INVERTED

   
Gruppo: Inverted
 
Formazione:

  • Daniele Deola – Basso
  • Enrico Scriminich – Batteria
  • Andrea Tocchetto – Chitarra
  • Alessandro Scriminich – Chitarra
  • Gianluigi Giacon – Voce
 

Per quanto se ne dica, L'Italia non si è mai fermata, l'underground nostrano si è sempre difeso bene e a ricordarci ancora una volta che anche in campo death diciamo la nostra ci pensano pure gli Inverted, formazione veneta al debutto con il graditissimo "Point Of Crossing". Vediamo di approfondire la loro conoscenza.


 

Benvenuti su Aristocrazia Webzine ragazzi, come si è concluso il 2011 per gli Inverted?

Andrea: Il 2011 è stato un anno di particolare ispirazione, abbiamo scritto buona parte del prossimo disco, in più è stato segnato da svariati momenti di ristoro, escursioni epiche e feste, doverose per creare un ottimo clima pre-registrazioni.

Diamo il via dando le informazioni di base ai nostri lettori: com'è nata la band, chi sono i musicisti coinvolti e soprattutto perché la scelta del nome Inverted? Penso non sia la prima volta che ve lo dicono, ma il rimando agli svedesi è abbastanza ovvio.

Andrea: Dopo l'esperienza nei primi Imposer, Wargore e Bleeding Eyes, nel 2006 io e Gianluigi (ex Imposer) abbiamo formato i Cyanide Christ e con l'aiuto di drum machine abbiamo registrato tre tracce del primissimo demo. Nel 2009 abbiamo conosciuto Enrico (Moriar, Strix, Permixtio) e successivamente è stato registrato il secondo demo. Il nome viene cambiato in Inverted in riferimento alla teoria del Big Crunch, ovvero il momento in cui l'universo smetterà di espandersi e inizierà a collassare su se stesso. Nel 2010 il gruppo si completa con Alessandro alla chitarra solista e Daniele (Chelmno, Near, ex Beatrik) al basso; l'estate stessa abbiamo registrato il primo album "Point Of Crossing". Il nuovo nome è stato scelto all'insaputa che esistesse già un gruppo death con questo nome. In ogni caso se ci saranno problemi di copyright toglieremo una lettera a vostra scelta dal nome.

Avendo ascoltato a lungo "Point Of Crossing", sono certo che difficilmente avrete avuto critiche negative. Oltre a essere ben fatto, il disco gode proprio di quella natura primordiale del death che ogni appassionato ricerca. Com'è stato composto? Quali sono le difficoltà nello scontrarsi con un mondo old school che quando sembra aver detto tutto è capace di tirare fuori sempre l'asso dalla manica?

Andrea: I prototipi delle canzoni sono stati composti in modo molto istintivo: attacco la chitarra all'ampli(tube) e butto giù una serie di riff che poi vengono strutturati e armonizzati con l'aiuto di Alessandro ed Enrico nelle serate più ispirate.. Dopo il lavoro a computer, si perfeziona il tutto in sala prove con l'amalgama alcolica del basso di Daniele e le esplosioni di Gianluigi. È stato scritto molto materiale per "Point Of Crossing" e c'è stata una selezione finale, molto materiale è rimasto nel limbo.

Quali erano i vostri ascolti nel periodo in cui l'album ha preso vita?

Andrea: I nostri ascolti sono stati e sono dei più disparati, poco death metal, black metal, marciume e gruppi sperimentali tra cui band progressive anni '70. Un po' di nomi: Morbid Angel, Immolation, Emperor, Meshuggah, Burning Witch, Mastodon, Pink Floyd, Saubruz Pholagen, King Crimson, Fenriz Red Planet, Electric Wizard, Darkthrone, Black Sabbath, Jacula, Pantera, Sunn O))), Ulver, Soilent Green, Hate, Behemoth, Marduk, Immortal, Taake e via…

In ambito di recensione non ho voluto prendere posizione nel decidere quale fosse la traccia più meritevole del disco, perché l'ho trovato davvero compatto e positivamente livellato, una rappresentazione del suono priva di cali d'intensità. Se vi chiedessi però di scegliere quella che per voi è la canzone hit, o per meglio dire quella che dal vivo possiede un carisma aggiuntivo, su quale ricadrebbe la vostra preferenza e perché?

Andrea: La scaletta live è ben strutturata e amalgamata al meglio, limitando al minimo la pausa tra un pezzo e l'altro. La hit la facciamo scegliere ai nostri ascoltatori. Forse "Disbelief" potrebbe entrare sulla MTV European top 10, visto che abbiamo fatto anche un videoclip serio e professionale!

Siamo nel 2012, eppure la massa di musica orientata sonoramente a riprendere stilemi retrò aumenta: è un fenomeno legato in parte a una contrapposizione netta del mondo metal nei confronti della generazione di corer dell'ultima ora e dei troppi ciuffi spuntati sulla scena? C'è un fattore moda nell'approcciare quegli stili? Parlo del death quanto del thrash o del black in stile primi Darkthrone a esempio.

Enrico: Ormai i tempi d'oro sono passati, le varie evoluzioni si sono rivelate il più delle volte fallimentari. Nel momento in cui si dà il nome a un genere lo si cristallizza e da lì in poi decade, il post è segnato dai rievocatori, dalle brutte copie e da quelli che non hanno le idee chiare…

L'italiano ha un grandissimo difetto: si lamenta sempre. Si dice spesso che la nostra scena death sia povera, quando band come Profanal, Zora, Natrium, Horrid, Natron, Septycal Gorge, Imposer, Antropofagus e tante altre realtà vengono comunque apprezzate, forse più al di fuori dei nostri confini che in patria. Il processo di esterofilia continua a essere una piaga con la quale dover convivere? Come vedete la situazione odierna? Quali sono i mezzi che potrebbero portare vantaggio e crescita in termini di presenze nei live a supporto delle realtà italiane?

Enrico: L'esterofilia c'è sempre stata in Italia per quanto riguarda il metal in generale. All'estero ci sono stati e ci sono i gruppi più validi, salvo rari casi; normale visto che né il death metal né il black metal sono nati in Italia.

Siete musicisti attivi ormai da tempo, com'è portare avanti una band in Italia, quali sono le difficoltà più grosse che avete sinora riscontrato? E come si fa a portare avanti un progetto avendo già in piedi altre formazioni alle quali dedicare tempo e dover mettere testa e serietà?

Enrico: È risaputo che le agevolazioni per i musicisti in questo paese non sono delle migliori, è anche vero che quando c'è la passione si va avanti in ogni caso, riuscendo a gestire lavoro, studio e progetti musicali paralleli.

Quando è stata la prima uscita live ufficiale degli Inverted? E com'è stato portare i pezzi di "Point Of Crossing" in quella sede? Le reazioni a caldo da parte vostra e di chi ha avuto il piacere di ascoltarvi?

Enrico: La prima uscita live è stata segnata da un abbeveraggio importante prima e dopo il concerto. Come battesimo del fuoco non ci lamentiamo, quella sera il parere di chi ci ha ascoltati non era importante…

Sono previste date in giro in questo periodo? Dove avremo modo di vedervi?

Andrea: Niente di fissato al momento. Ci hanno proposto date anche interessanti ultimamente, ma abbiamo rinunciato visto che — come accade spesso — non danno neanche un rimborso spese. Non ci sentiamo nessuno, ma il sudore va sempre ripagato!

Sbaglio o siamo in un periodo di recessione anche per quanto riguarda il suonare dal vivo? Fra locali che hanno chiuso e altri che vengono adattati alle esigenze di guadagno, dando spazio a roba più commerciale, sempre meno spazio per il metal?

Enrico: Sì, mancano i soldi e soprattutto gli stimoli, siamo in un periodo di decadenza per quanto riguarda il normale vivere e questo influisce molto anche nella musica. Diciamo che rompendosi un po' i coglioni e dimenticando i soldi facili si possono ancora creare concerti e serate degne di appellativi come death o black. Quest'estate ho organizzato con l'aiuto di amici un festival black metal nei boschi del Monte Tomba con vari gruppi underground del nord Italia, trovando finalmente l'atmosfera giusta per il genere; visto il posto impervio c'è stata anche un'autoselezione del pubblico!

Ogni tanto torna fuori la vecchia storia ormai nota delle band che pagano per avere spazio e posti migliori nelle scalette dei festival: avete mai ricevuto proposte di questo tipo? Pensate che sia una legge di mercato come dicono alcuni e la si avvalla come tale o è davvero una presa per il culo per chi si è fatto la  gavetta, dando l'anima per ciò in cui crede e rimettendoci di tasca propria il più delle volte?

Enrico: Non ci è mai successo di ricevere proposte del genere. Riteniamo che sia triste e imbarazzante sapere che per l'ennesima volta non è la musica a parlare ma i soldi… come in molte altre cose del resto.

Purtroppo per la musica si parla costantemente di formati digitali e dopo che i Metallica riescono a vendere quel bidone di "Beyond Magnetic" su Itunes a un prezzo da furto, ecco che stampano pure la versione cd per rimpinguare ancora le casse. Avete il timore che i formati fisici possano scomparire o per il metal questo fenomeno legato alla standardizzazione progressiva del mercato sarà legato solo alle vendite di massa?

Enrico: L'underground esiste proprio in contrasto a questo. E prolifera proprio perché non ci sono band in cerca di soldi facili e perché sono ancora apprezzati i formati fisici come cd e soprattutto vinili e cassette. Spero si continui sempre di più in questa direzione per quanto riguarda il metal estremo.

Capita a proposito la notizia dell'accordo che avete raggiunto con l'etichetta francese Le Crépuscule Du Soir Productions per l'uscita in formato tape di "Point Of Crossing". Ci sono aggiornamenti a riguardo?

Andrea: Al momento possiamo dirti che uscirà a fine gennaio sotto la sub-etichetta Nihil Interit Records, nata come ramo della Le Crépuscule Du Soir che si occupa di promuovere band underground.

Cosa porterà questo 2012 in casa Inverted? State già lavorando al secondo album? Ci sono collaborazioni o notizie delle quali volete renderci partecipi?

Andrea: Quasi sicuramente andremo a registrare il prossimo lavoro verso fine estate, molto probabilmente ci sarà una collaborazione con Ivan Odorico (ex chitarrista di Slowmotion Apocalypse e chitarrista dei Raintime) che già c'è stata negli assoli di "Enuma Elish" e "5.56" in "Point Of Crossing".

L'intervista si conclude qui, a voi ancora una volta la parola per porle fine come meglio credete…

Andrea ed Enrico: Grazie ad Aristocrazia Webzine per il supporto e lo spazio dedicatoci!

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