DAY BEFORE US

   
Gruppo: Day Before Us
 
Formazione:

  • Philippe Blanche
  • Effrosyne Papamichalopoulou
 

Scambio con piacere quattro chiacchiere con Philippe ed Effrosyne per meglio comprendere le basi su cui si fonda il progetto dark ambient Day Before Us, di cui potete leggere sulle nostre pagine le recensioni dell'album  "Misty Shroud Of Regrets" e dell'EP di recentissima pubblicazione "Child Of A New Light".


Buongiorno Philippe ed Effrosyne, inizio chiedendovi di introdurre il vostro progetto Day Before Us ai nostri lettori, dato che facilmente alcuni di loro ancora non ne sono a conoscenza. In cosa consiste? Come definireste la vostra musica?

Philippe: Il progetto nasce circa nel 2010, ho dedicato molto tempo negli anni precedenti allo studio della musica classica ed esercitandomi al pianoforte, nello specifico mi sono dedicato all'opera di Bach, Tchaikovsky, Rachmaninov, e in un secondo momento Erik Satie e parte della scuola impressionista francese (Claude Debussy). Ho poi percepito il bisogno di esprimere e dipingere con colori sonori il mio personale universo musicale. Questo s'è verificato in un momento in cui ero in costante contatto con Giuseppe Verticchio (membro di progetti post-industrial e drone come Nimh ed Hall Of Mirrors). Lo conobbi la prima volta grazie al mio lavoro come recensore per magazine musicali, diventammo amici e durante alcune visite abbi la possibilità di improvvisare qualcosa con l'equipaggiamento musicale di cui dispone a casa, che poi è anche il suo studio. Lui fu entusiasta del risultato e mi supportò, cosicché decidemmo di mettere assieme diverso materiale per il primo album di Day Before Us, che è a tutti gli effetti una collaborazione… A quel tempo stavo cercando un nome per il progetto che avesse un implicito riferimento a uno specifico background concettuale, che fosse collegato all'unione fra simbolismo poetico e idealismo mistico. Trovai un poema di Flower Adams dal titolo alquanto enigmatico in cui secondo la mia interpretazione ed esperienza intima rieccheggiava una sorta di nostalgia per un paradiso perduto, un immaginario malinconico circondato da un forte senso di fuga poetica. La mia musica è spesso battezzata neoclassical dark ambient, ma in realtà sto solo cercando di esplorare in una maniera al tempo stesso empirica, intuitiva e poetica il mistero riscontrabile in panorami musicali che nascondono un certo tipo di tonalità quasi elegiaca.

Quindi qual è l'obiettivo, la missione della tua musica? E quale strada ti ha portato dove sei arrivato oggi?

Philippe: Passo dopo passo vorrei dare alla mia musica una funzione rituale, qualcosa di simile a ciò che si può riscontrare in certe esperienze religiose. Lo ritengo un obiettivo significativo e adeguato, rapportato alla mia soggettività e al mio modo di considerare la scrittura musicale. Ho pubblicato il mio primo disco per Cathedral Transmission (una piccola etichetta devota alla scena avantgarde-classical-ambient e tutto ciò che può esserne legato). Era un concept album riguardante il weltschmerz tedesco. La proposta consisteva di un incrocio fra minimalismo classico, ambient cinematografica sostenuta da linee melodiche di piano e momenti vocali narrativi che evocavano un sentimento persistente di meraviglia, mistero e "spleen" [disagio esistenziale N.d.R.]. Il secondo album fu pubblicato dall'etichetta martial polacca Rage In Eden. L'album, dal titolo "Misty Shroud Of Regrets", era costruto attorno al pianoforte, che veniva accompagnato da suoni elaborati partendo da un organo elettrico. I temi musicali ruotano attorno ai concetti di malinconia e contemplazione, di immobilità, di isolamento doloroso e introspezione.

Day Before Us s'è trasformato in una vera e propria band quest'anno con l'arrivo della cantante Effrosyne Papamichalopoulou, che è davvero una grande aggiunta. Come nasce questa collaborazione?

Philippe: Grazie per l'apprezzamento riguardo alla componente vocale. I miei rapporti con Effrosyne sono iniziati online. Le nostre discussioni vertevano sulle nostre esperienze musicali e venni a conoscenza del fatto che lei già aveva cantato nella band Decadence (apocalyptic neofolk dalla Grecia su Cold Meat Industry). Abbiamo preparato alcuni frammenti sperimentali di alcune tracce su cui stavo lavorando in quel periodo (inizio 2013). Quelle sessioni di registrazioni furono bellissime e decisive per me nel decidere la nuova direzione che il progetto avrebbe intrapreso, in qualche modo volgendo le spalle al dark ambient esclusivamente strumentale che producevo in quel periodo. Col tempo abbiamo trovato un'alchimia naturale ed abbiamo iniziato a scrivere alcuni brani dal gusto più neoclassico. Era ancora forte la componente elettronica legata a processi computerizzati per ricreare "textures" musicali multistrato, ma al tempo stesso dedicavo sempre più energie a semplici linee di piano, più puramente acustiche su cui la componente lirica potesse cercare nuovi livelli di libertà e di intimità. L'EP "Child Of A New Light" è il risultato di questo nuovo orientamento. Allo stato attuale di cose Effrosyne è coinvolta a tutto tondo nel processo creativo. Ci incontriamo fra Francia e Grecia e siamo attualmente in fase di preparazione del terzo album e abbiamo già un contratto con una etichetta di alto livello.

Qualche altra informazione a riguardo?

Philippe: Il disco sarà figlio della nuova estetica sonora, ma con un chiaro ritorno a percorsi vicini alla dark ambient, quasi a ritrarre un inferno metafisico. Sarà ricco di suoni ambientali e avrà una pluralità di forme compositive al suo interno, elementi semi-elettronici, tocchi acustici e molte parte vocali ad arricchire il contenuto strumentale.

A che punto è la preparazione? Avete una data ipotetica di rilascio in mente?

Philippe: L'album in arrivo è a un ottimo punto attualmente. Dobbiamo lavorare ancora a un paio di tracce, ma realisticamente dovrebbe essere finalizzato per la fine dell'estate ed essere rilasciato in autunno.

Effrosyne, raccontaci delle tue precedenti esperienze. Non sento parlare dei Decadence da parecchi anni: è ancora attiva la band?

Effrosyne: È vero, è da molto tempo che i Decadence non producono nulla… A essere onesti non so dirti se il progetto sia ancora attivo, sebbene un paio d'anni fa mi sottoposero nuovo materiale davvero eccitante. Spero che si possa trovare il momento e la contingenza giusta per una nuova produzione ufficiale, perché posso dire che hanno molto materiale di assoluto interesse da offrire… e un circolo di fan assolutamente devoto! Decadence sarà sempre una parte del mio essere, furono i primi a scoprire e a credere che io avessi qualcosa da offrire artisticamente parlando; e mi fornirono anche un solido aiuto nel mio orientamento musicale. Sarò loro eternamente grata.

Hai avuto altre collaborazioni nel corso degli anni?

Effrosyne: Il mio periodo post-Decadence mi ha visto cimentare con altri generi musicali, come il post-rock e il dream pop, alla ricerca del mio vero potenziale vocale e della mia identità artistica. Ho collaborato con piccole realtà locali e partecipato a concerti, ma oltre a questo non ho rilasciato nulla di ufficiale. Day Before Us è arrivato al momento perfetto, iniziavo a senire con urgenza il bisogno di produrre qualcosa di nuovo. Per me è stato un regalo meraviglioso e inatteso, sono infinitamente grata a Philippe per avermi dato l'opportunità di respirare e sentirmi artisticamente viva ancora una volta…. e anche per la possibilità di sperimentare ed esprimermi con totale libertà all'interno del suo universo spirituale e musicale. Sono fortunata e onorata di collaborare con un artista di così grande talento e originalità, i cui panorami musicali sono unici e fonte di costante ispirazione per me.

Philippe. mentre producevi "Child Of A New Light" hai anche creato la tua etichetta personale, ma adesso mi hai raccontato di essere già in contatto con altri per il tuo prossimo lavoro. Che mi dici di Triple Moon Records: è stato solo un esperimento o hai in mente di proseguire con lei?

Philippe: Bella domanda. L'esperienza che ha visto la nascita di questa prima "self-release"  è stata per me necessaria per introdurre agli ascoltatori questa lieve svolta musicale in favore degli elementi più folk ed eterei… Le risposte sono stato molto positive e mi hanno incoraggiato a proseguire su questa strada per il prossimo album (sarà un'edizione simile a quelli che ho rilasciato con Rage In Eden), la produzione del quale non sarà però gestibile con la sola Triple Moon Records, per il semplice fatto che resta comunque una etichetta in formato micro. Resterà comunque attiva nei prossimi mesi, ho pianificato di produrre il nuovo disco di David Newlyn (un musicista ambient-sperimentale ben conosciuto in Gran Bretagna). Attualmente sto comunque gestendo l'etichetta con un altro artista, un mio caro amico.

Un'ultima questione riguardante "Child Of A New Light": l'autrice della grafica è Jana Brike, una pittrice lettone che onestamente non conoscevo precedentemente. I suoi dipinti sono molto interessanti e la copertina stessa che ha preparato per il tuo EP riesce a essere nello stesso momento innocente e disturbante, di sicuro si intreccia perfettamente con la tua musica. Come vi siete conosciuti?

Philippe: La collaborazione con Jana Brike è arrivata in un modo molto naturale, poichè anni fa lavorai con lei ai suoi video d'animazione (che potete trovare sulla sua pagina Vimeo) in un contesto di festival d'esposizione d'arte contemporanea. In maniera modesta pubblicai la colonna sonora per i video che furono mostrati in diverse esibizioni. La nostra amicizia artistica continua fin dall'inizio del mio progetto musicale. Ha accolto con apprezzamento la mia idea di inserire un suo lavoro per questa edizione.

I concerti dal vivo sono in qualche misura "borderline" per gli artisti che appartengono alla tua scena musicale. Qual è la tua idea a riguardo?

Philippe: Hai assolutamente ragione a puntualizzare il fatto che in campo dark ambient le esperienze live sono rare e inusuali. Personalmente sono sempre aperto a suggerimenti e, dipendentemente dalle occasioni, ritengo potrebbero essere un buon modo per promuovere materiale. Il punto è che c'è necessità di un notevole supporto tecnologico e bisogna oltretutto trovare una platea che possa essere ricettiva a escursioni sonore immersive e introspettive. Gran parte degli eventi live in ambito dark ambient sembrano essere una ben costrutia associazione fra elementi audio-visivi e processi e loop preregistrati. Da parte mia credo sarebbe opportuno limitare al massimo la componente "computer" in favore di un viaggio più acustico, credo che l'idea si sposi meglio con l'attuale configurazione e alchimia musicale dei Day Before Us.

Secondo me la tua idea è corretta, molti show a cui ho partecipato come spettatore mi sono suonati "falsi", proprio per la ragione che gran parte di essi era basata su preregistrazioni. D'altra parte credo che il pianoforte sia una grande arma sul palco ora che è accompagnata da una voce meravigliosa, ma è comunque una considerazione che farai dopo la prossima uscita, quando il materiale prodotto assieme ad Effrosyne sarà più sostanzioso…

Philippe: Sì, hai ragione ancora una volta, le performance dark ambient sembrano e suonano più come installazioni attorno a un modello precostruito, in esse l'essenza del live e l'esibizione pragmaticamente strumentale sono ridotte ai minimi termini. La musica dark ambient è sicuramente più legata all'ascolto a casa e rimane un veicolo d'ispirazione e di stimolo per creatività artistica dell'ascoltatore. Per fortuna ci sono molti eventi neofolk in giro per l'Europa, nei club underground, in concerti privati o durante festival goth. In futuro credo sia una possibilità reale pensare di tenere esibizioni live in quel tipo di contesti.

Philippe, Effrosyne, credo che abbiate spiegato praticamente tutto e avete definitivamente soddisfatto la mia curiosità. Vi invio i miei migliori auguri e vi offro l'opportunità di aggiungere qualcosa, laddove lo riteniate oppurtuno, in conclusione. Grazie per la vostra gentilezza.

Effrosyne e Philippe: Grazie a te per il tempo e per l'interesse. Apprezzo molto l'opportunità offertaci di parlare della nostra musica a un pubblico più orientato verso la scena metal, di cui io stesso facevo parte tempo fa [ride] e a tutti gli ascoltatori di ampie vedute.

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