AT THE SOUNDAWN

AT THE SOUNDAWN

Informazioni
Autore: Mourning

Formazione
Luca De Stefano – Voce
Matteo Bassoli – Chitarra
Andrea Violante – Chitarra
Alessio Bellotto – Basso
Enrico Calvano – Batteria

Do il benvenuto agli At The Soundawn su Aristocrazia Webzine, scambieremo quattro chiacchiere con loro dandoci la possibilità di conoscerli più approfonditamente. Benvenuti ragazzi, come va?

Ciao a tutto lo staff di Aristocrazia Webzine e a tutti i lettori! Qui a Modena tutto bene, a parte il clima autunnale a fine giugno. Ottimo per la stesura di nuovi pezzi!

Come sempre, il primo punto riguarda la storia della vostra formazione, per chi non vi avesse mai incontrato sulla propria strada un po’ di info varie:

Io (Matteo, chitarra), Andrea (chitarra), Alessio (basso) ed Enrico (batteria) suoniamo insieme dal 2000/2001, alla voce Mirco che ha lasciato la band nel 2008. All’inizio il principale obiettivo della band era di divertirsi insieme tra amici, a bere delle birre suonando cover di Machine Head, Testament e Slipknot, per poi passare alla stesura dei pezzi. Di lì a poco la band comincia a diventare qualcosa di più che fare i deficienti (entro certi limiti!) portandoci a registrare il primo ep come Overself al Fear Studio di Alfonsine nel 2002. Grazie a quell’esperienza abbiamo potuto conoscere Riccardo Pasini dello Studio 73 di Ravenna, che ci ha seguito nella realizzazione di entrambi gli album seguenti ed è stato la chiave del cambiamento del sound della band. Intorno al 2005 infatti il sound cambia eccome, portando una ventata di freschezza (con le ali) e il cambio del nome da Overself a At The Soundawn. A cavallo tra il 2005 e il 2006 siamo tornati in Studio con Paso per registrare “Red Square” che ci ha permesso di attirare l’attenzione di un’etichetta come Lifeforce. Al posto di Mirco alla voce ora abbiamo “The King Of Florence” Luca, che essendo un “cantante vero” ha rivoluzionato ulteriormente la band. Registrato “Shifting” l’estate scorsa, ci siamo messi alla ricerca di un trombettista ed ora si è aggiunto Silvio, sia per il discorso live che nella futura stesura dei pezzi. La famiglia si allarga!


Il primo a ringraziarvi per l’opportunità data sono io, non ero venuto a contatto con la vostra realtà e mi sono trovato piacevolmente spiazzato quando ho ascoltato “Shifting”, il vostro secondo lavoro.
Quali sono le differenze fondamentali fra il debut “Red Square: We Come In Waves” e l’ultimo nato?

Avendo ora Luca nella band c’è una prima differenza nella struttura dei pezzi, sono più semplici e lasciano molto più spazio alle linee vocali. Questo ha portato anche all’inserimento della tromba in quasi tutte le tracce dell’album. C’è sicuramente un lavoro maggiore per quanto riguarda i suoni in generale, grazie alle sempre utili e geniali sperimentazioni del Paso. In più abbiamo cercato di creare un concept album, creando un filo logico tra i pezzi grazie ai testi e alle sonorità. Insomma, ci siamo sbattuti di più sotto ogni aspetto!

Post/rock, post/metal, ambient: la proposta è alquanto variegata. Quali sono gli ascolti che vi hanno influenzato o in linea generale il background musicale della band?

Il caos regna nei nostri Ipods. Nella mia playlist si va da Rossini ai Pestilence, passando per John Lee Hooker e i Tears For Fears. Tutti nella band ascoltiamo qualsiasi cosa anche se alla fine per esempio io rimango il più metallaro, o Alessio il più 70’s, quindi ognuno ci mette del suo nella stesura dei pezzi. Il nostro sound è nato così, senza prefissare un genere o una band da cui prendere spunto in particolare.

La natura di “Shifting” permette sia un ascolto leggero di compagnia, sia uno impegnato e riflessivo, le sue caratteristiche catchy coadiuvate dalle scelte più ricercate e intime ne fanno un lavoro altamente fruibile ma al tempo stesso una prova qualitativamente molto più che buona. Siete soddisfatti del risultato ottenuto?

Innanzitutto grazie mille per la descrizione che hai dato di “Shifting”. Siamo molto più che soddisfatti! Ed è in un certo senso grazie a quest’album che ora abbiamo un fiato fisso nella band.

Personalmente ho trovato splendide l’opener “Mudra In Acceptance And Regret” e “Drifting Lights” seppur i brani proposti non contengono cali ma solo sensazioni vivibili in maniera molto propria. C’è una canzone a cui siete particolarmente legati?

Nuovamente grazie per “Mudra” e “Drifting Lights”! Personalmente sono molto soddisfatto di “Caofedian”, per il modo in cui siamo riusciti a intrecciare le chitarre e adoro la sua apertura finale. Sono legato a “7th Moon”, la seconda traccia, perché dopo averla scartata e cambiata più e più volte siamo riusciti a darle un senso poco prima di andare in studio per la pre-produzione.

Come prosegue la promozione del disco? Come vi sta supportando la label?

Siamo soddisfatti del lavoro svolto dalla Lifeforce, la promozione sta andando bene. Stiamo cominciando a collezionare ottimi contatti in giro per l’Europa, ora si tratta di suonare il più possibile! In generale le recensioni sul web o sui magazines sono più che positive.

All’estero quale è stata l’accoglienza sia dei recensori sia della gente che vi segue?

In generale molto buona, nonostante spesso l’album arrivi a recensori che sono abituati ad ascoltare e a lavorare con musica molto più heavy o prettamente metal. Anche in questi casi abbiamo avuto una buona risposta. Come gente, ovunque si vada vedo persone cariche e incuriosite dal sound. Molti mi fanno domande sulla strumentazione (ma come fa un Fender degli anni ’60 a fare quella roba?!), molti sono rimasti piacevolmente colpiti dall’uso della tromba in un sound come il nostro. Speriamo che continuino a crescere di numero!

Come vedete la scena musicale italiana in genere e nel vostro ambito? Quali sono le speranze, i punti su cui si deve battere il ferro finché caldo e quelli che dobbiamo invece eliminare dalla nostra mentalità troppo spesso riconducibile alla canzonetta da classifica?

Ho avuto la possibilità di suonare insieme e conoscere band davvero eccezionali nel nostro paese è spesso un peccato che abbiano poca visibilità e non siano conosciute anche all’estero. Fortunatamente molte ce la fanno. Fare il musicista (nel nostro caso è una parola grossa) in Italia viene sempre considerato meno che all’estero. Questo si ripercuote sulla gestione del discorso live e in generale sull’approccio che ha la gente con la musica. Insomma penso che sia principalmente un problema che viene dall’alto, la gente è stata portata ad accettare quello che passa con la grande distribuzione senza avere un po’ di curiosità e darsi da fare un minimo per cercare alternative. Ho notato da subito una differenza fondamentale con l’estero, oltre il confine se suona una band che viene da un altro paese o che non conosci a maggior ragione vai a vedere il concerto. Da noi suona di più e viene pagata meglio una cover o una tribute band, qualcosa non quadra. Un grazie infinito va a gente come voi che mantiene vivo questo ambiente e permette di dare visibilità a queste band. E’ un momento molto particolare per il mondo della musica, tra internet e i costi elevati dei cd e la conseguente crisi delle etichette, i locali live che chiudono, tutto ci è contro! Ma le band valide ci sono, rock n’roll!

Ci sono formazioni nostrane del vostro ambito musicale da poter consigliare ai nostri lettori?

Per quanto riguarda Modena vi consiglio di ascoltare i Donkey Breeder, ne approfitto per salutare quei coglionazzi. Un po’ più pesantini dato che fanno grindcore ma assolutamente da sentire i Jesus Ain’t In Poland, viuleeeenza. Ci sono tantissime band e non vorrei dimenticare qualcuno quindi cafonamente mi fermo qui.

Mi è spesso accaduto in questo primo anno di vita di Aristocrazia d’aver incrociato formazioni capaci di sfornare pezzi fantastici ma di una semplicità tale che il passaggio radiofonico in larga scala non si limitasse a un sogno quanto all’ennesima occasione mancata.
Pensiero che mi è venuto in mente anche per alcuni episodi di “Shifting”. Una critica al nostro palinsesto radiofonico che non è capace di stare al passo con i tempi e si riduce a contribuire all’ignoranza musicale avanzante? Avete provato a far girare un singolo per tale via magari ricevendo risposta…

Fortunatamente esistono piccole radio che puoi ascoltare in streaming! Siamo stati ospiti in radio a Bologna e Verona, davvero una bella esperienza. L’abbiamo avuto la possibilità di passare “Shifting” e ogni tanto riceviamo notizie di radio che propongono i nostri pezzi qua e là. Manca una vera radio che in larga scala passi band come quelle a cui ti riferisci. E faccio rientrare tutto nel solito discorso “più ascolti = più soldi”.

Dimensione live: cosa ci si deve attendere da una vostra esibizione?

Un’eccitazione della fauna femminile esagerata (nei miei sogni). Live si può godere di più (concedetemi il godere) del discorso dinamiche, dal muro di suono alle note pulite più impercettibili, i trip percussionistici di Enrico e la tromba di Silvio. Il tutto unito alla voce soave dell’usignolo fiorentino. Consigliato uno stato di alterazione delle percezioni, buon viaggio!

La serata che vi ha portato fortuna e vorreste ripetere (per il pubblico, le band con cui dividevate il palco o sensazioni personali)?

Per quanto mi riguarda le due date che mi rimarranno sempre impresse nella memoria sono l’Asymmetry Festival a Wroclaw in Polonia e quella al Substage di Karlsruhe in Germania. Queste sicuramente per il pubblico e di conseguenza la sensazione stupenda che ti da suonare davanti a un sacco di persone che senti veramente prese dalla tua musica. A livello di band ce ne sono davvero tante con cui vorrei ripetere delle serate, grazie Achilles, Costants, Long Distance Calling, Last Minute To Jaffna, The Orange Man Theory, Tides From Nebula, Lento, Guantanamo Party Program, Blindead…

Tecnologia, informazione tutto ormai corre su linea rapida. Quale modo preferite per tenervi in contatto con chi vi segue? Che tipo di rapporto stabilite con essi?

Sicuramente tramite Myspace o Facebook è il modo migliore, fa sempre molto piacere conoscere nuova gente che apprezza ciò che fai! Facciamo sempre il possibile per interagire un po’ e dire qualche cazzata. Ma c’è anche Lastfm, Flickr, Youtube, a vostro piacimento.

Ci sono nuove date live già stabilite, volete aggiornarci?

Momentaneamente abbiamo due date fissate, la prima a Potsdam in Germania il 12 settembre e all’Ekidna a Carpi il 2 ottobre. Se andate su www.myspace.com/atthesoundawn il calendario è sempre aggiornato! Stiamo comunque lavorando a delle date in settembre, ottobre e novembre. Stay tuned!

Vi ringrazio per la vostra disponibilità e augurandovi un grosso in bocca al lupo a voi chiudere come meglio crediate.

Grazie mille a voi e crepi il lupo! Continuiamo a supportare e sopportare la scena, speriamo di beccarci presto a un concerto e a berci una birretta fresca in compagnia. Ora e sempre rock n’roll.

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