BLUTVIAL

Gruppo: Blutvial
Formazione:

  • Aort – Chitarre
  • Ewchymlaen – Voce, Chitarre
  • Andras – Basso
  • Tiúval – Batteria

 

Positivamente colpiti dall’ultimo lavoro dei Blutvial, Chapter V – Mysteries Of Earth (su Heidens Hart Records), abbiamo deciso di approfondire la questione con i diretti interessati, sfociata in un interessante scambio con Aort ed Ewchymlaen.


Ciao ragazzi, benvenuti su Aristocrazia Webzine. Come vanno le cose oltre la Manica?

Aort: Al momento siamo sparpagliati ai quattro angoli del globo, ma la vita va come dovrebbe.

Siete attivi da più di dieci anni ormai, ma per coloro che ancora non vi conoscono, potreste presentarvi?

Aort: I Blutvial sono stati fondati circa dieci anni fa da me ed Ewchymlaen. Ero impegnato con i Code all’epoca e volevo una valvola di sfogo per un approccio al black metal più puro e barbarico. Conoscendo Ewchymlaen e i suoi gusti, abbiamo quindi discusso di mettere su un progetto concentrato sui principi del black metal, come li intendiamo noi. Fino ad ora, includendo l’ultimo lavoro, abbiamo pubblicato due EP e tre album di oscurità immacolata.

Ho avuto il piacere di ascoltare e recensire il vostro ultimo disco: mi è piaciuto lo stile, che sicuramente volge lo sguardo ai classici del genere ma risulta comunque moderno e personale. Quali sono le vostre principali influenze, sia in riferimento agli anni Novanta e, se ne avete, ai giorni nostri?

Aort: Ciascuno di noi nella band ha indubbiamente un artista che occupa un posto speciale nelle proprie preferenze. Credo che focalizzarsi su gruppi o album specifici ci allontanerebbe dal principio fondamentale, ovvero che noi creiamo musica che riflette ciò che il black metal è per noi stessi, ovvero un amalgama di influenze e, ancora di più, un modo di pensare.

Mysteries Of Earth si è decisamente spostato su uno stile più propriamente black metal, se confrontato per esempio con il vostro ultimo album (anche se ci sono ancora alcuni episodi ibridi, come “Black Silence”). Per quale ragione? Si tratta di una sorta di valvola di sfogo per Aort, diversa dall’altra sua band, i Code?

Aort: Penso che Mysteries sia sicuramente l’album più freddo che abbiamo mai creato. Curses Thorns Blood è stato probabilmente il più aggressivo e, stranamente, quello che ha più varietà al suo interno. Il nuovo album è un’esperienza molto più affilata e oscura. Non credo che ci siamo messi lì con lo scopo di realizzare un album con specifiche caratteristiche, creiamo semplicemente la migliore musica possibile e, dopo ciò, l’anima del disco risulta evidente soltanto di riflesso.

Parlando per me, sì, i Blutvial sono sicuramente un modo per fare il mio nel black metal senza la necessità di creare qualcosa di avantgarde.

Nonostante sia lungo un’ora, l’album scorre bene ed è facile ritrovarsi ad ascoltarlo in rotazione. Ci potete spiegare come è nato Mysteries Of Earth?

Aort: Tutte le pubblicazioni dei Blutvial sono state realizzate allo stesso modo. Io ed Ewchymlaen creiamo le canzoni separatamente, in isolamento, poi le condividiamo per vedere cosa può funzionare meglio su ogni singola uscita. Una volta deciso quali canzoni finiranno sull’album, le condividiamo con gli altri membri della band per sviluppare le loro parti. Durante le registrazioni c’è un sacco di interazione, per essere certi di essere tutti convinti e che l’uscita sia all’altezza delle nostre aspettative.

Leggendo i testi, è chiaro come voi abbiate un rapporto speciale con la natura, specialmente con i suoi elementi più oscuri e malinconici. Di solito si tende ad associare il black metal con le foreste norvegesi, fredde e impenetrabili: come coltivate il vostro rapporto con la natura nel sud dell’Inghilterra?

Ewchymlaen: La maggior parte di noi, sicuramente Aort e io, non viviamo più nel sud dell’Inghilterra, ma abbiamo i nostri rapporti personali con la natura. Ho passato molto tempo a conoscere e capire l’ambiente circostante e i processi naturali, perché è diventata la mia professione e per via dei miei studi accademici. Ho passato anche molto tempo nella natura in altri modi: per attività sportive, per semplice girovagare, per imparare a conoscere in autonomia la flora e gli habitat, cose del genere. Più ti circondi di cose, meglio riesci a conoscerle, quindi questo è davvero l’unico modo.

Sono rimasto positivamente colpito quando ho visto che avete incluso due poemi nei vostri testi, di Baudelaire e Rückert. Mi sento affine a questo genere di letteratura e si inserisce perfettamente nel contesto dell’album. Da dove ha origine questo aspetto più delicato dei Blutvial?

Ewchymlaen: La poesia è qualcosa che uso di tanto in tanto, quando penso che esprima qualcosa meglio di come posso esprimerla io. Non sono sicuro che si tratti di un aspetto più delicato, perché — nonostante il linguaggio sia più intricato di quello che usiamo noi per i testi — può andare più a fondo nell’argomento e con più chiarezza. I poeti, spesso, hanno meno paura di esplorare se stessi in maniera didattica e intuitiva, attingendo così da una fonte più profonda.

Nel caso di Rückert — che conosco solo grazie all’uso di Mahler dei suoi lavori — le sue riflessioni riescono a descrivere elementi che possono essere obiettivamente invisibili per noi, ma che possono avere degli effetti a livello subliminale. In certi momenti, dipinge le ombre dietro il soggetto, per illuminarne meglio l’aura; l’intangibile che dona un carattere unico e insostituibile. È questo aspetto che trovo avvincente oltre ogni descrizione, specialmente quando il suo soggetto è qualcosa a cui mi sento legato in maniera profonda e oscura.

Similarmente, nel componimento di Baudelaire, Obsession, le sue frasi sono pennellate astratte ma allo stesso tempo fastidiose, che dipingono piccole porzioni di una visione del mondo che è enigmatica, eppure illuminante. In entrambi i casi, ovviamente, mi riferisco anche alle traduzioni, per una rappresentazione sensibile e accurata.

Uso i poeti anche come ispirazione diretta, come in “Beneath The Moon”. Inizia sfruttando lo squallore dello stile di R.S. Thomas. Ho letto i suoi lavori per quasi vent’anni e alcuni riescono ancora a intrappolare la mia immaginazione come la prima volta. La seconda parte del testo è la mia immaginazione di un particolare episodio accaduto più in là nella sua vita, quindi è un modo diverso di esserne influenzati, oltre al semplice uso del suo lavoro.

In passato ho usato scritti di poeti come D’Annunzio per movimentare e animare la nostra musica. Si tratta di usare qualcosa di appropriato ai sentimenti che sto ricercando, o che ho già provato in passato.

Oltre ai due elementi analizzati più su, ci sono altre fonti di ispirazione, sia per i testi che per la musica?

Ewchymlaen: In contrasto con l’uso della poesia, brani come “Black Silence” hanno un approccio molto più diretto nel veicolare un’idea, senza compromessi. Con un martello. È stilisticamente appropriato in una canzone come questa, in cui la floridezza della poesia potrebbe scontrarsi con la direzione musicale.

“Existential Rite” descrive il rapporto e il conflitto tra una visione del mondo sicura e un’altra che esplora l’ignoto, con l’abbandono della prima che rappresenta un passo verso il vuoto filosofico. “Vaults Of Unrest” è, forse in maniera contraddittoria, uscita fuori da un prolungato periodo di inadeguatezza a livello di testi, mentre “In Praise Of Noctula” è stata ispirata da una particolare specie notturna, mentre è indirizzata verso altre.

Ho provato a cercare delle tracce di attività dal vivo, ma non ho trovato nulla. Devo sondare più a fondo la Rete o i concerti sono qualcosa che non interessa ai Blutvial?

Aort: Non sprecherei tempo a cercare tracce di concerti, perché non ce ne sono. Non vedo come suonare dal vivo possa beneficiare i Blutvial, in alcun modo, quindi non c’è nessuna intenzione di cambiare questa decisione. I Blutvial sono un’esperienza da vivere in isolamento, liberi da distrazioni e più il possibile lontani da un altro essere umano.

So che può suonare prematuro visto che l’album è uscito pochi mesi fa: ci sono già piani per il futuro? O vi dedicherete ad altri progetti?

Aort: Non abbiamo nessun programma scandito, non lo facciamo mai… ma sono sicuro che la prossima uscita sarà fruibile in qualche momento, in un futuro non troppo distante. Il nostro pozzo è lontano dall’essere asciutto.

Questo è quanto, grazie per il vostro tempo! Vi lascio questo spazio per dire ciò che volete ai nostri lettori.

Aort: Grazie a te per questa intervista e per le domande ragionate. Le abbiamo apprezzate molto. Ai vostri lettori, supportate l’ottima Heidens Hart e procuratevi una copia di Mysteries Of Earth, per un’ora di black metal gelido e affilatissimo.

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