HAILSTORM

HAILSTORM Informazioni
Autore: Akh/Mourning
Formazione

Klaudiusz – Guitar
Maciej – Drums
Uhu – Guitar
Mateusz – Bass, Vocals

Benvenuti su aristocraziawebzine ragazzi, come va?
Siete una formazione giovane, che ne direste di parlare un po’ di voi ai nostri lettori?

– Hailstorm Salve! Tutto bene grazie, sta piovendo ed è afoso. Il clima adatto per rispondere alle vostre domande hehe.
Sì, abbiamo iniziato a suonare nel 2004 ma poco dopo abbiamo avuto dei cambi di line up che ci hanno causato delle lacune. Poi, nell’Agosto del 2005, abbiamo deciso di continuare con la nuova line-up e, da quel momento, abbiamo proseguito così sino ad oggi. Finora abbiamo registrato tre demo – “Demo 2006”, “Inner Immolation” e ”Greyness”, e fatto quasi 40 concerti in Polonia e Repubblica Ceca. Per quanto ci riguarda, due di noi sono studenti, Bogus lavora e io ho appena finito gli studi.


Venite da un paese (Polonia) dove il death mischiato con il thrash è praticamente un’arte, eppure sembra che nel vostro sound ci sia molto di più, quali sono le band che vi hanno influenzato e come nasce un vostro brano? Quanto conta per voi la tecnica ai fini della riuscita di un pezzo?

– Hailstorm In Polonia abbiamo moltissime valide realtà Death Metal (Deception, Embrional, Parricide, Hate, Cinis, Esquarial, Ulcer Uterus e molte altre). Personalmente sono inspirato per lo più da bands come Immolation, Vomitory, Napalm Death, Testament e ciò si rispecchia nella nostra musica ma, nonostante ciò, provo ad aggiungere alcune parti originali di volta in volta, per diversificare le composizioni. Se ciò avviene nel processo di composizione delle nostre canzoni, all’inizio suono qualcosa sulla mia chitarra, provo a mixarla con alcuni arrangiamenti poi mostro il materiale a Maciek (il nostro batterista). Dopo averci dato il via libera suoniamo i riffs e li uniamo alle parti di batteria. Poi iniziamo a “malmenare” Uhu (il secondo chitarrista) e Bogus (basso e voce) finché non ci danno il consenso per le nostre canzoni hehe. Più tardi, combiniamo il tutto e finalmente abbiamo una nuova canzone.
Proviamo ad unire a arrangiamenti tecnici con alcuni più semplici e accattivanti ma non tecnicamente troppo intricati poiché, secondo me, il fattore più importante nella musica, e ciò che mi spinge ad ascoltare un disco svariate volte, è il feeling. Se manca quello anche la band più tecnica suona soltanto un ammasso di riffs uniti con precisione matematica a delle ritmiche. Come puoi notare su “Greyness”, concorrono una serie di trovate tecniche combinate con arrangiamenti più semplici, per esempio nella traccia omonima, dove un riffing quasi punk coesiste con chitarre disarmoniche e aritmiche.

Quali sono le spinte fondamentali che danno vita alle vostre liriche? Chi se ne occupa?

– Hailstorm Sono io a scrivere tutti i testi. Non mi piace parlare dei luoghi comuni ma sono ispirato per lo più dal fottuto mondo moderno. Il contesto culturale in cui siamo coinvolti, l’entropia delle relazioni umane, la caduta di tutti valori, il consumismo – questi sono i temi principali che compaiono nei miei testi. Il testo di “Greyness” è diverso dagli altri poiché tocca argomenti di matrice spirituale.

Il vostro primo full-lenght “Greyness” è un album ben curato sotto molti aspetti, dalla musica che è sicuramente la cosa fondamentale al package, un bel digipack dai tonisemiscuri, com’è stata l’esperienza in studio e chi ha studiato l’artwork?

– Hailstorm Innanzitutto “Greyness” non è un full length ma soltanto un demo. Alcuni idioti hanno messo informazioni scorrette su internet e quindi ne è nato un fraintendimento. Molte recensioni parlano di Greyness come un full length professionale e lo giudicano allo stesso livello dei lavori dei Vader o Rob Halford e altre bands professioniste, ma è solo un demo realizzato in digipack. Grazie comunque per i tuoi complimenti. La nostra visita agli studi è stata un po’ traumatica perché non avevamo molto tempo e abbiamo dovuto fare tutto di fretta. Inoltre non eravamo pronti per registrare “Greyness” così bene come avevamo pensato in precedenza. E’ stata una lezione molto utile. L’artwork è stato preparato dal fratello di Uhu che lavora in una compagia di graphic design.


Cosa rappresenta Greyness? Vista la bonta della vostra proposta cosa vi attendete? avete gia avuto qualche responso sia a livello nazionale che internazionale?

– Hailstorm “Greyness” rappresenta per lo più uno stato specifico della mente e dell’anima, dove da un lato tu rifiuti le scorciatoie della mente e dall’altro visione di un paradiso nuvoloso situato in Cielo. Allo stesso tempo però non accetti la visione della morte come fine totale dopo la quale c’è il nulla. E’ facile condividere le concezioni preparate da qualcun’altro ma il vero valore che giace nell’uomo è la sua abilità di dubitare e di trovare il suo proprio modo di vivere. Ciò richiede coraggio. Lo stato di “Greyness” (grigiore) è anche una metafora dell’inferno spirituale nel contesto di essere a metà tra il bianco e il nero. Gli esploratori temerari sono condannati all’inferno del “grigiore”. Trovando il coraggio di vivere a modo tuo, sei sempre solo. Spero che tu abbia compreso il mio punto di vista.
Non abbiamo aspettative specifiche. Ciò a cui tenevamo di più rilasciando “Greyness” era di promuovere la musica degli Hailstorm tra i fans della musica estrema e penso che questo sia un risultato ottenuto. Ho mandato il nostro materiale a circa 40 zines in Polonia, Macedonia, Turchia e altri paesi e i responsi sono stati molto più rosei di quanto ci aspettassimo. Le recensioni sono per lo più positive, ho risposto a tantissime interviste e non potevamo aspettarci di meglio…
Non abbiamo ricevuto offerte da nessuna etichetta da un po’ ma spero che la situazione cambi quando registreremo il prossimo lavoro.

Il metal è in continua evoluzione, cosa ne pensate della scena odierna e se doveste scegliere cosa eliminereste da essa?

– Hailstorm Ho l’impressione che le attuali scene Death, Black e Thrash Metal siano davvero sovraffollate ma esistono un sacco di bands interessanti. Quando arriva il business, i “trends” entrano nella musica, è ovvio che in poco tempo ci siano miscugli di metal-core, emo e roba simile. Le persone che suonano il metal “tradizionale” lo fa semplicemente per passione e non perché c’è la possibilità di ottenere guadagni. Sfortunatamente, malgrado ciò, nella scena Polacca (non so come vada nel vostro paese), le persone sono molto divise e mantengono le distanze. Le guerre private tra bands, alcuni comportamenti da rock stars di molte realtà dell’underground – queste sono le cose vorrei eliminare maggiormente.

Molto spesso la Polonia è associata a gruppi storici quali Vader, Behemoth, Decapitated, in primis,ma conta di una bonta veramente vasta di gruppi,sia in ambito Death che Black, che rapporti avte con la vostra scena nazionale e come vi ponete fra di voi?

– Hailstorm Come ho detto nella precedente domanda, ci sono molte bands che meritano attenzione ma gli atteggiamenti da rock star di molti gruppi distruggono la possibilità di creare una scena dinamica. Certo, non intendo tutti i gruppi, ci sono ancora persone con la giusta attitudine, devote alla musica metal. Abbiamo avuto il piacere di condividere il palco coi Parricide ed è stato bellissimo. Peter (il leader della band), suona da quasi vent’anni e si è dimostrato un ragazzo normale, umile. Ho un grande rispetto per lui. Anche Adrian dagli Empheris (Black/Thash), con il quale mi tengo in contatto, è totalmente devoti alla scena underground. Ciò è molto motivante perché prova che non tutte le persone non vedono nella musica un motivo di business.
Provo un senso di identità con la mia terra ma non sono una sorta di patriota e non inserisco temi patriottici nelle mie canzoni. Questi temi sono adatti per altri campi.

Come credete si sviluppera’ il vostro suono? avete gia qualcosaltro in mente?

– Hailstorm L’ispirazione resta la stessa, sarà musica in stile Death e Thrash metal, forse un po’ più brutale. Non ho una ricetta predefinita per la nostra musica, il tempo dirà come sembrerà il sound. Non ci lasciamo imprigionare nei limiti di un unico genere musicale.
Stiamo lavorando su nuove canzoni, ne ho tre quasi pronte. Il materiale è comparabile con “Greyness”, forse consiste di linee chitarra e strutture ritmiche maggiormente complesse. Il risultato finale si saprà quando metteremo tutto insieme.
Per gli Hailstorm, quanto è importante la dimensione live? cosa c’è da aspettarsi ad un vostro concerto? qual’è il vostro rapporto con i fans?

– Hailstorm Ci piace fare concerti e proviamo il nostro materiale soprattutto per scatenare l’inferno sul palco. Questa è l’essenza della nostra musica e del Thrash/Death metal in generale. Mi piace combinare pezzi cadenzati a sfuriate di blast beat: questo è ciò che spinge le persone a fare cose pazze sotto il palco. Abbiamo suonato in vari luoghi – festivals, clubs- e per noi va bene tutto. Quando gli spettatori sono pazzi e pieni di energia, facciamo di tutto per distruggere il posto.
Puoi aspettarti adrenalina, sudore e sperma proveniente dai nostri sostenitori durante un nostro show ah ah ah. Non usiamo scenografia, trucco o costumi, nel nostro caso non vanno bene. Quando i metalheads reagiscono in un certo modo durante lo show, significa che abbiamo dato il 100% della nostra energia.
Non sono sicuro di avere fans. Preferirei chiamarli “entusiasti della musica”. E’ sempre bello parlare di musica estrema con persone che condividono con te lo stesso amore per suoni brutali ma non ci sentiamo rockstars e ci rapportiamo con gli altri senza stupidi atteggiamenti.

Potreste raccontarci qualche gustoso aneddoto che vi è capitato da quando siete insieme?

– Hailstorm Heh, abbiamo avuto un sacco di avventure patologiche. Per esempio, quando abbiamo suonato in Repubblica Ceca, il primo concerto è stato a Koprovnice e non abbiamo trovato il posto dove dovevamo suonare, così abbiamo chiesto aiuto alle persone del luogo. In polacco “cercare qualcosa” si dice ”szukac”, mentre in ceco “szukac” significa “scopare” e abbiamo costantemente dimenticato questo dettaglio mentre chiedevamo aiuto, così non è stato facile ottenere informazioni dai cittadini offesi. Quando abbiamo suonato, nessuno sapeva parlare inglese o polacco, ma abbiamo fatto ottime conversazioni con i ragazzi del luogo grazie ad una annichilente dose di alcool –sliwowica (vodka polacca). Ci sono state altre serate interessanti ma non viene in mente nulla di eclatante riguardo ad esse in questo momento.


E’ il momento dei saluti, a voi chiudere come meglio credete…

– Hailstorm Grazie mille per il vostro supporto. Spero che qualcuno ci trovi interessanti e legga questa intervista ascoltando la nostra musica. Grazie ancora e alla prossima.


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