JUDGMENT HAMMER

JUDGMENT HAMMER

Informazioni
Autore: Mourning

Formazione
Jared Kiess – Voce e Chitarra
Aaron Gericke – Chitarra
Dustin Fugere – Basso
Sid La Tray – Batteria

JUDGMENT HAMMER Ciao ragazzi, benvenuti su Aristocrazia Webzine. Nel 2009 avete pubblicato il vostro primo album “Arbiter Of Fate”, come lo descrivereste?

Jared: Lo descriverei come un album di classico Thrash Metal. Abbiamo cercato di mantenere la stessa energia e lo stesso entusiasmo che caratterizzava il genere negli anni ’80, evitando il trigger della batteria, la chitarra inserita direttamente in ampli, ecc. Abbiamo registrato, mixato e finanziato l’album completamente da soli. C’è voluto un po’ di tempo, ma sono fiero di poter dire che solo l’artwork e il master. Come risultato dei nostri sforzi, penso che l’album suoni come se fosse uscito nel 1986, che è esattamente quello che volevamo.

Qual è il background musicale della band?

Siamo tutti autodidatti con i nostri strumenti. Io (Jared) suono la chitarra da circa otto anni ormai, come anche Aaron, l’altro nostro chitarrista. In qualche modo abbiamo anche avuto alcune lezioni. Io ho suonato in un complesso di musica classica al college e con Aaron abbiamo suonato nel complesso delle scuole superiori. Dustin ancora adesso prende lezioni private di basso. Per quanto riguarda la storia dei Judgement Hammer, ho fondato la band verso fine 2004 con il nome The Four Horsemen. A inizio 2005 abbiamo reclutato Aaron (un chitarrista per scelta) come bassista. Abbiamo pubblicato due demo prima di vincere un concorso tra band e abbiamo fatto molti concerti per permetterci di comprare i mezzi per registrare “Arbiter Of Fate”. Abbiamo avuto qualche cambiamento di line-up nel 2009 con le entrate di Sid (batteria) e Dustin (basso), spostando così Aaron al ruolo di chitarrista; poi abbiamo pubblicato l’album e da allora abbiamo fatto concerti. Penso che stiamo suonando live ad un livello che non avevamo mai raggiunto finora e siamo sempre al lavoro sul materiale per un secondo album.

Ho sentito li vostro cd molte volte e ho notato che le canzoni hanno una carica esplosiva. Il sapore degli anni ’80 c’è ancora (Metallica, Anthrax, Megadeth), ma anche la vostra personalità è forte. Ci sono brani che meglio rappresentano la direzione musicale della band? Se sì, quali e perché?

Penso che la nostra direzione musicale sia rappresentata meglio dalle composizioni più recenti. Le canzoni “Judgment Hammer”, “Lightning War”, “No Surrender” e “Join Or Die” indicano meglio la direzione verso cui ci stiamo muovendo. Tuttavia tutte le nostre canzoni hanno lo stesso tipo di struttura. Sento che ottieni il meglio da una canzone quando combini una melodia orecchiabile che catturi l’attenzione iniziale dell’ascoltatore con lunghe parti strumentali che gli danno un motivo per riascoltarla. È questo che stiamo cercando di ottenere.

Penso che il vostro cd sia la vera e propria continuazione dell’era Metallica post “…And Justice For All”, che opinioni avete ricevuto dai fan e dalla critica?

Proprio questo. Molti critici ci paragonano ai Metallica di “Master Of Puppets” e sono lusingato da ciò, poiché penso che i primi Metallica e Megadeth, come anche Testament, Anthrax, Exodus, Vendetta, Vio-Lence, Death Angel, Overkill e simili ci abbiano regalato molti degli album migliori del genere. Sebbene noi siamo molto influenzati dai Metallica, prendiamo qualche influenza anche dal Thrash Metal oscuro degli anni ’80 e anche da quello che potrebbe essere chiamato “power” o “death” metal dei primi tempi. Per certi versi, la nostra varietà ci ha limitati. Abbiamo ricevuto qualche recensione da critici che si aspettavano un tipo di Thrash più semplice e più Hardcore Punk e che non sono stati molto contenti circa la complessità o la durata dei brani. Comunque la maggior parte delle recensioni sono state molto positive. Abbiamo ottenuto l’attenzione di molte ‘zine di oltreoceano, siti locali, riviste, ecc… e sono stato piacevolmente sorpreso dalle reazioni positive. Malgrado questo, non diamo molta attenzione ai critici e conserveremo sempre il nostro stile senza badare a ciò che altri possano pensare.

Come componete una canzone?

Per noi il songrwriting è un processo continuo. Creiamo continuamente riff, sezioni, melodie, ecc… che salviamo o teniamo a mente. Dopo un po’ di tempo capita che alcuni riff suonino bene insieme e ci accorgiamo che alcuni riff suonano meglio in certe chiavi o con certe melodie. Dopo aver unito queste parti fondamentali in una struttura di base la rifiniamo e aggiungiamo assoli, transizioni e il testo.

Quanto sono importanti i testi e che temi trattano?

I testi sono la parte meno importante durante la scrittura delle canzoni. Fondamentalmente considero i testi un recipiente per la musica. Scrivo sempre i testi per ultimi così da evitare l’errore di scrivere un brutto riff solo perché suona bene con qualcosa che voglio dire. Preferisco avere un buon riff e lottare per avere un testo con cui si incastra bene e quindi avere un bel testo e un ottimo riff. Penso che la gente sarà facilmente in disaccordo su quanto sia buono il testo di una canzone piuttosto che sul coinvolgimento immediato della sua struttura musicale.

Il movimento Thrash sta vivendo una seconda vita, qualche pensiero riguardo alla scena (locale e mondiale)?

Amo tutto questo! Ascolto Thrash già da prima che tornasse ad essere apprezzato e sono molto contento del fatto che le label stiano ripubblicando album non più in vendita e rendendo grandi album underground degli anni ’80 disponibili al pubblico. È come se avessi aspettato molto tempo per avere certi album, e ora finalmente sono disponibili! Penso inoltre che guardare la prima ondata di Thrash sia un modo per avere un punto di partenza per scrivere la seconda. Abbiamo la capacità di incorporare i migliori elementi di ogni lato del genere e questo ci dà almeno la possibilità di farlo anche meglio di prima. Penso che band come Fueled By Fire, Mantic Ritual e Dread tra gli altri lo stiano facendo molto bene e farò attenzione a cosa produrranno in futuro queste band e molte altre. È molto bello, e spero che questo duri per molto tempo!

Qual è il significato di suonare questo genere per voi?

Dà sicuramente la sensazione di portare la fiaccola in un continuo processo di rifinimento e miglioramento. Non ci sono molti generi così ben definiti da durare tanto quanto è durato il Thrash Metal, e sono fiero di esserne parte.

Cos’è l’underground oggi?

L’underground si è sicuramente ingrandito con l’aumento della facilità di produrre musica. Chiunque suoni può permettersi di registrare un album. Questo ha aumentato l’opportunità di pubblicare musica e dà all’ascoltatore una scelta più ampia. L’altra faccia della medaglia, però, è che è diventato più difficile emergere per ogni singolo progetto. Per cui la scena underground attuale ha i suoi pro e i suoi contro.

C’è qualcosa nella recente scena Thrash che non è stato apprezzato?

Penso che per la maggior parte la scena Thrash odierna abbia fatto un buon lavoro apprezzando le molte sfumature del sound iniziale del genere. Sembra che abbiamo qualsiasi stile di thrash, dal crossover dei D.R.I., al più classico di “Show No Mercy”, e tutto ciò che sta in mezzo. Spero solo che il movimento Thrash odierno eviti di dare troppa fiducia alle band false. La produzione finta non era parte della prima ondata Thrash e non dovrà essere parte neanche della seconda. Dato che oggi è così facile ottenere una produzione pulita, le band non dovrebbero avere problemi a produrre album dal sound pulito senza ricorrere a mezzi artificiali.

Che relazione avete con i fan? Cosa pensate delle community e dei social network?

Penso che sia bello poter comunicare con i fan di oltreoceano così facilmente come facciamo oggi. I social network sicuramente danno la possibilità a molti di farlo. Penso anche che la possibilità di vendere musica online ci aiuti a migliorare i nostri contatti e ad espandere i nostri orizzonti. Senza questa tecnologia sarebbe molto difficile, se non impossibile, per una Thrash Metal band di Missoula (Montana) arrivare dove siamo ora.

Com’è il Metal odierno paragonato a quelli degli anni ’80 e ’90?

È più rifinito. Molte band oggi usano software musicali che permettono ai musicisti di salvare e riarrangiare parti in modi che le band degli anni ’80 e ’90 non potevano permettersi. Questa può essere una cosa positiva o negativa. Se si fa troppo affidamento a questi software viene a meno buona parte dell’elemento umano. Nessuno vuole sentire un file di Guitar Pro in un album e le band devono fare attenzione ad evitare quel sound. Tutto sommato però i moderni cambiamenti sono stati positivi e la resurrezione del Thrash mostra un perfetto esempio di come incorporare la tecnologia moderna per migliorare un genere già grande senza alterare i suoi migliori elementi.

Potete raccontarci le migliori esperienze live? Ne avete una in particolare che vorreste ripetere?

Il miglior concerto che abbiano fatto finora è stato quello del mese scorso ad Albuquerque, New Mexico, chiamato Thrashageddon. È stato il meglio del nostro genere su un palco per dieci ore consecutive ed è stato grandissimo. Abbiamo aperto per una leggenda del Thrash Metal, gli Exciter, e abbiamo avuto la possibilità di suonare con Fueled by Fire, Dread, e Metal Blade’s Ravage. È stato fantastico e spero che ci saranno molti altri festival Thrash Metal come questo.

Vi vedremo mai in Italia?

Ne sono sicuro. È solo una questione di tempo!

Grazie per il tempo che ci avete dedicato, potete lasciare un messaggio per i nostri lettori.

Credo che questo sia il momento in cui posso pubblicizzare l’album, “Arbiter Of Fate”, disponibile sul nostro sito www.judgmenthammer.com. Grazie per aver letto la nostra intervista e spero di vedervi presto!!!

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