GRIME

Informazioni
Autore: Mourning

Formazione
Cougar – Basso
Chris – Batteria
Tubo – Chitarra
Marco – Voce, Chitarra

L'Italia si fa sentire eccome, il nostro panorama si sta sempre più arricchendo di formazioni che suonano stoner, sludge e doom, capaci inoltre di competere con nazioni anche più rinomate come U.S.A., Svezia e Germania. Una delle ultime scoperte per il sottoscritto sono stati i Grime e il loro ep omonimo del quale troverete la recensione inserita nel listone.

Benvenuti su Aristocrazia Webzine, come va? Il caldo si fa sentire, è il periodo anche più adatto per esprimersi musicalmente tramite release dal mood fangoso/catramoso no?

Grazie, va di merda, come sempre. Sì, è perfetto tra caldo, umido e nessun tipo di altra sensazione eccetto quella di stare male. Depressione.

Inizialmente è giusto per me dare campo libero alle band, raccontateci un po' di voi, chi sono i Grime, come nascono…

Nascono nel 2010 a Trieste da quattro amici con l'idea di fare della musica grezza, sporca, che faccia stare male e che sia suonata ad altissimo volume. Volevamo misurarci col fare qualcosa di semplice ma che suonasse più cattivo possibile e che ci permettesse di vomitare fuori tutto lo schifo che covavamo dentro. Speriamo di esserci riusciti.

Cos'è che vi ha condotti a voler interpretare questo tipo di sound? Noto con piacere che la nostra Penisola si sta appassionando sempre più a queste correnti pur rimanendo, a mio avviso fortunatamente, molto underground come scena.

Niente in particolare. Questa musica l'abbiamo sempre ascoltata, ognuno di noi l'ha sempre avuta dentro, semplicemente finalmente avevamo tutti e quattro la possibilità di dedicarci a questo progetto. Non volevamo fare nulla di nuovo, ormai è già stato fatto di tutto, dunque di sicuro non ci interessava nè tantomeno pensavamo di essere originali, volevamo solamente creare musica sporca e cattiva! C'è un po' di interesse crescente, è vero, ma l'Italia è un caso strano, va a mode e poi solo pochi che ci credono veramente continuano. Noi non abbiamo mai fatto calcoli per piacere al pubblico, la nostra è un'esigenza di esprimere determinati sentimenti attraverso la musica che ci sembra più adatta per farlo.

Il vostro modo di suonare è particolarmente ibrido, sensazioni da deserto, panorami paludosi, aree grigiastre ma anche un pizzico di cattiveria accomunabile a certe realtà ritual come i Cough. Com'è nato "Grime"? Avete avuto dei punti di riferimento stilistico che in parte possono avervi influenzato nella stesura dei brani?

Non so quanto il nostro modo di suonare sia effettivamente ibrido, basandosi sostanzialmente sul togliere elementi e orpelli alle composizioni, asciugare al massimo il tutto e distillare solo l'essenziale, cercando di mantenere al massimo il livello di cattiveria e di immediatezza. I Cough sono una grande band e abbiamo avuto la fortuna di suonarci assieme, ma sono molto più dilatati nei suoni e legati al doom rispetto a noi (eccetto che per "Chasm", il nostro pezzo più lungo), con dei connotati ed un immaginario più esoterico rispetto al nostro, quindi non sapremmo se citarli fra le maggiori influenze, anche se piacciono molto a tutti e quattro. Forse le nostre maggiori influenze vengono dai gruppi sludge anni '90. Il nome è stato scelto in una seconda fase, suonavamo già sporchi, dunque, quando uno di noi ha tirato fuori il nome "Grime" (letteralmente "sudiciume"), ci è piaciuto subito perchè ci descriveva bene.

La versione promo che ho ricevuto non conteneva i testi, potreste illuminarmi sulle tematiche trattate all'interno dei pezzi? E quali sono quelle che preferite sviscerare?

I testi parlano principalmente di abusi, quelli che tante persone, come noi del resto, commettono su loro stessi, sul proprio fisico, sul proprio animo, sugli altri, quindi sostanzialmente di vite buttate che stentano a trascinarsi avanti, di depressione o di immagini terrificanti. Questi sono sostanzialmente i temi che questa musica ci porta a sviscerare, non vogliamo parlare di politica o di magia, dato che non abbiamo proprio un cazzo da insegnare a nessuno, nelle canzoni buttiamo fuori semplicemente tutto quello che ci fa schifo di noi, delle nostre vite o di quelle dei nostri amici e conoscenti.

Il lavoro era stato rilasciato originariamente come autoprodotto giusto? Come siete entrati in contatto con la Mordgrimm? Siete soddisfatti del suo operato?

Sì, giusto, era totalmente autoprodotto e lo abbiamo spedito ad un sacco di etichette, nella speranza che qualcuna si interessasse alla nostra musica. Mordgrimm è stata una delle prime a risponderci ed entrare in contatto con Neil (il titolare dell'etichetta) per noi è stato fantastico, ha ascoltato i nostri pezzi online, gli sono piaciuti e per fortuna ci ha contattati. Neil è una gran persona, ci ha aiutato da subito, soprattutto dandoci fiducia e assecondandoci praticamente in tutto (dalla scelta dell'artista per l'artwork al formato di stampa…) e non possiamo che essergli grati, inoltre sta lavorando molto bene per promuovere questo disco, non possiamo proprio lamentarci. In più è un'etichetta piccola, ma con uscite molto selezionate, e ci è sembrata la scelta migliore.

Chi è l'autore della nuova cover? Qual è il suo significato?

Tutto l'artwork è stato curato da Dilek Baykara, giovane e grandissima illustratrice di New York, che ha già lavorato per degli ottimi gruppi di oltreoceano. Ci è piaciuta un sacco da subito per il suo stile "malato", che riflette bene la nostra musica. Per quanto riguarda il significato bisognerebbe chiedere a lei, dato che le abbiamo lasciato carta bianca e ha dipinto quello che le canzoni e i testi le hanno trasmesso.

Secondo voi perché le band nostrane hanno spesso ottimi riscontri all'estero ma in molti casi vengono osteggiate o sottovalutate proprio dagli italiani? Siamo malati di esterofilia, o è quella famosa parola "scena" che rimane solo un astratto termine da secoli, ormai senza riuscire a raggiungere il valore che dovrebbe, a ostacolare? Molti "focolai" ma nessuna unità in genere…

Mah! All'estero abbiamo notato più apertura mentale e meno pose in generale, la gente va a un concerto per godersi la musica e si pone con un atteggiamento di apertura, ascolta e vede se fai cagare o spacchi. Da noi è sicuramente diverso, non c'è una scena, ci sono più spesso tante "scenette", la gente non si aggrega e questo crea tanta frammentarietà e spesso ignoranza musicale, che porta a idolatrare qualunque gruppo venga da fuori e a non sapere chi suona nella cantina di casa tua. Qui da noi sono molto poche le persone che hanno un'attitudine come si può trovare in giro per il resto d'Europa e la "scena", negli ultimi anni, è peggiorata tantissimo sotto il profilo umano.

Com'è andata la prima volta che avete portato i pezzi di "Grime" in sede live? Quali sono stati i riscontri ottenuti?

Il nostro primo live non è stato neanche in Italia (a proposito!). Abbiamo fatto da spalla ai grandissimi Cough, loro sono stati davvero pesanti e hanno spaccato. Noi invece abbiamo fatto un buon live, soprattutto per essere il primo, e non ci siamo resi bene conto di come fosse andato. Il locale era quasi pieno e soprattutto il volume era alto, cosa essenziale per gruppi come noi, i Cough e i Leechfeast (un gruppo sloveno di nostri amici che spacca veramente i culi). Molti hanno apprezzato e sono venuti a farci i complimenti, chiedendoci se avevamo dischi e merch vario, ma la cosa che ci è piaciuta di più è che i Cough stessi hanno apprezzato il nostro set e che da lì abbiamo stretto amicizia con loro, tanto che ci hanno anche inseriti in una Mixtape che hanno curato per Cvlt Nation qualche mese fa, cosa che ci ha lasciati letteralmente di sasso. Da lì abbiamo deciso di continuare e di darci dentro perchè la base ci sembrava buona.

Se non erro nel mese di Giugno siete entrati in studio per metter mano al debutto, ci potete dare qualche anticipazione su ciò che potremo ascoltare prossimamente?

Sì, siamo andati a registrare all'Igloo Audiofactory a Correggio, un gran posto, con Enrico Baraldi degli Ornaments. Le tracce sono pronte e adesso con calma ci muoveremo per il missaggio, il mastering e l'artwork. Purtroppo il nostro primo disco è uscito in ritardo per le solite cose che possono succedere alle band, e perciò avevamo già pronti i pezzi per il disco nuovo, che di sicuro non sarà tanto differente dal primo, abbiamo cercato di asciugare ancora la stesura dei pezzi, che già erano scarni [ride] cercando poi di cambiare i suoni per renderci ancora piu estremi/metal. I pezzi saranno più diretti e pesanti.

L'attività live è stoppata momentaneamente per dare priorità all'album o c'è qualche data programmata?

Per niente stoppata. Suoniamo dove ci chiamano e cerchiamo date, non ci tiriamo mai indietro. Questa estate abbiamo fatto e stiamo facendo delle buone date qui in Italia, abbiamo suonato a dei festival molto buoni (Rottura del Silenzio e Solomacello), con dei gruppi che a noi piacciono un sacco tra cui Napalm Death, Unsane, The Secret, Eyehategod. Ad agosto suoneremo al Pietra Sonica e stiamo organizzando altre cose per settembre. In più stiamo organizzando un tour di due settimane in centro/nord Europa per la fine di ottobre. Siamo essenzialmente una live band e non possiamo che cercare di distruggere ogni cosa si metta sul nostro cammino!

Quali sono i vostri ascolti ricorrenti in questo periodo? Quale disco consigliereste di acquistare fra gli ultimi usciti?

Burning Witch – "Crippled Lucifer", grandissimi, erano già avanti e molto cattivi quando sono usciti, ma è una ristampa, fra gli ultimi usciti di sicuro "Fangs" dei Sourvein, che sono sempre una garanzia.

Ci sono tre cose oltre la musica che sono indispensabili per la vita quotidiana dei Grime? A cosa proprio non potete rinunciare?

Suonare/Alcool/Droga.

Chi sono i Grime al di fuori della dimensione band? Hobby, passioni, lavoro?

Quattro brutti ceffi dal nord-est Italia! [ride] Per gli hobbies e le passioni vedi la risposta prima. Qualcuno di noi potrebbe rispondere: "Lavoroooo???????". Qualcuno di noi non trova lavoro da un bel po', qualcuno fa lavori che gli fanno cagare e poco pagati. Lavorare fa schifo e non nobilita nessuno!

Purtroppo vivere di musica, soprattutto di certa "musica", è quasi utopia e alcuni pur di realizzare il proprio piccolo "attimo" di gloria scendono a compromessi. Uno di questi è sicuramente la modalità parecchio in voga del "pay to play". Cosa ne pensate? È un cancro da eliminare o soltanto la conferma che l'arte è in costante declino a favore del "commercio"? È davvero impossibile far convivere le due cose?

Pay to play = M.E.R.D.A. punto! Per noi è assolutamente inaccettabile e tornando al discorso di prima, di che cazzo di scena parliamo se le band pagano per suonare?

Siamo arrivati alle battute conclusiva, vi lascio ancora una volta la parola e chiudete come meglio credete l'intervista…

"Life sucks, leave me alone", disse qualcuno. Grazie per l'intervista, speriamo di vederci presto in giro.

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