GESTOS GROSSEIROS

GESTOS GROSSEIROS

Informazioni
Autore: Mourning
Traduzione: Fedaykin / Insanity

Formazione
Danilo Dill – Basso e Voce
Andy Souza – Batteria e Voce
Kleber – Chitarre

Dopo dieci anni di attività nella scena underground, i brasiliani Gestos Grosseiros non smettono di amare e produrre Death Metal old school. Grazie ad Andy, ho avuto la possibiltà di ascoltare i loro lavori, che troverete recensiti sul nostro sito. Ora facciamo due chiacchiere con loro.

Benvenuti su Aristocrazia Webzine. Come va?

Andy: Ciao a te, Gabriele, e ad Aristocrazia Webzine. È un onore per i Gestos Grosseiros poter prendere parte a quest’intervista. Stiamo tutti bene.

Il 2012 è già finito, qual è il bilancio per i Gestos Grosseiros?

Andy: Beh, l’ultimo anno (il 2012) è stato molto positivo per i Gestos Grosseiros. Abbiamo organizzato parecchie date in Brasile e anche suonato in Cile per la seconda volta. Abbiamo avuto l’opportunità di diffondere i nostri pezzi tra molta gente sia qui che in altri continenti, come l’Europa.

Chi sono i Gestos Grosseiros, come mai avete scelto questo nome, come è nata la band e come è cambiata nel corso degli anni?

Andy: Gestos Grosseiros è un nome semplice, non ha un significato particolare. A volte la gente pensa: “Oh! Gestos Grosseiros = vaffanculo!” [ride], ma non è così. Il gruppo è nato qui a Guarulhos City (San Paolo) nel 1998 e posso dirti che nel tempo abbiamo acquistato molta professionalità, ed oggi ci siamo fatti un nome nella scena underground locale.

Come avete scoperto di amare il Metal?

Andy: Guarda, ho scoperto il mio amore per il Metal ascoltando Kiss, Kreator e Metallica, su per giù venti o ventuno anni fa. Poi ho scoperto i Morbid Angel e gli Slayer.

Dill: Difficile risalire a una data precisa, ma più o meno quattordici anni fa, ascoltando “Master Of Puppets” dei Metallica.

Vi piace molto il Thrash Metal, vero? Quali sono i cinque album che ritenete fondamentali per il genere?

Andy: Certo, adoriamo il Thrash Metal, e quanto agli album, secondo noi: “Master Of Puppets” e “And Justice For All” dei Metallica, “Coma Of Souls” dei Kreator, i Ratos De Porão dal Brasile e “Raining Blood” degli Slayer.

Come siete entrati in contatto con il Death Metal per la prima volta? E qual è l’album che vi ha fatto pensare: “è proprio questo che voglio suonare”?

Andy: Io e Kleber abbiamo iniziato ad ascoltare Death contemporaneamente, in particolare con i Morbid Angel e i Cannibal Corpse. In realtà, credo che non ci sia un album in particolare che mi fa quell’effetto, ma diversi album dei Morbid Angel.

Dill: Il mio primo approccio con il Death Metal non è stato interamente positivo. A dire il vero, non mi piaceva per niente. Ricordo che ascoltai per primi i Krisiun. Ma qualche tempo dopo, mi è capitato di ascoltare “Once Upon The Cross” dei Deicide, mi pare: era spettacolare. Suonare Death Metal, però, è stata una conseguenza diretta dell’incontro con gli altri ragazzi. Prima dei Gestos Grosseiros, suonavo in un gruppo Heavy Metal.

Batterista e cantante, un ruolo doppio che si trova comunemente in questo genere, e sto pensando ad esempio a Chris Reifert degli Autopsy o a Mike Browning dei Nocturnus. Quali sono le maggiori difficoltà nel ricoprire questi ruoli insieme, sia in fase compositiva che poi nello svolgimento dei vostri pezzi?

Andy: Se devo essere sincero, Gabriele, avevo delle difficoltà all’inizio, ma ora sono passate. Mi sono adattato bene alle nostre canzoni. A volte però è necessaria molta attenzione sul palco.

La vostra formazione in “Countdown To Kill” era composta da quattro membri, con “Satanchandising” siete rimasti in tre, di cui tu e il chitarrista Kleber siete i membri storici. Nel tempo trascorso tra i due album, si è modificato il modo con cui scrivete i pezzi e i testi?

Andy: In realtà il nostro metodo di scrittura è rimasto invariato in “Satanchandising”, perchè quando Danilo Dill si è unito a noi i pezzi erano praticamente già pronti. Li abbiamo solo dovuti adattare. I testi seguono la stessa linea contro religione, ipocrisia e avidità. È la nostra filosofia.

La copertina di “Satanchandising” — che immagino essere un gioco di parole tra “Satan” e “merchandising” — rappresenta una delle problematiche maggiori per l’umanità: il potere religioso. E un pezzo come “Religious Plague” rincara la dose. Quali sono, secondo te, i problemi rappresentati dal potere economico/politico dei servi di qualche cosiddetto Dio?

Andy: Credo che i poteri religiosi, economici e politici siano fondamentalmente la stessa merda. C’è gente che ha perso la vita per servire queste fazioni, famiglie sono state distrutte, il mondo è pieno di fame, miseria e guerre. Tutto è causato dall’avidità. Sai come funziona, c’è chi ha molto e chi non ha niente. Parlando sinceramente, oggi la religione e la politica sono un tutt’uno nei loro giochi di potere.

“Stronger Than Ever”, insieme alla cover di “Extreme Aggression” dei Kreator alla fine del secondo album, sembra voler dire alle persone di resistere e non arrendersi. È così?

Andy: No, no, sono semplicemente pezzi di chiusura. Ma la tua è una bella interpretazione.

Se dovessi preparare una scaletta per uno show e selezionare i pezzi che considerate più esplosivi da entrambi i vostri lavori, quali scegliereste e perchè?

Dill: “Humanity Victory”, “Mirror Of Death”, “Lord Of The Lie”, “Predator Of Souls”, “Countdown To Kill”.

Andy: Mi piace la scaletta di Dill, ma aggiungerei “Slaves Of Imagination”, quel pezzo è bestiale.

Com’è la situazione sul versante live? Avete suonato di recente?

Andy: Abbiamo portato a termine il nostro tour brasiliano 2011/2012 e il nostro secondo tour in Cile. Nell’ultimo anno abbiamo suonato poco dal vivo, perché siamo stati impegnati a comporre i pezzi del nostro terzo album.

C’è un concerto che non dimenticherete mai? E qualche aneddoto divertente che vorreste condividere con noi?

Dill: Per me il nostro show a Brasilia è stato fantastico: è stata la mia prima volta lontano da San Paolo. C’è un fatto divertente: molti show sono memorabili e di solito è quando io e Kleber ci diamo dentro un po’ di più con l’alcool. Ad esempio una volta a San Paolo, durante un concerto con gli Into Darkness, stavo cercando di parlare con Mark, il loro bassista, ma la comunicazione tra noi era un po’ complicata. Dopo che io ho bevuto un po’ di birra e lui un po’ di Whiskey, abbiamo parlato moltissimo, e non ci sono stati problemi di comprensione.

Quali sono, tralasciando i nomi più conosciuti, i migliori gruppi nella scena brasiliana secondo voi?

Andy: Krisiun, In Torment e Anarkhon.

Kleber: Vomepotro.

Dill: Vulture.

Cosa pensate del mondo Metal? Quali sono i pro e i contro del farne parte? Esistono dei comportamenti che non sopportate?

Andy: Pensiamo che il Metal nel mondo sia cresciuto, con un grande volume di gruppi e show. Internet facilita le cose per tutti, ma solo i gruppi più autentici sopravvivono.

Una delle tendenze odierne, da parte delle etichette, è quella di firmare accordi con gruppi senza album all’attivo, e far rilasciare un album di debutto spesso mediocre. La meritocrazia non è mai esistita e cercare di migliorare la propria posizione è uno sforzo inutile, quindi pagare è giusto? Esiste il fenomeno del ptp (pay to play) anche in Brasile?

Andy: Sì, purtroppo questa è una realtà qui, ma anche in altri Paesi. I Gestos Grosseiros però non accetteranno mai questa situazione. Un gruppo che paga per suonare non ha il nostro rispetto.

Chi è Andy Souza fuori dal gruppo? Cosa fai nella tua vita, quali sono le tue passioni oltre alla musica?

Andy: Insegno matematica e sono un tifoso accanito del Santos.

Quali sono le intenzioni dei Gestos Grosseiros per il 2013? Magari verrete qui in Europa per qualche show?

Andy: Comporremo nuovi pezzi per il terzo album e programmeremo un tour europeo, forse nel 2015, dopo che l’album sarà uscito.

L’intervista è finita, è stato un piacere ospitarvi sul nostro sito, vi porgo i miei migliori auguri e vi lascio la libertà di mandare un ultimo messaggio ai nostri lettori!

Andy: A nome di tutti i Gestos Grosseiros, grazie per il supporto e per l’opportunità concessaci. Speriamo di suonare in Europa il prima possibile. Grazie a tutti i lettori di Aristocrazia Webzine e, ancora una volta, grazie Gabriele. I nostri contatti:
[email protected]
– www.myspace.com/gestosgrosseiros
– www.facebook.com/gestosgrosseiros
– www.metalmedia.com.br/gestosgrosseiros.

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