossero risvegliati durante lo sbarco in Normandia». Dopo tredici anni da quell'evento il mondo è molto diverso: i protagonisti del libro si muovo in un'Europa devastata dai cadaveri antropofagi.

Curte: Nel libro si esplorano nazioni che ormai sono ridotte in rovina, quindi i Personaggi si muovono tra carcasse umane e carcasse di una società ormai dimenticata. Ma nel mondo di "Sine Requie" (da cui è tratto "Sopravvissuti") tutto il peggio dell'Umanità è rimasto… quindi è stato restaurato un nuovo Reich, una teocrazia intransigente in Italia (con tanto di inquisitori e roghi pubblici), una tecnocrazia inumana nelle immense città alveare sovietiche e altre forme d'orrore assortito!

Chi sono i protagonisti del romanzo?

Leo: Il romanzo è scritto dal punto di vista di un disertore tedesco senza nome, che viaggia insieme ai suoi compagni: Teschio, un commando sfigurato; Santiago, uno spagnolo con la lingua tagliente quanto il suo machete; e Florence, una francese sfuggita al massacro del suo rifugio.

Quali pericoli devono affrontare nel loro peregrinare attraverso le Terre Perdute?

Leo: Un bel po'… i Morti, in primis, la mancanza di cibo e la presenza dei vivi, anch'essi con l'unico scopo di sopravvivere.

Curte: Ma il pericolo maggiore saranno loro stessi, i loro sogni infranti, le speranze spezzate, la loro umanità che si assottiglia sempre di più fino al baratro della bestialità, perché per sopravvivere bisogna lottare e soffrire.

Il mondo in cui è ambientato il vostro libro trae origine da "Sine Requie", un gioco di ruolo che avete pubblicato nel 2003 e che ha ricevuto numerosi riconoscimenti, oltre ad essere amato e praticato con continuità, basti vedere la continua creazione di manuali (stando a Wikipedia sono ben sedici). Potreste spiegare ai più profani di noi in cosa consiste esattamente un gioco di ruolo cartaceo?

Leo: In breve è un gioco di fantasia senza bisogno di tabelloni, computer o consolle. Si creano degli alter-ego immaginari e si gioca tra amici, solo usando le parole. Sono giochi nati negli Stati Uniti negli anni '60 e che annoverano molti musicisti tra i loro fan, uno a caso: leggete l’intervista in esclusiva rilasciata a Aristocrazia Webzine da Varg Vikerness. Varg parla proprio della sua esperienza con i giochi di ruolo.

Curte: Non solo musicisti in realtà… Vin Diesel ha il nome del suo personaggio di "Dungeons & Dragons" tatuato addosso, e molti grandi registi ricordano il gioco di ruolo come fonte creativa che ha dato origine ai loro film migliori. La cosa più bella dei giochi di ruolo è la possibilità di immedesimarsi con eroi che vivono in un mondo di fantasia, come in un sogno, ma tutto questo avviene assieme ai propri amici, creando quello che potremmo definire un sogno condiviso, un'esperienza enormemente più divertente, interattiva e significativa di quella che si può provare con un qualunque altro gioco.

Come è nata in voi la passione per questa forma ludica?

Curte: Il mio psichiatra dice che all'età di undici anni sono stato rapito dagli ufo e che un licantropo ribelle, portandomi a bordo di un pegaso a valvole per farmi fuggire, mi ha fatto battere la testa sul talento di Janik Gers, causandomi danni irreparabili che si manifestano oggi in forma di mefistofelici giuochi di ruolo.

Leo: 1987, i giochi per computer non erano ancora così fighi e a giocare a pallone ero una schiappa totale. Ho sempre amato leggere e da questo mi sono avvicinato a un gioco tedesco edito in italia dalla E.L. che si chiamava "Uno Sguardo Nel Buio". Fu amore a prima vista. Da lì non mi sono più ripreso. Certo che Janik Gers è davvero un chitarrista di merda. Ma che aspettano gli Iron Maiden a impalarlo?

In quale circostanza invece vi siete conosciuti e avete poi plasmato il riuscito sodalizio Moretti-Cortini?

Leo: Quello stesso anno conobbi Matteo, perché venne a vedere me e alcuni miei amici che giocavamo, appunto, a "Uno Sguardo Nel Buio". Da lì è stato infettato con la passione dei giochi di ruolo… tuttora mi rinfaccia di avergli devastato l'adolescenza, ma devo dire che anche lui ha le sue colpe: quello stesso anno mi portò una cassetta con sopra pezzi di "Life After Death" e "Somewhere In Time" degli Iron Maiden. Da quella cassetta è partita la dipendenza cronica da Metal! Oh yeah!

Curte: Ruscito sodalizio? Ma avete presente che bestia putrida è il Leo? Chiamiamola maledizione azteca, bad karma, punizione divina, allucinazione paranoide… ma riuscito sodalizio no, eh!

Tornando al romanzo, sarebbe corretto interpretarlo come una trasposizione di "Sine Requie" per i non fanatici dei gdr che così possono godere lo stesso delle vostre ambientazioni tetre e minacciose e di una trama già delineata? Io stesso, leggendo l'introduzione del vostro sito e alcune avventure da completo profano, sono rimasto affascinato da questo mondo popolato da Morti e predoni che lottano per la sopravvivenza. Oppure sono altri i motivi che hanno portato alla nascita di queste 283 pagine?

Curte: In realtà il Sine ci obbliga a scrivere, non sappiamo neppure noi se sarà un'avventura, un manuale, un romanzo o una filastrocca… lui ci ordina di scrivere e noi scriviamo.

Leo: L'indirizzo che hai indicato è quello della prima edizione del gioco, quella attuale, edita del 2007, è pubblicata da Asterion Press (si possono trovare tutte le informazioni sul nostro sito www.serpentariumgames.com o da quello del nostro attuale editore www.asterionpress.com. Il romanzo "Sopravvissuti" è stato edito da un altro editore, Asengard, che tratta letteratura fantastica. "Sine Requie" è un gioco di ruolo, ma la parte letteraria è predominante, tantoché molti fan lo leggono come fosse un romanzo. Da questo è nata l'idea di un romanzo, in modo da permettere anche ai non giocatori di avvicinarsi a questo mondo.

Non serve di certo un esperto di letteratura o di arte (cosa che di certo non sono) per cogliere il vostro amore per l'horror e le guerre mondiali che hanno sconvolto il '900. Spaziando fra le diverse forme espressive, quali sono i personaggi (scrittori, attori, registi…) o le opere (film, libri, musica…) a cui siete maggiormente debitori e amate di più?

Leo: Adoriamo un sacco di roba. Dal punto della scrittura amiamo scrittori come Stephen King, Lovecraft e i libri di guerra come quelli di Sven Hassel. Dal punto di vista musicale… senza metal "Sine Requie" non sarebbe mai stato scritto. Io ascolto sempre musica mentre scrivo, acquistare vinili, cd e cassette di musica estrema è il modo migliore per immergermi nel mondo del Sine. Anche i film hanno il loro bel peso: i registi che più apprezzo sono Romero, Carpenter, Fulci, Argento, Sergio Leone e Clint Eastwood. Diciamo che siamo una specie di apparato digerente che ingerisce di tutto e poi espelle… ok, mi sono infognato in una metafora infelice! Argh! Gli album che sono girati sul mio lettore mentre scrivevo "Sopravvissuti" sono stati: Katharsis – "Fourth Reich" (massicciamente!); Agalloch – "Ashes Against The Grain"; Wumpscut – "Bunkertor 7"; Bolt Thrower – "Those Once Loyal"; Diocletian – "Doom Cult"; Electric Wizard – "Witchcult Today".

Curte: Uh mamma… domanda complessa… il Sine è figlio di tanta tanta roba, per lo più roba che tento di dimenticare con le pillole viola… diciamo che il Leo ha già messo in campo parecchi dei nostri idoli… ma sarebbero molti, molti di più. In realtà a volte ci basiamo persino su studi seri sulla natura umana e sulle sue reazioni alle situazioni di stress, il tutto in salsa horror, chiaramente. Sul lato musicale io avevo addestrato bene il Leo all'inizio, ma poi il suo pessimo gusto l'ha portato nella marmaglia del male. La via del bene invece è lastricata con cd di: Rammstein, Helloween, Iron Maiden (prima del '90), Judas Priest, Inner Shrine e Manowar (in dosi omeopatiche)

Leo, come sanno i lettori di Aristocrazia Webzine, tu sei un metallaro. Muovendoti fra l'universo dei vari generi e sottogeneri vorrei proporti un gioco. Io ti indico delle scene che potrebbero avvenire nel mondo di Sine Requie e tu devi associare un brano musicale che ne rispecchi l'atmosfera.

Decine di Morti battono i pugni contro il portone di una chiesa, lenti e scoordinati, in un'opera che non terminerà mai

Leo: Burzum – "Det Som En Gang Var".

Alcuni sopravvissuti si rintanano come topi all'interno di edifici barricati e vengono assaliti da un'orda di Morti.

Leo: Katharsis – "So Nail The Heart".

Alcuni predatori saccheggiano e violentano gli abitanti di una fattoria.

Leo: Judas Priest – "Between The Hammer And The Envil".

Vermi fuoriescono dal volto di un Morto mentre avanza.

Leo: Death – "Zombie Ritual".

Come è stato accolto il libro da fan e critica?

Leo: Alla grande! Il libro sta vendendo molto bene, anche grazie a due fattori: i fan del gioco di ruolo, che amano le cose che scriviamo (a quanto pare i messaggi subliminali nel Sine funzionano alla grande! Tutto merito delle lezioni dateci dai Black Sabbath!) e la distribuzione del nostro editore permette al libro di essere nelle maggiori librerie.

Curte: E abbiamo persino delle bellissime recensioni in giro per la rete! Insomma… sembra che "Sopravvissuti" sia piaciuto e tutto questo senza uccidere (ancora) nessuno!

Avete intenzione di pubblicare altre avventure, magari ambientate all'interno del Quarto Reich o della Russia sovietica?

Curte: Per forza!

Leo: Sicuramente sì. Siamo ancora indecisi su cosa scrivere. C'è chi chiede un seguito diretto di "Sopravvissuti", ma noi saremmo interessati a esplorare la storia di altri personaggi del mondo del Sine.

Volete lasciare qualche link utile a reperire il libro?

Leo: Il libro può essere comprato in qualsiasi libreria; se non ce l’hanno basta richiederlo, la distribuzione è ottima, quindi lo avranno a breve. Ma se qualcuno vuole acquistarlo via Internet può andare su Amazon o sul sito del nostro editore www.asengard.it.

Per me è sufficiente, a voi la parola per la chiusura.

Leo: Un saluto a tutti i lettori di Aristocrazia Webzine e a tutti coloro che amano il connubio Metal più letteratura horror!

Curte: Uccidete il Leo: diventerete dei procioni immortali! Davvero!

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