BRAND NEW SIN

BRAND NEW SIN

Informazioni
Autore: Mourning
Traduzione: Dope Fiend

Formazione
Kris Wiechmann – Voce, Chitarra
Tommy Matkowski – Chitarra
Chuck Kahl – Basso
Kevin Dean – Batteria

Parliamo di rock oggi, abbiamo il piacere d’ospitare su Aristocrazia Webzine i Brand New Sin. La band di Syracuse ha rilasciato nel 2011 il quinto lavoro “United State”, approfondiamo un po’ la situazione.

Benvenuti su Aristocrazia Webzine, diamo inizio alla nostra chiacchierata con un po’ di informazioni sulla storia dei Brand New Sin? Come e quando sono nati, chi sono oggi i componenti, ecc., a voi la parola.

Kris: Charlie, Kevin e io abbiamo dato vita a quest’avventura. Ho sempre una scossa quando dico onestamente alla gente che mi fa questa domanda che se mi avessero detto quindici anni fa che sarei finito in una band con Charlie e Kevin non ci avrei mai creduto. Ho iniziato suonando con Charlie alla fine degli anni ’90, quando abbiamo fondato la nostra prima band, i God Below. I God Below alla fine si trasformarono in Brand New Sin. I Brand New Sin nel corso degli anni sono stati un continuo processo di cambiamento. Posso sinceramente dire che mi sento più sicuro della line-up odierna. Tommy (il nostro nuovo chitarrista) è più giovane rispetto a noi, ma andiamo molto bene anche con lui. Syracuse ha una scena propria piccola e lui suonava con una band chiamata The Born Again Rebels. L’avevamo tutti visto suonare un sacco di volte prima quindi sapevamo che avrebbe funzionato, così lo abbiamo assoldato e non avremmo potuto essere più felici.

Cambi di line-up e d’etichette, l’autoproduzione e adesso il ritorno sotto Goomba Music. A cos’è stato dovuto tutto questo travaglio? È problema reale che portare avanti una formazione rock sia un bel casino?

Sì, è davvero una spina nel culo cercare di mantenere una line-up. Mi sono sentito dire più di una volta che sono una sorta di maniaco del controllo quando si tratta di pre-produzione, ma non posso farne a meno. Io non dubito di aver causato la fuoriuscita di gente da questa band in passato, ma quando scrivo mi ossessiono e lotto per il modo in cui voglio le cose vadano, spesso in modo insistente. Tutti noi scriviamo le canzoni insieme e lo abbiamo sempre fatto, ma se qualcuno ha un’idea molto forte sull’andamento che dovrebbe avere una canzone siamo tutti abbastanza intelligenti da avere fiducia in quella visione. Onestamente ho vouto bene a tutti coloro che sono stati in questa band, a volte però semplicemente non funziona, sai?

I Brand New Sin son sempre stati una band coerente, non avete mai prodotto album brutti e anche nei momenti difficili siete riusciti a guardare sempre avanti, cosa vi fa essere positivi e desiderosi di non stoppare la vostra voglia di far musica?

Non mi è nemmeno mai venuta in mente una simile considerazione. Quando i tempi sono duri, tutto è stimolante. Del resto il nucleo dei Brand New Sin non è nulla più di quattro ragazzi che vanno d’accordo, scrivono canzoni e si ubriacano regolarmente. Quando la vecchia line-up crollò tutti pensavano che avremmo smesso. Non l’abbiamo fatto, non abbiamo potuto. Abbiamo scritto e autoprodotto un album (“Distilled”), senza nemmeno provare a contattare un’etichetta. Era come se non ce ne fregasse un cazzo di quel lato delle cose in quel periodo. Eravamo in una sorta di terapia, per così dire. Amiamo troppo ciò che facciamo per fermarci.

Se doveste scegliere tre aggettivi per definire la vostra musica e i Brand New Sin oggi, quali potrebbero essere e perché?

Testarda: come noi che siamo troppo stupidi per rinunciarci. In ultima analisi, nel lungo periodo sto sperando che questa cosa inizi a lavorare a nostro vantaggio.
Sincera: suoniamo e scriviamo ciò che abbiamo nei nostri cuori. Questo ci impedisce di essere modaioli o di cercare di suonare come qualche altra band. Noi non ci lasciamo influenzare da ciò che vende di più.
Evoluta: sono felice di poter dire che quando guardo al passato della nostra musica, credo veramente che abbiamo imparato più di una cosa su come scrivere e fare musica. Sono contento che non abbiamo mai stagnato nella nostra creatività.

Com’è nato “United State”? E perché avete scelto questo titolo?

In realtà alla fine del processo di registrazione e missaggio dovevamo ancora decidere un titolo. Ho suggerito “United State”. Non sono solito fare politica nei miei testi e ci sono già abbastanza canzoni politiche negli Stati Uniti, ma mi piace l’idea di avere qualcosa sul disco che mi ricordi per sempre che tipo di merda c’era in quel momento. Il nostro primo album inizia con un sample di una situazione di emergenza perchè “9/11” era fresco nelle nostre menti. Abbiamo fatto “House Of The Rising Sun” su “The Tequila Record”, quando New Orleans è stata allagata. Con l’economia mondiale che va di merda adesso, “United State” indica che la maggior parte di noi, nel mondo, prova lo stesso stato d’animo. Incazzato.

In cosa e com’è cambiato lo stile compositivo dei Brand New Sin nel corso degli anni?

Abbiamo scritto la maggior parte delle nostre canzoni in base ai riff. Poi abbiamo smesso e questo ci ha aperto interi mondi davanti. Un sacco di volte iniziamo con testi e melodie vocali e poi troviamo una progressione adatta. Componiamo acusticamente molto di più ora e questo ci ha aiutato a sviluppare un sound più maturo e di buon gusto. Rende più agevole la pre-produzione.

Ho trovato l’album particolarmente di “compagnia”, ha un sound “familiare”, di quelli che vuoi ascoltare in un piccolo locale con amici per goderti al meglio la serata; era questa un po’ l’idea che vi eravate proposti di portare avanti?

Non lo so. Penso che un po’ sia stato accidentale. Canzoni come “Rotten As Hell” e “Elbow Grease”, che sono molto familiari, forse aiutano a creare quello stato d’animo. Non era sicuramente intenzionale, ma penso che sia uscito bene.

Com’è avvenuta la scelta delle cover di AC/DC e Black Sabbath?

Sia il nostro management che la label avevano pensato che sarebbe stata una buona idea fare un paio di bonus track a disposizione dei fan. È stato davvero bello essere in grado di fare queste canzoni. Quella degli AC/DC l’ha suggerita Charlie. Credo che la collocazione lirica e il modo in cui le voci sono usate gli ricordassero qualcosa che ho scritto io. Ho sempre amato quella canzone. Io ho suggerito “The Wizard”. Il mio amico Grant e io di solito provavamo questa con Charlie dopo le prove con i Brand New Sin. Ho sempre desiderato registrarla.

In vari forum e siti è circolata la voce che alcune grandi label vorrebbero, in breve tempo, eliminare i supporti fisici affidandosi a un unico formato digitale. Cosa ne pensate di questa mossa prettamente commerciale?

Mi mancheranno i dischi. Non si può negare però che l’industria musicale si stia dirigendo sul digitale. Meglio solo farci l’abitudine.

Da quella domanda mi viene naturale chiedervi: che senso hanno parole come rock, metal, underground, arte e cultura per voi? Sembra quasi che tutto ormai venga svenduto o poco considerato.

È una sorta di divertimento. Prima ancora della musica gratuita e del file sharing, sarebbe meglio classificare la musica in un genere o in un altro, ma in questi giorni sembra sia tutto nello stesso calderone. C’è tanta musica là fuori. Dovrebbe davvero essere classificata in qualche modo se si desidera che finisca nelle mani delle persone che la apprezzeranno.

Il mercato statunitense è sicuramente fra i più ampi e vari in ambito musicale, quali sono per voi le brutture più assurde che popolano adesso il mondo musicale? Quale qualità del passato che oggi è andata perduta vi sembra fondamentale?

Ho visto questo video su YouTube in cui Henry Rollins si lamentava del rock moderno e penso che abbia ragione. In sostanza, un sacco di band sono troppo pompate ed eccessivamente ottimizzate con Pro Tools e merdate del genere. Non ci sono imperfezioni. È come se tutto il cuore e l’anima venissero rimossi. Ma, tornando alla tua domanda, sono sicuro che ci siano molti grandi gruppi rock moderni. Devi solo andare a cercarli attraverso quel cazzo di Internet per trovarli. Sicuramente non puoi contare sulle radio commerciali per farti offrirti il ​​meglio.

Com’è stato portare in giro i pezzi di “United State”? Reazioni dei fans?

Molto positive. Ci sono state un sacco di ottime recensioni e i fan sono molto soddisfatti per cui noi siamo veramente felici di questo.

L’esperienza più bella e quella più brutta che ricordate in sede live? Avete aneddoti da raccontarci?

Ai primi tempi dei Brand New Sin, Charlie e io bevevamo sempre troppo. Più di una volta è caduto o ha lasciato cadere il basso sul palco. Io ora non bevo più superalcolici, solo birra. Ricordo che una volta avevo bevuto troppo Jack Daniels e c’erano dei suoni terribili sul palco, quindi sono uscito e ho quasi cercato di strozzare alcuni amici di Kevin nel backstage. Ho finito per mettermi a piangere e, oltre ad aver agito come una fottuta testa di cazzo, ho dovuto chiedere scusa a tutti. È stato veramete merdoso.

In questi anni avete avuto modo di condividere il palcoscenico con svariati artisti tra i quali non può non spiccare il monicker Motorhead, così come è impossibile dimenticare la collaborazione con Peter Steele, ospite in “Reaper Man”, brano contenuto in “The Tequila Record”. Quali sono i ricordi legati a questi artisti e ad altri che vi hanno fatto una particolare buona impressione?

È sempre stato assolutamente fantastico. Peter Steele, in particolare, è stato uno dei più forti. Aveva sempre i piedi per terra. Mi ricordo di lui che era venuto in studio, offrendo il vino che aveva portato, scherzando e facendo ridere tutti, per tutto il tempo. Ci manca.

Quali sono i vostri programmi a breve termine? Bolle già qualcosa in pentola?

Vogliamo venire in Italia, qualcuno ci contatti, Cristo!! Non abbiamo ancora avuto la possibilità di visitare tutta l’Europa. Questo è ciò che vogliamo fare. Cercateci su www.brandnewsin.com. Grazie per l’ascolto, vi vogliamo bene.

Facebook Comments