HUMANGLED

Informazioni
Autore: Mourning

Formazione
Andy Goreds – Voce
Luke “Incyde” Scrub – Chitarra
Tat0 – Basso
Raffaele Pezzella – Batteria

Ho il piacere di scambiare quattro chiacchiere con i toscani Humangled, benvenuti ragazzi. Come va?

Andy Gore: Non possiamo lamentarci, il disco sta andando molto bene e ne siamo entusiasti! La distribuzione che privilegia i mercati stranieri sta dando buoni frutti (dell’addome?).

Di norma diamo il via lasciando alla band il compito di fare una breve presentazione per chi non la conoscesse quindi a voi la parola.

Gli Humangled nascono nel 1995 come esperimento di estremizzazione death/grind. La necessità di un repertorio live più “normale” ci ha spinto verso gli stilemi più tipici del death metal. Dopo l’uscita del primo lavoro (“Anatomic Butchery”) ed un piccolo giro di riscontri nell’underground locale c’è stato lo stop forzato per molteplici ragioni.
La reunion del 2007 dei due membri che fondarono la band ha prodotto dapprima “Refoetalize”, che perora la causa primordiale del grind estremo, poi l’assestamento della lineup con l’ingresso in formazione di Tat0 (gia con Zora e Glacial Fear) porta al successivo ep “Edge Of Beyond” del 2008; infine grazie anche all’apporto di Raffaele alle drums, la nostra prima prova sulla lunga distanza, “Fractal”.

La vostra realtà è attiva dalla prima metà degli anni Novanta, ha subito un cambio di nome e un lungo stop. Qual’è stata la molla che vi ha portato a ridarle vita?

Fondamentalmente avevamo maturato la consapevolezza del desiderio di realizzare un album che rispecchiasse a 360° i nostri pensieri riguardo al death metal.
Dobbiamo dire che ci siamo in parte riusciti. Tutti i commenti, le recensioni ma anche le critiche stavolta si basano su quanto concretamente abbiamo deciso di fare.
Come si puo’ intuire da quanto detto qui sopra la molla che ci ha portato a ridarle vita è la passione sconfinata che nutriamo per questo genere, passione che negli anni di sosta si è ingigantita anziché sopirsi definitivamente.

Una line-up divisa fra sud e centro nord Italia e che vede oltre i due fondatori, Tat0 (Zora/A Buried Existence, Glacial Fear) e Raffaele Pezzella (Symbolic) a completamento d’essa. Come siete venuti a contatto con loro due?

Grazie a myspace abbiamo conosciuto la band Zora e parlando con il loro bassista Tat0 ci siamo trovati subito come feeling a livello musicale e di messaggio che volevamo portare avanti, da cui è nata l’idea di collaborare anche per Humangled. Raffaele invece lo conoscevamo “di fama” per la distruzione che porta avanti con la sua band Symbolyc e l’abbiamo contattato tramite un’amicizia comune perchè lo (pre)vedevamo molto bene inserito nel nostro contesto.
Al di là di questo mi preme sottolineare che abbiamo fatto tesoro di alcune esperienze passate, cercando di collaborare con musicisti che siano sì dotati tecnicamente, ma soprattutto siano ottime persone e non degli “esibizionisti perditempo”.

Ho ascoltato il vostro lavoro più volte, ritengo “Fractal” un esempio di come il death metal non abbia bisogno di forzature per risultare efficace, quali sono le linee guida che avete seguito per comporlo? Ci sono band che avete preso a esempio per dargli forma?

Le influenze potrebbero essere tantissime e allo stesso tempo nessuna in modo preponderante.
C’è chi percepisce questa specie di “mood” stile death metal primi anni ’90, e del resto queste sono le radici della nostra musica e dei nostri primi ascolti. Allo stesso tempo è difficile trovare in noi delle caratteristiche mainstream o trendy, dato che suoniamo sostanzialmente per fare musica che piace a noi in primis.

Come nasce un vostro brano e ci sono ruoli precisi nell’impostazione della musica e dei testi?

Il tutto si sviluppa, musica e parole, da un concetto generale che vogliamo esporre; da un argomento base svisceriamo tutte le possibili sfaccettature che vogliamo dipingere con il riffing e coi testi, e presentiamo il progetto ai ritmici che sono liberi di interpretare il brano come piu’ lo ritengono adatto. Poi rivediamo il tutto nell’insieme e riarrangiamo il pezzo perchè suoni il piu’ amalgamato possibile.

Quali sono le tematiche che affrontate?

Quante pagine di sito abbiamo? Bando agli scherzi, le tematiche sono veramente la linfa vitale per la nostra band Humangled: la cattiveria innata delle situazioni interpersonali, sociali, le devianze distruttive che rendono gli uomini puri ammassi di carne destinata al trapasso. Contesti sempre attuali perchè la brutalità delle situazioni è la realtà di ogni giorno, e non c’è speranza che possa cambiare molto presto. Piu’ in particolare in “Fractal” abbiamo affrontato temi sociali come guerra (Fallujah, utilizzo del fosforo bianco come arma), droga, caso Franzoni, pedofilia, tratta degli organi, il tutto letto nella nostra chiave violentemente arrabbiata, cinica e grottesca.
Oltre a questi temi ci piace anche affrontare argomenti piu’ intimi e psicologici, riguardo all’annullamento o alla rinascita della volontà, all’ipocrisia, ecc.

Nella sua istintiva genuinità non è privo di pecca ma possiede una dote che spesso è assente nelle grandi produzioni celofanate: l’anima. Siete soddisfatti di quel che avete creato?

Sì, sinceramente da questo punto di vista siamo molto soddisfatti, perchè il CD riflette esattamente e fotografa alla perfezione gli Humangled del 2010, e potremmo dire anche c’è dentro molto di noi a livello personale.

Ho percepito il disco come un piacere personale di chi lo ha realizzato prima ancora che per quelli che ne dovrebbero godere al rilascio, una tendenza che sembra essersi invertita con la commercializzazione e l’odierna ondata di nuovi act. Cosa pensate di questo modo di porsi nei confronti della musica?

Abbiamo sempre avuto l’intento primario di usare quello che riteniamo il nostro linguaggio naturale, il death metal, perchè pensiamo che meglio di tutti possa esprimere i sentimenti che vogliamo esternare. Ci riteniamo realmente fortunati se la gente arriva a percepire l’essenza delle nostre canzoni, il messaggio e la musica come suo veicolo, e le immagini che vogliamo evocare nella testa dell’ascoltatore.
Al di là di discorsi di purezza, contaminazione, plastificazione, commercializzazione, abbiam sempre realizzato quello che ci piaceva suonare al momento, né piu’ né meno. Penso che suonare per sembrare “cool”, vendere molti dischi perchè “trendy”, sia già stupido di per sé ma in un contesto di genere di nicchia (Metal) lo riesca ad essere ancora di piu’.

Com’è stato accolto “Fractal” da chi segue la band? E dalle realtà di settore (riviste, webzine, zine)?

Beh tra noi ridendo diciamo sempre… “o ci si ama o ci si odia”. Basta leggere le recensioni e i loro giudizi “tranchant” per vedere che vie di mezzo riguardo a Humangled non esistono e non possono esistere. In linea di massima il disco per adesso è stato accolto davvero molto bene dai nostri ascoltatori, e con voti molto alti dai recensori, salvo ovviamente qualche eccezione!

Parlare di “scena” italiana è inevitabile, come la pensate su tale punto? Viva, morta, ancora tutto in discussione o semplicemente un titolo che serve a identificare qualcosa che in realtà non è mai esistita?

Chiamarla “scena” è una parola fuorviante. Diciamo che ci sono un sacco di buone formazioni, buone idee, voglia e capacità indiscutibili. Il comparto recording/sale/promo/distro invece fa acqua. Questo principalmente perchè si vive la musica sempre come un “business” (ovviamente non per le bands) e si creano disparità, invidie e semplicemente non si da modo al Paese di farsi una propria “scena”

Avete qualche sassolino che vorreste togliervi dalla scarpa criticando costruttivamente cosa non va nel metal secondo il vostro punto di vista? L’ambito recensioni e recensori, concerti, label, band fate voi.

Sinceramente non ce l’abbiamo con nessuno in particolare, con miliardi di uscite discografiche in serie a volte puo’ capitare in qualche caso di leggere giudizi molto superficiali e senza la minima coerenza riguardo a informazioni copiate a casaccio da Internet! Fa parte del gioco e l’accettiamo, ma ovviamente l’onestà intellettuale dei recensori è per noi veramente una dote preziosa.
Le label purtroppo soffrono della crisi del mercato discografico e non possono o vogliono investire soldi in prodotti che non garantiscono il rientro economico, per cui c’è anche da capirle, tranne nei casi in cui vogliono far soldi sulla pelle delle band (chiedendo alle band soldi per essere pubblicati e promozionati).

Com’è avvenuto il contatto con l’Abyss Records per l’uscita dell’album? E come lo state promuovendo?

Abbiamo subito contattato molte label quando il Master ci è stato recapitato da Swano, e tra queste la Abyss ci ha fatto subito capire di essere entusiasta della nostra proposta musicale. Anche altre label si sono fatte avanti con delle proposte, tra le quali una in particolare molto in ascesa, ma la Abyss di Indianapolis ha mantenuto le nostre aspettative e ci sta realmente supportando con serietà e competenza.
Per la promozione abbiamo un’agenzia di PR che provvede a far girare i promo e le informazioni sulla band, mentre noi dal canto nostro stiamo per realizzare un videoclip di un brano tratto da “Fractal”.

Qual è per voi il mezzo che meglio identifica la comunicazione o il passaparola più adatto alla divulgazione musicale e non al giorno d’oggi?

I mezzi per la divulgazione non mancano, internet è potentissimo al giorno d’oggi e non c’è realmente paragone rispetto a quello che esisteva quando eravamo agli inizi. Forse quello che manca e si è perso nel tempo è un po’ più di cultura musicale. Scaricare cento album e non capirne mezzo non ha senso.
Noi siamo felicissimi se “Fractal” viene scaricato ed ascoltato, ma ci piacerebbe che chi lo sente scendesse all’interno delle singole composizioni, per capire le nostre intenzioni.

L’avventura Humangled rimarrà solo uno studio project o ci sarà la possibilità di vedervi live?

Stiamo valutando soluzioni e fattibilità, certo la distanza tra i componenti non aiuta ma la certezza è che vogliamo continuare a fare quello che ci piace: death metal.
Poi ovviamente si spera sempre di dare qualcosa in più giorno per giorno!

Ringraziandovi per il tempo concessoci, lascio a voi lo spazio conclusivo per un messaggio o un semplice saluto diretto ai nostri lettori.

Grazie a te e grazie per il supporto! Ci vediamo tutti al massacro finale.

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