Cara Neir, tra "Phase Out", musica e videogiochi

Cara Neir, tra “Phase Out”, musica e videogiochi

Forse a molti il nome dei Cara Neir dirà poco, essendo la formazione di Dallas conosciuta soprattutto nell’underground americano e, viceversa, poco nota in Europa. Eppure Phase Out, di cui ho parlato proprio nei giorni scorsi, è un disco talmente originale e unico nel suo genere che non può proprio passare inosservato. Per questo ho deciso di contattare direttamente i due artisti che si celano dietro il progetto, Garry Brents e Chris Francis, per saperne qualcosa di più e permettere loro di presentarsi anche al pubblico italiano: quella che abbiamo realizzato, a quanto pare, è infatti la prima intervista alla band da parte di una webzine del nostro Paese.

Vi ricordo inoltre che i Cara Neir hanno intrapreso una campagna tramite Bandcamp per finanziare l’uscita di Phase Out su vinile. L’obiettivo minimo è stato raggiunto, ma si può ancora contribuire per assicurarsi la propria copia.


Ciao ragazzi, per prima cosa grazie di averci concesso questa intervista. Avevate mai ricevuto qualche particolare riscontro dall’Italia prima d’ora?

Chris: No, questa è la prima volta che avremo l’opportunità di essere intervistati da voi italiani!

Garry: Grazie a te per aver trovato del tempo per parlare con noi! Raramente riceviamo questo tipo di opportunità o di interesse. Non ricordo particolari responsi o richieste dall’Italia in passato, voi di Aristocrazia Webzine siete i primi!

Parlando di Phase Out, l’ho definito come uno degli album metal più unici in cui mi sia imbattuto di recente. Come vi è venuta in mente l’idea di un album su voi stessi protagonisti di un videogioco 8-bit? Leggevo su Bandcamp che l’idea risale parzialmente ai tempi di Part I / Part II, il vostro primo album.

G: Intanto grazie per le tue parole e per la recensione. Era un’idea stravagante che mi è venuta, volevo sperimentare qualcosa con suoni 8-bit e chiptune. Era qualcosa che volevo fare da molto tempo, ma non mi ci sono mai dedicato davvero fino a questo album. Il cambiamento nella direzione musicale è avvenuto prima e poi l’idea concettuale di farci entrare gradualmente in questa dimensione dei videogiochi è arrivata poco dopo per legare tutto insieme. Un concetto dal basso verso l’alto, diciamo. L’antagonista, The One From Trimjrtle, ha origine da alcuni testi della nostra uscita Part I / Part II, ma lascerò che Chris approfondisca questo punto.

C: The One From Trimjrtle era il personaggio centrale della nostra traccia “Antihuman Plateau”, da Part I / Part II, dove lui e un’altra coorte rapivano gli umani quando The One ha una crisi morale. Quest0album rappresenta una deviazione selvaggia dal suo comportamento di oltre un decennio fa ed è una testimonianza della sua delusione per il potenziale sprecato della razza umana. Quindi, in Phase Out, sfoga la sua rabbia in particolare su di noi mentre inizia il suo corso verso la distruzione.

Su Bandcamp c’è un riepilogo della storia dell’ultimo album. Potete dirci qualcosa di più al riguardo?

C: La storia riepilogata lì (e il testo) fondamentalmente parla da sé in termini di ciò che accade in Phase Out. Comunque, senza fare troppi spoiler, il seguito del disco si occuperà di The One che alza la posta in gioco, ci porta fuori da Gnax e ci colloca in un universo di tipo survival horror.

Generalmente gli intervistatori chiedono alle band di parlare delle loro influenze (musicali). Io, invece, vorrei chiedervi quali videogiochi vi hanno influenzato per questo concept. C’è qualche videogame che vi piace particolarmente che vorreste consigliare?

C: Gioco a più di due dozzine di giochi quasi tutti gli anni e traggo ispirazione da molte fonti. Pathologic 2, Stardew Valley, Sekiro, Bloodborne e Silent Hill sono diversi titoli che hanno tutti influenzato la mia scrittura per varie canzoni nella nostra discografia.

G: Certamente! È eccitante avere una visione diversa delle influenze. Per me, posso citare il franchise di Star Ocean (principalmente The Second Story), Chrono Trigger, Legend Of Mana e Xenogears. Inoltre, alcuni giochi con cui mi sono divertito molto ultimamente sono per lo più giochi indie come Hollow Knight, Monster Sanctuary, Slay The Spire, Fantasy Expedition e Blasphemous.

Ironicamente, la mia prima recensione per Aristocrazia Webzine fu una recensione dei Caïna, con cui avete pubblicato uno split qualche anno fa. Come siete entrati in contatto con la band e che ricordi avete di quello split?

C: Non ho mai comunicato con Andy tanto quanto Garry, ma ho ottimi ricordi circa quello split. Il 2017 è stato un anno interessante che ha avuto un momento piuttosto basso per me personalmente, quindi è stato bello che sia stato un buon anno per noi come band, con questo split e quello con i Chasmbound in uscita.

G: Andy mi aveva contattato con un messaggio nel 2014 dicendomi che aveva apprezzato il nostro album Portals To A Better, Dead World. Siamo diventati amici online e siamo finiti in breve a parlare di realizzare uno split insieme. Siamo contenti che Broken Limbs Recordings lo abbia pubblicato! Mi sono davvero divertito a lavorare su quel brano per lo split. Breve, ma intenso. Forse una delle nostre canzoni più concise con una struttura semplice in termini di scrittura. A parte questo, nel 2007 gli mandai un messaggio su Myspace dal mio vecchio progetto solista Parabstruse, dicendo che mi piaceva il suo mix di post-rock e black metal, che era qualcosa che stavo iniziando a fare con quel progetto solista. Purtroppo non ho ricevuto risposta allora! [ride] È possibile che non abbia visto il messaggio. Di questi tempi interagiamo principalmente su Twitter. È un grande!

Part III / IV è uscito dieci anni dopo Part I / Part II. Qual è il collegamento tra queste due uscite? La vostra idea era di celebrare una sorta di decennale o qualcosa del genere?

C: È stato un modo per aiutare a far capire la nostra evoluzione, in un certo senso. Tipo «hey, ecco finalmente le parti III e IV, dieci anni dopo, ma guarda quanto siamo cresciuti, non è la stessa cosa e ti aspetta un bel giro sulle montagne russe.»

G: Anche se il modo in cui abbiamo utilizzato i nomi è seriale, l’album è certamente molto diverso dalla nostra prima uscita. Suppongo si tratti di più un collegamento tematico su come si è evoluta la band in questi dieci anni.

A proposito di Phase Out e del suo concept, qual è il vostro personaggio preferito? Personalmente ho un debole per Maestro Infernus, probabilmente perché mi piace molto quella canzone.

C: Siamo in due. Maestro è il mio preferito perché, come dici tu, quella traccia è stata una delle mie preferite da registrare, ma anche perché è una bestia. Maestro non può parlare perché la sua bocca è cucita, ma le espressioni del suo viso sono oltremodo minacciose, con la pellaccia spessa e scurissima.

G: Il mio personaggio preferito è il grande antagonista The One. Trovo intriganti sua semi-onniscienza e le sue qualità semidivine. E il fatto che che ci stia prendendo in giro come band è come uno scherzo cosmico. Un’ironia che trapela attraverso l’album nel complesso. Maestro Infernus è il mio secondo preferito perché è un mostro brutale senza coscienza! Condannato a essere soltanto perfido e cattivo.

Avete fatto un lavoro incredibile per quanto riguarda l’aspetto estetico di Phase Out, con una straordinaria edizione in CD limitata e diverse varianti su cassetta. Quanto è importante offrire un prodotto fisico che sia coerente con il concept dietro l’album?

C: Garry è impazzito quando siamo arrivati alla grafica e a packaging. Penso che questa sia l’uscita fisica più valida e coerente che abbiamo mai pubblicato, e il responso è stato eccezionale. Abbiamo intenzione di andare avanti con la stessa impostazione per il prossimo disco.

G: Grazie! Ci mettiamo testa e cuore nell’estetica (digitale e fisica). È la prima volta che ci impegniamo così a fondo su questo punto. Penso che, per un concept album, un prodotto fisico sia cruciale perché fornisce una connessione tangibile ai temi del disco. So che il formato digitale al momento è probabilmente più popolare che mai, ma siamo molto felici di aver dato qualcosa ai collezionisti e i fan dei formati fisici.

Per Chris: mi piacciono molto i testi di Phase Out, si ha l’impressione che tu stia raccontando una storia vera e propria. Come hai scritto i testi, sono venuti prima della musica o viceversa? Ti sei ispirato a qualcosa in particolare?

C: Stavo scrivendo i testi mentre Garry finiva la musica e mi inviava le tracce, lasciando che le sensazioni e l’atmosfera di ogni traccia ispirassero la storia che sarebbe seguita. Mentre li scrivevo, accrescevo tutto ciò che si cela dietro The One e l’universo in cui ci avrebbe portato, in modo da poter immergereìvi l’ascoltatore il più possibile.

E per quanto riguarda il futuro? Pensate di andare avanti con altre cose ispirate al mondo 8-bit, oppure… ?

G: Ottima domanda. In futuro includeremo più contenuti a 8-bit. Il seguito di Phase Out è attualmente in lavorazione e segue le sue orme, ma in una direzione più oscura e caotica, musicalmente ed esteticamente. Come accennato in precedenza, se Phase Out può essere considerato come un’avventura RPG, il nostro prossimo album sarà un survival horror.

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