Fine e mezzo: gli Ad Omega spalancano le porte del loro Tempio delle Tenebre

Fine e mezzo: gli Ad Omega spalancano le porte del loro Tempio delle Tenebre

Il progetto Ad Omega è sorto solo un paio di anni fa, ma Noktvrnal e compagni hanno subito chiarito di voler percorrere con dedizione l’oscuro sentiero della Mano Sinistra, sfornando due EP che non dubito potrebbero tranquillamente comparire nella playlist ideale di Lucifero. Aprile ha segnato la pubblicazione di Tenebris Templum, che costituisce il primo album della band laziale, nella quale attualmente, oltre allo stesso Noktvrnal, milita anche il batterista Vindur. Ho colto l’occasione per porre loro qualche domanda.


Ci ritroviamo praticamente a un anno di distanza dall’uscita dell’EP precedente Golden Age In Blasphemy. Come state? Come procedono le cose?

Noktvrnal: Stiamo bene! Siamo molto soddisfatti del lavoro che è stato fatto in questo anno dopo Golden Age In Blasphemy.

Vindur: Procediamo molto bene, fra tanto lavoro e tante soddisfazioni.

Un anno fa aprivo la recensione di Golden Age In Blasphemy insinuando che la vostra provenienza non fosse Viterbo, bensì gli stessi Inferi. Ascoltando Tenebris Templum, ho avuto l’impressione che abbiate voluto portare tutti noi in qualche girone infernale tra i più profondi. Qual è il processo di maturazione che sta dietro la genesi di questo album?

Noktvrnal: È stato un viaggio decisamente impegnativo, oscuro e dispendioso a livello emotivo. Mi fa piacere leggere le tue parole, perché vuol dire che hai percepito la radicale onestà di questo album. Spesso le cose venivano in maniera così fluida che sembrava fossero state dettate, il che è una sensazione molto appagante e sinistra… non saprei spiegare ulteriormente.

Vindur: È stato un processo impegnativo, ma alquanto naturale. Siamo riusciti a esprimere la nostra essenza senza ostacoli. È segno che il progetto funziona alla grande.

La prossima è una domanda probabilmente scontata e convenzionale, ma riguarda una dinamica che mi incuriosisce sempre molto: dato che internet ci informa che gli Ad Omega sono nati come progetto solista e che solo in un secondo momento siete diventati un duo, per la composizione di Tenebris Templum avete lavorato a quattro mani, oppure il processo compositivo ha seguito un iter diverso?

Noktvrnal: In realtà, Ad Omega non è nato come progetto solista. È stata una mia idea, ma Phersu era entrato da subito, per poi uscirne dopo Golden Age In Blasphemy. Con Vindur il progetto ha trovato il suo equilibrio. Ognuno ha il suo campo d’azione in fase compositiva, e tutto viene discusso insieme per ottenere il massimo risultato sempre.

Vindur: Io sono subentrato dopo che le fondamenta di Ad Omega erano state scolpite da Noktvrnal. Abbiamo trovato subito le giuste intese: sappiamo cosa aspettarci e condividiamo una visione della musica molto simile.

Venendo all’aspetto prettamente musicale, la mia prima impressione riguardo a Tenebris Templum è che si tratti di un disco molto più sinfonico e atmosferico rispetto alle uscite precedenti. È stata una scelta ragionata oppure il risultato del processo naturale di songwriting?

Noktvrnal: Non siamo grandi ascoltatori di symphonic black, salvo rare eccezioni. Ci siamo approcciati allo sviluppo di questo album in totale libertà, senza pensare di dover rientrare negli standard di nessun genere o sottogenere black metal. Tenebris Templum doveva avere quelle atmosfere, questo è quanto.

Vindur: Non direi sinfonico. Abbiamo creato la nostra atmosfera: un luogo profondo, lugubre e demonico in cui l’ascoltatore possa perdersi.

Il tempio delle tenebre che dà il titolo all’album è un luogo fisico ben preciso o va inteso in senso metaforico?

Noktvrnal: Ciò che non si vede non è necessariamente meno concreto di ciò che è percepibile, con approssimazione, dai sensi di cui è dotato il corpo umano con i suoi limiti. Direi che il Tempio esiste, anche se sarebbe inutile cercarlo fisicamente, e d’altra parte non ce n’è neppure bisogno. Tenebris Templum è un disco sugli aspetti più oscuri dell’ignoto, sull’increazione e il chaos.

Vindur: Non è un luogo metaforico, né fisico. È lo spazio in cui la nostra musica ti fa sprofondare.

All’interno di “XI”, che inaugura Tenebris Templum, troviamo una collaborazione con Zilath Meklhum degli ShadowThrone. Come è nato questo sodalizio? Avete già collaborato in altre occasioni?

Noktvrnal: Zilath Meklhum abita nella stessa città in cui vivo io, ma nonostante questo non avevamo mai avuto modo di conoscerci: è successo mentre stavamo lavorando alle tracce dell’album. Abbiamo trovato un bel feeling e si è instaurato un bel rapporto di stima e amicizia. Anche la sua partecipazione alla voce in “XI” è stata, dunque, improvvisa e naturale.

Parlando nello specifico degli altri brani che compongono Tenebris Templum, fra le tracce che risaltano maggiormente penso si possa citare “The Awakening”, che ho trovato più asettica e vicina all’industrial che non al black demoniaco a cui pian piano ci state abituando; cosa che ricorre anche all’inizio di “Saeculari Iudicio”. È un’impressione errata oppure ci ho azzeccato, almeno in parte? Come mai avete deciso di spingervi in questa direzione?

Noktvrnal: Come ho già detto, il nostro approccio è stato segnato da totale libertà compositiva, dunque non è stato affatto percepito come un azzardo troppo grande inserire sonorità non necessariamente in linea con gli schemi di un genere. “The Awakening” è senz’altro una traccia particolare, anche per via del testo, molto personale ed ermetico. Sono scelte che ci appartengono evidentemente, e potremmo trovare stimolante lavorare su certe sonorità nelle prossime uscite. Tuttavia siamo e saremo una band black metal.

Vindur: Non ho pregiudizi musicali e non penso che esistano confini così ben definiti e impermeabili. Il nostro spirito è aperto. Possono esserci delle influenze che confluiscono nella nostra musica, allo scopo di arricchire il prodotto, ma la radice è nera, profondamente black metal, perciò non saremo mai qualcos’altro.

«Ad Omega è un fine e un mezzo allo stesso tempo: è uno spazio nato per essere parte integrante del mio cammino nel Satanismo ed essere il più possibile divulgativo, per chi è ricettivo e vede oltre.»

In futuro pensate di continuare a percorrere il sentiero della Mano Sinistra o vi piacerebbe esplorare altre tematiche a livello concettuale?

Nokturnal: Ad Omega è un fine e un mezzo allo stesso tempo: è uno spazio nato per essere parte integrante del mio cammino nel Satanismo ed essere il più possibile divulgativo, per chi è ricettivo e vede oltre. Insomma, noi intendiamo il progetto come qualcosa che vada oltre una band che fa musica, è parte della nostra sfera spirituale. Potrebbe succedere che altre tematiche entrino a far parte del progetto, se lo riterremo giusto e opportuno, ma il sentiero della Mano Sinistra fa parte della mia esistenza, quindi è ciò che di più naturale rientri nelle tematiche degli Ad Omega.

Vindur: Potrebbe accadere di allargare un po’ i confini del sentiero, non ci vedrei nulla di male, ma la strada principale rimarrà sempre quella.

Il disco è ormai uscito da circa un mese. Avete ricevuto qualche feedback che vi sia rimasto particolarmente impresso, finora?

Noktvrnal: Non ce n’è stato uno in particolare. Sono solo molto soddisfatto del fatto che sia stato accolto veramente molto bene da chi ha avuto modo di ascoltarlo! Sinceramente noi saremmo stati soddisfatti del nostro lavoro a prescindere, ma ricevere dei feedback così positivi ripaga del sangue sputato e dell’estrema dedizione che ci abbiamo messo. Naturalmente c’è sempre da migliorare e lavorare, e in effetti non ci siamo mai fermati! Abbiamo già in lavorazione alcune nuove tracce, nelle quali stiamo cercando un’ulteriore evoluzione.

Vindur: In primis dobbiamo soddisfare noi stessi e così è accaduto. Poi fa sempre piacere essere apprezzati: possiamo constatare che l’album ha avuto molti riscontri positivi.

È appena cominciata la ripartenza dopo l’annoso periodo dell’ennesimo lockdown. Avete in programma qualche live per i mesi a venire?

Noktvrnal: No, non rientra nei nostri interessi al momento.

Non mi piace molto avere l’ultima parola nelle interviste. Per questo motivo, lascio a voi il compito di concludere la nostra chiacchierata nel modo che ritenete più consono.

Noktvrnal: Grazie mille per lo spazio dedicatoci! Hail Lucifer! Hail the End!

Vindur: Grazie per questa intervista, invito gli amanti del genere all’ascolto del nostro album per una gloriosa discesa negli inferi.

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