CHRON GOBLIN

CHRON GOBLIN

   
Gruppo:

Chron Goblin

Traduzione:  Dope Fiend
 
Formazione:

  • Josh Sandulak – Voce
  • Devin "Darty" Purdy – Chitarra
  • Richard Hepp – Basso
  • Brett Whittingham – Batteria
 

Arrivano dal freddo Canada (Calgary) i Chron Goblin, una band che di lì sembra avere solo i natali, visto che il sound ha tanto di "deserto" in sè. Ho avuto il piacere di scrivere in occasione di entrambi i lavori sinora pubblicati, l'ep eponimo e l'album "One Million From The Top", non ci resta che conoscerli meglio.

 


 

Benvenuti ragazzi, possiamo dire che l'anno che se n'è andato è stato più che positivo per i Chron Goblin?

Il 2011 e, finora, il 2012 sono stati grandi anni per i Chron Goblin. Abbiamo registrato e pubblicato il nostro primo album, suonato un sacco di concerti, stiamo lavorando alla scrittura di un nuovo album e stiamo per girare un video musicale. Abbiamo anche avuto l'opportunità di aprire per un live dei Devin Townsend Project (degli Strapping Young Lad) ed è stato un onore. Oltretutto siamo riusciti a organizzare due spedizioni di dischi in Svezia ed è stata la prima volta che la nostra musica era disponibile sul mercato europeo. Le cose sono andate bene e ci aspettiamo di mantenere questo slancio nel 2012!

Iniziamo parlando di chi sono i Chron Goblin, come è nata la band e perché questo nome?

Ci siamo incontrati all'università nel 2004 ma soltanto nel 2009 abbiamo deciso di formare una band insieme. Il nostro reciproco amore per la musica, la birra e il divertimento era troppo forte! Ci conosciamo da tanto tempo, siamo fondamentalmente fratelli. Il nome è venuto fuori con uno scherzo, quando Darty e i suoi colleghi sono stati definiti come un gruppo di "Chron Goblin" che si godevano il dolce sapore di Mary Jane. Il nome era divertente e ben riconoscibile, quindi lo abbiamo fatto nostro!

Dell'EP mi aveva colpito soprattutto la sincera attitudine con la quale vi ponevate nei confronti della musica composta, quali sono stati i motivi o le spinte che vi hanno direzionato verso questo tipo di suono?

La prima canzone che abbiamo scritto, "Walk With Me", era fondamentalmente un mix delle mie due maggiori influenze di sempre: Black Sabbath e Kyuss. Ci sono molta energia e potenza nell'EP. Lo abbiamo registrato nello scantinato di un nostro grande amico con metodi di registrazione molto primitivi, il che conferisce quella sensazione da live. Credo che abbiamo speso meno di cinquecento dollari per l'intera registrazione.

"One Million From The Top" non solo mi ha confermato quell'impressione appena citata, ma ha messo in chiaro anche che avete poca voglia di seguire un "modus operandi" comune che produce dei buoni dischi ma mette spesso in secondo piano il divertimento. Ho percepito proprio una gran carica festaiola all'interno dei brani, è questo ciò che volevate?

"One Million From The Top" è un album fantastico per noi in quanto rappresenta realmente la varietà di influenze e stili che amiamo e che rendono unico il nostro sound. È una fantastica miscela di rock 'n' roll, punk, stoner rock e heavy metal.

Il disco per me ha due pezzi contraltare: "Make You Mine" con quell'incedere dai tratti punk e "Suicidal Sewer Bomber", severa soprattutto atmosfericamente parlando. Come date vita ai brani? Quali sono le tematiche che amate trattare e chi è l'autore dei testi? Leggendoli ho trovato spunti sulla religione e molta introspezione, riuscendo comunque a farla combaciare in maniera piacevole con i momenti più "vivi" dell'album, ciò li rende ancor più interessanti.

Il nostro cantante Josh scrive i testi ma lui è presente nell'intero processo di songwriting, quindi diventa veramente naturale inserire i testi nei pezzi. Noi, come individui, assorbiamo un sacco di cose dalla musica che ascoltiamo e facciamo sempre il tiro alla fune durante il processo di composizione. Questo è ciò che rende diverso il nostro sound. Alcuni dei nostri brani sono pezzi di storia vissuta di Josh e alcuni sono le nostre convinzioni sulla società. E molti sono una via di mezzo.

Su YouTube ho avuto la possibilità di guardare un paio di vostre esibizioni dal vivo, avete mai pensato di girare un video ufficiale di una delle canzoni di "One Million From The Top"? In quel caso, quale scegliereste e perché?

Siamo in realtà in procinto di ricevere un finanziamento e speriamo di girare un video musicale per la titletrack di "One Million From The Top" entro tre mesi. Questa canzone rappresenta la nostra varietà di influenze ed è un buon manifesto della band.

Altro punto a favore del vostro lavoro è l'incursione spesso e volentieri di richiami al rock'n'roll degli anni Cinquanta e Sessanta, quanto e cosa amate del periodo primorde del genere?

Siamo tutti grandi fan del blues, sia del primorde americano che di quello europeo. Penso che questa influenza sia molto diffusa in pezzi come "Come Undone" visto che la canzone inizia con un'inquietante parte di chitarra in stile anni Cinquanta. Non ci sarebbe l'hard rock/heavy metal come lo conosciamo oggi senza le influenze del primo rock'n'roll e del blues.

Com'è stata partorita l'idea della foto all'interno della pista da skateboard con tanto di "paesaggio alcolico" a fare da contorno?

La nostra musica ha fatto sempre appello allo scenario dello skateboarding, in quanto entrambi condividono l'aggressività e la potenza grezza. La foto è stata effettivamente presa nel cortile della nostra sala prove ed è la nostra rampa come è la rampa di tutte la band che praticano skateboard. Volevamo una foto a rappresentare chi siamo e nulla era meglio della nostra amata rampa appena fuori dalla nostra sala prove… e poi ci piace la birra.

Avete qualche passione da "nerd" (e vorrei conoscere qualcuno che non ne ha…)? Videogiochi, porno, fumetti, b-movie, altro?

Penso che siamo tutti un po' nerd a modo nostro… ma io preferisco guardarla come una passione più che un'ossessione. Josh scatta fotografie sorprendenti e modifica/crea video, Richard allena una squadra amatoriale di hockey su ghiaccio, Brett pratica downhill e Devin vive secondo il motto skate or die. Noi tutti abbiamo le nostre passioni al di fuori della musica ma sono queste stesse passioni che ci invogliano a dedicarci ai Chron Goblin e alla nostra musica.

Com'è la scena musicale canadese? Avete rapporti d'amicizia e stima con altre formazioni? Ce ne sono alcune che vorreste consigliare in modo da poterne approfondire la conoscenza?

La scena musicale canadese ha molte band di talento, tuttavia la poca popolazione e il territorio di grandi dimensioni rendono molto difficile andare in tour. Per esempio, a febbraio abbiamo percorso quattromila chilometri in un fine settimana per suonare in tre città diverse. È certamente una scena diversa da quella europea e statunitense quando si tratta di tour. Tuttavia, i lunghi inverni freddi ci obbligano in casa, cosa che ci permette di proseguire con la nostra musica e continuare a scrivere nuovi album.

Quali sono i pregi e i difetti del mondo della musica? Cosa proprio non vi piace e cosa pensate che manchi rispetto al passato?

Penso che il vantaggio principale sia l'accessibilità. La gente può semplicemente andare online e ascoltare una trentina di diverse band in una mattinata. Al contrario, per quanto sia bello che, in generale, la musica sia diventata più semplice da reperire, l'andamento delle vendite suggerisce che le persone (più giovani) ascoltaio principalmente musica sintetica come dub-step e simili ed effettivamente fanno meno sforzi per trovare una musica da ascoltare davvero, non solo da mettere in sottofondo mentre si lavora o si guida.

In un periodo nel quale la digitalizzazione e l'mp3 sembrano esser divenuti la via da seguire, per fortuna molte compagini continuano ad autoprodursi utilizzando i supporti fisici come nel vostro caso. Dovremo arrenderci a una serie d'insulsi 0101010101 o secondo voi si potrà sempre contare su uno zoccolo duro pronto a mantenere viva la forma da "toccare" e "sfogliare" oltre che naturalmente da ascoltare?

Assolutamente. La musica è una delle più grandi forme d'arte al mondo ed è in continua evoluzione. La musica commerciale era destinata a diventare una realtà, quando band come i Beatles hanno dimostrato che enorme successo si poteva raggiungere producendo musica. Purtroppo, il tutto si è sviluppato nella versione distorta che conosciamo oggi. La musica è stata prodotta solo per piacere ed è stata resa accessibile universalmente. Quello era ciò che non sarebbe mai dovuto succedere. Ora le label mettono troppo le mani nel processo di songwriting. E gli effetti sono quelli che sentiamo.

Parliamo di live, com'è stata la vostra prima esibizione davanti a un pubblico?

Il nostro primo concerto fu a una festa a casa del nostro bassista di fronte a una cinquantina di persone, subito dopo la sua entrata nel gruppo. Era uno spazio piuttosto stretto ed era molto intimo. Ma noi abbiamo dato davvero tutto. Qualcuno fece un buco in un muro.

Ci saranno possibilità di vedervi suonare in Europa?

Saremmo tanto felici di avere la possibilità di suonare in Europa. È sicuramente uno dei nostri obiettivi nei prossimi diciotto mesi dal momento che la scena hard rock e heavy metal è davvero forte. Ci piacerebbe avere l'opportunità di suonare in un festival come il Desert Fest nel 2013.

Cosa vogliono fare da "grandi" i Chron Goblin? Sogni e desideri da realizzare?

Come band vogliamo continuare a crescere come musicisti e continuare a scrivere e registrare altri album. Ci piacerebbe anche poter suonare in Europa e nel resto del mondo.

I cinque dischi ai quali non sapreste assolutamente rinunciare?

  1. Black Sabbath – "Master Of Reality"
  2. Queens Of The Stone Age – "Queens Of The Stone Age"
  3. Constellations – "August Burns Red"
  4. Propaghandi – "Less Talk, More Rock"
  5. Weezer – "Blue Album"

 

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