VULTURE INDUSTRIES

VULTURE INDUSTRIES

   
Gruppo: Vulture Industries
Traduzione: Dope Fiend
 
Formazione:

  • Bjørnar Erevik Nilsen – Voce e Programmazioni
  • Øyvind Madsen – Chitarra
  • Eivind Huse – Chitarra
  • Kyrre Teigen – Basso
  • Tor Helge Gjengedal – Batteria
 

Oggi abbiamo qui con noi i Vulture Industries. Dopo un bel disco uscito nel 2007, "The Dystopia Journals", la band di Bergen ha confezionato uno dei migliori album del 2010: "The Malefactor's Blodie Register".
 


 

Benvenuto Bjørnar, come al solito cominciamo dando alcune informazioni sulla vostra band?

Bjørnar: Grazie! Siamo cinque ragazzi impegnati nel suonare la musica che amiamo e nel diffonderla a chi è disposto ad ascoltarla. La band ha preso vita a Bergen, in Norvegia, nel 2002 e ha avuto una formazione stabile da allora. Abbiamo finora pubblicato due album e stiamo attualmente lavorando sul materiale per il terzo. Musicalmente ci si può descrivere come progressive extreme metal con un tocco eccentrico di follia.

Nel 2009 ho avuto il piacere di intervistare i Sulphur, band in cui suonano Øyvind Madsen e Evind Huse, e recensire il loro secondo album. Così ho pensato: c'è una gara tra le due band per chi farà il miglior album? "Thorns In Existence" mi aveva dato tanto, quindi ho ascoltato il vostro nuovo lavoro, sperando di trovarmi davanti a un altro ottimo disco e ne sono rimasto più che soddisfatto. Come è avvenuta la nascita di questo secondo album?

Considerando che Øyvind è coinvolto nella composizione in entrambe le band, e io ho anche prodotto i due album, non c'è vera concorrenza. Tuttavia… ricordare che Øyvind e Evind hanno anche pubblicato un album molto buono con i Sulphur aiuta a mantenere i piedi per terra. "The Malefactor's Bloody Register" è stato partorito dopo una gestazione di due anni. Ci volle qualche tempo dopo l'uscita di "The Dystopia Journals" prima di trovare la direzione che volevamo prendere con il successore. Non abbiamo voluto fare due volte lo stesso album, quindi abbiamo tirato in ballo alcune sperimentazioni e nuovi impulsi. Dopo un anno di incanalamento del feeling attraverso nuove idee e scelte nei confronti di ciò che abbiamo deciso di utilizzare, le nuove canzoni hanno iniziato a prendere forma. Da questo punto in poi la realizzazione del disco è stato un processo abbastanza fluido, in cui abbiamo lavorato su più canzoni in parallelo e le abbiamo finite una a una, revisionando alcune parti o semplicemente lasciandole così, quando c'era già la giusta atmosfera.

Avete cambiato un po' rotta, "The Malefactor's Bloody Register" è più progressivo, la tua performance è impressionante, ti sei liberato dalle catene di Garm, è un lavoro maturo. Come è progredita la composizione dei testi e delle musiche?

Come già detto, era nostra intenzione fare qualcosa di nuovo e sento che siamo riusciti in questo senso. Quando si tratta di musica, fondamentalmente abbiamo seguito la stessa routine di prima. Io e Øyvind producevamo, più o meno finite, le demo delle canzoni e le idee nel nostro studio in casa, poi le portavamo al resto della band per completarli. I testi sono tutti scritti da me. Io scrivo quando sono in vena e mi sento ispirato. Questa è di solito la parte più delicata del processo, siccome questa ispirazione è molto imprevedibile. A volte riesco a finire un paio di testi di canzoni in una notte insonne, ma poi possono passare due mesi prima di avere un altro dei miei momenti di ispirazione.

Ho notato una particolare attenzione per le melodie, le parti corali e la piacevole presenza di ospiti qua e là. Ci sono Hammond, sax, archi, è ovvio che non vi piaccia essere statici. Come sono nate le collaborazioni con gli ospiti?

Tutte le parti corali sono affidate ai membri della band. Tutti i ragazzi hanno una buona voce, grazie a essi per le parti vocali armoniche, al posto di strati multipli della mia voce; siamo così anche in grado di ripeterle dal vivo. Parlando degli ospiti, quelle parti sono state scritte con tali strumenti in mente. Per l'organo Hammond si trattava di una scelta facile su Herbrand Larsen (che ha fatto le parti), che è un grande musicista, un buon amico e gestiamo uno studio insieme. Il violoncellista, Audun, l'abbiamo sentito suonare con la sua band, Funin, che è stata recentemente pubblicata dalla Karisma Records, l'etichetta sorella della Dark Essence Records. I Funin sono una grande band, così glielo abbiamo chiesto e Audun è stato felice di farlo. Gli altri ospiti sono stati trovati attraverso raccomandazioni di amici e tutti hanno fatto un lavoro splendido. Ho quasi dimenticato il cane. Quella è la storia migliore. Avevo un Manchester Terrier cucciolo chiamato Luca in studio, quando stavo registrando le parti vocali. Soffriva di ansia da separazione, quindi ogni volta che lasciavo la stanza iniziava a ululare. Dopo un paio di volte, ho percepito la bellezza del suo ululato e ho acceso un microfono prima di uscire per una tazza di caffè. L'ho poi inserito in una parte della canzone a cui stavo lavorando, "This Cursed Flesh", e voilà… si integrava alla perfezione!

Se dovessi scegliere la mia traccia preferita, sicuramente direi "This Cursed Flesh", ha un fascino particolare e un coro impressionante, ma quella che mi è entrata nella testa e non è più venuta fuori è "I Hung My Heart In Harrow Square". Possiamo dire che si tratta di una ballata? Che cosa vi ha spinto a comporla?

Si tratta di una ballata omicida. Cosa mi ha spinto a comporla… non ne ho idea. Forse Nick Cave…

Purtroppo la versione promo che ho ricevuto non conteneva i testi. Ci puoi dire quali sono i temi principali?

Il tema di "TMBR" è l'umanità vista attraverso il sistema giudiziario. Si tratta di chi siamo e come ci trattiamo l'uno con l'altro.

Il "The Newgate Calendar – The Malefactor's Bloody Register" è stato scritto tra il XVIII e il XIX secolo, una sorta di registro aggiornato delle esecuzioni e dei crimini che hanno portato a queste punizioni. Avete una passione per il XVIII secolo? Chi è tra di voi amante della letteratura?

In generale, sono molto appassionato di storia, specialmente negli ultimi due decenni. Mi affascina e influenza fortemente la mia scrittura. È un po' un cliché, ma credo che sia importante conoscere la storia per capire chi siamo e per evitare di ripeterla. Io sono probabilmente il più grande lettore della band. Penso che Kyrre e forse Evind e Tor Helge leggano un po' troppo. Øyvind legge per lo più fumetti.

La Norvegia ha dato vita a molte band avantgarde e sperimentali, penso a gente come Arcturus, Virus, DHG, ultimi Ulver ed Enslaved post-"Mardraum". Come ci si sente a fare parte di una scena che è così ricca di potenzialità e in grado di rilasciare veri e propri capolavori?

Credo ci sia un forte spirito di individualismo nella scena metal norvegese. La maggior parte delle band ha una forte identità che la separa nettamente dalla massa. Siamo a nostro agio in questa buona compagnia. Essa ci spinge a fare del nostro meglio e a prendere la direzione in cui crediamo.

Come sono i rapporti nella scena musicale norvegese? C'è un gruppo di band con cui avete particolari relazioni, suonando parecchio con loro o creando collaborazioni alternative?

La scena metal in Norvegia è molto intrecciata, con molti musicisti che suonano in diversi gruppi e progetti. È una scena molto aperta e amichevole per molti aspetti. Eppure io penso che ci sia una leggera tendenza a imbarcarsi in più progetti di quanti se ne possano gestire, a volte, cosa che può compromettere la qualità individuale dei progetti. D'altra parte credo che questo scambio mantenga fresca la scena e assicuri che le persone acquisiscano nuove influenze e nuove prospettive. Ho il piacere di lavorare con molte di queste persone grazie al mio lavoro in studio, il quale credo allarghi la mia prospettiva.

Quanto è difficile mantenere in vita molti progetti?

Non è un grosso problema per noi. I Vulture Industries sono il perno principale e gli altri progetti non richiedono così tanto tempo. Essi servono come punto di sfogo per altre idee e altri impulsi.

Sulphur e Vulture Industries sono due band che mi auguro possano ottenere ciò che si meritano, quindi mi piacerebbe chiederti: con i Black Hole Generator verrà fatto qualcosa di nuovo?

Attualmente sto lavorando al missaggio del nuovo album dei Black Hole Generator. Non credo che uscirà prima del prossimo anno, però. Posso dire che è molto oscuro e più vario rispetto al mini-cd.

L'album è stato rilasciato non molto tempo fa, avete ricevuto alcuni commenti su di esso (sia dai fan chee dalla critica)?

Considerando che l'album è più complesso e difficile rispetto al nostro esordio, ci aspettavamo recensioni più polarizzate questa volta. Generalmente le recensioni sono state molto buone però. Ce ne sono naturalmente alcune negative, ma questo è naturale. Io preferisco recensioni negative piuttosto che recensioni mediocri. Noi non facciamo musica per tutti, quindi se la gente non entra in contatto con la nostra musica, sono contento che non la apprezzi. Io preferisco che le persone abbiano un parere preciso sul nostro lavoro, che non è certamente qualcosa che possa passare inosservato.

Farete un tour per supportare l'album, ci sono già date confermate?

Abbiamo ormai fatto due brevi tour europei e alcuni concerti singoli in Norvegia per supportare l'album. Stiamo lavorando alla conferma di due date per questo autunno, ma per il momento siamo confermati per il Metal Camp in Slovenia, il Dong Open Air in Germania e Dark Bombastic Evening 3 in Romania. Ma arriverà di sicuro dell'altro!

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