IN TORMENTATA QUIETE (2015)

   
Gruppo: In Tormentata Quiete
 
Formazione:

  • Antonio Ricco – Tastiera
  • Francesco Paparella – Batteria
  • Irene Petitto – Voce
  • Lorenzo Rinaldi – Chitarra
  • Marco Vitale – Voce
  • Maurizio D'Apote – Basso
  • Simone Lanzoni – Voce
 

Gli anni passano, ma gli In Tormentata Quiete restano sempre effervescenti e cangianti. Il nuovo disco "Cromagia" in questo senso non rappresenta un'eccezione, nonostante siano cambiati alcuni dei protagonisti della formazione. Il chitarrista Lorenzo Rinaldi si è messo a disposizione per fare il punto della situazione del gruppo bolognese al 2015.


Ciao Lorenzo e ben tornati sulle nostre pagine! Come vanno le cose in questi primi giorni di 2015?

Lorenzo: Ciao, direi bene. Siamo tornati al lavoro su nuove idee e sulla preparazione di prossimi eventi live. Non c'è male come inizio!

La scorsa volta che ci siamo sentiti, precisamente con Antonio, mi concentrai molto sul passato degli In Tormentata Quiete, ora invece possiamo guardare con più attenzione al presente e al futuro. Il presente si chiama "Cromagia": quali sono le vostre sensazioni col disco in giro da un po' di tempo? Soddisfatti del lavoro?

Sicuramente soddisfatti per come sta andando. Sappiamo che "Cromagia" non è un disco di ascolto immediato ed è stato necessario aspettare un po' di tempo prima di ricevere dei feedback completamente positivi.

Personalmente non ho mai avuto dubbi sul fatto che avreste rilasciato un altro ottimo album, così come effettivamente è stato. Dal vostro punto di vista invece i cambi in formazione hanno in qualche modo complicato il processo compositivo? Oppure sono stati la classica scintilla di novità che ha fatto riaccendere l'entusiasmo più vivacemente?

Il nostro processo compositivo è sempre stato complicato, non è facile mettere d'accordo sette teste. I nuovi arrivati hanno però dato una bella spinta di entusiasmo, soprattutto dopo l'addio di Giovanni.

Quali motivi hanno portato al suo abbandono?

Scelte di vita. È stato un momento duro per tutti, ma non posso biasimare la scelta di Giovanni. Rispetto la sua decisione e gli auguro tutto il bene possibile.

Ancora una volta la componente vocale multicromatica e cangiante è risultata uno dei vostri punti di forza. Quali inedite possibilità vi hanno permesso di esplorare i nuovi entrati Irene Petitto e Simone Lanzoni?

Simone è riuscito a raccogliere egregiamente la difficile eredità lasciata da Giovanni. Inoltre Simone è anche un bravissimo chitarrista e il suo contributo compositivo è stato determinante. Irene è stata la marcia in più nella stesura di "Cromagia" perché è entrata da subito nella parte, assimilando molto bene i pezzi che avevano già una base consolidata e tirandone fuori delle linee vocali meravigliose.

A mio parere "Cromagia" segna un'estensione della vostra componente progressiva, un ulteriore allargamento dei confini musicali a cui è stata abbinata la capacità di non far mai scemare il pathos emotivo lungo tutti e cinquantatré i minuti del disco. Quali differente trovate rispetto a "Teatroelementale"?

Per noi "Cromagia" è l’evoluzione di "Teatroelementale" (che a sua volta proseguiva "In Tormentata Quiete" e "I Tre Attimi Del Silenzio"), sia come concept che come musicalità. Il pathos non mancherà mai nella nostra musica, perché esso è l'ingrediente fondamentale delle nostre composizioni. Lo stile musicale rispecchia noi stessi, quando eravamo giovani eravamo più energici e aggressivi, adesso siamo in una fase più calma e meditativa, ma con ancora qualche barlume di follia.

Anche in ambito concettuale siete sempre stati una band peculiare e sicuramente mai banale, anzi mettete costantemente alla prova il vostro ascoltatore. Voi trattate la parola in maniera artistica, plasmandola seconde le necessità del momento e tenendola in costante mutazione. Qual è la chiave di lettura a livello testuale di "Cromagia"? Quale magia si nasconde nel blu, nel rosso, nel verde, nel giallo e nel nero?

Ogni colore si trasforma magicamente in uno strumento musicale, e quindi un musicista, per narrare delle nostre emozioni e di come noi viviamo la musica e l'arte.

Raramente mi è capitato di incontrare un contributo degli ospiti di un disco così incisivo e coerente col contesto complessivo, come nel vostro caso. Insomma si deduce un vero affiatamento generale, come se fossero diventati membri aggiuntivi degli In Tormentata Quiete per un certo frangente. Come avete sviluppato le diverse collaborazioni: prima avete pensato all'ospite e poi a "dove" collocarlo oppure ciascuno è stato contattato in base alle "necessità"?

Gli ospiti sono innanzitutto gli strumenti musicali. Ma sappiamo che per dare vita alla musica lo strumento ha bisogno dell'anima del musicista. E così abbiamo sentito il bisogno di altri strumenti che completassero l'opera e abbiamo ricercato il miglior musicista che potesse esprimere la propria anima nei nostri brani. E questo concetto si estende anche alla parte grafica: anche lì abbiamo voluto contattare due artisti (Eugenia Trotta per gli stupendi disegni e Luca Antoniazzi per il lavoro straordinario sull'artwork), per completare "Cromagia" in ogni sua sfaccettatura.

L'introduzione al disco scritta da Porz è qualcosa di davvero divertente e illuminante al tempo stesso: che rapporto avete con la mente dei Malnàtt?

Nonostante il suo odio nei nostri confronti e nonostante ci prenda in giro nei suoi concerti, siamo in ottimi rapporti con Porz e gli altri tre (il nostro Simone è anche il suo chitarrista), sia a livello personale che artistico. In fin dei conti gli vogliamo bene, dandogli un altro buon motivo per odiarci ancora di più.

Dopo il teatro e l'arte visiva quale altra disciplina avete intenzione di esplorare?

Per noi la musica è un viaggio, e nei viaggi non sai mai cosa può capitarti, siamo aperti a tutto e cerchiamo di farci ispirare dalle nostre emozioni di viaggio nella vita.

Trascorreranno altri cinque anni prima di avere fra le mani un nuovo disco? Che progetti avete al momento?

Riprendendo la risposta precedente, non abbiamo limiti e nel nostro viaggio non sappiamo se varrà la pena soffermarsi più tempo su un aspetto particolare o se volare a velocità supersoniche. L'unico progetto è che il viaggio continua.

Di recente abbiamo pubblicato le nostre playlist di redazione relative al 2014: c'è qualcosa che ti ha colpito in particolare di questa annata musicale, sia in positivo che in negativo?

Personalmente mi riesce difficile rispondere a questa domanda, perché non ho mai amato le classifiche e inoltre non sono mai stato abbastanza curioso sulle novità, preferisco scoprire (o riscoprire) dei filoni musicali distinti, magari di gruppi che non avevo ancora ascoltato (per esempio, ultimamente mi sto intrippando con il post metal alla Russian Circle). La delusione: aspettavo l'uscita di un nuovo dei Tool.

Per me può bastare, a te la parola per i saluti finali.

Grazie per averci dato questo spazio e grazie per aver apprezzato il nostro lavoro. Speriamo vivamente di poter continuare a suscitarvi emozioni!

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