SYMBOLYC | Aristocrazia Webzine

SYMBOLYC

   
Gruppo: Symbolyc
 
Formazione:

  • Diego Laino – Voce
  • Sox Aversana – Chitarra
  • Alex Mormile – Chitarra
  • Salvio Silvestre – Basso
  • Raffaele Pezzella – Batteria
 

Mourning ha intervistato il chitarrista dei Symbolyc, Sox Aversana.


 

Come prima cosa, direi di iniziare dando ai nostri lettori un po' di informazioni sulla storia e sui componenti dei Symbolyc, ti lascio quindi la parola.

Sox Aversana: La band nasce nel 2003, e come tutti gli amici che cominciano a fare musica ci si vedeva nel garage di casa a strimpellare cover dei gruppi che seguivamo, Metalllica, Slayer, Sepultura. Dopo un periodo in cui l'affiatamento iniziava a diventare più solido, abbiamo cominciato a mettere giù materiale inedito e poi con il tempo attraverso nuove influenze, nuovi punti di vista e tanta buona volontà siamo arrivati al nostro primo full-lenght "Engraved Flesh". La line-up ha subito delle variazioni nel tempo, come accade spesso a tante band, quella ufficiale del cd vede Diego Laino alla voce, io e Alex Mormile alle chitarre, Salvatore Silvestre al basso e Raffaele Pezzella alla batteria.

Sono passati due anni (o quasi) da quando "Engraved Flesh" è stato rilasciato tramite la My Kingdom Music, in antecedenza se non erro l'avevate già distribuito come autoprodotto. A distanza di tempo, quali sono le soddisfazioni, i sassolini dalla scarpa che vi siete tolti e le migliori critiche che avete ricevuto a riguardo?

La prima grande soddisfazione è stata sicuramente arrivare a comporre un cd completo e prodotto seriamente! Grazie alla My Kingdom Music, il prodotto è arrivato ovunque, soprattutto all'estero, ed è ciò a cui tenevamo di più. Tra le soddisfazioni più grandi sicuramente entrare in classifica in UK su Chop Music al 9° posto come «best album» insieme a nomi del calibro di Nile, Immortal, Behemoth etc. Per il resto il cd è sempre stato considerato un buon prodotto dalle varie recensioni avute, anche le critiche comunque costruttive e positive.

Com'è stato portare in giro i pezzi? Il riscontro in sede live?

Le esperienze live sono sempre le migliori, diciamo che il fatto di poter esibirsi live è l'obiettivo primario per ogni band. I riscontri live sono sempre stati ottimali, anche perché, curando molto il sound, cerchiamo di proporre il nostro album quasi fedelmente, creando il giusto impatto, come da cd. Ovviamente come tutti non ci basta mai suonare live e l'Italia da questo punto di vista è molto limitativa per le band esordienti.

C'è stato una serata che reputate indimenticabile e una che preferireste dimenticare?

Personalmente parlando, quella a cui sono più affezionato è l'esibizione all'Agglutination insieme ai Vader, che nel death metal sono uno dei miei gruppi preferiti, nonché fonte di parecchia ispirazione quando scrivo. Da dimenticare credo nulla, perché ogni esperienza fatta è importante per me, conservo un bellissimo ricordo per ognuna.

Parlando spesso con amici stranieri, ho notato che troppo spesso noi italiani sputiamo sulla nostra scena, lamentandoci sempre di avere poche band valide, quando oltre i nostri confini la vedono in maniera molto diversa. La mentalità esterofila continua a fregarci?

Credo di sì! Io critico solo i mezzi che non ci sono in Italia per proporre questo tipo di musica e per dare la possibilità alle stesse band di suonare in maniera più professionale. La scena italiana invece ritengo che sia molto valida e intendo nel metal in generale per ogni sua sottocategoria. Inoltre può vantare gruppi ascoltati anche oltreoceano.

Suonate un death metal che potrei definire internazionale, il sound dei Symbolyc ha al proprio interno influssi che si possono riscontrare nel panorama americano, est europeo e scandinavo. Avete prodotto un album dalle qualità indubbie sia sotto l'aspetto tecnico strumentale che quello compositivo. Se la bandiera che vi (e mi) rappresenta fosse stata adornata da colori svedesi o statunitensi, avreste avuto una maggiore esposizione? C'è ancora questa sorta di timore reverenziale o riguardo per aspetti simili?

Sì, le influenze che ci caratterizzano sono un mix di death melodico preso sia dall'est Europa che da influenze prettamente americane, ma credimi che in ogni caso siamo fieri di essere classificati come band italiana. Fare questo tipo di musica al di fuori dell'Italia credo sia un po' più facile, perché in molti paesi è tra i generi più sentiti, ovviamente c'è da dire che come in Italia e quindi anche all'estero c'è bisogno di tanta fortuna e devi essere bravo anche su quello che proponi. Devi comunque trasmettere qualcosa e soprattutto qualcosa di nuovo; anche l'estero ormai è saturo di band che si copiano l'una con l'altra, perché in quel determinato momento va di moda qualcosa, la cosa fondamentale credo sia differenziarsi dalla massa.

Cos'è questa scena italiana? Esiste, non esiste, è solo una bufala che ci raccontiamo per usare un termine che non identifica il rapporto reale fra la formazioni nostrane? Siamo ancora al «tu accoltelli me, io faccio lo stesso appena ti giri»?

La scena c'è, ma come dire… dovrebbe essere curata di più e coltivata sempre di più. Mi dispiace dirtelo, ma è ancora presente la frase «tu accoltelli me, io faccio lo stesso». Parlando di noi, ti posso assicurare che ci siamo sempre messi a disposizione, anche se spesso questa cosa non è stata apprezzata.

Il sud della nostra Penisola ha sempre sofferto un abbandono costante delle realtà di appoggio: locali che chiudono, organizzazioni che rubano soldi, una mentalità retrograda che spesso ha remato contro il Metal in genere, eppure la voglia e la caparbietà di chi come voi suona questa musica è sempre stata più forte degli ostacoli. Cosa si può fare per rianimare una situazione che soprattutto nel profondo sud (parlo da siculo) è praticamente ridotta all'osso (zero concerti di grandi band, poco movimento in generale e carenza di proposte a supporto)?

Purtroppo questa è una realtà presente in Italia da tempo, considera che in tutto c'è questa separazione dell'Italia. Già politicamente parlando e lavorativamente parlando, l'Italia è spaccata in due, figuriamoci per la musica, soprattutto la musica Metal! Ovviamente a evidenziare questo peso ci si mette chi non fa le cose cristalline e tende a fottere di brutto chi fa questa musica con passione.

Doveste organizzare un concerto scegliendo un bill di sole formazioni campane, quali inserireste e perché?

Noi, perché abbiamo sempre voglia di suonare. Menarca e Inside, perché oltre a essere nostri amici stretti e con cui abbiamo condiviso con piacere il palco più di una volta sono tra le band che preferisco qui in Campania; e poi penso verrebbe una serata davvero potentissima!

Il successore di "Engraved Flesh" è già in cantiere? Possiamo avere qualche notizia a riguardo?

Sì, ebbene sì, abbiamo già una manciata di pezzi a cui stiamo lavorando e tante novità, soprattutto per chi produrrà il secondo album. Ti posso annunciare che per il periodo di giugno entreremo in studio per produrre un primo promo con un paio di estratti del nuovo album per stuzzicare un po' i nostri ascoltatori, ci servirà per sondare un po' il terreno.

Quali sono i progetti a breve termine dei Symbolyc? Ci sono date già fissate da annunciare, in modo che i nostri lettori possano magari parteciparvi?

Stiamo lavorando al nuovo materiale a 360°, quindi badando bene su tutti fronti cosa è meglio o peggio. Tra le date interessanti di questo periodo il 19 giugno a Barletta per "A.Live Rock Festival" con gli Ektomorf. Poi abbiamo altre date da confermare, infatti per qualsiasi motivo restate sintonizzati sui nostri canali dove pubblichiamo le news: Myspace e la nostra pagina Facebook.

Chi sono i Symbolyc quando svestono i panni di musicisti metal? La vita di tutti i giorni, gli hobby e passioni extra metal…

Sicuramente ognuno di noi ha la propria vita e le proprie cose da fare, magari potessimo campare solo di musica qui, credo sia il pensiero che ci accomuna. Ognuno di noi lavora, questo ci permette comunque di restare con i piedi per terra ed è ovviamente un modo buono per poter autofinanziare il nostro sogno con i Symbolyc.

In un'altra intervista prendevate come riferimento i polacchi Behemoth: cosa vi spinge ad associarvi alla band di Nergal? Quali possono essere considerate le vostre influenze primarie, musicalmente e non?

Molti riferimenti sono presi dai Behemoth, ma non è l'unica band a cui ci ispiriamo, anzi come ti citavo prima anche i Vader sono tra le band a cui facciamo capo e anche i Decapitated, un po' tutta la scena polacca, prima di ogni cosa perché il gusto e lo stile che hanno sono quelli a cui ci ispiriamo, poi hanno un'attitudine e un suono molto curati. Dalla band di Nergal cerchiamo di apprendere il lato mistico ed epico dei brani, è quello che ci affascina di più nei Behemoth, infatti nel prossimo album cureremo maggiormente questo aspetto.

Oltre alla musica, cosa significano per voi i Symbolyc?

La band nasce da me e Raffaele, eravamo ventenni quando abbiamo intrapreso questo viaggio, credo che per me e lui sia una vera e propria famiglia, una valvola di sfogo e un posto in cui poter stare bene. Ci sono state molte cose anche negative che ci hanno segnato e sapere di avere i Symbolyc è sempre stato un aiuto grandissimo, per andare avanti sia musicalmente ma anche emotivamente. Poi siamo riusciti a coinvolgere altre persone in questo mondo e credo, anzi ne sono sicuro, che anche per loro sia fondamentale questa esperienza che sono i Symbolyc.

Cosa consigliereste a un gruppo di ragazzini che imbraccia gli strumenti adesso? E quali sono gli scogli più duri da abbattere (personali e non) continuamente per chi suona musica estrema?

Di mettercela tutta, perché quando uno vuole qualcosa se continua a sbatterci la testa prima o poi riesce ad arrivare da qualche parte. Lo scoglio più grande è riuscire a farsi sentire, perché qui sta diventando sempre più difficile, mancano i posti per poterlo fare.

Siamo all'ultima domanda, cosa vi aspettate da voi stessi, come musicisti, come gruppo e come persone sotto il nome Symbolyc?

Di migliorare sempre di più sotto ogni punto di vista, ci aspettiamo di lavorare alla grande e proporre qualcosa che possa restare nel tempo!

Ti ringrazio per la disponibilità e il tempo che ci hai concesso. Ti lascio la parola per chiudere l'intervista come meglio credi.

Grazie mille a voi per questa splendida intervista e la possibilità che ci avete dato, dedicandoci questo spazio. Spero che ci siano più possibilità di questo genere per dare una mano alla realtà Metal italiana, a ogni modo un saluto a tutti i lettori e a tutti quelli che ci seguono, mi raccomando continuate a farlo!