DOMAINS

DOMAINS

   
Gruppo: Domains
Traduzione:  LordPist
 
Formazione:

  • David "Aggressor" – Basso e Voce
  • Francisco – Chitarra
  • NocturN- Batteria
 

 

I Domains sono un trio spagnolo che ha lasciato un deciso segno del proprio passaggio nel mio stereo grazie al debutto "Sinister Ceremonies", ho colto quindi al volo la possibilità di scambiare un paio di pensieri con loro per conoscerli meglio.

 


Ciao David e benvenuto sul nostro sito, come stai?

David: Ave Gabriele! Le cose vanno molto bene, nel momento in cui ti scrivo, il nostro debutto "Sinister Ceremonies" è stato pubblicato già da quattro mesi. Siamo assolutamente soddisfatti dei risultati e al momento stiamo lavorando sulla versione LP, che sarà devastante.

Raccontiamo brevemente chi sono i Domains, come nasce la band, da cosa deriva il vostro nome…

Credo che la storia di come abbiamo fondato il gruppo sia molto simile a quella di tante altre band: eravamo negli ultimi anni da teenager e sentimmo il bisogno di un progetto serio per saziare l'impulso di entrare nel reame di questa forma d'arte. Sia io che Franc suonavamo in band di poco conto all'epoca, guidate da idee con cui non eravamo a nostro agio, questo ci spinse alla decisione di creare un'entità tutta nostra, piazzando le sue fondamenta al di fuori dei tipici standard del circo del rock. Per quanto possa sembrare strano, il nome è giunto come pura ispirazione, ne avevamo scartati molti altri prima di questo ma, quando sentimmo "Domains" per la prima volta, pensammo che calzasse a pennello. Domains of the endless…

Qual è stato l'incontro musicale che vi ha aperto la strada e condotto sino a dove siete adesso? Parlo dell'artista, del disco e magari di una lettura nello specifico determinante nel forgiare le vostre convinzioni.

Il mio primo contatto con la musica metal arrivò con "Ride The Lightning" dei Metallica, poi vennero Slayer, Megadeth, Sepultura, Bathory, Kreator, Sodom, Morbid Angel, Mayhem; i lettori possono immaginare il resto. Album come "Dark Recollections", "De Mysteriis Dom Sathanas", "Blessed Are The Sick", "Hell Awaits" o "Exterminate" (tra i tanti al di fuori dello spettro del metal) furono cruciali nel nostro sviluppo come musicisti. Per menzionare uno dei tanti autori occulti che ci hanno influenzato, direi decisamente Eliphas Lévi.

Il vostro "Sinister Ceremonies" puzza gradevolmente di vecchio, è una creatura che a tutti gli effetti sembra pervenire dal periodo a cavallo fra il finire degli anni Ottanta e la prima metà dei Novanta. Com'è stato partorirne i pezzi e qual è stato il primo pensiero che vi è passato per la testa una volta finito?

Ci sono voluti molti anni di sacrifici e abbiamo dovuto superare parecchi ostacoli, ma siamo riusciti a farlo proprio come volevamo, come suono, concetto e parte visiva, questo è ciò che conta. Siamo molto fieri del risultato. Ho sentito all'istante di aver lasciato una parte del mio spirito in quest'opera, così che possa durare anche dopo che le mia ossa saranno marcite in questa terra desolata. L'essenza della creazione dura sempre di più del creatore.

Sono rimasto piacevolmente impressionato dalla naturalezza con la quale fluisce il nero all'interno delle tracce. Ogni singolo brano pare svolga una funzione rituale pronta a divenire maggiormente macabra o estremamente violenta nel suo svolgimento. Quali sono i punti cardine, o per meglio dire le convinzioni, che alimentano questa mole oscura di note?

Brillantezza, differenza, spingere tutto ciò che c'è di mediocre giù nell'abisso, segretezza dei pensieri, sconfiggendo il tempo e i canoni. Assolutismo della morte, selezione, l'infinito rituale in cui viviamo, avvolto dalla a-causalità, il nostro sguardo su un cosmo sulfureo.

Parlando d'influenze, si può dire che i Domains attingono sia dal suono di matrice U.S.A. che da quello di stampo europeo. Oggi, a distanza di trent'anni dalla nascita del movimento death e di una ventina e più dalla nascita di quello black in Scandinavia, quali pensate siano le due realtà che in maniera assoluta erano, sono e saranno le colonne portanti per entrambi?

Andando più a fondo del semplice elenco di questa o quella band, vediamo qualcosa che la scena del metal estremo aveva durante i suoi primi anni (al di là della provenienza geografica). C'era una ricerca di personalità e originalità, con lo scopo di suonare oscuri e malvagi, in pratica non era altro che una pura traduzione in arte di un impulso senza freni, decisamente sinistro, quel fenomeno diventò inarrestabile, superando qualsiasi cosa incontrasse sulla sua strada. Possiamo notarlo nei Bathory o negli Slayer, Mayhem o Morbid Angel, Beherit o Angelcorpse, Necromantia o Immolation… È semplicemente lì.

In alcune letture in rete ho visto limitare la vostra valutazione, motivando questa posizione col fatto che nelle vostre canzoni vi sia la presenza troppo spiccata di connotati alla Morbid Angel. Non è che spesso ci si barrica forzatamente nel trovare richiami al passato, per quanto si parli di formazione leader, tendendo così a svalutare un'uscita discografica "colpevole" esclusivamente di appartenere al 2014 e non ad esempio al 1989?

Sinceramente, non vediamo il successo o la ricezione del grande pubblico come un aspetto rilevante, sono effimeri e soggetti a cambiamenti. Semplicemente, le uscite di qualità trascendono gli anni e i paragoni, se riceviamo più o meno complimenti, è una circostanza e niente più, posso assicurarvi che questo è quanto di più lontano dai nostri scopi. Devo aggiungere che, sebbene i Morbid Angel siano il gruppo cui veniamo paragonati più spesso, non si tratta dell'unica band. Un'impressione comune che abbiamo ricevuto è che pur mostrando chiare influenze di altri gruppi qua e là, la freschezza e la nostra personalità sono decisamente presenti.

Com'è avvenuto il contatto con l'etichetta neonata Sinister Flames? Potete parlarci di questa realtà e della fanzine a essa collegata?

Sono entrato in contatto con il signor Northwind per la prima volta attraverso la suddetta pubblicazione, "The Sinister Flame". Nel 2009 poi, quando pubblicammo il nostro primo demo-mcd "Towards Pleroma", lo mandai a Northwind per avere una recensione personale e lui vide in noi del potenziale. A parte quello, continuammo a scambiarci opinioni riguardo il black e il death metal; quando giunse per noi il momento di registrare l'album, lui prese una forte iniziativa e ci offrì di entrare nella sua nuova etichetta, che avrebbe condiviso sia il nome che le idee principali di "The Sinister Flame". Accettammo l'offerta immediatamente, siccome pensammo che sia i criteri che il modo di lavorare della persona dietro il progetto fossero perfetti per noi. Devo aggiungere che siamo estremamente fieri di far parte di un'etichetta la cui visione va ben oltre il materialismo e dove la qualità e la spiritualità sono i pilastri fondamentali. "The Sinister Flame", intesa come rivista, è la continuazione dell'influente 'zine di metal satanico "I Came From Darkness / I Return To Darkness". Iniziò nei primi anni '90 e poi è diventata "The Sinister Flame" nel 2004. Adesso è anche un'etichetta dalla quale ci si può aspettare una predilezione per la qualità sulla quantità, credetemi, il futuro serba grandi cose per questo progetto…

Prendo spunto da una vecchia intervista fatta a NocturN in cui affermava questo: «Il black metal non è per ragazzini stupidi, che sono annoiati un sabato pomeriggio e decidono di farsi una foto con corpse painting, catene, borchie, programmando una drum machine sparata con linee di chitarra e voci distorte e testi in stile "Satan's Blood". Non è Black Metal! È una persona annoiata con troppo tempo libero, un'assenza di talento che spera di attirare l'attenzione». Ora vi chiedo: quanto c'è ancora di "vero" e "sentito" nel mondo di chi suona e ascolta metal "estremo"?

Davvero delle grandi parole, con il passare del tempo ci sono molte cose che vengono rivelate… Sembra che nel metal estremo non sia rimasto molto degli aggettivi che hai menzionato, forse mi sbaglio, ma se facciamo attenzione alla prodigiosa quantità di feccia senza talento che viene messa sotto contratto e pubblicata, possiamo dire che la serietà e la devozione (chiari segni di genuinità) scarseggiano. Nonostante tutto però, a parte la visione generale, ci sono chiaramente molti individui che fanno le cose giuste.

Se vi chiedessero di compilare una lista dei dieci pezzi più importanti del death metal, su quali ricadrebbe la vostra scelta? E tenendo un posto per voi all'interno di questa lista, quale dei vostri brani inserireste e perché?

Temo che si tratti di un compito molto difficile, soprattutto se consideriamo che il confine tra ciò che si dice black e ciò che si dice death metal è un argomento spinoso. Insomma, ce ne sono troppe per ridurle a una top ten, e inoltre le grandi canzoni in genere tendono a essere parte integrante del loro contesto, insieme ad altre tracce che compongono i capolavori che conosciamo. Personalmente, non riesco a scegliere una delle nostre canzoni sulle altre, cerchiamo di comporre evitando riempitivi. In genere buttiamo via ogni idea che sospettiamo possa rivelarsi inadeguata. Quindi, almeno per noi, tutte le canzoni rispettano gli stessi standard di qualità.

I Domains si esibiranno live? Avete già qualche idea in proposito?

Decisamente sì. Per esempio posso dire che, mentre rispondo a quest'intervista, stiamo preparando il nostro concerto con i Mystifier, che avrà luogo a Madrid il 26 aprile. Inoltre, stiamo organizzando altre date live sia in Spagna che in altri paesi. La nostra idea di concerto è molto lontana da quella di festa rock and roll, vogliamo che i nostri show siano eventi black-death metal oscuri e senza pietà.

In tali occasioni manterrete la formazione a tre oppure proverete a usufruire del supporto di una seconda chitarra?

Al momento stiamo provando con un altro chitarrista da portare come session-man. A essere onesti, riusciamo a far bene sia come trio che con due chitarre, a seconda delle circostanze; però sì, se possibile suoneremo in quattro.

Quali sono i vostri progetti futuri? Vi siete già messi in moto per produrre del nuovo materiale?

Il nostro prossimo obbiettivo, a parte suonare dal vivo, è comporre il nuovo album di black-death metal luciferino, che dovrà essere valido quanto "Sinister Ceremonies" o addirittura meglio, altrimenti non verrà pubblicato. Andremo più a fondo nel concept dei testi e nel nostro stile. Nessun limite. Adesso, a parte qualche piccolo elemento, non abbiamo ancora iniziato a lavorare sul nuovo materiale, ma lo faremo sicuramente nei prossimi mesi.

Quali sono gli obbiettivi che i Domains vogliono raggiungere?

Proseguire sulla nostra strada senza influenze esterne, continuare a pubblicare arte sinistra di qualità, che tra l'altro è uno dei migliori testamenti che il nostro sangue possa lasciare in questo mondo. Tutto ciò, chiaramente, all'interno dei parametri di evoluzione e miglioramento.

Invitiamo i nostri lettori all'ascolto di "Sinister Ceremonies"?

Permettimi di salutare sia te che i lettori di Aristocrazia Webzine, vorrei anche ringraziarvi per il supporto e per il tempo che hai dedicato a questa intervista. Se ci dovessero essere persone serie che vogliono mettersi in contatto con noi, possono farlo tramite [email protected] State all'erta per l’uscita delle versioni in vinile e cassetta di "Sinister Ceremonies"! A.M.S.G.

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