YSENGRIN

   
Gruppo: Ysengrin
Traduzione: Insanity
 
Formazione:

  • Guido Saint Roch – Basso, Chitarre, Tastiere, Voce
  • Aboth – Batteria
  • Aldébaran – Chitarre, Tastiere
 

Ysengrin, il lupo. Ysengrin, la creatura del francese Guido Saint Roch giunta al terzo capitolo, due dei quali sono stati recensiti dal nostro sito, troverete gli articoli riguardanti "Tragedies – Liber Hermetis" e l'ultimo "To Endotaton" inseriti nell'elenco. Adesso è il momento di approfondire altri aspetti e conoscere meglio anche il personaggio che ha dato vita a questi lavori.


 

Ciao Guido e benvenuto sul nostro sito. Dal 2008 a oggi sono stati quattro anni pienissimi, ti stai prendendo una pausa o stai già pensando al futuro di Ysengrin?

Guido: Ciao! Beh, sono attivo dal 1997 in diverse band, per cui non è solo dal 2008 che la mia agenda è piena di impegni! Non credo di essere iperattivo, sono solo desideroso di pubblicare musica oscura. Non ho un'idea per un album futuro, e se ne pubblicheremo un altro ci vorranno anni di sicuro! Per il 2013, ci sarà un breve lavoro per un progetto ambizioso, ma non posso dire di più al momento.

Raccontiamo un po' come è nato il tuo progetto, quali sono i punti cardine sul quale ruota e come sei entrato a far parte di questo mondo?

Lavorando da solo, suonando tutti gli strumenti, creando qualcosa di oscuro e principalmente in mid-tempo: musica tra i vecchi Katatonia, Deinonychus, Black Metal svedese… Questo era il mio intento all'inizio.

Ho avuto modo e piacere di scrivere di due tuoi lavori, "Tragedies – Liber Hermetis" che m'inviasti direttamente tu nel 2011 e "To Endotaton" che ho ricevuto dalla I, Voidhanger [l'etichetta che ne ha curato il rilascio, NdA]. In entrambe le circostanze ho notato la passione per il Medioevo: cosa ti attira di quell'epoca oscura e spesso volutamente dimenticata?

È vecchia e nelle mie vene da tanti fottuti anni. Alcune persone hanno piacere camminando in fabbriche abbandonate; io preferisco passeggiare in castelli, chiese, cattedrali, paesi medievali… Forse può essere visto come un culto stupido e infantile di tempi immaginari, ma per me non lo è assolutamente ed è parte della mia vita quotidiana. Comunque, notate che entrambi gli album non sono esclusivamente medievali anche se ognuno contiene riferimenti a quell'epoca.

Con "To Endotaton" sei andato però anche molto più indietro, tirando in ballo la mitologia greca e simboli che comunemente vengono collegati alla figura di Cristo (il Sole e la Croce), ma che nella realtà di fatto la storia ci insegna si sono ripetuti più e più volte nel corso dei millenni, identificando più divinità. Le risposte che cerchiamo sono sempre e comunque in ciò che c'è già stato?

Le religioni elleniche mi dicono molto, più di quelle celtiche o nordiche per esempio. Forse perchè il mio sangue è più mediterraneo, ma anche perchè sono sempre affascinato dalla bellezza delle rovine di templi romani-ellenici, e questo dalla mia infanzia. Comunque, la tua domanda è interessante e risponderò: sì, andare indietro nel tempo è il punto di partenza, il "tempo zero" (l'eternità) come disse Mircea Eliade. Inoltre lui scrisse: «Dimenticare è l'equivalente di dormire, ed è anche la perdita di sè, il disorientamento, la cecità (bende sugli occhi)

I due album sono profondamente diversi come struttura e impostazione, com'è stato comporli? Da quali basi sei partito, sia musicali che tematiche, per dare a ognuno di essi un'impronta unica?

Non c'è niente di statico o scritto nella mia musica. Ho l'ispirazione quando suono i miei strumenti o leggo libri o qualsiasi cosa! Alcuni riff in "Tragédies – Liber Hermetis" erano vecchi, menrte "To Endotaton" è più maturo in ogni senso, sia a livello di musica che di testi. I testi sono comunque importanti e cerco di mettere in relazione ogni riff con le parole… O viceversa ovviamente!

Perché concentrare tutto ciò che si ha da dire in un'unica traccia?

Perchè no? Beh, amo "Crimson" degli Edge Of Sanity, probabilmente mi ha ispirato. Era anche una sfida per me e penso che il risultato sia interessante e personale.

Come si è svolta la ricerca iconografica per dare una raffigurazione idonea alla grafica delle tue opere?

Voglio sempre controllare la grafica come faccio per la musica. Do tutti gli elementi ai ragazzi e poi lavoriamo insieme per creare quella più adatta per Ysengrin. Lavoro molto anche da solo, per l'inlay ad esempio, ma poiché faccio schifo a disegnare non posso fare tutto da solo!

Al tempo di "T.R.I.A.D.E" Ysengrin era un solo-project, adesso hai una formazione che si è consolidata. Il primo a entrare a farvi parte se non ricordo male fu Aboth, seguito poi da Kalevi e per ultimo M., giusto? Com'è nata la collaborazione con questi musicisti e quanto la loro presenza ha influito nella crescita e nell'evoluzione di Ysengrin?

No, Aboth è l'unico membro fisso, insieme ad Aldébaran. Il primo è entrato come batterista nel 2009 per registrare "Tragédies – Liber Hermetis"; il secondo si è unito a noi nel 2010, per le chitarre e mi aiuta anche con le tastiere. Le loro influenze sono pesanti, poiché entrambi sono professionisti e capiscono totalmente cosa voglio per ogni strumento. Si parla di cose tecniche senza diventare noiosi, veloci a lavorare e bravi ragazzi. Ora la trinità della Malebeste è completa. Per quanto riguarda Kalevi e M., erano entrambi session. Kalevi ha suonato le chitarre e gli strumenti medievali su "Tragédies – Liber Hermetis" ed è stato un onore averlo sull'album. I Bloody Sign erano una delle migliori Death Metal band francesi! M. ha cantato in entrambi i lavori, anche lui come ospite. Ascolto gli Opera IX da molto tempo, è stato il mio primo contatto con la (grande) scena italiana, insieme a Evol e Sadist.

Negli ultimi anni ho avuto delle piacevoli chiacchierate con Shaxhul (Annthennath) e Nathaniel (Resistance) pubblicate qui sul sito, oltre ad aver scambiato mail con lo stesso Kalevi (sono ancora parecchio dispiaciuto per la dipartita artistica dei Bloody Sign) e Grief (Affliction Gate), nelle quali è emerso quanto ci sia una forte e fitta comunicazione-connessione fra varie band che permette un continuo scambio di "favori" artistici reciproci. Quello che mi chiedo è: esiste davvero una scena o alla fine sono solo dei circoli chiusi limitati ad alcune precise realtà che si supportano a vicenda? Una sorta di élite per intenderci.

Onestamente, non credo in una scena metal qui in Francia. Forse sono troppo misantropo, tuttavia è sicuro che ci siano connessioni tra ragazzi delle scene Black, Death e Doom… Per quanto riguarda una possibile élite, la penso allo stesso modo! L'unica cosa di cui sono certo è che Ysengrin non è per tutti, probabilmente perchè non è un ascolto facile e la nostra musica è per il gusto dei vecchi metallari bastardi [ride]!

Quali sono secondo te i limiti del metal al giorno d'oggi? Le debolezze e le contraddizioni che ne minano la stabilità?

Hummm, il metal di plastica, il "metal"-core, qualsiasi cosa ultratecnica-brutale! Queste sono sicuramente le peggiori cose per il vero metal. Il metal ha le sue radici negli anni '70/'80; non può essere in altro modo!

C'è un aspetto della tua adolescenza da "metallaro" che ti manca? Un qualcosa, una qualsiasi cosa che non riesci più a riscontrare nella gioventù che si avvicina a questa forma d'arte?

Il mio walkman quando ero sull'autobus… Leggere libri fantasy quando ero bambino e ragazzo… Le prove con la mia prima band, con le nostre teste piene di sogni… Mi mancano i cataloghi fisici su carta delle etichette: erano fottutamente fighi! Era anche più facile comprare cassette vuote [ride]!

Ci sono due personaggi che per attitudine e dischi prodotti potrebbero essere i tuoi modelli ideali, qualcuno da cui valga davvero la pena attingere e ascoltare costantemente le relative opere?

Domanda difficile, ma di sicuro il primo che mi viene in mente è King Diamond. Il suo lavoro con i Mercyful Fate e King Diamond va oltre le parole, e a mio parere è difficile trovare band con trenta anni di vita senza una traccia di merda. Posso aggiungere alcune band quali Autopsy, Candlemass e Mortuary Drape che suonano ancora ottima musica dopo tutti questi anni; è assurdo! Per i musicisti più recenti, posso dire Mordra dei Necros Christos è un modello: chitarrista eccellente, ragazzo intelligente e simpatico, e ovviamente ottima band. Solo un'altra band (recente): Negative Plane. Sono molto promettenti!

Se la parte strumentale è fondamentale nelle tue produzioni, è impossibile non farla convivere con il testo. Quest'ultimo però viene frequentemente relegato a inutile surplus, dato che molti o scaricano o approfittano delle copie digitali. Nell'invogliare gli acquirenti verso il formato mp3, con annessa cover ad alta risoluzione,  non sono forse le etichette stesse le prime a gambizzare il lavoro rilasciato? È sempre più per pochi la ricerca dell'originale a ogni costo e il volerne conoscere i dettagli?

Come fa una band a "pubblicare" un album digitale?! È molto strano per me e per niente metal! Sì, il piacere di leggere il libretto, il contatto con l'oggetto fisico non può essere paragonato a questa merda virtuale! Fortunatamente, non penso sia così per pochi! Questa moda del digitale-virtuale è per i più giovani. Ricorda una cosa però: acquistare album fisici è per te, non per caricare foto su un forum! Non è ovvio per tutti a quanto sembra…

Ysengrin e I, Voidhanger: com'è avvenuto l'incontro fra due realtà che amano seguire percorsi tortuosi e poco battuti? La collaborazione avrà un prosieguo?

Ho mandato un promo a Luciano (I, Voidhanger) ed era molto interessato ad ascoltare di più. Gli ho mandato l'intero album (in versione non mixata) e ci siamo accordati per lavorare insieme, poiché gli è piaciuto molto. Sì, collaboreremo ancora insieme per diversi progetti (vedi prima risposta).

Gli Ysengrin hanno una dimensione live? Ci sono date a supporto di "To Endotaton"? Può essere un problema sostenere un live con un solo brano portante?

Non penso di suonare live con Ysengrin in futuro; preferisco mantenerlo come uno studio-project.

Chi è Guido Saint Roch al di fuori della dimensione band? Passioni, hobby, vita di ogni giorno…

Le mie passioni sono collegate a ciò che è Ysengrin: epoche antiche, l'occulto, ovviamente leggere libri, guardare film, ascoltare musica… Penso niente di eccezionale. Non vado spesso a concerti e non sono un gran bevitore. Ovviamente, sono e sarò sempre un metallaro nel cuore, ma non mi piace l'idea di far parte della comunità metallara. Ho una moglie e preferisco stare a casa con il mio branco di cani-lupo e cose del genere piuttosto che vomitare in un bar metal!

L'intervista si conclude qui, ti ringrazio per il tempo che ci hai dedicato e lascio a te l'ultima parola per dire ciò che preferisci ai nostri lettori.

Non mi piace molto rispondere alle webzine, ma la vostra intervista è stata interessante. Grazie del supporto e hailz ai metallari italiani! A.M.D.G.

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