DISPERSED ASHES

DISPERSED ASHES

Informazioni
Autore: Mourning
Traduttore: Insanity

Formazione
Mark Thompson – Tutti gli strumenti

Oggi ho il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Mark Thompson, mente del progetto Dispersed Ashes, una creatura alquanto particolare che abbiamo già incrociato in passato, cercherò quindi di avere più notizie e informazioni possibili sul suo operato.

Benvenuto su Aristocrazia Webzine Mark, siamo agli inizi del 2013, vogliamo tirare un attimo le somme dell’anno lasciatoci alle spalle? Com’è stato il tuo 2012?

Mark: Grazie di ospitarmi! Il 2012 è stato un anno interessante per me con l’uscita del nuovo album e il consolidamento del rapporto con Naturmacht Productions / Rain Without End Records. Durante l’anno il mio lavoro si è sviluppato in modi inaspettati, e con lo passare del tempo sono emozionato dall’esplorazione in profondità di questi sentieri.

Sei un artista completo: ami la musica, sei un fotografo e pittore che ha ricevuto riconoscimenti a livello internazionale. Come e perché hai deciso di fondare i Dispersed Ashes?

Dispersed Ashes è nato per necessità. Il nucleo principale della mia creatività è come artista visuale, principalmente come pittore, ma nel 2009 iniziai ad avere idee che necessitavano di essere sviluppate in un altro campo. A dispetto dei miei primi passi che erano solo tentativi, presto diventò evidente che usare una chitarra mi permetteva di esplorare quelle idee. Penso che Dispersed Ashes sia una sfaccettatura del mio lavoro piuttosto che un’entità separata, ed ho scoperto che c’è un dialogo significativo tra le mie composizioni visuali e quelle musicali. In qualche modo si rafforzano a vicenda, permettendomi di trarre ispirazione da fonti che di solito appartengono solo al proprio ambito.

In che modo è avvenuto il primo contatto con questo tipo di musica e quali sono i dischi che ti hanno fatto appassionare a questo panorama così dilatato nei suoni?

Da ragazzino iniziai ad ascoltare le prime goth band, ma scoprii di voler trovare musica ancora più oscura e intensa. Iniziai con cose come Misfits, Alien Sex Fiend, poi i Metallica entrarono nella mia vita! Questo fu alla fine degli anni Ottanta e improvvisamente arrivarono “Altars Of Madness” dei Morbid Angel, “Cause Of Death” degli Obituary, “Soulside Journey” dei Darkthrone. A quel punto ero dentro. Con gli anni, il mio interesse verso il metal si è riacceso con molti album, compresi “The Beyond” dei Cult Of Luna, più o meno tutto quanto prodotto dai Neurosis e il primo album dei Tyranny “Bleak Vistae”, tra gli altri.

Come nasce un tuo lavoro? O meglio, quali sono le varie fasi che ti portano a sviluppare il concept musicale e raffigurativo che da poi vita all’album?

Il processo compositivo per me è abbastanza costante, per cui non mi impongo di scrivere con un certo concept o album in mente. Detto ciò, ci sono sempre idee e domande che cerco di affrontare nel mio lavoro, e mentre i brani iniziavano a formarsi per “The Nature Of Things”, automaticamente mi sembrava che fosse nato un collegamento tra loro. Dispersed Ashes è ancora un progetto relativamente giovane, forse evolvendosi il processo cambierà. Per ora mantenere la composizione in modo organico sembra che mi permetta di avere la libertà di spingere in più direzioni che posso. Il contenuto dei testi è stato forse il fattore decisivo per l’aspetto visivo dell’album. Si inseriscono nel modo in cui cerco di capire i ricordi e le esperienze, ciò che porto avanti e ciò che viene lasciato indietro. Usando alcune fotografie sbiadite fatte in Alaska anni fa, ho cercato di riconnettermi un po’ con il mio passato, e sembrano essere state la metafora visiva più appropriata.

Quali sono le differenze sostanziali che caratterizzano “An Arithmetic Of Souls” e “The Nature Of Things”? Pensi che quest’ultimo possa esserne la naturale evoluzione?

La differenza principale tra il primo e il secondo album riguarda la confidenza. Mentre Dispersed Ashes si evolveva, ho iniziato a lasciare che le canzoni respirassero un po’ di più. Come ogni giovane band, inizialmente sommersi tutto con ondate di riverbero, ma essendo migliorato con l’esperienza voglio rivelare molto di più… Abbassare il guadagno delle chitarre per permettere alle dinamiche di essere più presenti e dare più importanza agli aspetti umani (suono delle corde, ecc. ) e alle parti più analogiche della composizione/registrazione. Detto ciò, “The Nature Of Things” è un’estensione logica di “An Arithmetic Of Souls” e non voglio trattare il processo compositivo in modo troppo clinico; penso ad ogni album come a un progetto a sè. Preferisco vederla così piuttosto che come un processo in continua evoluzione.

Ho notato che in entrambi i casi la batteria mantiene un basso profilo, soluzioni statiche e dilatate che lasciano spazio all’impatto atmosferico dominante. Il motivo di questa scelta è dovuto proprio alla volontà di enfatizzare l’apporto del muro sonoro creato dalle chitarre e dalle apparizioni di voce?

Come ogni musicista tendo a scrivere per il mio strumento dominante, per cui i brani sono per forza guidati dalle chitarre e dalla melodia. Dare alla musica più spazio per respirare, piuttosto che riempirla con ondate di batteria, sembra più appropriato per ciò che sto facendo al momento. Le canzoni non sono per niente esercizi ritmici e come hai detto voglio concentrarmi più sull’atmosfera e sull’emozione del lavoro. Andando avanti tuttavia vedo che le parti di batteria cercano di emergere.

Cosa ti ha ispirato nella realizzazione degli artwork abbinati ai tuoi lavori?

La mia scelta per le immagini fino ad ora riguarda l’effimero o il decadimento e il cambiamento. Per questo ho tenuto una certa distanza tra i miei lavori visuali e le immagini usate per le copertine di Dispersed Ashes. Ho lavorato con alcune band per fare la cover dei loro album, “Marrow Of The Spirit” degli Agalloch è l’esempio più famoso, e mi sembrava troppo facile usare una delle mie immagini per Dispersed Ashes. Potrei cambiare idea mentre penso al prossimo album, i due emisferi della mia vita creativa si stanno inevitabilmente avvicinando.

Una delle doti che caratterizza i Dispersed Ashes è la semplicità con la quale le trame dei brani vengono esposte, spesso si tende a sottovalutare il valore e l’efficacia delle soluzioni più elementari. Caratterialmente ti rispecchi pienamente in tale visione anche nelle scelte che applichi alla vita quotidiana?

Concordo, la semplicità è sottovalutata in genere. Se penso ai miei pezzi musicali preferiti o alle mie preferenze in generale nell’arte, noto che spesso hanno temi semplici o concisi e comunque, in qualche modo, riescono a dire molto di più. È come se tenessero uno specchio e permettessero a ognuno di avere la propria esperienza collegata al lavoro. Cerco la semplicità nella mia vita quotidiana, e in molti aspetti mi considero fortunato di poterla, per la maggior parte, ottenere. Vivere e lavorare come artista ha la sue difficoltà, ma il mio tempo in genere è mio e in questo senso riesco a minimizzare le distrazioni e a mantenere il livello di concentrazione di cui ho bisogno.

Al giorno d’oggi cos’è che fa realmente la differenza nel mondo dell’arte? Frequentemente si è parlato di un notevole appiattimento degli ideali e delle idee in genere, è un pensiero che condividi o invece è solo l’ennesima scusa per dare peso e valore alla strumentalizzazione mediatica che tende a imporre canoni stereotipati da seguire a modello?

Il mondo dell’arte è in genere una riflessione dello stato attuale del mondo e sembra che sia un posto pieno di problemi. La crisi finanziaria globale lo ha colpito duramente e in qualche modo lo sta rimodellando. L’appiattimento di idee e ideali… Beh, penso che ci sia sempre la tentazione di vedere l’arte contemporanea a breve termine, vedendo la fredda e cinica ironia e i prezzi inflazionati degli ultimi anni come indicativi dello stato dell’arte in generale. Penso che la realtà totale sia fortunatamente più complessa, con ogni tipo di artista fare ogni tipo di cosa lontano dall’occhio dei media. Sicuramente non fanno notizia, ma probabilmente è questo a salvarli. Se c’è un problema di idee/ideali, lo vedo nel concetto di artista come celebrità. Non siamo pop star… E degradarci per il divertimento del pubblico non è, a mio parere, una buona strada. Le cose cambiano inevitabilmente, vedremo cosa succederà.

È notizia di questi giorni che la Disney ancora una volta si sia schierata di netto, vietando a una band metal di suonare, adesso è toccato agli Exodus. Cos’è che da tanto fastidio del mondo “non convenzionale” legato a questa musica? Perché secondo te viene reputato un mezzo anti-culturale?

Penso che il metal appartenga a un’area dell’esperienza umana che è l’antitesi degli ideali della Disney. Per cui non è difficile immaginare che possa esserci uno scontro. Sembra che viviamo stretti da un culto della felicità in cui le emozioni negative o più oscure sono viste come malate e spaventose. La Disney incarna una visione del mondo che è molto fragile e sta diventando sempre più di estrema destra con i suoi tentativi di censurare la musica. Le band metal dovrebbero suonare al Disney World con Topolino? Probabilmente no. La Disney dovrebbe censurare le band dal suonare alla House Of Blues in Florida solo perchè è una sua proprietà? Ancora, probabilmente no. Forse dovrebbero rinominare anche il locale, considerando le tematiche negative presenti nel Blues, non possiamo permettere ai ragazzini di ascoltare canzoni sui patti col diavolo, ora possiamo?

Dispersed Ashes rimarrà un progetto studio? Non hai pensato a creare magari un evento live che unisca in un’unica rappresentazione le varie sfaccettature della tua vena artistica, quindi musica e parte visuale?

Non riesco a immaginare come potrebbe essere un concerto dei Dispersed Ashes. Personalmente non sento la necessità di suonare live e dovrei trovare alcuni musicisti per supportarmi. Penso che al momento io sia contento di tenerli confinati allo studio. Allo stesso modo, non soon sicuro che unire il mio lato visuale a quello musicale possa funzionare. Sto provando a immaginare i collezionisti dei miei quadri alle prese con le parti più aggressive di Dispersed Ashes e francamente non ci riesco! Penso che sia inoltre possibile presentare qualcosa in modo diverso da ciò che è, se capisci cosa intendo.

Quali sono i progetti futuri in cantiere? C’è già pronto nuovo materiale?

Ho molte cose pianificate per il prossimo anno circa, comprese molte mostre dei miei quadri in Europa e America. Musicalmente, ho già le bozze per il prossimo album di Dispersed Ashes. Sto lasciando che si sviluppi al suo ritmo, ma sono emozionato dai cambiamenti e dai nuovi elementi che stanno entrando. Caricherò estratti dalle nuove tracce sulla pagina Facebook di Dispersed Ashes quando saranno complete.

Ringraziandoti per il tempo concessoci, ti lascio un’ultima volta la parola per portare a conclusione come meglio credi la nostra intervista.

Vorrei ringraziare te e Aristocrazia per supportare Dispersed Ashes, è molto apprezzato. Vorrei anche ringraziare Naturmacht Productions per la loro visione e francamente il loro coraggio di pubblicare un album così indefinibile come “The Nature Of Things”.

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