FROSTBITTEN KINGDOM

FROSTBITTEN KINGDOM

Informazioni
Autore: Mourning
Traduzione: Insanity

Formazione
H. Kanervo – Voce e Chitarra Ritmica
J. Hakala – Chitarra Solista
K. Krappala – Basso
S. Vainio – Batteria

FROSTBITTEN KINGDOM A un anno dall’uscita di “Obscure Visions Of Chaotic Annihilation”, motivo per cui abbiamo già avuto una conversazione, i Frostbitten Kingdom tornano da noi. Come state ragazzi?

H.: Bene, il nostro nuovo album “Infidel Angel” è uscito da due settimane e abbiamo avuto reazioni molto positive. Abbiamo fatto qualche concerto in Finlandia e in Polonia e ho le dita distrutte. Almeno c’è abbastanza tempo da spendere.

Andiamo subito al centro della questione, nuovo album e uno stile più melodico, com’è nato “Infidel Angel”?

K.: Non sono sicuro del fatto che sia più melodico ma sicuramente non abbiamo lasciato le melodie da parte. Io e H. abbiamo avuto l’idea di un concept album su un tema delicato. H. ha iniziato a scrivere canzoni prima di “Obscure Visions…” e l’obiettivo era fare un album più duro, aggressivo e intenso.

Il vostro songwriting è ancora fluido ma sembra che vi siate limitati, c’è molta pulizia, questo lavoro è meno istintivo del precedente, state pensando ad una grossa evoluzione del vostro sound?

H.: Beh, abbiamo avuto una line-up migliore per questo album. Per fortuna abbiamo finalmente eliminato il vecchio chitarrista P. Salmio, e quando mr. Hakala si è unito a noi abbiamo iniziato a provare di più. Siamo una band migliore oggi. Non direi che mi sono limitato, ma come ha detto K. abbiamo provato a fare un album più duro stavolta. Ho anche voluto che l’atmosfera oscura e malvagia finisse nelle prime cinque canzoni. Penso che siamo riusciti a farlo. Comunque, non credo che ci siano grandi evoluzioni in arrivo. Tutta l’evoluzione della nostra musica è naturale e non ci imponiamo di creare un certo tipo di musica.

Mi aspettavo canzoni come “Warborn” o “Infibulation” che miravano a colpire l’ascoltatore, mi sono stupito di fronte a scelte come “Messenger’s Harlot”, più lunga delle altre, o l’ultima “732”, una ballata dal tocco Heavy. A cosa vi siete ispirati per creare queste tracce?

H.: Abbiamo voluto fare un album molto vario, per cui non c’è bisogno di specificare che sono nate canzoni diverse durante la fase di scrittura. Sia con “Messenger’s Harlot” che con “732” puoi pienamente capire la musica anche solo leggendo i testi. Ho anche voluto fare una canzone più leggera sulla scia di Amorphis e Amon AMarth per chiudere l’album, mentre le prime cinque canzoni hanno un’atmosfera più brutale. Per quanto riguarda “Messenger’s Harlot” sono stato ispirato dal profeta islamico Maometto. Lui amava molestare i bambini. Meritava sicuramente una canzone. Le influenze musicali su “Messenger’s Harlot” sono troppe per essere citate tutte.

Come è entrato il nuovo chitarrista (J. Hakala) nella band?

K.: Ci siamo ubriacati, abbiamo chiacchierato ed abbiamo scoperto di avere lo stesso interesse nell’odio verso la gente e nel suonare musica estrema. Fortunatamente il resto della band la pensava allo stesso modo. Come risultato ora vedo una band totalmente devota.

Come siete entrati in contatto con la No Sign Of Life?

K.: Mentre eravamo nello studio siamo rimasti convinti del nostro materiale. Sapendo che la No Sign Of Life è una label motivata e professionale abbiamo deciso di invitarli a sentire il nostro lavoro. Sono stati interessati fin da subito, così abbiamo firmato il contratto.

State preparando la promozione dell’album? Avete già ricevuto qualche commento?

H.: Beh, la No Sign Of Life si prenderà cura della maggior parte della promozione, ma ovviamente vogliamo suonare live e fare interviste anche più di prima.
Abbiamo ricevuto qualche commento sull’album e posso dire con onestà che sono stati tutti positivi. Non possiamo dare la colpa agli ascoltatori. È il nostro miglior lavoro finora.

Siete una band molto prolifica, come mai siete così affamati di scrivere musica e quali sono le ragioni di questa continua produzione di musica?

H.: Qualcuno potrebbe considerare prolifico un album all’anno, ma non è una cosa rara. D’altro canto sarebbe uno spreco di materiale se pubblicassimo album più spesso di così. Pochissime persone vogliono sentire così tanto nuovo materiale persino dalle loro band preferite. Comunque, andiamo in studio quando abbiamo abbastanza canzoni pronte da registrare. È semplice. Io compongo molto, poiché suono la chitarra quanto posso. Non me ne frega di nient’altro, così c’è sempre del nuovo materiale in arrivo.

Anche se è quasi impossibile vivere senza musica, cosa fate quando non pensate ad essa? Com’è la vita al di fuori della band?

K.: Beh, non c’è nessuna vacanza. Viviamo vite separate facendo di tutto. Qualcuno di noi studia e fa tutto il possibile per farci vivere. Grazie alla sicurezza sociale finlandese alcuni di noi sono completamente occupati dalla musica e in più svolgono altre attività libere. Io passo il tempo guardando film con tematiche brutali per dire un hobby.

Avete suonato live nel tempo trascorso tra i due album?

K.: Penso che abbiamo fatto circa venti concerti. Abbiamo suonato continuamente tra Finlandia e Polonia.

Vi vedremo in concerto in Europa quest’estate?

K.: Abbiamo suonato a Cracovia con i Venom in giugno e una volta a Helsinki in luglio. Ho paura che dovrete aspettare un po’ di più. Speriamo tra novembre e dicembre…

Cosa vogliono i Frostbitten Kingdom per il futuro? Avete qualche obiettivo?

H.: Conquisteremo fottutamente, solo questo. Gli scopi e gli obiettivi sono per la gente che non sa raggiungerli. Sentirai di noi più avanti.

Grazie per averci dedicato il vostro tempo, a voi l’ultimo messaggio per i nostri lettori.

H.: Mantenete il Metal vero, bruciate la vostra chiesa e bombardate il Kebab vicino a voi! Grazie e buonanotte.

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