DISLOYAL

   
Gruppo: Disloyal
Traduzione: Vlakorados
 
Formazione:

  • Krzysztof Bendarowicz – Voce
  • Jarosław "Jaro" Paprota – Batteria
  • Artyom Serdyuk – Chitarra
  • Kolya Kislyi – Basso
 

Qualche settimana fa vi abbiamo presentato i Disloyal con il valido "Godless". A causa dei soliti ingestibili ritardi, solo oggi riusciamo a presentarvi la chiacchierata avuta con il disponibile e iperattivo chitarrista Artyom Serdyuk. Ecco il risultato…

 


Partiamo dall'inizio: questo è il nostro primo incontro con i Disloyal, ma la vostra storia nasce negli anni Novanta, puoi raccontarci qualcosa in più della band e del suo passato?

Artyom Serdyuk: I Disloyal nacquero all'inizio del 1997 a Ketrzyn, una città nel nord-est della Polonia. Il primo demo intitolato "Desire" fu apprezzato molto dai nostri ascoltatori e dai critici, subito dopo averlo registrato decidemmo di non rallentare e iniziammo a scrivere materiale per il debutto. Meno di un anno dopo ci recammo di nuovo nello studio Selani per incidere "Pessimistic" e grazie a questa uscita entrammo nella scena polacca. Dopo aver fatto qualche tour e festival per promuoverlo, la band quasi si sciolse. Il nostro batterista Jaro dovette cambiare praticamente tutta la formazione. Questa fu la prima fase difficile nella storia della band. Nella loro nuova forma, i Disloyal registrarono l'album successivo "The Kingdom Of Plague" nello studio Hertz a Bialystok. Poco più avanti Lukas (voce e chitarra) lasciò la band e i Disloyal continuarono come un trio, poiché il bassista Macabre diventò cantante e chitarrista. E qui arrivai io, perché i ragazzi mi chiesero di suonare il basso per loro ai concerti. Questo creò un'ottima amicizia tra di noi che più avanti, come potete vedere, portò alla nuova faccia del gruppo. Tuttavia il successivo "Prophecy" fu scritto e registrato come trio (Jaro, Macabre e Tomasz) nello studio casalingo della band e fu pubblicato dall'etichetta tedesca No Colours Records. Questo CD suona grezzo e lontano dalla produzione perfetta, ma era l'obiettivo a quei tempi, che nonostante i cambi di formazione ci vide attivi dal vivo. Dopo aver pubblicato "Prophecy" nel 2008 però entrambi i chitarristi Macabre e Tomash lasciarono la band. Successe a causa di diversi motivi personali, sai, famiglia, lavoro e così via. Era un punto in cui avevano perso la passione di suonare e decisero di non continuare. Il nostro batterista Jaro rimase da solo nella band, così dovette trovare musicisti per creare una nuova formazione e continuare, per non lasciar morire i Disloyal. Così decidemmo che io sarei dovuto entrare nella band come chitarrista e dal 2009 iniziammo a creare una forma musicale completamente nuova per i Disloyal, che potete ascoltare in questo momento. Ero abbastanza impegnato nelle mie altre band: Deathbringer, Thy Disease, Woe Unto Me, Amentia, per cui ci volle un po' di tempo per scrivere materiale per il nuovo CD e lo finimmo all'inizio del 2012. A quel punto avevamo completato la formazione con il nuovo bassista Kolya Kislyi, che viene dalla Bielorussia come me, e ovviamente il nuovo cantante Kriss, che è anche il batterista di Deathbringer, Manipulation ed EmpatiC. La storia da qui in poi è molto semplice. Siamo entrati nei Monroe Sound Studio e abbiamo registrato "Godless".

Passiamo a "Godless", è il primo album che avete registrato con la nuova formazione. Quali sono le principali differenze tra questo disco e i precedenti?

Penso che "Godless" sia più intenso e complesso degli album precedenti. Suona più tecnico e progressivo. Per me questo materiale è più maturo, orecchiabile e aggressivo. Ma onestamente non mi piace confrontare le diverse fasi della storia della band. Personalmente divido la discografia dei Disloyal in tre capitoli e mi piacciono tutti, ognuno a proprio modo: il primo è il più melodico e thrash ("Desire" e "Pessimistic"), il secondo più old school brutal death metal ("The Kingdom Of Plague" e "Prophecy") e a partire da "Godless" abbiamo iniziato il terzo capitolo che unisce tutti i tipi di death metal, leggermente più orientato verso il death tecnico, ma senza perdere in brutalità e melodia dove necessario. Abbiamo fatto del nostro meglio per rendere "Godless" sia veloce che ritmato, così che potesse catturare l'attenzione dell'ascoltatore per sorbirlo tutto d'un fiato, senza pause, senza aver possibilità di respirare. Speriamo di esserci riusciti almeno un po'.

 Guardando l'album qualche mese dopo averlo completato, siete soddisfatti? C'è qualcosa su cui vorreste concentrarvi maggiormente, magari per la vostra prossima uscita?

Sì, posso dire di essere soddisfatto di questo album. Ho implementato tutte le mie idee per questo disco e sono contento. A volte penso che avrei potuto cambiare qualcosa o fare qualche parte in modo leggermente diverso, ma è normale per me, ho sempre questo tipo di sensazioni subito dopo aver finito un album. In generale però sono molto soddisfatto del nostro lavoro e di come suona.

"Godless" è stato pubblicato dalla Ghastly Music, come siete finiti su un'etichetta giapponese?

Direi niente di nuovo. Stavamo mandando promo ovunque per cercare una nuova etichetta e la Ghastly Music — una sezione della Amputated Vein Records — ci offrì l'accordo che ci soddisfava maggiormente, per cui decidemmo di unirci alla loro famiglia. Masakatsu — il proprietario della Ghastly Music e della Amputated Vein Records — è un fan del death metal con molta esperienza.

I vostri piani per il prossimo futuro? Vi state concentrando nella promozione di "Godless" o state già lavorando al suo successore?

Siamo totalmente concentrati nella promozione di "Godless" al momento: recensioni, interviste, distribuzione e tutta quella roba. Penso che sia troppo presto per iniziare a lavorare al prossimo album, ma ovviamente mi vengono in mente idee in continuazione, per cui per ora le raccolgo in attesa del momento giusto.

E per quanto riguarda i tour? Immagino non sia facile conciliare questo genere di impegni con il lavoro, la famiglia e quant'altro, ma magari qualche festival estivo?

Avevamo in programma di iniziare un tour a supporto dell'ultimo album subito dopo averlo pubblicato, ma sfortunatamente alcune difficoltà ci hanno rallentati e ci è voluto del tempo prima di poterle superare ed essere di nuovo pronti a metterci in strada. Abbiamo rinforzato la nostra formazione dal vivo con un secondo chitarrista, Pavel Vorontsov, anch'egli bielorusso, recentemente abbiamo provato un sacco e direi che ora siamo pronti. I primi concerti con tutta probabilità saranno nella primavera del 2016 e non vediamo l'ora di poter presentare finalmente "Godless" sul palco.

Un paio di domande generali, partendo dall'underground, che è l'ambito con cui Aristocrazia si confronta quotidianamente. Qualche band sconosciuta da consigliare ai nostri lettori?

Ovviamente prima di tutto vi consiglierei di conoscere le mie band: Deathbringer, Woe Unto Me, Amentia e Thy Disease, magari qualcuno di voi ne conosce già qualcuna. O almeno spero [ride]. Provate anche Manipulation ed EmpatiC, dove il nostro cantante Kriss suona la batteria. E per quanto riguarda qualche band non collegata alla formazione dei Disloyal ma che suona ottima musica: recentemente ho scoperto una band molto figa chiamata Stone Healer dagli Stati Uniti, roba progressive e interessante. Dovreste sicuramente provare una band polacca chiamata Nyia, che fu creata dal grande musicista e produttore Szymon Czech che morì tre anni fa, per cui non esiste più ma il suo ultimo album "More Than You Expect" è un capolavoro. Vorrei nominare anche i miei grandi amici dalla Russia, i Psilocybe Larvae, e un'altra band russa, i Grace Disgraced.

Com'è essere un metallaro in Polonia, se non si è Vader o Behemoth? Ci sono comunità locali, eventi a cui partecipare, una scena underground, o è come in Italia, dove bisogna impazzire per trovare un posto in cui una band estrema possa suonare e più o meno a nessuno frega un cazzo? E intendo non solo come band, ma anche come ascoltatore, poiché non sono un musicista.

La scena underground o cosiddetta scena locale in Polonia è sicuramente molto sviluppata e ha radici molto forti che vengono rispettate in tutto il mondo. La nostra è una delle scene più forti. Ci sono molti concerti, eventi, riviste e webzine che supportano questa scena metal underground, e dove tutte queste band poco note possono farsi conoscere da molti più metallari, ma c'è anche l'altra faccia della medaglia: le autorità hanno una pessima attitudine verso questi concerti e verso il metal in generale, cercano sempre di censurare, di cancellare sempre più eventi, ma fortunatamente band e promoter riescono a organizzare questi concerti a ogni costo. Sai, in Polonia queste autorità hanno rapporti e connessioni molto stretti con la Chiesa, e come sappiamo alla Chiesa non va molto a genio il metal [ride]. In generale però posso dire che la vita quotidiana di un metallaro polacco è più che buona, perché ci sono molti eventi in ambito metal e la quantità cresce in continuazione, c'è un'ampia scelta su dove andare, cosa leggere, molti promoter, concerti e agenzie di booking e di promozione, tutte risorse connesse al metal.

Una domanda stupida che adoro: dieci album che la band porterebbe su un'isola deserta?

Posso parlare solo per me, ma penso che alcuni degli album che citerò sarebbero anche nelle liste dei gli altri componenti.

  1. Death – "Human", "Individual Thought Patterns", "Symbolic", "The Sound Of Perseverance"; so che è sleale nominare quattro album in una posizione, ma non sarebbe interessante leggere una lista dove metà degli album sono la discografia dei Death.
  2. Morbid Angel – "Domination"
  3. Morbid Angel – "Gateways To Annihilation"
  4. Meshuggah – "Chaosphere"
  5. Pink Floyd – "Wish You Were Here"
  6. Ulver – "Shadows Of The Sun"
  7. Opeth – "Blackwater Park"
  8. Cynic – "Focus"
  9. Emperor – "Prometheus: The Discipline Of Fire And Demise"
  10. Paradise Lost – "Draconian Times"

Ok, finisce qui. Voglio ringraziarti per il tuo tempo e darti la possibilità di aggiungere qualche parola per i nostri lettori. Vi auguro tutto il meglio, spero di incontrarvi di persona un giorno, magari in un backstage!

Grazie mille Andrea e Aristocrazia Webzine per darci l'opportunità di presentare i Disloyal e parlare ai vostri lettori del nostro album "Godless". Grazie del supporto! Saluti a tutti i metallari! Continuate a supportare l'underground e a leggere webzine e riviste metal come Aristocrazia! Date un'occhiata alle nostra pagine sui Disloyal: FacebookYoutube o Myspace. E visitate i nostri negozi online: Bandcamp e Bigcartel. Saluti!

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