HOG TRUCK | Aristocrazia Webzine

HOG TRUCK

   
Gruppo: Hog Truck
 
Formazione:

  • Frank Tudisco – Basso e Voce
  • Frank "Grommet" Orlando – Chitarra
  • Daniel Laudicina – Batteria
 

SCENT OF DEATH

Gli Hog Truck sono una promettente realtà sicula, una band composta da musicisti che tentano di dire la loro nell'ormai sovraffollato mondo del rock e con questa chiacchierata vediamo di conoscerli un po' di più…


Ciao ragazzi e benvenuti sul nostro sito. Come va la vita?

Frank Orlando: Innanzitutto grazie per l’ospitalità, si è in un limbo perpetuo fra sogno e un'agghiacciante realtà, costretti a fare ciò che non amiamo per necessità. Solo la musica riesce a trascinarci al di fuori di tutto. Frank Tudisco: Beh… non è che sia il massimo da queste parti. Tutto molto lento e maledettamente noioso, con l'angoscia di svegliarsi un giorno e non sapere se sopravvivi. Daniel Laudicina: Non saprei… andrebbe meglio se solo ci fosse un po' di musica in più.

Iniziamo col raccontare chi sono gli Hog Truck, da cosa deriva il nome della band e quali sono le vostre fonti d'ispirazione artistica?

Frank Orlando: Gli Hog Truck sono dei ragazzacci! Tutto parte da un'idea di Frank Tudisco, che inizia a spulciare fra le sue vecchie conoscenze e su Internet, in cerca degli "elementi giusti"! Alla fine ci riesce, jam dopo jam il sound prende forma, influenzato dai nostri ascolti e dalle nostre voglie e inquietudini.

Frank Tudisco: Siamo tre amici che vogliono condividere un’idea precisa su come creare musica. Niente di più riduttivo; pensavamo a qualcosa di sporco, lento e rumoroso… e il monicker ne è la trasposizione in due semplici parole. Una delle fonti principali è il desiderio di tradurre in musica le nostre paure e percezioni, quindi le sensazioni più nascoste. Poi, in modo del tutto personale, rendiamo tributo a band come i TAD o i Melvins, che più di altre hanno contribuito a caratterizzare il nostro sound di base.

Avete pubblicato il vostro primo singolo contenente due tracce ("Gridlock" e "Never Change"), riscuotendo dei pareri alquanto positivi in rete e ricevendo attenzione dall'estero, penso all'ottima recensione ricevuta su "Heavy Planet". Vi aspettavate un'accoglienza così calorosa?

Frank Orlando: Ci aspettavamo qualcosa, eravamo abbastanza soddisfatti del lavoro fatto, noi stessi siamo rimasti sorpresi al primo ascolto, ma non ci aspettavamo tanto.

Frank Tudisco: Sin da subito abbiamo avuto le idee chiare, coscienti del tipo di sound che volevamo ottenere e abbiamo lavorato con ogni mezzo a nostra disposizione per conseguirlo. Ascoltare le registrazioni del nostro primo EP ci ha reso ulteriormente consapevoli della validità del nostro prodotto. Dopotutto ci aspettavamo qualche buon feedback e ci ha fatto piacere anche ricevere le attenzioni di alcune webzine, come l'ottima recensione curata da Seth Grennan per conto di "Heavy Planet".

La sala prove è l'ambito in cui si confrontano le idee, si da vita ai riff e s'improvvisa. Vi chiedo quindi come sono nati questi pezzi e qual è la difficoltà più grossa che s'incontra quando si prova a fare qualcosa che vuole essere personale?

Frank Tudisco: Non abbiamo fatto alcuno sforzo nel tentativo di risultare volutamente personali. Ciò che abbiamo fatto è stato invece mettere insieme gli elementi che più amavamo della musica che ci piace. Nonostante potrai notare molteplici sfumature e derivati di altre band, crediamo di possedere un sound distintivo dal carattere determinato.

Daniel Laudicina: Avere qualcosa di personale di questi tempi è oramai quasi impossibile. Io credo nell'armonia e nella sintonia che si è creata all'interno della nostra band, dove tutto nasce quasi naturalmente e spontaneamente. È stata esattamente questa l'atmosfera con cui abbiamo lavorato, creando i primi pezzi.

Frank Orlando: Sai, non abbiamo mai avuto difficoltà nel comporre né troppe paranoie, condividiamo tutto. Alcune volte mentre s'improvvisa esce fuori un riff che colpisce tutti e si ci lavora su; altre, ognuno compone qualcosa che poi porta in sala. Abbiamo sempre fatto tutto nella maniera più naturale possibile.

Nella domanda precedente ho utilizzato il termine "personale": magari non del tutto, ma è decisamente affermabile che il vostro sound possieda una sua visione particolare, poiché coniugate grunge e sludge, amate il rock e il desert stoner. Un vostro futuro album punterebbe quindi sull'essere il più possibile eterogeneo ed eclettico?

Frank Tudisco: Riponiamo fiducia nei nostri mezzi e crediamo nelle scelte intraprese finora. A breve uscirà il nostro prossimo EP, che contribuirà a caratterizzare ulteriormente la nostra idea di sound. Rispetto al precedente, sarà più introspettivo, soprattutto per la delicatezza dei temi che tratteremo nelle lyrics.

Frank Orlando: Diceva il saggio: "virennu facennu"! [ride]. Un futuro album potrebbe riservare sorprese!

I testi su che tipo di tematiche ruotano e chi si occupa della loro composizione?

Frank Tudisco: Rispetto agli altri membri della band, ho trovato più naturale cimentarmi nella composizione delle lyrics, essendone il vocalist. Ho cercato di rappresentare al meglio lo spirito del gruppo e, anche se spesso mi esprimo in prima persona, ciò non mi vieta di riflettere le sensazioni o le idee di un individuo immaginario o di un altro membro della band. Raccontiamo il nostro disagio collettivo interiore, cercando di rispecchiare i mali fisici e psicologici causati dalla negatività della società in cui viviamo. Repressione, incompatibilità e solitudine, sono solo alcuni esempi. Non siamo sempre così nichilisti, esorcizziamo le nostre paure e rafforziamo i valori fondamentali in cui crediamo, come l'amicizia.

Che significato ha, o attribuite, alla copertina che avete scelto per "Gridlock"?

Frank Tudisco: Frank Orlando ha scelto l'immagine per la nostra cover, che abbiamo subito collocato all'interno della cornice in stile "Sub Pop". Volevamo impatto, tensione, ansia, movimento… Non avremmo potuto trovare una cover più adatta per riassumere in un unico contesto tutti questi elementi.

Avete registrato con Carlo Longo, produttore catanese e personaggio particolare: cosa ci potete dire a riguardo? Com'è stato lavorare con lui? Si tratta di un sodalizio che durerà nel tempo?

Frank Orlando: Una persona eccezionale, orecchio bionico! È stato veramente un piacere lavorare con lui. Buona parte la dobbiamo a lui. Ci teniamo tanto a continuare quest'avventura con lui.

Frank Tudisco: Carlo è stato determinante, senza di lui non saremmo ciò che siamo oggi. Lavoreremo ancora con lui, perché sa esattamente quali sono i nostri obiettivi e ha l'esperienza per conseguirli. Oltre a essere un grande professionista, è anche un amico stimato e il sodalizio che si è creato all'interno del suo studio è una ragione in più per andarlo a trovare.

Spesso quando si parla di registrazione e relative spese da sostenere ci si dimentica che una band per ottenere un sound voluto e maturo necessita anche di una strumentazione valida: quali sono i mezzi che utilizzate? Parlo di chitarre, basso, amplificatori, il tipo di batteria, pedaliere, in pratica tutto ciò che pensate abbia influito nel caratterizzare il vostro suono.

Frank Tudisco: Ciò di cui parli è assolutamente vero e ti ringrazio per averci dato la possibilità di far luce a proposito. Questo è un aspetto importante, sconosciuto all'esterno, ma ben noto agli addetti ai lavori. Una band che si rispetti, che vuole essere tale e vuole farsi conoscere, deve far fronte a una quantità non irrisoria di costi da sostenere, senza alcun indotto. La strumentazione, certamente, riguarda solo una parte della spesa. Solo grazie a lunghi periodi di sacrifici possiamo ora vantare una strumentazione di prim'ordine, che ci ha permesso di caratterizzare il nostro sound.

Daniel Laudicina: Picchio una TAMA Rockstar-Pro, con piatti Zildjian e un vecchio e rarissimo pedale Pearl.

Frank Orlando: Fender Mustang, Vox AC-50 e fuzz a manetta!

Frank Tudisco: Bassi Fender Precision e Zon custom, poi ampli Ampeg e preamp Tech-21.

Internet è divenuto il modo più rapido e virale con il quale fare promozione per la propria band, ma secondo voi è quello più valido o il rischio che un contenitore così ampio forzi il modello d'ascolto "usa e getta" è sempre dietro l'angolo?

Daniel Laudicina: Il concetto "usa e getta" è figlio del nostro tempo! Se avessimo pensato solo ed esclusivamente ad accaparrarci fans alla svelta, staremmo probabilmente suonando spazzatura. Noi facciamo solo ciò che ci riesce meglio e in modo del tutto spontaneo, perché credo anche che alla base di noi tutti ci sia una solida cultura musicale. Siamo fan di noi stessi prima di tutto. Sì, Internet è fondamentale per distribuire la propria musica e aiuta a ottenere maggiore visibilità, ma ciò che ci rende vivi e sempre vogliosi di ritrovarsi in sala sono principalmente i live!

Siete alla ricerca di un contratto o credete nella mentalità "do it yourself" che in questi ultimi anni sta dando risultati anche più concreti rispetto a ciò che esce da etichette importanti?

Frank Orlando: Beh… un contratto non sarebbe male, comunque cerchiamo di muoverci su entrambi i fronti.

Frank Tudisco: I tempi in cui le label investivano sulle band sono finiti. Quindi credere nella mentalità "do it yourself" resta l'unica alternativa per andare avanti. Contratto o no, si è necessariamente costretti a cacciare la grana dalle proprie tasche, se si vuole produrre un album. Quindi in fin dei conti spesso il gioco non vale la candela. Siamo tuttora in cerca di una label, ma al solo scopo di stampare e distribuire i nostri album.

Per una band suppongo sia fondamentale il poter suonare live: avete in progetto dei concerti a breve termine?

Frank Tudisco: La città da cui proveniamo è molto piccola e anche geograficamente non è ben locata strategicamente per raggiungere altre destinazioni. Stiamo valutando la possibilità di trasferirci altrove, dove poterci dedicare maggiormente alla nostra passione preferita e supportarla attraverso una più intensa e prolifica attività live.

Suonare live a Catania è un bel punto interrogativo, a meno che non si abbia una fottutissima cover-tribute band o un circolo di amicizie che spiani la strada. Il rock è morto o non è mai realmente esistito nella nostra città?

Frank Orlando : Credo che Catania abbia perso qualcosa, diciamo quella vena punk rock degli anni che furono. Ormai sta dilagando la cultura del rock da disco.

Da poco è terminata la rassegna musicale che ha visto passare i mitici Swans in Sicilia e il Comune ha perfino dato il benestare per l'utilizzo del "Parco Gioieni" quale luogo di ritrovo per quelle serate. Possibile però che non si vada oltre? Nessuno è veramente disposto a scommettere su forme artistiche che oltrepassino la programmazione da "Virgin Radio"?

Frank Tudisco: Non saprei dirti con esattezza, la nostra è una realtà controversa. Ci lamentiamo della scarsa frequenza di concerti rock in Sicilia, ma poi stentiamo a raggiungere il quorum di presenze per garantirne il successo. Questo si traduce in una scommessa rischiosa per chi investe, che scoraggia anche il più temerario degli organizzatori. Il concerto degli Swans è stato sorprendente, un evento inusuale che speriamo abbia contribuito a dare una scossa. In futuro, ci auguriamo vivamente di assistere ad altre "esperienze" come questa nella nostra città.

Quali sono stati i vostri ultimi ascolti e quali dischi consigliereste d'acquistare fra quelli usciti in questo 2013?

Daniel Laudicina: La risposta è ovvia… Hog Truck!

Frank Orlando : [ride] giusto! 

Frank Tudisco: Conan, Om e Ufomammut, tra gli ultimi ascolti degni di nota. Per quanto riguarda le novità del 2013, attendo trepidamente il nuovo dei Windhand, considerando l'ottimo album d'esordio. Tanta curiosità e qualche speranza per il ritorno degli ex-Kyuss, ovvero i Vista Chino.

Parlando di obbiettivi, quali vogliono raggiungere gli Hog Truck? Ci sono pezzi nuovi pronti e magari la pubblicazione di un ep o un disco che dia nuova linfa al corso degli eventi messo in moto con "Gridlock"?

Frank Tudisco: Sì, assolutamente. Il nostro prossimo EP "Youth" uscirà a breve e conterrà due nuove tracce. Sarà ancora più heavy del precedente e aggiungeremo alcune novità per ottimizzare il nostro sound.

Per il momento siamo giunti alla fine, vi lascio quindi ancora una volta la parola per portare a conclusione la nostra chiacchierata come meglio credete…

Frank Tudisco: Hey Lele, grazie a te per l'interesse e a tutti coloro che avranno la curiosità di ascoltare la nostra band. Venite a trovarci e lasciarci qualche commento sulla nostra pagina di Facebook.