10 ANNI DI BLACK METAL GIAPPONESE: ZERO DIMENSIONAL RECORDS #07 A PORTRAIT OF FLESH AND BLOOD – Intervista

Questo articolo fa parte di una serie di approfondimenti dedicati a Zero Dimensional Records, etichetta specializzata nel black metal giapponese che da dieci anni è protagonista della scena estrema nipponica. L’elenco completo degli articoli è disponibile a questo link.

Gruppo:A Portrait Of Flesh And Blood
Formazione:

  • Neil Andersen – Voce e Programmazione
  • Yusuke Hasabe – Chitarra, Basso e Batteria
  • Stefan Traunmüller – Tastiere e Orchestrazioni

Durante il nostro viaggio esplorativo all’interno del più nero underground giapponese abbiamo incontrato molte realtà dalle idee diverse. Tutto ciò nel contesto del festeggiamento dei dieci anni di attività di una delle più attive etichette locali: la Zero Dimensional Records. Uno dei nomi che ha catturato la nostra attenzione è stato quello degli A Portrait Of Flesh And Blood, il cui album di debutto Gallery Of Sorrow ha portato a suonare insieme l’artista depressive black locale Yusuke dei No Point In Living con l’austriaco maestro dei sintetizzatori Stefan (dei Golden Dawn, fra i tanti) e il cantante statunitense Neil, responsabile in primo luogo per la nascita dell’intero progetto. Per questo motivo ci siamo messi in contatto con quest’ultimo per soddisfare la nostra sete di conoscenza (e di malae). Ecco com’è andata!


Allora, Neil, Gallery Of Sorrow è uscito da un anno, ormai: com’è stato ricevuto in giro? Dov’è stato apprezzato maggiormente?

Neil: C’è stata una risposta incredibile per questo album. Per me ha significato molto registrare e pubblicare questo disco e sono molto felice che la gente in giro per il mondo lo apprezzi e supporti gli A Portrait Of Flesh And Blood.

Tra l’altro, Gallery Of Sorrow è anche il primo disco degli A Portrait Of Flesh And Blood a uscire via Zero Dimensional Records. Come ci siete finiti in contatto? E come ti è parso collaborare con loro, ne sei soddisfatto?

Sì, è così. The Pale Enchantress è stato autoprodotto mentre per Gallery Of Sorrow ho contattato tutta una serie di etichette che mi sembravano potenzialmente più adeguate all’uscita. Ho scritto a Shota del disco e, dopo averne parlato, siamo giunti a un accordo molto conveniente per entrambe le parti. Sono molto contento della collaborazione con la ZDR.

Parlando del gruppo, ho letto su Encyclopaedia Metallum che inizialmente era nato come one man band nei ’90, con un nome diverso. Perché non ce ne parli un po’ tu?

Ho dato il via al progetto da adolescente col nome di Echoes Of Silence. Scrivevo e registravo musica principalmente coi sintetizzatori, tramite FL Studio, e dopo un po’ di tempo ho sentito il desiderio di ripartire con un nuovo nome e un nuovo stile rispetto al passato. In realtà, The Pale Enchantress sarebbe dovuto essere l’ultimo album degli Echoes Of Silence, ma mi è sembrato rientrare meglio nei canoni degli A Portrait Of Flesh And Blood. Gli Echoes Of Silence erano più un mio progetto da giovane, mentre gli A Portrait Of Flesh And Blood sono una roba più seria e matura.

Oggigiorno la formazione della band si è stabilizzata e gli A Portrait Of Flesh And Blood sono, di fatto, un trio. Che te ne pare della collaborazione con Yusuke e Stefan?

In realtà, ora come ora, Stefan e Yusuke sono impegnati con i loro progetti e con le loro vite, per cui il progetto è di nuovo solistico. Stimo e apprezzo profondamente entrambi e collaborare con loro per Gallery Of Sorrow è stato un vero sogno. Spero che prima o poi le nostre strade si incrocino di nuovo.

Quando li hai conosciuti? E come?

Ho conosciuto Stefan dopo aver comprato un disco dei Golden Dawn e averlo cercato online. L’ho contattato tramite Myspace, all’epoca, chiedendogli cosa ne pensasse delle mie idee per un album degli Echoes Of Silence e lui mi disse che gli sembrava un progetto divertente. In un annetto abbiamo registrato Stormbringer (che purtroppo non ha mai visto la luce tramite etichetta). Ti parlo del 2008, credo. Per quanto riguarda Yusuke, invece, l’ho scoperto tramite un canale YouTube che pubblica album DSBM: sono rimasto davvero colpito dalla sua musica. L’ho cercato su Facebook e l’ho contattato e lui si è subito detto d’accordo a scrivere e registrare con me.

Quali sono le dinamiche della band? Voglio dire, come lavorano insieme i membri degli A Portrait Of Flesh And Blood, quando si tratta di scrivere musica: c’è qualcuno che suggerisce agli altri cosa fare oppure mettete insieme i pezzi scrivendo tutti insieme?

Per quanto riguarda Gallery Of Sorrow, ho dato carta bianca a Yusuke per le parti strumentali. Solo in un secondo momento, quando ho capito di essere in un vicolo cieco, ho chiesto l’aiuto di Stefan per le orchestrazioni. Dopo aver accettato, ci siamo scambiati idee e accorgimenti e tutti noi abbiamo contribuito con annotazioni e suggerimenti.

Cosa ne pensi delle band dei tuoi colleghi? Non sembrano far parte esattamente dello stesso ramo del black metal: voglio dire, i No Point In Living così come i Retreat Neurosis di Yusuke sono di matrice depressive, mentre i progetti di Stefan sono sempre stati caratterizzati da elementi sinfonici ed epici…

Sono sempre stato un grande fan dei Golden Dawn, quindi lavorare con Stefan è stato un sogno, così come lo è stato lavorare con Yusuke: adoro il suo talento e amo il suo sound grezzo. Sono entrambi musicisti talentuosi e apprezzo tutti i loro progetti, passati e presenti.

Inoltre, tu stesso sei legato a diverse band. Gli Homophobic Fecalpheliac (da pochissimo messi in sospeso) sono un gruppo brutalmente slam, mentre i The Hollowing sono più vicini al deathcore; eppure mi pare di capire che gli A Portrait Of Flesh And Blood, così come il collaterale A Cursed Spirit In The Mirror, siano i tuoi primi progetti, e sono senza dubbio di stampo black. Come concili i tuoi gusti musicali?

Eh già! [ride] Faccio avanti e indietro da un genere all’altro da quando a undici anni ho scoperto il metal. Gli A Portrait Of Flesh And Blood in realtà dovrebbero essere il mio progetto più datato, se si tiene conto del periodo Echoes Of Silence, mentre i The Hollowing sarebbero il successivo, essendo in giro dal 2006 (anche se sotto diverso nome). A Cursed Spirit In The Mirror nacque per far vedere la luce ad alcuni brani che erano troppo black metal per gli Echoes Of Silence. Gli Homophobic Fecalpheliac, invece, erano una sorta di scherzo tra me e il chitarrista, Alex Ippolito, finché a un certo punto non hanno iniziato a raggiungere una certa popolarità. I miei gusti cambiano quasi di giorno in giorno, quindi provo sempre a tenermi aperto a tutto. Sai, sono cresciuto con i miei che ascoltavano tutti i tipi di musica: un giorno mi capitava di ascoltare jazz, con loro, l’altro Ozzy Osbourne.

Forse è stata una mia impressione, ma — come dicevo anche nella recensione di Gallery Of Sorrow — mi pare che il tuo cantato all’interno del disco risenta, in qualche misura, delle citate esperienze più brutali. Tu come la vedi?

Sì, è così, ho sempre avuto un approccio un po’ diverso. In realtà è anche divertente, a modo suo: dopo aver registrato le linee vocali del disco, le ho girate a Stefan e lui mi ha chiesto che diamine di creatura facesse quei versi lì. [ride] Mi piace differenziarmi e penso che, stavolta, la mia voce ci è riuscita in maniera naturale.

Parliamo un secondo del futuro della band, ora. Hai già progetti per un prossimo album?

Sì, ci sono idee, ci sono piani e tutto il resto, per una nuova uscita, ma sto iniziando prima a contattare altri musicisti per capire le loro idee e i loro approcci. Un nuovo album ci sarà, ecco, ma non sono ancora sicuro di quando; forse l’anno prossimo.

Per quanto riguarda la dimensione live, invece?

Questo me lo chiedono spesso e onestamente non è possibile. Non suonerei dal vivo senza Yusuke e Stefan, ma al momento è davvero troppo difficile, con ognuno di noi in un diverso continente.

A proposito di live: com’è la situazione dalle tue parti? Esiste una scena black più o meno viva oppure è tutto un po’ frammentario? E, che tu sappia, invece, Yusuke ti ha mai parlato di come vanno le cose in Giappone?

Abbiamo davvero delle ottime band black metal, qui! In questo momento mi vengono in mente Imperialist, Gravespawn, Anshelm, Lightning Swords Of Death, Highland, Sothi e altre, passate e presenti. È una scena abbastanza solida, di questi tempi, anche se non troppo rumorosa. Ho sentito del Giappone anni addietro da alcuni amici che vivono lì: hanno una scena metal pazzesca.

Tra i due posti, dove preferiresti portare su un palco gli A Portrait Of Flesh And Blood: California o Giappone?

Sicuramente in Giappone, qui ci sono troppe band metal e non sarebbero in molti ad apprezzare la nostra musica tanto quanto in Giappone.

E dell’Austria che ci dici, invece? Quel posto ha una certa storia alle spalle, quando si parla di black metal, e Stefan dovrebbe saperne sicuramente qualcosa…

Sì, quel posto ha un gran numero di band black influenti, tipo Trifixion, Pervertum, Pazuzu, Summoning, Vuzem, Knechte Des Schreckens, Cromm, Abigor e, ovviamente, Golden Dawn (The Austrian Black Metal Syndicate). Stefan è stato parte attiva di tutto ciò, quindi dovrebbe certamente saperne.

Ora, prima di salutarci, devi sapere che i nostri lettori sono tendenzialmente quel tipo di persona che muore dalla voglia di scoprire gruppi di nicchia sempre nuovi; quindi, perché non ci fai i nomi di quelle che, secondo te, sono le band più valide delle tue parti che i lettori di questa intervista dovrebbero andarsi a recuperare?

Avrei tantissimi nomi da farti, un po’ da tutti i generi. Alcuni dei miei gruppi metal statunitensi preferiti sono Imperialist, Dzö-nga, Infirmity, qualsiasi band sotto Gore House Productions, Goreatorium, Zombie Eating Horse, The End Of An Age, Serpents, Shrine Of Malice, Uada, Angel Splitter, Blood Vomit Ritual, Gravespawn, The Convalescence… Ma ce ne sarebbero tante altre da nominare.

Penso basti così, per questa volta. Io resto in attesa del prossimo album firmato A Portrait Of Flesh And Blood, ti ringrazio per aver la bella chiacchierata e ti passo la parola per concludere l’articolo come preferisci!

Grazie a te per questa intervista e grazie a tutti voi che la state leggendo e che avete supportato il progetto. Continuate a tenere gli occhi aperti: prima o poi arriveranno aggiornamenti sull’uscita di nuova musica.

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