ENTERA

   
Gruppo: Entera
Traduzione: LordPist
   
 
Formazione:

  • Carsten Lutter – Voce, Basso
  • Marc Latendin – Batteria
  • Nino Helfrich – Chitarra
 

SCENT OF DEATH

Oggi Aristocrazia ospita Carsten Lutter, veterano della scena thrash tedesca e mente degli Entera, band attiva ormai da oltre due decadi. Vediamo cos'ha da raccontarci.


Ciao Carsten e benvenuto su Aristocrazia Webzine, com'hai trascorso quest'estate? Hai suonato in giro?

Carsten: Abbiamo dovuto cambiare formazione a marzo perché il nostro chitarrista ha avuto problemi di salute e ha dovuto lasciare la band, così come il nostro batterista. Ecco perché non abbiamo suonato in estate e ci siamo dedicati alla scrittura di nuovi brani. Dopo aver insegnato alcuni dei pezzi vecchi ai nuovi membri, siamo stati in grado di ricominciare a suonare a settembre.

Gli Entera sono la tua band, ci potresti raccontare com'è nata e quali sono state sinora le tappe fondamentali della sua esistenza?

Tutto è iniziato nel 1989, in una piccola cittadina chiamata Homburg. Io ero alla ricerca di persone con cui formare una band e finalmente le trovai nel 1990. Iniziammo in cinque: un bassista, due chitarristi, un batterista e un cantante; la nostra prima uscita fu nel 1993. Non appena uscì il nostro primo EP, due membri della band ci lasciarono, diventammo così un trio e lo siamo rimasti da allora in poi. Quest'uscita fu il primo highlight della nostra carriera, seguita da tutte le altre, senza dimenticare i concerti, come il festival di St. Ingbert (1993) o il concerto d'addio nel 2003 a Pirmasens. Dopo ci spostammo a Norimberga e suonammo insieme a gruppi come Master, Malevolent Creation, Fleshless e Debauchery. L'ultimo pezzo forte è il brano "Sanguis Humanus", che ha fatto parte della colonna sonora del film horror "Suffer And Die".

Ho notato che la formazione ha continuamente mutato assetto: è così difficile stabilizzare la situazione?

I cambi di formazione non erano previsti, io avrei preferito che gli Entera avessero avuto la stessa formazione dall'inizio a oggi. Purtroppo ciò non è stato possibile, quando abbiamo iniziato nel Saarland (uno stato tedesco) era difficile trovare musicisti interessati a suonare thrash metal. Per un certo periodo ho lavorato con turnisti provenienti da generi totalmente diversi. A volte le persone si spostano, a volte cambiano gusti, o mettono su famiglia e non hanno tempo per la musica. Uno dei nostri chitarristi, purtroppo, è addirittura morto. Pensammo anche di scioglierci, ma alla fine decidemmo di andare avanti con un altro.

Il vostro ultimo disco, "The War Goes On", è datato 2012 e il titolo è più attuale che mai: la guerra è una ruota che non arresterà mai la propria marcia? La parola "pace" identifica solo una stupida illusione?

Io credo che finché ci saranno umani ci sarà guerra, è parte della natura umana. Ci sono molte ragioni: l'avidità e la fede hanno causato così tante guerre.

L'album trasuda passione e dedizione per un suono che sembra sempre più messo in disparte, è ruvido, diretto, privo di fronzoli, è thrash fino all'osso. Qual è il tuo pensiero sulla situazione odierna del genere? Si è infighettito o peggio? Troppa plastica in giro?

Sono molto contento che il thrash metal sia tornato in auge, ma è molto cambiato dagli anni '80. Sembra che le band di allora cercassero di essere originali e fresche, ora suona tutto uguale. Il sound e la struttura delle canzoni sembrano molto simili spesso e volentieri ed è rimasta poca innovazione. Purtroppo questo vale anche per alcune vecchie band come gli Exodus, che scrivono ancora grandi pezzi, ma il sound degli ultimi album era alquanto orribile, con la batteria che sembrava elettronica e triggerata alla morte, o la chitarra che suonava come se venisse direttamente da un amp-simulator sul PC.

La scaletta infila uno dietro l'altro dei buonissimi pezzi da headbanging, ma da quando hai mosso i primi passi con questa realtà a oggi è cambiato il tuo modo di comporre?

Credo che tutto questo processo sia sempre un flusso, a causa dei continui cambi di formazione, ma la base sarà sempre il thrash metal. Le nostre canzoni prendono forma in sala prove con tutti i membri. Tutti devono essere d'accordo su un riff, altrimenti non farà parte del pezzo. In questo modo tutti sono coinvolti al 100% nella creazione dell'album. Solo con i testi è un po' diverso, siccome li scrivo io. Tuttavia gli altri musicisti hanno comunque diritto di veto.

Il cd contiene anche una sezione multimediale con molto materiale aggiuntivo (foto, interviste, tablature, etc.), come mai questa scelta?

Vogliamo offrire ai fan quanto più possibile per i soldi che spendono, perciò cerchiamo di aggiungere quanto più possibile nella sezione CD-Rom. Ognuno dei nostri CD è pieno di musica o include una sezione CD-Rom. Il feedback per i contenuti multimediali è sempre positivo. Ecco perché li includeremo anche nella prossima uscita. Aggiungiamo cose come interviste e fotografie come un regalo speciale ai nostri fan, molti di questi contenuti non vengono messi nemmeno sulla nostra pagina web.

Parliamo di Carsten in prima persona. Quand'è venuta fuori la tua passione per il metal e quali sono state le formazioni che hanno contribuito a farti innamorare di quest'arte?

Avevo tredici anni quando ascoltai metal per la prima volta, iniziai con gruppi come Iron Maiden e Venom. I primi gruppi thrash che ho ascoltato furono Slayer, Holy Moses, Anthrax, Exodus e Sodom.

Il primo e l'ultimo disco che hai comprato?

Credo che il primo fosse uno dei Queen o dei Venom, ma non ne sono sicuro e non ricordo il titolo. L'ultimo è stato "Feast" degli Annihilator.

Che ricordi hai della prima volta che hai suonato, dei momenti trascorsi in sala-prove e di quelli riguardanti l'uscita del disco di debutto e dell'ep "Crossing"? Nel periodo tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio anni Novanta invece quali sono stati gli attimi più belli e quelli che pur portando con sé un pizzico di delusione ti hanno comunque spinto ad andare avanti?

Iniziai come cantante degli Entera ma, siccome non riuscivamo a trovare un bassista, il chitarrista mi "costrinse" a imparare, altrimenti ci saremmo sciolti subito. Diventai così il bassista nel 1993, però non ebbi molto tempo per imparare prima di cominciare a registrare "Crossing", mi servì quindi tantissimo esercizio quotidiano. Il miglior momento fu il primo concerto nel 1993: essere sul palco per la prima volta fu una sensazione straordinaria e volevo davvero continuare a farlo. Alla fine, anche se è brutto, ogni volta che un membro della band lasciava, per me era uno stimolo a migliorare e a non arrendermi per via di un ostacolo sulla strada.

Che differenze riscontri fra la Germania metal di quegli anni e quella odierna? Quale caratterista ormai andata persa di quella scena recuperesti dal passato e regaleresti al presente?

A inizio-metà anni '80 c'era maggior solidarietà nella scena metal. Non c'era un modo di pensare stereotipato come oggi, mi piaceva soprattutto il fatto che ci si occupava di più della musica. Incontravi gli altri per ordinare gli LP dai mailorder, prendevi i dischi delle nuove band solo stando a quello che diceva la descrizione del catalogo, non c'era modo di ascoltarli prima.

Si parla spesso di Internet definendolo un mezzo democratico e nel quale la cultura dovrebbe avere la possibilità di arrivare a chiunque. Ipoteticamente sarebbe così, la realtà dei fatti ha dimostrato però che è diminuita la voglia di andare a ricercare e approfondire i vari aspetti della creazione di un disco, quadro o di altro si parli, non fa differenza. È il male del nostro tempo?

Non direi che Internet è il male del nostro tempo. Chiaramente ci sono molti aspetti negativi nel web, a partire dalla gente che non ha di meglio da fare che creare virus, oppure "gruppi" che caricano solo una canzone, ma in realtà non esistono. È molto frustrante, soprattutto quando cerchi una band con cui suonare. D'altra parte è fantastico per trovare gruppi o organizzare concerti. Inoltre non è niente male per la promozione.

Per un breve lasso di tempo erano trapelate voci sulla possibilità di eliminare il formato fisico dalle distribuzioni musicali. Ti sembra una cosa fattibile, soprattutto ora che musicassette ed Lp sono tornati decisamente in voga, o per meglio dire, non avendo mai abbandonato il campo, sono riusciti a ricevere nuovamente una maggiore visibilità che li rende un'opzione valida e talvolta superiore per gusto al cd?

Credo che gli LP e i CD dureranno nel metal, nessuno dei due è effettivamente sparito del tutto. Non riesco a immaginare di pubblicare i nostri pezzi solo come mp3. Come suono preferisco gli LP, ma ho dovuto abbandonare e ora colleziono solo CD perché sono più facili da gestire. Anche se i CD non raggiungono la qualità sonora degli LP, sono comunque molto meglio degli mp3. Non capisco tuttavia perché la gente sia così legata alle cassette, sono molto fragili, perdono qualità rapidamente e trovare canzoni specifiche richiede un'infinità di tempo.

Qual è stato il primo concerto al quale hai assistito? E l'ultimo?

A metà anni '80, una band di alcuni amici, di cui però non ricordo il nome. L'ultimo è stato probabilmente quello dei Testament a Norimberga.

Tornando agli Entera, che progetti ci sono per quanto riguarda le esibizioni dal vivo? Avete delle date programmate?

Abbiamo lavorato con il nuovo chitarrista, in modo da poter suonare come gruppo spalla. Abbiamo fatto il primo concerto con la nuova formazione due settimane fa vicino Francoforte, ora cerchiamo di ottenerne qualcun altro e i prossimi cinque sono già confermati. Non abbiamo ancora avuto la possibilità di suonare in Italia, magari riuscite a organizzare qualcosa voi?

Si sta già lavorando al successore di "The War Goes On"? Ci puoi dare notizie in merito?

C'è già un seguito in lavorazione, sei canzoni sono pronte, ma non so proprio quando e come saranno pubblicate. Forse registreremo prima un singolo o un EP con due o quattro canzoni e dopo un CD intero, possibilimente in occasione del venticinquesimo anniversario della band. Vorremmo anche girare un DVD, ma non abbiamo ancora avuto l'opportunità di sfruttare in una buona location.

Chi è Carsten Lutten abbandonate le vesti di musicista? Quali sono le tue altre passioni e come si svolge la vita quotidiana.

Nella mia vita "normale" sono un tecnico di radio e televisione, e lavoro per una compagnia di tecnologie di misurazione e controllo. Inoltre colleziono CD e ho un secondo gruppo oltre agli Entera (Andabata, death metal).

Credo che possiamo anche fermarci qui, ti ripasso un'ultima volta la parola per concludere l'intervista a tuo piacimento.

Grazie mille dell'intervista e saluti a tutti i lettori. Date un'occhiata al nostro sito sito ufficiale.

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