FANTASY OPUS

FANTASY OPUS

Informazioni
Autore: Mourning
Traduzione: Insanity

Formazione
Marcos Carvalho – Chitarra
Nilson Santágueda – Basso
Paulo Santos – Batteria
Pedro Arroja – Voce
Claudio Shivers – Chitarra

Oggi con noi i portoghesi Fantasy Opus, band power a cui porgiamo il nostro saluto. Benvenuti ragazzi come va?

Marcos Carvalho: Ciao, grazie per esservi interessati al nostro lavoro. Stiamo bene, grazie.

Di routine diamo il via all’intervista con dei cenni storici sulla formazione, dunque a voi la parola.

Molto brevemente, io e Paulo Santos abbiamo dato vita alla band nel 1999 con il nome Black Thunder; a causa di molti cambi di formazione siamo riusciti a registrare un demo solo nel 2001, con il nostro cantante Luis Guerreiro e un bassista provvisorio, Fernando Augusto. Durante la registrazione ho proposto il nome Fantasy Opus, per rappresentare il nostro sound influenzato dal neoclassicismo. Poi, sempre nel 2001, Nilson Santagueda è entrato nella band ed è stata una grande cosa, perchè col tempo è diventato una persona molto carismatica con la band. Da quel momento ci sono stati molti cambi di line-up che ci hanno dato problemi e incertezze nella band. Finalmente nel 2004 abbiamo registrato “Beyond Eternity”, ancora senza un cantante. Alla fine abbiamo trovato Pedro Arroja, ma solo nel 2007, ha cantato molto bene con noi e ha registrato le parti vocali dell’album brillantemente.
Nel 2007 poi abbiamo trovato anche Claudio Shiver alla chitarra, così siamo riusciti ad avere un’ottima line-up. Abbiamo fatto molti concerti qua in Portogallo che hanno riscosso un buon successo, ma ora ci siamo dovuti fermare. Ci sono molti motivi per questo: da una parte Claudio è all’estero per un paio di mesi, dall’altra parte abbiamo voluto iniziare a scrivere nuovo materiale. Ma la ragione principale (e questo lo sto dicendo ad Aristocrazia Webzine in esclusiva), il nostro batterista Paulo Santos e il nostro cantante Pedro Arroja hanno lasciato la band. Così, abbiamo già trovato un nuovo batterista, ma ora stiamo cercando un cantante di alto livello per tutto il mondo. Potete trovare una versione più dettagliata della nostra storia e biografia sul nostro Myspace.

Come ho già detto in fase di recensione non sono un vero e proprio amante delle sonorità classiche, ho però apprezzato non poco il vostro “Beyond Eternity”, quali sono le formazioni che vi hanno formato a tali sonorità e che vi hanno fatto pendere per un percorso musicale simile?

Beh, sono io il principale compositore, per cui penso di essere il maggior responsabile del sound. Ascolto molte band, specialmente Prog, ma solo alcune hanno influenzato il mio stile chitarristico e le mie composizioni. Per farla breve, direi che il mio riffing nei Fantasy Opus è influenzato specialmente da Megadeth, Gamma Ray, Symphony X e Angra. I miei assoli sono più derivati dagli shredder degli anni Ottanta e Novanta che ho studiato, come Malmsteen, J. Becker, M. Friedman e Vinnie Moore. Oggi tutti noi ascoltiamo molte band diverse, ma abbiamo creato un sound che pensiamo funzioni e ci piace da comporre e suonare, quindi continueremo su questa strada in futuro.

Per quanto mi riguarda la summa del disco si racchiude in tre episodi: “Mystic Messenger”, “Higher State Of Mind” e “The Battle”, mettono in mostra al meglio le potenzialità del vostro sound. Come prende vita un vostro brano, avete un modus operandi preciso?

Beh, quelle canzoni sono nate più o meno come le altre. Ho un’idea per il testo e cerco di creare una base interessante per essa con la chitarra. Quando ho una buona base, tutti gli altri membri danno il loro contributo e cerchiamo di far suonare il tutto coerente ma comunque diverso. Personalmente credo che “The Lament” sia una canzone piena di epicità, ma comunque molto triste, ed è anche molto affascinante.

Chi si occupa dei testi e da quali fonti attingete visto che si tratta per lo più di Fantasy?

I testi li scrivo io, e direi che sì, le fonti principali sono il Fantasy e i suoi derivati, ma non li scrivo in modo letterale come altre band Power Metal, li vedo più come metafore della vita di ogni giorno.

In Italia il 2010 è l’anno che ha segnato il ritorno dei Rhapsody Of Fire con “The Frozen Tears Of Angels” e dei Labyrinth con “Return to Heaven Denied Pt. II – A Midnight Autumn’s Dream”, una gran dose di melodia se così si può dire. Qual è il vostro pensiero sul metal e sul vostro genere nello specifico? Ci sono act che stanno contribuendo ad alimentarne il valore o si è standardizzato?

Beh, devo confessare che non ho seguito il lavoro dei Rhapsody e dei Labyrinth negli ultimi quattro-cinque anni. Per quanto ne so su di loro, sono due band molto diverse. I Rhapsody in alcuni punti mi hanno ispirato molto con “Symphony Of Enchanted Lands”, è un sound molto sinfonico e diretto dalle tastiere, i Labyrinth si basano più sulla chitarra, sono chiaramente influenzati dal Metal tedesco, ma in qualche modo sono diversi, penso che sia il sapore italiano. Nessuna di queste band ha un sound standardizzato secondo me. Se il Power Metal è standardizzato? Certo, penso che ci siano migliaia di band che hanno stili simili, ed è il principale motivo del decadimento del Power Metal dopo gli anni Novanta. Penso che quei fan sono andati a sentire band che sono Power Metal ma che divagano un po’ da esso, come Kamelot, Epica e così via. Penso anche che i Fantasy Opus hanno una grande qualità che è quella di avere un sound diverso dal solito Power Metal, questo potrebbe diventare un bel vantaggio per noi in futuro.

Come vivete la vostra scena nazionale? Ci sono band che consigliereste d’ascoltare?

Beh, la nostra scena nazionale sta crescendo, ma è ancora molto limitata, molte buone band sono emerse negli ultimi anni, ma non molte. Posso nominare alcune band interessanti di molti generi come Ramp, Tarantula e Sannedrin.

Passando sullo space ho letto che Marcos oltre essere un gran chitarrista, insegna pure. Quale consiglio si può dare a chi volesse approcciarsi allo strumento?

Semplicemente fatelo col cuore. Se lo farete, la persistenza che dovete imparare, l’abilità di essere autocritici sul vostro modo di suonare e tutti gli altri attributi necessari verranno facilmente.

L’esperienza che vi ha condotto al metal? Cosa vi ha davvero fatto pensare, questa è la mia strada?

Beh, per quanto riguarda questo, posso rispondere solo per me. E per me è stato graduale, ho iniziato ascoltando Rock e Grunge, album come “Ten” e “Nevermind” mi hanno introdotto al Rock e alla chitarra. Poi ho iniziato a suonare la chitarra a quattordici anni e ciò che mi ha fatto fare il passo sono stati i Megadeth, la mia band preferita di sempre. Poi i miei orizzonti si sono allargati sempre di più, conoscendo sempre più band, ed ero sempre più inserito nell’Heavy Metal, così a quindici anni ho deciso che avrei voluto essere un chitarrista Heavy Metal.

Come sono i vostri rapporti con chi segue la band?

È fantastico, abbiamo una lunga mailing list da tenere d’occhio, cerchiamo di parlare a tutte le persone che possiamo ai concerti e diciamo loro che siamo veramente grati che abbiano pagato per vederci suonare. Significa molto per noi e siamo stati molto fortunati ad avere così molta gente nella nostra patria e anche all’estero (specialmente in Giappone) interessata al nostro lavoro.

Quanto è importante oggi essere presenti sulla rete tramite social network?

La risposta è semplice: “molto importante”, ma in realtà non abbiamo account su twitter/hi5/ecc. Penso che sia più importante per le grandi band del mainstream che hanno migliaia di fan. Ci siamo sforzati molto per avere un Myspace di classe mondiale per la gente che conosce la band e ne è interessata. Penso che per una band come la nostra sia abbastanza per ora.

C’è qualcosa che rimpiangete delle decadi passate: tape trading, ‘zine cartacee, la ricerca spasmodica di un disco se lo si voleva davvero? Quali sono le differenze più nette fra gli anni Ottanta/Novanta e oggi?

Il tape trading era per noi quello che gli mp3 sono oggi. Come ogni cosa all’universo, gli mp3 hanno generato buone e cattive conseguenze per i musicisti. La cattiva è che il guadagno dai diritti dell’album è quasi inesistente per il 95% delle band. Che in teoria diminuirebbe la possibilità per le band di registrare album prodotti meglio. Ma… Non lo fa, perchè oggi puoi registrare nelle tua camera da letto con una buona qualità e i guadagni delle band arrivano dai concerti (i prezzi dei biglietti sono aumentati l’anno scorso per questo). Gli mp3 hanno diminuito la differenza di esposizione tra band come i Metallica e band come noi. Per cui personalmente non ho rimpianti. Penso che la situazione attuale non è ideale, ma in teoria, un musicista professionista ha ancora mezzi per supportare se stesso.

Siete in giro per live? Qual è il ricordo più bello che ha avete sinora legato a un live o un’esperienza condivisa on stage che vorreste assolutamente ripetere?

Sì, abbiamo fatto molti concerti qui in Portogallo, ed è difficile scegliere la miglior esperienza. Alcune delle migliori sono state quando abbiamo aperto per gli Epica, con più di mille persone, e altri concerti più piccoli dove eravamo headliner e le reazioni sono state travolgenti.

Avremo occasione di vedervi suonare in Italia?

Ci piacerebbe molto. Noi e le persone vicine che lavorano come nostro staff stanno provando da molto a preparare un tour internazionale. La difficoltà sta nell’entrare in una grande compagnia di management che possa prenotarci per aprire una grande band. Speriamo che con il nostro prossimo album avremo più opportunità di suonare in tutto il mondo, specialmente in Europa, in Giappone e in Sud America.

Notizie sul successore di “Beyond Eternity”, ci state lavorando?

Sì, ci stiamo lavorando, abbiamo alcune grandi idee ma ci vorrà molto tempo prima che sia scritto e pronto per essere registrato.

Grazie per il tempo dedicatoci, un ultimo messaggio per i nostri lettori.

Grazie per il vostro supporto, fratelli latini dall’Italia, e speriamo di vedervi presto!

Facebook Comments