EMBRYO

EMBRYO

Informazioni
Autore: Mourning

Formazione
Roberto – Voce
Uge – Chitarra
Andrea – Basso
Simone – Tastiera
Reynoldz – Batteria

EMBRYO Do il benvenuto a Roberto cantante degli Embryo, band che appartiene alla nostra scena italiana, da poco è uscito il loro secondo disco “No God Slave”.

Come va? Come sempre chiedo alle formazioni di parlare un po’ della loro storia per dare occasione a chi non vi conoscesse d’avere qualche info in più, a voi la parola.

Ciao Gabriele, tutto bene grazie, vedrò di farti una biografia il più breve ed esaustiva possibile della band. Gli Embryo nascono nel 2000 a Cremona e nel 2001 registriamo il primo demo “The Source Of Hate” che ricevette ottimi responsi in tutto l’underground mondiale (grazie alla collaborazione con la Kick Promotion Agency che ne curò la promozione). L’anno successivo decidiamo di registrare un promo di tre pezzi presso gli X-Studio di Bollate (MI) solo per gli addetti ai lavori (case discografiche, stampa…) e riusciamo a portare la nostra musica anche in Svizzera e Austria.
Finalmente nel 2005 registriamo “Chaotic Age” e l’anno successivo firmiamo per Officina Rock, che in seguito ha concesso i diritti per la ristampa del CD nell’Europa dell’est e in Russia alla Mystic Empire. L’album viene accolto molto bene e la prima data per la presentazione del CD viene tenuta di spalla ai leggendari Necrodeath. Dopo diverse date live e diversi cambi di line-up nel febbraio del 2009 entriamo nei Fear Studio per la registrazione di “No God Slave” sotto la guida di Simone Mularoni e con il tocco di Gabriele Ravaglia per il mastering finale. Ad agosto abbiamo firmato per la casa discografica inglese Rising Records e a dicembre abbiamo girato il nostro primo video per la title-track dell’album con il regista Salvatore Perrone.
“No God Slave” è disponibile dal 15 febbraio 2010 nei negozi di dischi e sui vari portali online come iTunes, Play.com ecc….).

Con il debut “Chaotic Age” avevamo incontrato una formazione che doveva ancora crescere e svilupparsi, con “No God Slave” ci troviamo di fronte a una realtà matura. Com’è nato il vostro ultimo lavoro? Da quali basi siete ripartiti dopo le buone critiche ricevute?

Diciamo innanzitutto che rispetto a “Chaotic Age” ci sono stati diversi cambi all’interno della band: Simone, che aveva già iniziato a collaborare con noi durante le registrazioni del CD è entrato definitivamente nel gruppo; dopodiché abbiamo avuto un cambio radicale della sezione ritmica (prima l’arrivo di Rospy al basso e infine quello di Reynoldz alla batteria) che credo abbiano dato una spinta notevole al cambio di direzione che abbiamo intrapreso per il nuovo album. Ognuno di loro, infatti, ha portato le proprie influenze all’interno degli Embryo e ci ha “costretti” ad adattare le nostre composizioni al loro livello tecnico, spingendoci a migliorare ulteriormente ciò che avevamo fatto fino ad allora senza per questo dimenticare o rinnegare quanto di buono eravamo riusciti a tirar fuori fino a “Chaotic Age”.

Groove, brutalità, melodie swedish e la tastiera che si prende i suoi spazi, la proposta si è sfaccettata e arricchita. La varietà insita nelle tracce fa supporre abbiate un background musicale ampio, quali sono gli act che ritenete fondamentali come singoli e come band per la vostra crescita come musicisti e compositori?

Questa è una domanda piuttosto complicata in quanto abbiamo tutti dei gusti piuttosto diversi: sicuramente ci accomunano i grandissimi Death e i Meshuggah; da lì in poi ti posso dire che Uge apprezza molto il thrash americano (sia quello degli ‘80s che act più “moderni” come Fear Factory o Strapping Young Lad), il death metal melodico (At The Gates, Dark Tranquillity…), ma anche nuove band come Mastodon, Divine Heresy, Dagoba… Il Reynoldz ascolta un sacco di roba dal death super-tecnico (The Faceless, Hate Eternal…) fino a gruppi molto melodici della nuova ondata americana (non chiedermi i nomi perché francamente non me li ricordo 😛 ); Simone ascolta molta musica “decadente”, quindi dagli Arcturus agli Elend, dai Dimmu Borgir alle colonne sonore dei film mentre Rospy (che abbiamo da poco sostituito con Andrea – fanatico di death metal tecnico e stoner – ) pur ascoltando di tutto (dal jazz al death metal) è un fanatico degli Iron Maiden. Io infine sono quello con i gusti più “strani” considerando il genere che proponiamo: adoro l’hard rock degli anni 70′ e 80′, il metal più tradizionale e non potrei vivere senza Queensryche e il caro vecchio thrash metal; se a questo aggiungi tutto quanto si trova tra i Journey e gli Emperor o tra i Fair Warning e i Nasum hai un’idea del “casino” che puoi trovare nel mio stereo…

“One Way Left”, “Escape From Your Fears”, “Dark Passenger” tre facce leggermente diverse della stessa anima, se doveste descriverle quali aggettivi usereste e perchè?

E’ molto difficile descrivere un brano con un solo aggettivo, soprattutto poi se ne hai seguito la nascita e la crescita, ma come hai detto tu rappresentano ognuna a modo loro il mondo Embryo e quindi potrei usare tre aggettivi che caratterizzano la nostra musica e quindi direi:
Rabbiosa per “Escape From Your Fears” perché tra le tre è sicuramente la song più veloce e arrabbiata e anche il testo aumenta questa sensazione;
“Deviata” se mi passi il termine per “Dark Passenger” perché è la più carica di quel feeling malato e lucidamente maniacale che contraddistingue le nostre canzoni;
“One Way Left” invece è odio puro, rappresenta al meglio il sentimento da contrapporre al disprezzo che l’altro ha nei tuoi confronti.

Come nasce un brano degli Embryo? Chi sviluppa la parte prettamente musicale e chi cura i testi?

Il modus operandi è ormai consolidato da parecchio tempo: Uge si presenta in sala prove con vari riff (a volte scollegati tra loro a volte già in forma “embrionale” di canzone) e con Reynoldz sviluppa tutta la parte ritmica della canzone a cui poi verrà aggiunto il basso. A questo punto viene il bello perché il tutto passa nelle mani di Simone che stravolge il tutto inserendo le tastiere. Quando tutti hanno dato il loro contributo e la canzone musicalmente parlando è completa e soddisfacente per tutti me la porto a casa e inizio a lavorare su linee vocali e testo, quando credo di aver raggiunto un buon punto la riporto in sala prove e vediamo come viene; se tutto fila e siamo tutti convinti del risultato tento di fare imparare agli altri il titolo (ancora adesso spesso e volentieri chiamano i pezzi di “No God Slave” con i numeri con cui li identificavamo prima di registrarli…).
Dopo numerose richieste dei fans abbiamo deciso di rendere disponibili i testi nella pagina Releases del nostro sito www.embryo-online.com

Quali sono le tematiche su cui incentrate i testi?

Le tematiche sono quelle “classiche” che ti ho già accennato prima estrinsecate secondo il mio punto di vista e trattate in un modo spero meno banale di come vengono solitamente sviscerate (spesso e volentieri nel vero senso della parola) all’interno dei dischi death metal. Non voglio entrare troppo nei dettagli perché mi piacerebbe che chiunque si prendesse del tempo per leggerle si facesse una propria idea e si creasse un proprio mondo senza essere influenzato troppo da ciò che intendevo io nel momento in cui li scrivevo.

Sinora che riscontri avete avuto? Com’è la critica in generale?

Guarda, devo dirti che inizialmente le recensioni uscite (quasi tutte in Germania) erano positive, ma piuttosto freddine (spesso e volentieri perché il recensore non amava le tastiere…), ma con il passare delle settimane l’entusiasmo nei nostri confronti è aumentato (dai 6/10 delle prime recensioni siamo passati a numerosi 8/10) come abbiamo notato dalla tua recensione e anche dai commenti sulla nostra pagina MySpace e sul nostro canale YouTube che sono veramente incoraggianti.

Cosa pensate del mondo delle zine e webzine (siate spietati 🙂 )? Meglio la carta stampata o il web?

Adesso posso parlarti a nome personale in quanto non abbiamo mai discusso molto della cosa; per quanto mi riguarda sono un tipo “all’antica” e quindi mi piace ancora andare in edicola e comprarmi le riviste stampate, devo però ammettere che spesso e volentieri le web zine e le zine in generale sono più libere nel giudicare e quindi sono anche più obiettive e propositive nei confronti delle band, non subiscono molte pressioni da case discografiche e/o press agencies e sono più sincere anche nei confronti dei gruppi “importanti”: se un disco fa schifo è più facile che lo dica una web zine piuttosto che una qualsiasi rivista con una storia anche recente che vive della pubblicità delle case discografiche e delle agenzie.

Rimanendo in termini di comunicazione cosa pensate dell’uso dei social network e quali sono i pro e i contro a cui questi mondi sono soggetti?

Credo che per i gruppi più piccoli e/o emergenti MySpace, Facebook e gli altri social network siano quasi una manna dal cielo: puoi raggiungere ogni angolo della Terra senza fatica, senza spendere un centesimo ed avendo la possibilità di farti conoscere anche in posti e da persone che altrimenti non potresti mai raggiungere. I contro stanno nella creazione di legami talmente labili che sono praticamente inesistenti e nel fatto che spesso e volentieri anche gli addetti ai lavori valutino la bontà di una proposta più dal numero di “amici” e/o contatti piuttosto che sull’effettivo valore della stessa.

Scena italiana: esiste? Non esiste? Siamo agli albori di un qualcosa che in quasi trent’anni per un motivo o un altro non si è mai venuta a formare? Quali sono secondo te le cause e disagi che devono “sopportare” le band nostrane e cos’hanno in meno di quelle oltre confine?

Scena mi sembra una parola grossa, perché presuppone lo scambio di idee, l’aiuto reciproco, la condivisione di obiettivi e di come raggiungerli. In Italia l’unica condivisione che c’è tra le band è quella dell’impossibilità di suonare dal vivo, per il resto ci sono moltissime valide band che vanno per la loro strada facendo sacrifici e pagando sulla propria pelle l’arretratezza culturale del nostro paese. Quelli che riescono a togliersi qualche soddisfazione spesso lo fanno andando all’estero e rientrando non trovano nessuno pronto a fargli i complimenti, ma molti pronti a sputtanarli e a sparare a zero per screditarli. Le band straniere dal punto di vista artistico non hanno niente in più rispetto a molte band italiane, la differenza la trovi in tutto quello che è music business (etichette, location per i concerti, promoter e agenzie serie…) che in Italia si contano sulle dita di una mano (anche se qualcosa ultimamente sembra stia cambiando… speriamo), sulla mancanza di cultura musicale e sui pregiudizi che circondano il metal. E poi diciamocelo, siamo tutti un po’ malati di “esterofilia” che si traduce in masochismo per tutte le band del nostro paese.

Mega concerto solo con act italiani, se poteste scegliere due nuove leve e due della vecchia guardia insieme lì a voi, chi vorreste vedere lì sul palco?

Anche qui ti dico chi vorrei vedere io: per le vecchie glorie direi Sadist e Novembre sono i miei preferiti (anche se devo ammettere che gli Elektradrive sono un gruppo super – ma non ce li vedrei molto con noi – ); per le nuove leve sono un po’ in difficoltà perché ci sono diverse band di valore, ma direi Fleshgod Apocalypse e una bella rimpatriata con i Lifend sarebbe divertente.

Come state portando avanti la promozione del disco? Avete già iniziato con le date in giro?

Per il momento stiamo facendo alcune interviste e abbiamo ricominciato a provare dopo alcuni mesi in cui la situazione della nostra line-up è stata un po’ complicata (per usare un eufemismo…). Stiamo cercando agenzie a cui appoggiarci per poter pianificare al meglio l’attività live a partire dal prossimo autunno (anche in previsione di un piccolo tour all’estero in fase di programmazione), ma ti posso dire che faremo uno show a “casa” al Midian di Cremona il prossimo 5 giugno in compagnia dei Paulzeder di Torino.

Ti ringrazio per il tempo dedicatoci, un ultimo messaggio per i nostri lettori…

Grazie mille a te e a tutti i ragazzi che leggono la zine. Se volete saperne di più sugli Embryo vi lascio alcuni indirizzi:
www.embryo-online.com
www.myspace.com/embryoonline
www.youtube.com/user/EmbryoChannel
per chiunque voglia contattarci l’indirizzo e-mail è: [email protected]
Ancora grazie e speriamo di vedervi presto quando saremo in giro per fare un po’ di casino tutti insieme. Horns Up!!!

Facebook Comments