DEVASTATOR (2009)

DEVASTATOR (2009)

DEVASTATOR (2009) Oggi con noi i toscani Devastator, salve ragazzi e benvenuti su Aristocraziawebzine, come va?

Iniziamo subito dai, presentiamo la band:

 Salve, ringrazio Aristocraziawebzine per aver reso possibile questa bella intervista. Premesso questo vengo subito alle presentazioni! I Devastator sono nati nel 2001 sotto il nome di Violent Overture per volere mio e di Rob (voce e chitarra). Nel 2002 abbiamo cambiato definitivamente nome in Devastator. Ricca (basso) è entrato nel gruppo nel 2003. In otto anni di attività abbiamo fatto uscire tre album in studio, due live demo e un promo. Fortunatamente adesso abbiamo pure raggiunto un’ottima stabilità di formazione, dopo l’abbandono di ben due cantanti, Luchino nel 2007 e Albe nel 2008. Adesso siamo un trio, e le cose stanno andando veramente bene, eravamo un po’ preoccupati quando Alberto ha deciso di andarsene, ma ci siamo dati da fare (soprattutto Rob che ha dovuto cominciare a cantare) e devo dire che ne è valsa veramente la pena!

Siete degli iperattivi, dal 2003 anno di uscita del vostro primo demo e già 3 album, un live è una gran cosa visti anche i vostri continui miglioramenti, quali sono le motivazioni che vi danno la giusta carica e spinta per andare avanti?

 Beh di certo non amiamo stare con le mani in mano. Fortunatamente Rob, che è il compositore di tutte le canzoni dei Devastator, ha un sacco di idee e propone sempre un sacco di pezzi nuovi. Poi c’è da dire che i brani ci vengono a noia abbastanza in fretta ehe, per cui scatta la necessità di scriverne di altri! A parte di scherzi, abbiamo sempre voluto scrivere più materiale possibile, per far uscire più roba possibile. Come ho già detto prima, i pezzi abbondano, quindi la cosa migliore è farli uscire, sempre e comunque. Ovviamente non proponiamo ogni cosa che scriviamo, cerchiamo sempre di scegliere i pezzi migliori tra tutti quelli che escono fuori.

I cambi in line up sembrano essere una costante sinora, ascoltando il vostro ultimo lavoro “Underground ‘N’ Roll” pare però che abbiate trovato il giusto assetto, cosa vi mancava o cosa stavate cercando di preciso?

 Sfortunatamente l’assetto che puoi sentire su “Underground ‘N’ Roll” ormai è acqua passata, visto che poco dopo che sono finite le registrazioni Albe ha deciso di lasciare la band. Però come ti ripeto, da quando siamo diventati un trio, anche se con enormi difficoltà, le cose funzionano veramente a meraviglia. Questo perché ormai io Rob e Ricca suoniamo insieme da sei anni, ci intendiamo perfettamente su ogni cosa. Principalmente siamo tre ottimi amici, e questo conta molto di più di ogni altra cosa. Comunque adesso stiamo lavorando veramente bene, anche perché io Ricca e Rob la vediamo alla stessa maniera su come vogliamo concepire la nostra musica.


“Underground ‘N’ Roll” è un disco particolare, genuino che conserva la sua natura thrash anche se letteralmente invaso da influenze punk e ho sentito anche influssi surf, cosa vi ha portato a questa virata sonora?

Ovviamente siamo nati come band thrash, e ancora oggi le nostre radici si possono avvertire nella nostra musica, anche se decisamente in quantità molto minore che in passato. Se ascolti il nostro primo disco, “Thrash ‘N’ War” del 2005, chiaramente sentirai che è un disco principalmente thrash, anche se è possibile sentire qualche influenza rock ‘n’ roll in alcuni pezzi. Dopo “Thrash ‘N’ War” abbiamo sentito la necessità di ampliare il nostro songwriting, sia perché stavamo cominciando a maturare come musicisti, sia perché suonare un solo genere stava cominciando ad andarci stretto. Quindi abbiamo cambiato metodo di comporre, non più scrivere un pezzo secondo un determinato genere, ma scrivere semplicemente tutto quello che ci frullava in testa. Se un pezzo ci piace noi lo pubblichiamo, non importa di che genere sia, basta che ci piaccia e che spacchi il culo. Questa nuova nostra concezione di comporre musica si può ascoltare già su “Alcoholic Invasion” del 2007, ma ha il suo completo sfocio proprio su “Underground ‘N’ Roll”, disco secondo me molto vario che propone e mixa un sacco di generi differenti.

Il tipo di proposta che eseguite più che su disco sembra essere perfetta per l’esibizione on stage, com’è la vita sui palchi italiani? Siete in tour adesso?

Hai proprio fatto centro, perché tutti i pezzi che scriviamo sono realizzati per rendere al meglio dal vivo. La dimensione live è la nostra dimensione ideale, fortunatamente sin da quando siamo nati abbiamo sempre suonato parecchio, e per band come noi è tutt’altro che facile, visti i non pochi problemi che ci sono oggi in Italia. Attualmente non possiamo certo lamentarci, adesso stiamo promuovendo live il nostro ultimo disco, e devo dire che da quando è uscito abbiamo fatto un sacco di date. Ovviamente ci sbattiamo come bestie per trovarne più possibile, ma da quest’anno sono contento nel dire che molte date sono arrivate da sole, locali che ci chiamavano, band amiche che ci invitavano… Facciamo il possibile, purtroppo la musica underground in Italia non è incoraggiata per un cazzo, e finchè ci saranno quelle merdosissime tribute bands per noi sarà vita difficile! Ma sarà dura farci smettere di sbatterci!


La Toscana ha un buon movimento metal in questo periodo oltre i soliti noti si fanno strada anche formazioni come Subhuman e Profanal, che rapporto avete con la vostra scena locale? E con quella Underground in genere?

Conosciamo molto bene i Subhuman, abbiamo pure suonato insieme nel 2006, durante il festival Metal Disorder, in provincia di Milano. Sono ottimi ragazzi, nonché musicisti spaventosi, sicuramente sopra la media. Anche loro come noi si impegnano al massimo su tutti i fronti. I Profanal li conosce bene il nostro bassista Ricca, avendoli invitati a un festival metal nella nostra città. Comunque la Toscana è piena zeppa di gruppi validissimi! Cerchiamo sempre di aiutarci come possibile gli uni con gli altri, combattere insieme per la stessa causa. Siamo molto amici anche di gruppi all’infuori della Toscana, conosciuti ai vari concerti. Vale la pena di menzionare una band come gli Hellstorm, sicuramente le migliori persone che conosciamo, senza storie. Anche loro sono ragazzi seri e determinati, che si fanno il culo ogni giorno!

Avete avuto il piacere di fare da spalla agli Assassin, com’è stata quest’esperienza e quale sarebbe il vostro concerto perfetto avendo la possibilità di scegliere chi supportare?

Sì, suonare di spalla agli Assassin è stata un’esperienza straordinaria, anche perché nel 2006 era appena uscito “Thrash ‘N’ War” ed eravamo veramente infottati con il thrash, quindi immagina come eravamo esaltati. Fu una serata veramente bellissima, abbiamo ricevuto un sacco di consensi e venduto tantissimi cd, ma soprattutto abbiamo conosciuto e fatto serata proprio con gli Assassin, grandissime persone! Serata fantastica, a parte vari problemi tecnici durante la nostra esibizione (la batteria non aveva un tappeto sotto, ho suonato tutto il concerto con un poveraccio che stava seduto di schiena a bloccarmi la cassa ehehe), però cazzo, ci siamo veramente divertiti tantissimo! Se dovessi scegliere chi supportare dal vivo senza dubbio farei tre nomi: Skruigners, Motorhead e Bulldozer!


“I Hate Cover Bands” è un brano che rispecchia una sacrosanta verità dato che le cover band stanno intasando spesso i locali dove suonare, qual è il problema secondo voi? Poca voglia di mettersi in gioco?

Per me il problema è suddiviso in due motivi ben precisi. Il primo sta nell’incapacità totale di una band nello scrivere musica propria, o almeno non avere le palle per proporla. Il secondo invece (più frequente purtroppo) sta nel creare una tribute band proprio perché ha più possibilità di fare successo e ovviamente di fare soldi. In Italia funziona così, quando stavamo a Bologna c’era un locale che per farci suonare ci ha messo cinque mesi (non scherzo) e ci ha dato 50 euro a fine serata, anche se avevamo suonato un’ora e mezzo e il locale traboccava di persone. A una fottutissima tribute band dei Guns ‘N’ Roses (bravi per carità, ma travestiti come i veri Guns, patetici) dettero per una serata 600 euro… Suonare musica già scritta venti o trenta anni fa è facile, troviate piuttosto le palle di proporre musica vostra!!!

Ci sono novità in cantiere, avete già ripreso i lavori?

Ovviamente sì, che domande ehehe! Stiamo finendo di registrare un nuovo Lp di quattro pezzi inediti, completamente in italiano! Abbiamo deciso di scrivere i testi in italiano, primo perché siamo italiani e pronunciamo l’inglese da fare schifo, secondo perché Rob adesso, cantando e suonando, ha la necessità di scrivere testi più semplici e facili da cantare, terzo perché adesso abbiamo la possibilità di scrivere testi con un maggiore significato, cosa che con l’inglese ci risultava molto difficile. Prima di adesso pensavamo prima alla musica che alle parole, infatti i testi erano puramente riempitivi. Adesso invece i testi avranno un ruolo predominante nei pezzi, con linee vocali molto più curate e efficaci. Il promo sarà pronto a breve, credo che lo faremo uscire entro l’anno.


Ringraziandovi per la disponibilità, chiudete come meglio credete:

Grazie a voi per la bella intervista, è stato un piacere rispondere alle domande. Invito tutti a visitare la nostra pagina myspace www.myspace.com/devastatorcrew per ascoltare la nostra musica e per lasciare ogni tipo di commento! A presto!!!


Facebook Comments