ITSELF

ITSELF Dal Brasile alla Polonia per registrare il loro disco e adesso qui con noi: Ricardo Falcon from ItSelf. Iniziamo subito a parlare di voi, presentiamo la band e raccontiamo com’è nata?

Ricardo: Ciao a tutti! Ho incontrato Estevan Furlan dopo aver inserito un annuncio su internet dove cercavo membri per formare una death metal band. Abbiamo iniziato a suonare assieme nel 2005 ma siamo nati effettivamente nel 2008, quando abbiamo iniziato a incidere per il nostro primo album e abbiamo suonato insieme a band come Hate e Dismember. Eravamo cinque componenti (tre provenivano dalla tribute band di Estevan) e ora siamo solo due, con un nuovo sound. E’ più duro fare le cose in due, ma il risultato è più autentico

Dopo un lungo lavoro di pre-produzione avete fatto un viaggio sino agli Hertz studios in Polonia. Cosa ci puoi dire in proposito?

Ricardo: Non siamo andati all’Hertz Studio per fare quest’album. Abbiamo fatto tutto via e-mail e telefono. Ho fatto la preproduzione e anche parte dell’editing, poi, dopo aver registrato, ho mandato le tracce allo studio. E’ stato bello lavorare con Wojtek e Slawek Wieslawski, hanno portato professionalità alla band e anche migliori capacità nel registrare di quelle che ho io.

“Make My Suffer Short” è il titolo dell’album. Come mai questa scelta? Da cosa siete stati ispirati?

Ricardo: E’ un modo di dire di chi è in una fase terminale di sofferenza e vuole che le cose si sistemino subito.

Come nasce una vostra canzone? Chi scrive la musica e chi le parole?

Ricardo: Ogni volta che abbiamo un’idea la registriamo sul protools per non dimenticarcela, oppure se sono pigro faccio una tablatura hahahaha. Della maggior parte delle canzoni di questo album ho composto i riff, li ho registrati e li ho spediti a Estevan (riff grezzi, senza le parti di batteria o appena abbozzate).
Poi nelle prove li abbiamo uniti con quello che Estevan ha creato.
Poi abbiamo iniziato la preproduzione registrando quello che avevamo composto per vedere cosa veniva fuori.

Su cosa sono incentrati i vostri testi?

Ricardo: La maggior parte dei nostri testi parla di malattia mentale. In questo album abbiamo una canzone che si chiama “Haloperidol” che è un farmaco antipsicotico. Puoi farti un’idea ascoltando il primo pezzo che si chiama “Delirium” (puoi anche sentirlo sul nostro sito). Un tema romantico stile ninnananna hahaha

Vieni dai una nazione dove death/thrash è sinonimo di qualità, che rapporti hai con altre band? Cosa pensi del vostro movimento?

Ricardo: Il Death metal è cresciuto bene ovunque, ma c’è una differenza tra l’Europa e il Brasile: la qualità. Non hai posti dove suonare ed è raro che una band europea o americana di death metal venga a fare un tour in Brasile. Inoltre il pubblico è pigro e non spende soldi in cd, zine ecc…
L’unica band del genere che ascolto e che viene dal Brasile sono i The Ordher di Fabiano Penna (Ex-Rebaelliun). Posso dire di rispettare il suo lavoro e la sua dedizione.
Rispetto anche altri lavori, ma questi sono i miei gusti personali.

E’ difficile suonare death oggi visto che tutto è stato già sperimentato. Quale pensi potrebbe essere la giusta formula per creare qualcosa d’innovativo?
Cosa elimineresti dalla scena metal attuale?

Ricardo: Tutto nell’arte non ha una formula. Viene da dentro di te. Penso che abbiamo innovato nei concerti dove Estevan Furlan suona la batteria e canta allo stesso tempo. Non l’ho mai visto prima in una band death metal.
Hummm, nella scena metal moderna? Posso dire cosa non eliminerei? hahaha, è una domanda molto personale, però a me piaci il death metal polacco e anche band di death metal tecnico.

Cos’è il death metal per voi?

Ricardo: Satana… hahahaha scherzo =)
E’ una forma di arte adatta per trasmettere le tue emozioni più profonde ed è anche difficile da suonare, serve un sacco di studio e di dedizione. Ha un sacco di dodecafoniche e di elementi dissonanti con un sacco di blast beats. Lo amo =)

State organizzando date per un tour?

Ricardo: Stiamo preparando un tour nell’Est Europa per Marzo/Aprile. Stiamo cercando anche date per il resto d’Europa, l’America e anche un endorsment.

Qual’è stato il momento live più importante che avete vissuto?

Ricardo: E’ stato con gli Hate e i Destroyer666 a Porto Alegre. Ho guidato per dodici ore, in una macchina familiare con cinque persone stipati come tonni, per arrivare a Porto Alegre in tempo; nessuno sapeva cosa avremmo suonato quella notte.

Perché l’avete fatto?

Ricardo: Avevamo un altro concerto a Campinas, 100km da Sao Paulo, due notti prima di Porto Alegre. Quindi un giorno prima di questa data a Campinas, il produttore mi ha inviato una mail dicendo che la data era cancellata. Siamo rimasti male, perché il produttore degli Hate aveva detto che gli era piaciuta la nostra performance a Sao Paulo.
A Campinas avremmo avuto la possibilità di parlare con lui e di fargli avere il nostro materiale.
E ora? Prendi la macchina e vai a Porto Alegre? Yeah, sì, siamo pazzi. LOL

Myspace, Facebook, Twitter, siamo invasi dai socialnetwork. Voi ne fate uso? Pensate siano importanti per farsi conoscere nella scena?

Ricardo: Sì! Li usiamo! E’ importante per la scena e per essere conosciuti in tutto il mondo. Puoi vendere roba sul Myspace, il sito, via Paypal, webstore, iTunes ecc. E’ più facile divulgare la tua musica. Poi puoi conoscere nuove band, festival, produttori.

Cosa ne pensi del file sharing? Pensi sia utile o solamente deleterio per la scena?

Ricardo: Fino ad un certo punto è ok! Puoi fare file sharing di quattro canzoni in un cd che ne ha dodici. Ti piace? Lo compri. Costa un sacco di soldi e tempo fare un album e poi, lo doni? Non conosco nessuno che lavori gratis hahaha =)

Ringraziandoti per il tempo dedicatoci, chiudi pure a tuo piacimento:

Ricardo: Ti ringrazio per questa opportunità. Non sai quanto sia duro dissipare l’oscurità di questa strada tortuosa.

Ricardo Falcon
www.itself.com.br
www.myspace.com/itselfdeath

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