ECNEPHIAS

ECNEPHIAS

   
Gruppo: Ecnephias
 
Formazione:

  • Mancan – Voce, Chitarra e Programmazione
  • Sicarius Inferni – Tastiere e Pianoforte
  • Nikko – Chitarra
  • Demil – Batteria
  • Miguel José Mastrizzi – Basso
 

Oggi ci troviamo in compagnia di Sicarius Inferni degli Ecnephias, di cui abbiamo recensito l'album eponimo uscito a febbraio.


Benvenuti su Aristocrazia Webzine, grazie della vostra disponibilità. Come vanno le cose?

Sicarius Inferni: Grazie a te per quest'intevista. Direi abbastanza bene; siamo in piena promozione del nostro nuovo album "Ecnephias", accolto benissimo da critica e pubblico.

Direi di iniziare dando ai nostri lettori una breve introduzione alla vostra band, a te la parola.

Siamo una band effettivamente attiva da dieci anni, anche se fondata nel '96. Possiamo dividere la nostra storia in due fasi fondamentali. La prima comprende gli album "Dominium Noctis" (2007), "Haereticus" (Ep, 2008) e "Ways Of Descention" (2010), ed è caratterizzata da uno stile death-black con svariate contaminazioni, che sono diventate di album in album sempre più incisive fino a farci approdare a un nuovo corso rappresentato da "Inferno" (2011), "Necrogod" (2013) ed "Ecnephias" (2015). Questi tre album sono una vera e propria trilogia musicale e tematica, la Trilogia di Thelema, in cui l'attitudine sperimentale degli esordi si è fatta più personale e matura grazie a una commistione equilibrata tra heavy metal e dark rock, il tutto unito ad una componente death-black che ricorda molto i nostri primi lavori, soprattutto per quanto riguarda l'uso delle voci e numerose soluzioni armoniche.

Parliamo subito di "Ecnephias", il vostro ultimo lavoro. A cosa è dovuta la scelta di intitolarlo proprio con il vostro nome?

"Ecnephias" è un album importante perché riassume tutte le peculiarità stilistiche del nostro passato e introduce anche molti elementi di novità. Con quest'album si chiude un capitolo importante della nostra storia e se ne apre un altro, quindi ci sembrava giusto sottolinearlo con il titolo "Ecnephias", semplice ma significativo soprattutto per noi stessi.

Come si è svolta la creazione del disco? Avete seguito un metodo ben preciso per comporre i brani?

In generale la creazione dei nostri album avviene in quattro fasi: la composizione istintiva del tutto, un lavoro di rifinitura più ragionato con varie modifiche, gli arrangiamenti definitivi in sala prove con la parallela realizzazione di una demo dell'album e infine la registrazione vera e propria in studio. Per "Ecnephias" abbiamo dato particolare importanza alla fase degli arrangiamenti, che credo siano i migliori di tutta la nostra discografia fino ad ora.

L'album presenta numerose influenze nei vari brani, ma siete riusciti a mantenere una vostra personalità. Quali sono le vostre maggiori fonti di ispirazione, sia musicali che non?

A livello musicale abbiamo due fonti d'ispirazione importanti: una viene dal metal e comprende tantissime band, dai Maiden o i Sabbath ai Rotting Christ, i Moonspell e tanti altri; l'altra viene dal mondo del rock, da band come i Cure, i primi Litfiba o i Goblin. Altre grandi fonti d'ispirazione oltre a quelle musicali sono l'horror (sia cinematografico che letterario), le arti figurative, la filosofia, l'esoterismo, la poesia, il teatro.

La scelta di allontanarsi — seppur in parte — dalle sonorità estreme in favore di una maggiore orecchiabilità viene spesso vista male nel mondo Metal. Eppure casi come il vostro dimostrano come sia possibile ammorbidirsi o semplicemente cambiare mantenendo comunque alta la qualità. In che modo siete arrivati a ottenere questo sound? Guardando al passato, cosa pensate del percorso che avete seguito finora?

Credo sia un percorso simile a quello di tante altre band, niente di nuovo. In genere i musicisti con una personalità variegata e multiforme come le nostre vivono in evoluzione continua, un'evoluzione dettata da tanti fattori: l'istinto, le vicissitudini personali, il mondo circostante e il modo in cui esso agisce su quello interiore. Non si tratta di un'evoluzione calcolata, ma di una semplice tendenza ad assecondare di volta in volta i propri sentimenti ed emozioni.

I vostri testi evidenziano un interesse verso tematiche vicine all'occultismo, ma anche alla letteratura e alla poesia. Come trovate le parole adatte alla vostra musica? Sviluppate insieme le due cose o preferite che l'una nasca dall'altra?

In musica è raro che nasca un testo prima della musica, al massimo può nascere un'idea di testo, ma non il testo vero e proprio. Il motivo è prettamente tecnico ed è strettamente legato alla metrica; solo dopo aver sviluppato una linea vocale (generalmente in finto italiano o inglese) si può procedere con lo scrivere dei versi che combacino metricamente con la linea vocale ideata precedentemente. A volte c'è la volontà di parlare di una cosa precisa prima ancora di aver scritto la musica e allora si cerca di comporre una musica che sia vicina per atmosfera all'idea del testo. Altre volte invece avviene l'esatto contrario. Non c'è una regola precisa.

Nel corso degli anni avete usato principalmente due lingue: inglese e italiano; nell'ultimo lavoro però possiamo trovare anche una piccola parte di portoghese. Le similarità tra il vostro sound attuale e i Moonspell hanno avuto un ruolo nella scelta di utilizzarla? In base a cosa decidete quale (o quali) di esse usare in un pezzo?

Abbiamo sempre usato più idiomi. Nei primi lavori, oltre all'italiano e l'inglese, era forte la presenza del latino e in un pezzo del nostro primo album avevamo già sperimentato l'uso del dialetto. Non saprei dirti precisamente in che modo decidiamo di usare l'una o l'altra lingua, essendo questa una nostra peculiarità fin dagli esordi il tutto avviene ormai in modo molto spontaneo. Ci piace rendere la nostra musica molto varia anche da questo punto di vista; naturalmente il portoghese si presta molto bene alle atmosfere mediterranee del nostro mondo, ma non so dirti se questa scelta dipenda o meno dall'influenza dei Moonspell. Alcune influenze sono razionali, altre vengono dall'inconscio.

Un'eccezione è "Nia Nia Nia", cantata in un antico dialetto del Salento e ispirata proprio alla tradizione di questa zona geografica. Nella recensione dell'album ho usato la parola mediterraneo per descriverlo: quanto influisce la vostra provenienza nella musica che create? Pensate di usare ancora il dialetto in futuro?

Probabilmente useremo ancora il dialetto, anche perché l'atmosfera molto calda di questo brano credo dipenda soprattutto da questa scelta e quindi non vedo perché non ritentare esperimenti simili in futuro. La nostra terra influenza moltissimo la nostra musica, il caso della Lucania poi è particolare, poiché si tratta di una regione che alterna paesaggi freddi e innevati, vicini all'immaginario del black nordico, ad altri caldi e più propriamente mediterranei. Questo duplice aspetto dell'immaginario della nostra terra penso si rifletta molto nell'alternanza continua di melodia e violenza nelle nostre canzoni.

Avete girato un video per "Vipra Negra", com'è stata questa esperienza? Avete un particolare interesse per questa forma multimediale che vorreste sviluppare maggiormente in futuro?

Girare un video è sempre molto stressante, ma altrettanto divertente. Fino ad ora abbiamo cercato di dare ai nostri video un'impronta molto cinematografica, sia dal punto di vista narrativo (prediligendo naturalmente un immaginario orrorifico e oscuro), sia per quanto riguarda la fotografia, il trucco e le scenografie. Continueremo a girare video cercando di migliorare ulteriormente questi aspetti.

Quanto ritenete importante l'immaginario e l'estetica nella vostra band e nella musica in generale?

Sono due elementi fondamentali, forse quasi quanto la musica stessa. Certo se suoni di merda l'estetica serve solo a renderti un pagliaccio autentico, e di casi simili ce ne sono tanti.

"Ecnephias" è uscito per My Kingdom Music, quindi è rimasto tutto in Italia. Come siete entrati in contatto con loro? Cosa pensate della tendenza attuale di autoprodursi, quasi snobbando le etichette che un tempo erano un obiettivo da raggiungere?

Oggi la crisi discografica è ad un livello tale che anche i big della musica italiana pagano di tasca loro la registrazione, quindi figurati tutti gli altri. Non esistono più i produttori di una volta, quelli che ti prendevano sotto la loro ala protettrice e in un certo senso ti crescevano artisticamente, umanamente ed economicamente. Oggi si può parlare di co-produttori veri (pochi) e co-produttori a parole (molti). Nel nostro caso, con la My Kingdom Music e il professionalissimo Francesco Palumbo, abbiamo ricevuto una proposta adeguata e rispettosa, ci siamo trovati davvero bene a lavorare insieme e stiamo ottenendo i giusti riscontri da entrambe le parti.

Avete già avuto modo di portare il nuovo album in sede live? Cosa possiamo aspettarci da un vostro concerto?

Sicuramente tanta energia e come dice Pino Scotto: sangue e sudore. Andando nello specifico, per i prossimi live suoneremo solo brani dagli ultimi tre album, dando maggiore spazio naturalmente a "Ecnephias"; uno o due pezzi tratti dai primi lavori verranno eseguiti al massimo nei bis.

Diamo uno sguardo alla scena Metal italiana: cosa pensate delle band della nostra Penisola? Più in generale, come vedete la musica in questo paese?

La musica in questo paese non è alla frutta e neanche al caffè o al dolce, credo sia allo spuntino del pomeriggio. Il 99% del mondo discografico è focalizzato su Amici, The Voice e X-Factor. A tal proposito condivido pienamente quanto affermato qualche tempo fa da Martin Lee Gore dei Depeche Mode: «Bisognerebbe sparare al creatore di X-Factor». Il restante 1% comprende il metal, il jazz, il rock (quello vero) e tanti altri generi musicali indipendenti e lontani dalle banalità della musica di massa. La scena metal italiana può vantare molte valide band, sia metal che rock, peccato che siano tutte o quasi composte da gente che per mantenersi deve fare altri lavori, mentre i Modà fanno sold out all'Arena di Verona.

Ampliamo ulteriormente il campo visivo e guardiamo al mondo intero: quali sono le band storiche che ancora oggi seguite con piacere? Tra le nuove leve, invece, avete trovato qualcosa di interessante?

Seguiamo con grande interesse tantissime band storiche: Iron Maiden, Metallica, Megadeth, Slayer, Judas Priest, Black Sabbath, Ozzy Osbourne e tante altre. Tra le nuove leve ho avuto modo di apprezzare particolarmente i Ghost, per certi aspetti davvero geniali.

Uscendo dal mondo Metal, quali altri generi apprezzate? Se dovessi creare un progetto collaterale non Metal (solista, con altra gente o anche tra di voi), che tipo ti musica ti piacerebbe fare?

Personalmente come musicista amo fare musica oscura e malinconica, poco importa se sia classica, metal o rock, l'importante è che abbia una componente dark molto forte nelle atmosfere e nelle intenzioni. Come ascoltatore invece sono un vero onnivoro, purché si tratti di bella musica non mi pongo limiti di nessun tipo, vado allegramente dal brutal death a Luigi Tenco per intenderci. A dire il vero sia io che Mancan abbiamo altri progetti: oltre ad Abbas Taeter, che ci vede entrambi impegnati in un black old school, io ho una band dark rock attualmente ferma per problemi logistici (Santaeva), con la quale ho pubblicato un EP solo in formato digitale nel 2013, anno in cui ci siamo anche esibiti diverse volte dal vivo; Mancan invece cura un progetto electro-dark, i Saturnalis Nox.

Torniamo alla vostra band, ma guardiamo avanti: quali saranno i vostri prossimi passi? Avete qualche sogno che vorreste realizzare come Ecnephias?

Il sogno più grande, condiviso da tutti noi, credo sia quello di riuscire un giorno a vivere con la nostra musica, senza dover fare altro per poter poi investire sulla musica. Il prossimo passo sarà un tour europeo, si spera entro il prossimo autunno.

In che rapporti siete con i fan e con le altre band? Che opinione avete dei social network, mezzo sempre più utilizzato per mantenere i contatti?

Abbiamo un ottimo rapporto con i nostri fan e siamo in contatto da anni con numerose band, con le quali c'è un rapporto di amicizia e stima reciproca (Rotting Christ, Necromass, Death SS, Mortuary Drape, per fare qualche nome). I social network sono davvero molto utili per mantenere contatti e farsi promozione, anche se hanno distrutto un po' quella magia che si respirava fino a vent'anni fa, quando al posto di cinquemila like sulla pagina, se avevi qualcosa da dire, vendevi subito cinquemila copie; quando per vedere il videoclip di una band dovevi comprarti il VHS. Oggi è più facile farsi conoscere, ma è molto più difficile suonare dal vivo o guadagnare con la propria musica; viviamo nell'epoca della superficialità e dell'ignoranza, i ragazzini fanno a gara a chi scarica più discografie, che spesso poi non ascoltano neanche. Non c'è educazione all'ascolto, alla ricerca, non ci sono più il gusto dell'attesa di un album o l'abitudine di comprare riviste o libri musicali per scoprire nuove realtà; è tutto lì sul web, in un attimo puoi ascoltare, vedere o leggere qualsiasi cosa senza spendere un centesimo. Questo per noi non è giusto, è un'offesa a chi investe tempo e denaro per comprare strumenti, imparare a suonarli, scrivere musica e registrarla.

Quali sono le vostre passioni esterne alla band? Escludendo quelli che avete già trattato negli Ecnephias, avete interessi particolari che vi piacerebbe riportare in musica?

Personalmente amo da morire il cinema di genere, soprattutto l'horror in tutte le sue forme, passione che condivido per molti aspetti con Mancan. Infatti non a caso in passato mi sono occupato della regia del videoclip di "A Satana", finora unica mia regia ufficiale. Adoro scrivere soggetti cinematografici e da anni sto lavorando ad un paio di sceneggiature horror. Al più presto girerò qualcosa e naturalmente in colonna sonora ci sarà spazio anche per gli Ecnephias. Gli unici interessi che continueremo a portare in musica saranno quelli già trattati in passato: letteratura, cinema, filosofia, esoterismo; tutte cose che assieme alla musica stessa sono fondamentali per la nostra esistenza.

Ultima domanda: sapreste dirci cinque album che considerate fondamentali per la vostra crescita artistica? Ogni genere è ben accetto.

Non potendo parlare a nome di tutti posso dirti cinque album fondamentali per me: "17 Re" (Litfiba), "Profondo Rosso" (Goblin), "Seventh Son Of A Seventh Son" (Iron Maiden), "Sabbath Bloody Sabbath" (Black Sabbath) e "Diary Of A Madman" (Ozzy Osbourne); naturalmente ce ne sarebbero almeno altri trenta, ma dovendo stare nei cinque i primi che mi sono venuti in mente sono questi.

Direi che l'intervista può concludersi qui. Ti ringrazio ancora per la tua disponibilità e lascio a te l'ultima parola per dare un messaggio ai nostri lettori.

Grazie di cuore ad Aristocrazia Webzine per lo spazio concesso e a tutti i nostri fan per le incredibili emozioni che ci hanno dato in questi dieci anni.

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