BARBARIAN

   
Gruppo: Barbarian
 
Formazione:

  • D.D. Prowler – Basso
  • Lore – Batteria
  • Borys Crossburn – Chitarra, Voce
 

 


 

Eccoci qua con Borys e Lore dei Barbarian, band uscita nel 2011 con l'ottimo debutto eponimo. Benvenuti qui con noi.

Borys: Ciao Leonardo e ciao ai lettori!

Lore: Benvenuto Borys.

I Barbarian sono una band nata da poco, ma con delle radici antiche. Avete un sound ben preciso e definito: sembrate i figli dei grandiosi Hellhammer. Perché questa scelta di stile?

Borys: Il motivo è esattamente quello di voler tornare alle radici del metal più estremo, e gli Hellhammer, oltre ad aver posto delle basi importanti, sono comunque sempre rimasti unici sia nei suoni che nelle composizioni. I riff "atonali" di Tom G. Warrior sono un marchio peculiare, ma non un lascito troppo citato, quando in realtà sono proprio l'elemento che crea quell'atmosfera irripetibile. L'influenza sui Barbarian è lampante, ma per noi è tutto sommato un punto di partenza e non un punto di arrivo, a differenza magari di gruppi come Warhammer o Apokalyptic Raids, che comunque apprezzo tantissimo. Il materiale più recente che registreremo entro la fine dell'anno ha uno spettro più ampio di influenze, anche se in ogni caso molto "old".

Lore: Secondo me il disco è venuto fuori fin troppo Hellhammer, le canzoni nuove hanno più personalità.

La registrazione dell'album è ottima. A chi vi siete affidati?

Lore: Ci siamo affidati a Cristo.

Borys: Abbiamo registrato a Firenze al Notch Studio e mixato a Verona al Bunkker Studio. È stata un'esperienza faticosa, sai, metterci tutti d'accordo il più possibile alla prima esperienza in studio insieme non è scontato, ma ci è servito e infatti la registrazione per il venturo split Lp coi Bunker 66 (fatta allo Studio Emme di Calenzano) è filata molto più liscia. Meno male che siamo solo in tre nel gruppo [ride]!

Da dove deriva il nome "Barbarian" e come l'avete scelto? Reminiscenze dell'ottimo "Conan" di Milius?

Borys: A molti il nome si associa a quel film e non mi dispiace, perché è un gran bel film (per inciso anche i racconti di Howard da cui è tratto sono ottimi). L'idea che il nome veicola è comunque quella: musica rozza, violenta, primitiva, cioè l'idea che avevamo quando abbiamo cominciato a suonare insieme, praticamente è il nome che ha scelto noi…

Copertina dell'album assolutamente atomica, un'opera del maestro scomparso, il polacco Beksinski. Avete avuto problemi per avere l'autorizzazione per usarla? E perché questa scelta?

Borys: Sono mezzo polacco, per questo un interesse ancora più particolare per Beksinski, credo che i suoi incubi si sposino perfettamente con la nostra musica e i nostri testi. I suoi lavori si vedono ogni tanto su copertine, ma molti forse non lo conoscono veramente e colgono magari solo l'assonanza col primo Giger. Noi siamo stati forse gli unici sino a ora a chiedere ufficialmente un'autorizzazione al Museo di Sanok in Polonia che detiene i diritti. Sono stati gentilissimi e non hanno fatto problemi, le difficoltà sono nate semmai nel riuscire a ottenere delle immagini digitali di qualità alta. Quello che è il più grande collezionista di Beksinski, un polacco che vive in Francia, non si è dimostrato molto collaborativo in realtà, ma dopo un (bel) po' alla fine siamo riusciti ad avere quello che volevamo.

Doomentia Records: come è nata questa collaborazione?

Borys: Nella maniera più old school, il rituale dei vecchi tempi, abbiamo mandato una cassetta e Lukas ha deciso di investire su di noi. Non molti hanno il coraggio di investire su gruppi sconosciuti oggi, si tende a seguire le strade più sicure (ristampe o gruppi ben conosciuti), a prescindere da noi quindi un'etichetta da supportare. Stesso discorso vale per Despise The Sun di Roma che ha deciso di far uscire la versione in Cd del disco.

Per ora avete fatto uscire un demo (a quanto ho visto con le stesse tracce del debutto) in edizione limitata. Come è stato accolto?

Borys: La cassetta è stata stampata in novantanove copie, essendo un gruppo nuovissimo ci è sembrato un quantitativo sufficiente, volevamo farla girare tra le etichette principalmente e fra i die-hard dell'approccio vecchia scuola, per questo il formato principe della mia formazione musicale.

Barbarian dal vivo: a quando nuovi concerti e come vi trovate nella dimensione live?

Borys: Stiamo per partire per un tour europeo con gli svedesi Usurpress. Per me 50% studio e 50% palco, non potrei rinunciare a nessuno dei due, e del resto il palco è la dimensione dove la "barbarie" viene maggiormente fuori. Ci piace curare tutti i concerti che facciamo. Devo dire che l'Italia non offre tantissimo da questo punto di vista, molto spesso il "familismo" domina, lasciando fuori chi non vi si adegua, ma non mi sto troppo a lamentare, alla fine sono convinto che le occasioni ognuno se le crea, e i risultati sono direttamente proporzionali allo sbattimento.

Il futuro della band: a quando nuovi lavori?

Borys: È in uscita lo split Lp con i grandi Bunker 66 di Messina, sempre su Doomentia, e stiamo completando i pezzi per il disco nuovo che contiamo di registrare prima della fine dell'anno.

Lore: Come nuovo lavoro vorrei fare il portinaio.

Tom Warrior… dio o uomo (per me: dio). Cosa ne pensi dei suoi progetti?

Borys: [Ride] Ho letteralmente divorato il libro "Only Death Is Real". Beh, lo considero un musicista veramente di spessore, e non è un'affermazione da poco. Ha seguito negli anni un percorso molto personale e per questo l'ho sempre trovato interessante, anche se i risultati non sempre sono stati eccelsi. A me piace approcciarmi anche "storiograficamente" alla musica, difficilmente mi viene da dire questo è una merda, quest'altro è eccezionale, se il musicista è di spessore tutto è comunque interessante. Gli Hellhammer sono stati grandiosi, primitivi, con spirito punk, ma ambiziosi, e nell'83-'84 senza pari. Adoro i primi Celtic Frost, trovo "Into The Pandemonium" un po' ostico, anche se una gran costruzione; "Cold Lake" mi diverte tantissimo e anche "Vanity / Nemesis" lo ascolto volentieri. Gli Apollyon Sun devo dire di averli sempre un po' sorvolati, non mi hanno mai troppo attirato. "Monotheist" è una gran bell'album che non cade nel tranello dell'auto-revivalismo e che trova la giusta continuazione nei Tryptikon. Magari si è persa la carica dirompente di una volta, ma Thomas Gabriel Fischer sa quello che fa (anche se gira la voce che in realtà la vera mente sia Martin Ain, chissà…).

La più bella esperienza vissuta con i Barbarian e… la più brutta?

Borys: Nessuna esperienza particolarmente brutta, a parte quelle consuete dovute all'interazione col genere umano che facilmente è "fallace". Fra le più belle probabilmente i concerti a Roma e Napoli, sarà uno stereotipo, ma più si va a sud più si sente l'entusiasmo delle gente che ci viene a veder suonare.

Lore: La più bella non so, per me la più brutta è stata la giornata del mixaggio del disco.

Borys, tu sei una delle menti dietro ad Agipunk. Come vedi la vita delle etichette indipendenti oggi? E cosa ne pensi della nuova generazione di "metallari"?

Borys: È un discorso molto vasto come vasta è la tipologia delle etichette cosiddette indipendenti. In Agipunk siamo in tre, produciamo praticamente solo vinili, siamo quasi a quota cento uscite, abbiamo un paio di sottoetichette, facciamo distribuzione, abbiamo prezzi più bassi della media, organizziamo concerti e tour in Italia e Europa, ci sbattiamo tantissimo ma i risultati ci sono, andiamo a gonfie vele e, fra alti e meno alti, non mi posso assolutamente lamentare, anzi. Abbiamo trovato la nostra strada, a differenza di altri che magari pensano solo a scimmiottare le grosse etichette per poi scomparire dopo poco nel nulla, lamentando la "crisi". Il tasso di natalità e quello di mortalità delle etichette vanno di pari passo del resto. Le generazioni più nuove sono nate nell'epoca della rete, quindi con grossa facilità di accesso a ogni tipo di informazione, questo porta tendenzialmente a una maggiore superficialità nell'approccio, così c'è chi scarica solamente la musica, nella migliore delle ipotesi va a vedersi dal vivo i gruppi "grossi", e poi c'è chi supporta la scena sotterranea, fino a estremi malati del tipo che se un gruppo fa uscire una cassetta in più di cinque copie già si è svenduto… Forse oggi è tutto più polarizzato, la forbice è più ampia, ma alla fine è sempre stato così.

Ultima domanda: mp3 e download… cosa ne pensi?

Borys: Quando si sono diffusi i primi programmi di file sharing, e quindi la banda larga, è stato un evento di proporzioni storiche. Praticamente qualsiasi cosa risultava disponibile, dal disco più sputtanato al demo più oscuro. Essendomi formato nelle epoche di magra, quando l'unico modo per ottenere musica per un bulimico come me era il tape-trading (e anni dopo l'mp3 trading su cdr), è stato all'inizio un periodo assolutamente eccitante. Passavo letteralmente le giornate su Soulseek. La portata storica si è poi vista negli anni successivi, il modo stesso di fruire la musica si è rivoluzionato. A fronte della facilità con cui ottenere la musica, quest'ultima è diventata un'esperienza un po' aleatoria. D'altra parte è proprio un meccanismo psicologico, ciò che si ottiene senza sforzo assume un valore minore ai nostro occhi. Ci siamo trovati così ragazzini super-esperti delle più nascoste nicchie musicali, ma che con facilità estrema abbandonano tutto per buttarsi con altrettanta facilità e velocità su tutt'altro, tanto il costo in termini di fatica è pari a zero. La raggiungibilità in questi termini è sicuramente positiva, ma — per quanto mi riguarda — è un'esperienza troppo poco intensa. Ormai non scarico praticamente nulla, a parte qualche vecchio demo ogni tanto in quanto materiale irrecuperabile altrimenti. E nell'era dello streaming, in cui ormai anche gli mp3 sono quasi superati, anche quello lo percepisco come un "vincere" troppo facilmente. Andare a caccia di un vinile particolare oppure trovarlo per caso, ascoltarmelo con calma, leggere i testi, esaltarmi o magari rimanere anche leggermente deluso, perché mi aspettavo un disco migliore, lo trovo impagabile. Non sto comunque facendo l'apologia dell'elitarismo, è semplicemente un discorso molto personale, trovo giusto che si possa scegliere come fruire la musica, vero è che i più giovani non hanno nemmeno termini di paragone…

Un saluto a te e in bocca al lupo con i Barbarian. Lettori: comprate l'album, vi assicuro che spacca il deretano ai paperi. Non ve ne pentirete.

Borys: Grazie a te per il supporto!

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