HARASAI

HARASAI

Informazioni
Autore: Mourning
Traduzione: Dope Fiend

Formazione
Martin Wittsieker – Voce
Yannick Becker – Chitarra
Henrik Tschierschky – Chitarra
Arne Laßen – Basso
Nicolas Becker – Batteria

Il loro album di debutto, “The I – Conception”, è uscito, è un piacevole MDM, loro vengono dalla Germania e penso che un giorno otterranno quello che meritano, oggi siamo insieme agli Harasai. Benvenuti su Aritocrazia Webzine ragazzi, come va?

Henrik: Credo che al momento stia andando tutto molto bene. Abbiamo un sacco di cose in programma per le prossime settimane ed è bello vedere come tutto ciò che riguarda la band si stia lentamente sviluppando e ingrandendo. Grazie per averlo chiesto.

Come di consueto, il primo passo è dirci qualcosa sulla vostra band.

Ok, tornerò indietro fino alle origini e cercherò di farla breve. Nel 2006 Yannick (17, chitarra) e suo fratello Nico (21, batteria) si sono riuniti e hanno iniziato a fare progetti per una nuova band che volevano formare. Si sono rivolti a qualche amico che conoscevano da altri gruppi e, quindi, entro un breve periodo di tempo avevano completato la line-up. Martin (21, voce) era anche un membro fondatore della band e si unì a loro subito. Dopo aver suonato in alcuni show minori e aver speso molto tempo sono riusciti a registrare due demo (“My Lake Of Terror” nel 2006 e “Begotten” nel 2007) e un ep, “Into Oblivion” (2008). Poco dopo le registrazioni del suddetto ep la band cacciò il secondo chitarrista, Kevin, chiedendo a me (23, chitarra) di unirmi a loro. Nell’estate del 2009 siamo entrati in uno studio professionale (studi CKB a Essen) per la prima volta e abbiamo registrato “The I – Conception” nel corso, se non ricordo male, di due mesi. Poi dopo aver fatto alcuni grandi spettacoli durante tutto l’anno 2009 abbiamo notato che uno dei membri fondatori, Dave (basso), stava lentamente sviluppando interessi verso altri campi musicali e non mostrava l’entusiasmo necessario per una band metal. Abbiamo parlato molto e siamo giunti alla decisione che era meglio dividere le nostre strade. Subito dopo questo abbiamo immediatamente chiesto al nostro amico Arne (21) di suonare il basso e diventare un membro della band a tutti gli effetti. A metà del 2010 abbiamo finalmente accettato l’accordo offertoci dalla Firefield Records che ha poi pubblicato l’album il 2 luglio. Credo che il momento clou della nostra “carriera” (se si vuole chiamarla così) sia stato il concerto con gli Slayer e gli Amon Amarth nel 2008, che ci ha segnato tantissimo ed è stato veramente impressionante.

Il monicker Harasai deriva da “Eresia”, qual è l’eresia che ha ispirato questa scelta?

Questo è soltanto il mio pensiero al riguardo, ma credo che “eresia” trovi un posto in quasi tutti i tipi di situazioni della vita. Storicamente “eresia” è un termine che si riferisce principalmente ai tempi in cui le persone venivano bruciate sul rogo per aver fatto o detto cose che andavano contro la Chiesa. Oggi il termine non è più usato allo stesso modo ma ci sono ancora tante persone che meriterebbero tale appellativo; ad esempio per il fatto di essere un cattivo amico o addirittura un traditore. Inoltre il mondo è pieno di avidità e la gente tende a fare di tutto per arricchirsi. Quindi la mia interpretazione del nome della band vuole essere uno specchio del mondo: tu non sai chi ti puoi fidare, chi è tuo amico o chi vuole solo i tuoi soldi; tutti possono essere degli eretici nei tuoi confronti. Io lo vedo anche come una sorta di consiglio: agisci con intelligenza, guarda attraverso le maschere indossate dalla gente, prendi decisioni ben ponderate.

La prima cosa che ho notato ascoltando il vostro album è come sembra sia stato rilasciato sul finire degli anni ’90, fortunatamente non è troppo moderno. Ci sono album degli anni 1997-2002 che hanno influenzato il vostro stile? Forse “Damage Done” dei Dark Tranquillity?

Sì, ovviamente “Damage Done” ha avuto una grande influenza su di noi. Quando abbiamo contattato Dan Swanö ha chiesto: “Ragazzi, c’è un album che può essere utilizzato come un orientamento?” e noi tutti abbiamo detto “Certo, lo facciamo suonare come “Character” dei Dark Tranquillity”. Quindi, in termini di sound siamo sicuramente stati influenzati dai più recenti album dei DT, il che non è troppo vero in materia di musica o di songwriting, anche se ci sono alcuni elementi che troviamo essere abbastanza simili. Si potrebbe dire che l’era che hai citato nella tua domanda è più o meno la generazione degli album a cui dobbiamo di più. Album come “Crimson” degli Edge Of Sanity, “Whoracle” degli In Flames e “Slaughter Of The Soul” degli At The Gates sono tutti lavori di straordinaria qualità. Ci piacciono anche cose più vecchie e a volte inseriamo nel nostro sound elementi di “capolavori dimenticati”. Per esempio ascoltate “The Fifth Season” dei Sacrilege e capirete cosa intendo. Oltre a questi gruppi abbiamo un altro immenso serbatoio di influenze, dal momento che non ci limitiamo ad un determinato genere e ascoltiamo un sacco di band insolite che non si trovano nella collezione di un tipico metallaro.

La Svezia è quasi un riferimento obbligato quando si suona questo genere e ascoltando canzoni come “A Costant Disbelief” o la titletrack avrei detto che voi foste svedesi se non avessi saputo che eravate tedeschi. Quanto è difficile avere uno stile personale ma rimanendo comunque all’interno del genere?

Questa è una domanda difficile. Ma la tua domanda e la dichiarazione che si sarebbe potuto pensare che fossimo una band svedese mi rende davvero felice. Anche se io non so a cosa assomigli il sound di una band tipicamente tedesca (probabilmente ai The Scorpions), è bello sapere che stiamo facendo un buon lavoro, suonando come una band svedese. Alle mie orecchie abbiamo uno stile abbastanza unico in termini di riffing, ma le melodie e l’armonicità del sound vengono direttamente dalla fine degli anni ’90. Questo è anche sottolineato dal fatto che Yannick utilizza una tecnica molto individuale per suonare e io ho avuto bisogno di un po ‘di tempo per abituarmici. Questa è una cosa che io non avevo mai provato e credo che conferisca alla musica una certa atmosfera e quest’atmosfera la associo solamente agli Harasai. Ma nonostante tutto questo devo dire che noi non ci sediamo ad un tavolo a discutere sulla nostra musica o sviluppare un piano per il futuro, scriviamo solo canzoni e vediamo che cosa ne viene fuori. Di solito dopo gli show le persone vengono da noi e dicono cose come “Suonate come la band X nell’epoca Y, è bello vedere che quei giorni sono ancora vivi.” Si potrebbe dire che noi non vogliamo suonare come i nostri idoli, ma stiamo interpretando le loro opere nel nostro stile e mescoliamo il tutto con qualche nuova energia.

Come scrivete le vostre canzoni? Chi scrive la musica e chi i testi?

Martin scrive tutti i testi e li arrangia. Lui raccoglie costantemente idee e ispirazione dalla gente, dai mass media, da Internet o dalla propria vita e riesce sempre a scrivere un grande testo. C’erano e ci sono giorni in cui mi manda di continuo nuove idee, lavorando per ore su una sola riga o semplicemente in cerca di cose da poter utilizzare come un simbolo o come una personificazione all’interno del testo. Questo ragazzo è matto anche quando si tratta di letteratura, ma forse potrà dirvi di più lui un giorno. La musica d’altro canto proviene soprattutto dalla mente di Yannick, talvolta arricchita con idee di Nico (che suona anche il basso e chitarra) e mie, ma non sempre. Ci sono anche canzoni che sono esclusivamente scritte da uno di noi, ma questo è raro. Di solito ci sediamo a casa da soli e scarabocchiamo in giro, poi buttiamo giù alcune idee e le inviamo agli altri ragazzi. Tutto qui. Quando ci incontriamo per provare suoniamo queste idee (a volte intere canzoni) e poi parliamo di quello che ci piace e di quello che non ci piace, poi cambiamo finché tutti sono soddisfatti. Non siamo grandi fans dello sviluppare idee in sala prove, perché per noi questo è risultato essere molto improduttivo. Credo che ci siano persone che hanno bisogno di un luogo tranquillo per comporre musica, non posti dove altri quattro ragazzi stanno parlando di altre cose e bevendo birra. Oh, bene.

Quali sono i temi principali dei testi?

Se guardi la pagina della nostra band su Metal-Archives.com troverai scritto “Morte”, ma questo non è corretto. Come ho scritto nella risposta precedente, Martin è responsabile del lato testuale della band. Ma dal momento che parliamo ogni giorno ho una visione abbastanza precisa di quello che sta succedendo nella sua testa. Quindi, se lo chiedete a me, i testi delle canzoni riguardano principalmente il problema di essere il proprio io interiore, di vivere in un mondo morto. L’idea della title-track riassume tutto: le persone indossano delle maschere per essere accettati, per avere amici che non sono veri amici, per avere un ego, per avere una relazione d’amore con un partner. La maschera ti aiuta perché nel nostro mondo devi assomigliare agli altri ma devi essere te stesso a raggiungere i tuoi obiettivi. Questo punto diventa anche più evidente se si guarda il nostro artwork. L’uomo in copertina si toglie la maschera, la sua “I-conception”, e pensa che Martin ha scritto: “Mai più porterò / Questa I-conception che ho creato”. La canzone può essere vista come l’analisi del personaggio e della persona e afferma: “Sii te stesso, disprezza le persone superficiali”. A proposito, io odio che il mondo intero sia sempre più superficiale, nessuno ha tempo per nulla nel sociale e sempre più persone si siedono in casa e tengono il loro cervello in infusione con la televisione e internet. Qualche tempo fa un mio amico si lamentò con la sua fidanzata che non si vedevano abbastanza. Lei era stupita e ha detto: “Cosa? ma se ci vediamo ogni giorno su Internet!” Purtroppo questo sarà il futuro della razza umana. Penso che ci sia una sorta di frustrazione o addirittura crescente disperazione in tutti noi, e questo e altri fatti spingono Martin a liberare la sua rabbia sotto forma di testi. Voglio dire, che cosa resta quando tutti si trovano a casa da soli, accompagnati soltanto dal dolce bagliore dell’LCD?

Tutti voi avete suonato in diverse band dal sound differente, questa vasta gamma di influenze è stata utile nel processo di composizione?

Per Yannick ci sono stati solo gli Harasai e alcuni show con i death-grinders Diaroe; per quanto ne so non è mai stato membro di qualche altra band. Nico è ancora nei Diaroe e Arne suona in un gruppo rock chiamato The Bratwurst, in cui è anche bassista e voce pulita. Martin ha cantato in un sacco di band, la più recente i death-metallers Risoid System che hanno un sound molto americano. Io ho suonato per i black-thrashers Erazor prima di unirmi agli Harasai e ho avuto una breve esperienza con i tedeschi prog-deathers Symbiontic; entrambe le bande hanno un sound che è molto diverso dalla nostra musica attuale. Devo dire che questo è un argomento molto complesso, soprattutto per me. Certo, posso solo parlare della mia esperienza personale, ma provenire da un tipo di metal completamente differente rende estremamente difficile per me contribuire con idee che possano essere essenziali per gli Harasai. Questo è anche il motivo per cui Yannick è il principale compositore. Io tendo a comporre musica che suona più come Anata piuttosto che In Flames, e questo rende difficile creare una linea coerente all’interno di un album, in modo che non suoni tutto come un campionatore con lo stesso cantante o qualcosa di simile. Così si potrebbe dire che tutte le influenze non sono state – almeno per me – molto utili nel contesto degli Harasai. Purtroppo, io non voglio perdere le esperienze che ho fatto in tutti i miei altri gruppi, sia come songwriting in generale, registrazione o semplicemente di “vita di band”.

Come è nata la collaborazione con Björn Gooßes dei Night In Gales?

Questo è stato facile, glielo abbiamo solo chiesto! Ma per essere un po’ più preciso: vive nella nostra stessa città e negli ultimi anni Martin ha avuto un bel po’ di contatti con un sacco di gente all’interno della scena locale, questo include anche i ragazzi dei The Very Fine (la band attuale di Björn) e la vecchia linea-up dei Night In Gales. Martin è un grande fan di entrambe le band e credo che fosse ad un concerto o qualcosa del genere, si avvicinò a Björn e disse: “Ti piacerebbe fare una parte del nostro album?”. Quando eravamo in studio un paio di settimane più tardi appena lo ha chiamato si è presentato e ha fatto un ottimo lavoro. Questo è tutto.

Andare negli studi Unisound di Dan Swano significa che si vuole fare un buon lavoro, penso che non sia così facile per una piccola band come la vostra fare una cosa del genere, quanto è importante sacrificare qualcosa per fare ciò che si vuole veramente, soprattutto in questo mondo in cui tutti vogliono tutto e subito?

Sì, questo è assolutamente vero. Voglio dire, basta guardare i nostri figli: quando ero giovane avevo un Super Nintendo e qualche caramella, i ragazzi di oggi hanno iPhone, computer portatili, telefoni cellulari e PS3. E poi vogliono di più. Ma sto andando fuori strada, quindi torno alla domanda: considerato il fatto che tutti noi siamo ancora iscritti all’università, a scuola o abbiamo altri obblighi di istruzione, è ovvio che non abbiamo un sacco di soldi. In realtà stiamo ancora pagando i debiti che abbiamo fatto per “The I-Conception”. Ma abbiamo voluto questo album così tanto mettendoci tanto impegno e lavoro in esso che non volevamo lasciare che i soldi ci sbarrassero la strada, così lo abbiamo registrato, nonostante tutti i problemi finanziari. Pensiamo che sia molto importante sacrificare qualsiasi cosa per i tuoi obiettivi, soprattutto quando si tratta di musica. E’ qualcosa di creativo, qualcosa che viene dal profondo del cuore e dell’anima ed è qualcosa che non si può comprare. Solo questo ci ha fatto lavorare ancora di più del nostro quotidiano, tirando turno dopo turno e spendendo il denaro in tempo passato nello studio. Alla maggior parte delle persone oggi manca il senso profondo dei pensieri o delle conversazioni significative e cercano approvazione tra le braccia di internet o le gioie del consumismo, perdendo così tutte i rapporti personali con cose come la musica. Quindi, per rispondere alla tua domanda: è dannatamente importante!

Di solito in alcuni album trovo tre o quattro brani belli ma troppi riempitivi, per fortuna nel vostro le canzoni migliori si alternano con altre buone. Naturalmente avete il tempo di acquisire personalità e maturità, ma quale sarà il prossimo passo?

Grazie per il complimento! A mio parere, il prossimo passo sarà una sorta di maturazione del materiale. “L’I-Conception” è fondamentalmente un atteggiamento molto giovane e selvaggio, tutto è come “in-your-face” e molto diretto. Abbiamo già un paio di canzoni nuove finite, e tutto quello che posso dire è che le composizioni sono molto più profonde ma anche più complesse e con un’atmosfera piuttosto matura. Naturalmente ci sono tipici riff melodici che definiscono il nostro sound ma tutto sarà più “grande”, per così dire. Non stiamo parlando o cercando di confrontarci con gli Opeth ma sono l’unica band che tutti negli Harasai amiamo. E questa volta tutti i membri della band sono coinvolti nel processo di scrittura, in contrapposizione al nostro debutto. Vedremo che cosa ne verrà fuori.

La scena tedesca produce sempre cose buone e può dare ad alcuni buoni gruppi la possibilità di rendersi più visibili, come è la situazione? Come la vivete? Avete alcune bande amiche con le quali vi sostenete a vicenda?

Beh, la scena tedesca è in piena espansione ma non direi che dia un sacco di occasioni. Non si può mai ottenere tutto attraverso la musica buona o ben scritta. No. Ruota tutto sui contatti e/o denaro. Una buona band senza contatti non sarà più grande qui, una band con un sacco di soldi suonando musica di merda sarà headliner in tutti i concerti. È così semplice e purtroppo non c’è niente che si possa fare. Guardate una band tedesca come Centaurus-A. Sono fottutamente impressionanti. Ma dopo l’uscita del loro album di debutto non è successo niente. Che cos’è questo? Non potrò mai capire. Come ho detto prima, Martin è il ragazzo che in pub/discoteca ci striscia quasi ogni fine settimana. Lui gestisce e organizza la band e fa le prenotazioni. Il fatto che abbiamo, in confronto, un sacco di date è dovuto al fatto che Martin si spacca il culo e scrive milioni di e-mail e fa migliaia di chiamate a settimana. E anche se fa queste cose siamo ancora un gruppo relativamente piccolo, perché non abbiamo i soldi per il buy-in o una agenzia di booking corretta. Per fortuna abbiamo un sacco di band amiche. Ci incontriamo abbastanza spesso alle feste e facciamo un sacco di concerti insieme, spingendoci a vicenda a nuovi livelli di songwriting, creando una sorta di concorrenza. Critichiamo anche le nostre canzoni e ci diamo consigli a vicenda, quindi è un ambiente molto rilassato. Noi non ci prendiamo troppo sul serio, così va bene. La prossima settimana prendiamo parte a un piccolo tour auto-organizzato attraverso la Polonia con una delle band a cui siamo più legati, i Kadavrik.

Cosa ne pensate della scena metal di oggi? Pregi e difetti oppure qualcosa che è andato perso rispetto al passato?

Credo che la scena odierna sia peggiore solo a causa di Internet. Voglio dire si può sentire e rippare tutto, e voglio dire TUTTO, in pochi secondi. La musica ha perso il suo carattere di essere cultura buona o speciale, perché tutti hanno accesso immediato a tutte le band che sono su Metal Archives. Conosco un sacco di persone che restano sedute in casa e scaricano qualcosa come cinquanta album al giorno, ascoltandoli una volta e poi premendo il tasto “cancella”. Io non capisco. Certo, anche io uso internet per ascoltare le nuove band, ma almeno posso acquistare cd, ascoltarli e cercare di capire o di interpretare i testi, se sono argomenti interessanti. Internet è il McDonald’s del mondo della musica. Punti positivi sono la marea di informazioni su quasi tutte le band e il fatto che ci siano ancora persone che fanno fanzines o blog. Le fanzine online spesso hanno uno stile più spigoloso e sono in grado di scrivere le cose che per le grandi riviste stampate non è possibile scrivere, così mi leggo regolarmente le loro pubblicazioni. A parte il fatto che la musica è attualmente degradata a una festa in un fast food, non penso che molte cose siano cambiate rispetto al passato. Inoltre io non mi considero un membro della scena locale o di qualsiasi altra scena, quindi il mio parere su questo è piuttosto monodimensionale.

Come sta andando la promozione di “The I-Conception”? Farete un tour per portare la musica sul palco?

La nostra etichetta sta facendo un ottimo lavoro di promozione del cd e abbiamo già avuto articoli su riviste come la tedesca Rock Hard, Legacy e Blast!. Inoltre conduciamo una campagna su Internet e abbiamo messo annunci in quasi tutti i media stampati che trattano di metal. Quindi si può dire che stia andando bene. Ho sentito dire che il nostro partner di distribuzione, Twilight, ha quasi tutto esaurito e dovremo fare una seconda ristampa nel prossimo futuro. Un tour d’altra parte è anche qualcosa che abbiamo sempre voluto fare. E’ il nostro grande sogno di andare attraverso l’Europa o l’America (o entrambi?). Ma finora non abbiamo alcuna offerta e/o il denaro. Fino ad allora facciamo molti concerti in tutta la Germania e suoneremo anche in un festival in Svizzera (insieme a Vader, Gorgoroth e altri) alla vigilia del nuovo anno.

Avete un’esperienza positiva e una negativa che hanno fatto migliorare i vostri live?

Per noi non esiste una cosa come un “live negativo”. Cerchiamo di dare tutto quando siamo sul palco, e non importa se ci sono cinque o cinquecento persone in piedi davanti al palco. Certo, si può sempre migliorare le cose e imparare molto da spettacoli andati male o poco animati, ma credo che le nostre precedenti esperienze in altre band ci diano l’autostima necessaria per andare carichi sul palco o fare i pazzi. Abbiamo avuto stage-divers, la gente che cantava, moshers, circle pits, walls of death, quasi tutto quanto si possa immaginare. Credo che non avremmo fatto queste esperienze se avessimo annoiato il culo delle persone che ci guardavano. Inoltre quei ragazzi stavano pagando soldi quindi abbiamo sempre l’obbligo di fornire loro il miglior spettacolo possibile.

Potete dirci tre bande con le quali vorreste condividere il palco? E un’altra non-metal a cui vorreste fare da opener?

Siccome io sto facendo questa intervista da solo queste sono le mie scelte personali. Ho scelto band che si inseriscono nel contesto perché un gruppo come i Disgorge o qualcosa del genere che non c’entra nulla con gli Harasai, non sarebbe una saggia scelta. Io non sono un grande fan delle scelte ovvie come In Flames e Dark Tranquillity.

1. Opeth
2. Dead Eyed Sleeper
3. Fragments Of Unbecoming
Non-Metal: Alcest. E se questo non conta come non-metal: Porcupine Tree!

Ci sono date confermate da dire ai nostri lettori?

Certo, basta controllare la nostra pagina myspace! Ma non c’è nulla di confermato in Italia ancora. Prenotateci pure se volete, noi suoniamo in qualsiasi momento!

Grazie per il tempo trascorso con noi, vi auguro tutto il meglio. A voi lasciare un ultimo messaggio ai nostri lettori.

Grazie a voi e ad Aristocrazia Webzine per l’intervista! Ci auguriamo di venire a suonare in Italia un giorno e fino ad allora vogliamo ringraziare tutti coloro che ci ascoltano o ci sostengono in qualsiasi altro modo! Saluti!

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