VOID GENERATOR

VOID GENERATOR

   
Gruppo: Void Generator
 
Formazione:

  • Gianmarco – Chitarra, Voce, Orgone Accumulator
  • Cristiano – Analog Synths, Sound Machines, Tape Destroyer
  • Sonia – Basso e Star Cager
  • Marco – Batteria e Galaxy Crasher
  • Bob The Rich – Spiritual Guidance
 

 


 

Do il benvenuto ai romani Void Generator sul nostro sito, salve ragazzi come va?

Buongiorno, abbastanza bene, grazie…

Prima di parlare del vostro album facciamo una breve intro per presentare la band a chi non la conoscesse ok?

GM: La band è attualmente composta da quattro elementi. Io (Gianmarco) chitarra e voce, Sonia al basso, Cristiano alle tastiere e Marco alla batteria. Dopo vari cambi di organico, endemici a formazioni underground e non, abbiamo realizzato questo cd che è stato una sorta di parto… avevo registrato insieme ad altri musicisti altri due album sempre a nome Void Generator ed un altro album con gli Evon. Abbiamo pubblicato per la prima volta un cd con Fluido Distribuzioni, una compilation di band locali che si chiude con il loro brano intitolato "God Of The Space", composizione heavy tripping ispirata allo stile di gruppi come Hawkwind, Motorpsycho, Kyuss, Gong.

So: Ho passato vari strumenti prima di fermarmi al basso, con il quale tento di esprimere la mia vocazione al loop e alla psichedelia doom. Ho suonato in molte band, dal progressive al post rock, poi insieme a Gianmarco abbiamo fondato una primissima formazione dei Void Generator intorno all'ottobre del 1996, in cui io suonavo il sintetizzatore con funzioni di tappeto e ambientali. Poi le vicissitudini della vita ci hanno allontanati, io ho suonato altrove quando nel 2007 come per caso ci siamo re-incontrati, ed ora eccomi qui…

"Phantom Hell And Soar Angelic" è il vostro secondo lavoro dopo l'omonimo del 2004. Sono passati sei anni per dare un seguito, quali sono le differenze fra i due dischi? Parlo soprattutto a livello di sensazioni personali oltre che alla struttura dei pezzi.

So: Beh innanzitutto bisogna dire che in mezzo c'è "We Have Found The Space" in cui io però non ero presente…

GM: Dunque, il nostro primo album fu un ep del 2004 omonimo di quattro pezzi. Poi abbiamo realizzato un disco autoprodotto nel 2006 dal titolo "We Have Found the Space" e, dopo vari cambi di formazione, siamo approdati all'album che, gentilmente, ci avete recensito. Ecco, "Phanton Hell…" è sicuramente un lavoro diverso dai precedenti perché più "complesso". Il precedente fu più diretto come stile, anche se non propriamente stoner, mentre questo lo puoi considerare più progressive, ma non nel senso di prog-metal o cose simili che nulla hanno a che vedere col nostro essere. Progressivo nel senso che progredisce. Almeno credo.

Ho da poco avuto il piacere di recensire il vostro album e che dire se non: stupendo. Space rock, psichedelia, deserto stoner, una proposta dall'ampia gamma di soluzioni, com'è nato? Quali sono i vostri perni musicali quelli che vi hanno portato a seguire un tale percorso?

GM: Innanzitutto grazie delle belle parole. Poi, sinceramente, se devo dirti come è nato, posso solo essere certo che è stata una lunga gestazione. Alcuni pezzi "The Morning" ad esempio, vengono da molto lontano, gli altri sono più recenti e sono il "semplice" risultato di ciò che ci piace fare, vale a dire, qualcosa che non sia esattamente convenzionale, che non ricada necessariamente in UN genere. Perni musicali? Ehm… bò! Mediamente parlando, abbiamo molta musica nelle orecchie, ma molta… forse dipende da questo aspetto ma non credo sia l'unico. Se citassi solo il rock '70, lo space, il progressive ecc. farei torto al deserto, al post metal e alla psichedelia più sperimentale. Per cui… non lo so… [sorride]

So: Io personalmente mi formo fin dall'età di quattro anni ascoltando musica cosmica tedesca, krautrock e psichedelia. A quell'età mi addormentavo con "Zeit" dei Tangerine Dream nelle orecchie come ninna nanna…

Personalmente sono assiduo ascoltatore di rock, stoner e affini. Ho notato che ci sono due correnti precise che pur avendo spesso caratteristiche comuni si dividono in: brani medio/lunghi e diretti mi vengono in mente a esempio i vostri concittadini Black Rainbows dell'ultimo "Carmina Diabolo" e chi come voi sceglie di creare dei veri colossi per durata e consistenza. Come prende vita un vostro brano? C'è una suddivisione dei compiti in tal ambito?

GM: Dipende dal brano, "Morning" è nata dalla voce, "Message" da una serie di riff messi insieme e "Eternaut" dall'esigenza di raggiungere una sensazione. Ognuno ha le sue "voglie" che cerchiamo di conciliare in sala. Non è semplice perché abbiamo quattro esperienze differenti. Ma non farti ingannare dalla divisione cui accennavi. Adesso hai trovato quattro suite che hanno un taglio personale ma nel prossimo disco potresti ascoltare un super speed r'n'r, un post metal con condimenti space-prog od anche un divertissement acustico superpsichedelico… t'avverto sin d'ora…

So: La suddivisione dei compiti principalmente prende piede dal punto di vista dell'arrangiamento e dei ruoli dei singoli strumenti. L'amalgama finale viene in studio… In genere uno arriva in sala prove con un'idea, uno spunto, e poi il brano prende vita da sé, piano piano, con molto lavoro di rifinitura.

In un mondo musicale dove l'estremo come il troppo commerciale spesso tendono all'appiattimento, questo stile ha riportato in auge il colore e la vivacità dovuta a cambi di umore continui e a visioni da viaggio ultraterreno. Ascoltare i quattro brani dell'album al tempo stesso vuol dire vivere quattro "avventure" diverse, come ci si cala all'interno di una natura di questo tipo?

So: Senza droghe, perché la vera droga è la musica!

GM: Hai detto bene. l'appiattimento c'è sia in ambito così detto commerciale che in ambito estremo. Per calarsi in situazioni così differenti devi essere differente tu. Altrimenti non ti ci cali…

L'Italia si è svegliata, il rock ha ripreso a fluire e c'è una nuova ondata (o meno) che sta riportando in auge le basi del suonare un certo tipo di musica, come vedete la situazione?

So: Per certi versi, abbastanza disperante. Desert rock nel senso di Rock clamantis in deserto!

GM: Non sono d'accordo, permettimi… l'Italia non si è svegliata. C'è solo più informazione musicale, più possibilità di ascoltare più gruppi con internet, Myspace e social network in genere, ma non c'é più formazione, non ci sono più gruppi interessanti di quanti non ce ne fossero anni addietro. C'è più visibilità, non più "sostanza".

Una delle colpe italiane è quella di essere sin troppo esterofili di natura, guardiamo spesso e volentieri nel giardino altrui negandoci o sottovalutando ciò che abbiamo in casa, ci sono formazioni nostrane con cui avete condiviso il palco o che conoscete come amici che consigliereste d'ascoltare?

GM: Guarda a me piace una band romana che si chiama L'Ira Del Baccano ma in passato apprezzavo i Giardini Di Mirò (che se fossero stati americani…) ma sicuramente ne dimentico tante.

So: Noi ci auto-consigliamo agli amici!

Cosa manca nel nostro paese in ambito organizzativo e di supporto alla musica che non sia mainstream?

GM: L'educazione e la cultura conseguente.

So: Essenzialmente, la cultura musicale, sia nel senso esecutivo che nel senso auscultativo. In pratica, non c'è gente che ascolta ciò che pochissima gente suona. E c'è ancor meno gente che scrive di ciò che pochissima gente suona perché ancor meno persone sanno ascoltare. Per cui, complimenti a voi che siete innanzitutto ascoltatori, indi recensori, in tertiis sicuramente musicisti!

È un problema di mentalità o cos'altro?

GM: È un problema di educazione, ma non musicale, bada bene, educazione in senso lato. Siamo un popolo in cui, mediamente parlando, si preferisce percorrere strade note e che danno sicurezza piuttosto che intraprendere strade nuove che abbisognano di un certo grado di responsabilità per essere percorse. Anche i così detti produttori sono figli di questa filosofia. Siamo un paese conservatore e reazionario insomma, e la musica che ne consegue non può che essere figlia della mentalità. Per scendere in un terreno pratico, in Italia esistono principalmente due categorie di gente che suona. O fai (o aspiri a fare) il turnista, il professionista, e allora impari a suonare ma – quasi mai – impari a creare, ad inventare, o fai l'inventore ma non sai suonare. Il pubblico, mediamente parlando, non ha dimestichezza con questo tipo di differenze perché si occupa di ascoltare. Ma ascolta sempre le stesse cose. Quando un ragazzo ha la volontà di imparare uno strumento non fa altro che seguire delle "regole" che sono state… inventate da altri. Per cui, se chi produce musica non ne "inventa" di proprie l'apprendista (poi musicista) finisce per suonare sempre le stesse pugnette, non inventando nulla, non mettendo nulla di personale in quello che fa. Mica che sia facile eh… intendiamoci…

So: È un problema di massificazione e appiattimento dei gusti verso il basso. È un problema di autoreclusione istintuale verso il certo ed il definito. È un problema di ricerca: come i ricercatori universitari fuggono all'estero perché qui non trovano sbocchi, allo stesso modo chi ha esigenze musicali sperimentali, musicisti e ascoltatori, cercano nuove sensazioni fuori dal natìo borgo selvaggio. Senza contare che, cerca cerca, l'art rock sperimentale esiste anche qui, ma viene affossato dal mercato delle major…

L'etichetta per cui è stato rilasciato "Phantom Hell And Soar Angelic" (Phonosphera) vi appartiene, come si è sviluppata l'esigenza, e credo al tempo stesso il piacere, di mettere su questa realtà?

GM: Guarda, è stata una mia idea che ha preso spunto da una iniziativa già realizzata da un gruppo svedese, gli Spacious Mind, che hanno fatto altrettanto prima di noi. Oggi come oggi, andare in giro a sbattersi per trovare un'etichetta non ha più il senso di una volta. Se non gestisci una major e hai un poco di esperienza a che serve un'etichetta quando i tuoi dischi finiscono per essere scaricati? Che senso ha farsi stampare il cd da una piccola etichetta quando diviene proprietaria dei tuoi cd che devi poi ri-acquistare per poterli ri-vendere direttamente? Il senso è solo quello di avere una visibilità. L'etichetta, tranne rari casi, se non fai musica che è strettamente inquadrabile in un genere, non ti pubblica il tuo disco perché sono solo spese e consumo di energie ed il ritorno è veramente esiguo. Quindi, in sostanza, lo fai quasi esclusivamente per piacere personale… o poco più…

So: Per i motivi di cui sopra: il desiderio di suonare ciò che vogliamo senza imposizioni dall'esterno che cerchino di instradarci nel mainstream!

Chi volesse entrare in contatto per collaborare con essa come si può mettere in contatto o proporre la sua musica al vaglio?

GM: Basta andare su www.phonosphera.com, e/o mandare una mail da lì con i relativi link del proprio Myspace.

Uno dei grossi problemi nostrani sono i live, si riesce a fissare delle date per esporre il vostro repertorio on stage?

GM: Speriamo, non è semplice. Intanto presenteremo il cd il 17 giugno, vicino Roma. Poi vediamo cosa possiamo fare per l'autunno. Ma non è semplice perché tutto ruota attraverso i soldi. Il locale ti deve pagare ed ha bisogno di gente che venga ad ascoltarti e che porti soldi. Se la tua musica non piace la gente non viene a vederti e tu non suoni. Dipende da cosa è abituata ad ascoltare la gente. Torniamo "a bomba" insomma…

C'è stata un'esperienza che vi ha fatto dire: molliamo tutto, così come una che vi ha fatto pensare: andiamo avanti a ogni costo?

GM: Veramente devo ancora prendere in considerazione un'ipotesi di abbandono…

So: L'amore per la nostra musica e per ciò che vogliamo comunicare al pubblico innanzitutto ci fa andare avanti ogni giorno.

È dato di fatto che di musica difficilmente si campa o almeno solo un numero sparuto di act possono dire di farlo, cosa fanno i Void Generator quando non suonano?

GM: Se suoni "liscio" puoi tranquillamente campare… sai quanto costa un gruppo di liscio??!! Cristiano e Marco sono insegnanti dei rispettivi strumenti (pianoforte e batteria). Io personalmente insegno chitarra anche se faccio tutt'altra cosa che però preferisco tenere per me. Mica è un segreto, solo che è una professione pubblica che è distante anni-luce dal musicista e non vorrei che gli ascoltatori avessero a confondere le due cose…

So: Io sono una scrittrice esordiente…

Quali sono i progetti futuri della band?

GM: Registrare altre cose.

So: Continuare ad esprimerci ad ogni costo. Mi piace riprendere un motto del grande Edgar Varese molto amato anche da Frank Zappa: modern composer refuses to die!

Ringraziandovi per il tempo che ci avete concesso, a voi concludere come meglio credete.

GM: Innanzitutto, grazie a voi. Poi: sostenete la musica indipendente e… ascoltate, ascoltate, ascoltate… senza preclusione di genere… Ciao !!!

So: Grazie a voi che comprendete il valore del tempo e delle vibrazioni nell'etere! Stephen Hawking sarebbe orgoglioso di voi…

GM: Sonia non se riprende più!…

 

 
 

 

 

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