KAISERREICH (2011)

   
Gruppo: Kaiserreich
 
Formazione:

  • Serpent Est – Voce
  • Abraxas – Chitarra
  • Luce – Chitarra
  • T. Morgan – Basso
  • Krieg – Batteria
 

 

"Ravencrowned" ci ha consegnato una band che è maturata rispetto al già ottimo passato e continua sulla propria strada incurante di mode e trend, forte anche di una cura per i dettagli (si veda l'ottimo libretto) che non è così comune trovare. T. Morgan, Abraxas, Luce, Krieg e Serpent Est restano fedeli ai canoni del black metal senza restarne intrappolati o schiacciati. È tempo quindi di approfondire alcuni temi con Abraxas (chitarrista) e Serpent Est (cantante).


 

Ciao ragazzi, benvenuti sulle nostre pagine. Iniziamo subito con le domande. Sono passati quattro anni fra l'uscita del recente "Ravencrowned" e quella di "KRRH", cosa è successo in questo frangente di tempo?

Abraxas: Grazie per l'ottima presentazione. Sono passati quattro anni dal nostro precedente disco e certamente non sono pochi, ma abbiamo dovuto far fronte ad alcune problematiche che si sono presentate e che fanno parte di ogni gruppo: primo fra tutti i vari cambi di line up, i quali hanno visto un avvicendamento al basso e alla seconda chitarra. Infatti in questo nuovo lavoro svetta il contributo dei due nuovi membri: T. Morgan al basso e Luce alla seconda chitarra. Poi la ricerca di un'etichetta e le varie fasi di lavorazione (scrittura, registrazione, mixaggio e master) del disco hanno fatto sì che il tempo necessario per la pubblicazione fosse così lungo, ma contiamo di esser piu veloci con i successivi album.

Le novità in questo nuovo capitolo non mancano, a iniziare dalla presenza di una intro, "Hapax Legomenon", sinfonica e magniloquente, pezzo che mi sarei aspettato in un disco dei Dimmu Borgir e mai nel vostro. A cosa è dovuta la scelta di utilizzarla? Chi l'ha composta?

Serpent Est: "Hapax Legomenon" è stata composta da un giovane musicista inglese, Daniel James, cui ci siamo rivolti per avere un'intro che aprisse in modo degno quella che è una saga grandiosa ed epica. Molti hanno considerato inappropriata la presenza di quest'introduzione ritenendola non in sintonia con il genere proposto. Quell'apertura magnifica e solenne è però l'abbrivio ideale per la storia che va raccontandosi nei testi, cosa che ovviamente va persa scaricando il cd da Internet, invece che comprandolo [verissimo! N.d.R.).

Con "KRRH" fu amore a prima vista, "Ravencrowned" invece ho impiegato più tempo a metabolizzarlo, questo a causa di un approccio improntato a una maggiore complessità e ad alcuni brani dalla durata più corposa. Avete optato a tavolino per un'impostazione del genere oppure è avvenuta naturalmente?

Abraxas: Non abbiamo programmato nulla a tavolino e certamente non volevamo fare un "KRRH 2", d'altra parte non avrebbe avuto senso. La diversità del nuovo disco è evidente per vari fattori: innanzitutto il fatto che i compositori sono diversi. "KRRH" era stato scritto per la maggior parte dal vecchio chitarrista e quindi risultava molto simile nel complesso e indirizzato verso un certo tipo di sound. "Ravencrowned" invece è stato composto da me e da Luce. Lo stile è molto diverso da "KRRH" e differisce anche fra me e l'altro chitarrista. Questo ha fatto sì che nel disco ci fossero pezzi molto vari, alcuni più veloci, altri più lenti e melodici, e credo che questo sia un bene. Il disco suona fresco e come hai sottolineato tu non è cosi immediato e merita più attenzione nell'ascolto per via del fatto che dentro ci trovi molti arrangiamenti e soluzioni nuove, almeno per noi.

Serpent Est: "KRRH" è un album molto più tradizionale e diretto. Su "Ravencrowned" i ritmi sono generalmente più veloci e forse l'ascolto ne risente, all'inizio. Inoltre ci sono molti più riff rispetto al sound del primo disco. Di certo è un album meno accomodante, ma per noi è risultato molto più divertente da comporre e da suonare dal vivo. In generale, comunque, non può esistere pianificazione. Può esserci un'idea di fondo, ma la musica è qualcosa di fluido e indomabile, almeno per noi. Finisce così che se anche noi avessimo in mente una qualche direzione artistica, poi la musica vada dove preferisce. Con il terzo album, per esempio, eravamo partiti con l'idea di rallentare, anche molto, la velocità delle canzoni, ma alla fine la cadenza delle tracce (già tutte composte) è piuttosto sostenuta, benché più pacata rispetto a "Ravencrowned".

A mio personale giudizio ritengo che i vostri pezzi cantati in italiano ("Cuore Nero" e "A Noi La Notte") restino fra quanto di meglio abbiate prodotto. Con quale criterio decidete per l'utilizzo della nostra lingua piuttosto che dell'inglese? Avete mai pensato di cantare un intero disco in italiano?

Serpent Est: Da cantante, l'italiano è fonte di molti problemi. Sinceramente non mi piace fare testi in italiano, anche se "Cuore Nero" è venuta abbastanza bene, con alcune strofe che ritengo davvero buone. Purtroppo le ritmiche in italiano sono in genere più rigide e spesso occorre cambiare gli accenti per far rientrare le parole nella metrica, cosa non molto gradevole. Per queste ragioni, e per il fatto che amo particolarmente la musicalità delle parole inglesi, non credo che faremo mai un disco con soli testi in italiano. Non esiste neppure un metodo per decidere quali canzoni fare in inglese e quali in italiano. La discriminante è di solito la velocità. Preferisco evitare di mettere testi in italiano su canzoni veloci, perché cantare su quei ritmi mi farebbe sentire Caparezza, cosa che evito volentieri. Sul nuovo disco abbiamo già un testo in italiano, ma stiamo valutando l'opportunità di farne un secondo. In considerazione del fatto che io prima faccio le metriche e solo dopo creo il testo, direi che molto dipenderà dall'ispirazione del momento.

Dalla lettura del libretto è possibile seguire le vicende narrate dei testi e questo aumenta il livello di coinvolgimento durante l'ascolto. Potreste raccontare in breve ai nostri lettori la vicenda che esponete?

Serpent Est: La saga di "Ravencrowned" si svolge in un desolato mondo, dove l'onore è il principale valore e lo scontro l'unica via. Non si tratta però di un manifesto guerrafondaio, quanto piuttosto di una Mordor tolkeniana mossa però dai valori eroici di Sparta. Il concept album verte principalmente sulla guardia reale, guidata dal figlio dell'Imperatore. Nel tentativo di rovesciare il trono, il principe guida la sua armata di ottantasei uomini contro il Re. La guardia reale, legata a voto d'ubbidienza al proprio leader, esegue l'ordine ma viene sconfitta. Il principe, a seguito di questa rivolta, viene prima ribattezzato con l'infamante nome di Veleno e poi viene fatto divorare vivo dai seguaci del Ravencrowned, uno dei molti nomi con cui è conosciuto l'Imperatore. La guardia reale, che comunque ha mosso le armi contro il palazzo, viene condannata a morte. Apprezzo in particolar modo il momento in cui, durante la canzone "A.B. 86", i soldati della guardia purificano i propri corpi per affrontare immacolati il supplizio che li aspetta. La loro morte, sostanzialmente ingiusta poiché non era ipotizzabile disobbedire al comandante, dà luogo alla nascita di un essere irrequito chiamato Anima che l'Imperatore, nella sua misericordia, ucciderà di propria mano, riportando la serenità a quelle anime. In "Den Verkschythend", l'imperatore schiaccia la bestia e ordina che in suo onore venga eretto un mausoleo a cui tutti renderanno onore. Nell'ultima traccia, "Tempest", si assiste alla celebrazione della vittoria, durante la quale però il cielo muta e s'inquieta. Negli ultimi momenti del disco, dove la musica perde coesione e vira alla cacofonia, il personaggio che parla è sconosciuto, compiange Anima e promette la sua vendetta con l'ignorantissima frase I'll kill the world! Il terzo disco andrà in direzione ben diversa, ma se con il quarto dovessimo tornare su queste coordinate musicale, amerei continuare la saga.

L'unico neo evidente che ritrovo all'interno di "Ravencrowned" è l'immagine scelta come copertina, che a mio giudizio non rende merito al resto del "pacchetto" (musica e libretto). Chi è l'autore? Siete ancora soddisfatti della decisione?

Serpent Est: In teoria dovrei sentirmi lusingato di questa tua considerazione, dato che sono l'autore del libretto. D'altra parte avevo anche realizzato una copertina a dir poco orrenda e che solo a due settimane dall'invio del materiale in stamperia è stata sostituita. È stata una fortuna aver trovato l'opera di Michal Klimczak e personalmente la trovo impeccabile. Amo il colore, inusuale per un disco black, e adoro il fatto che la figura in copertina sia fusa in un tutt'uno con il trono. Un'ottima rappresentazione grafica del ruolo che costringe l'Imperatore a essere reggente di un mondo in rovina. In considerazione del fatto che non si tratta di un lavoro su commissione, ma di un'opera realizzata precedentemente, non possiamo che dirci soddisfatti e fortunati.

Voi invece siete totalmente soddisfatti da "Ravencrowned" o a oggi modifichereste qualche dettaglio?

Abraxas: Sì, siamo soddisfatti del nuovo disco, sia come produzione che come qualità. Ovvio, non abbiamo inventato nulla di nuovo e non era questo il nostro obiettivo. Però ci siamo impegnati affinché potessimo scrivere pezzi di buona qualità e che soddisfacessero noi per primi. Certo, a lavoro ultimato pensiamo che qualcosa avrebbe potuto esser fatta meglio, ma credo sia sempre così quando un artista rivede il proprio lavoro a mente lucida. Ciò non tolgie che per noi sia un lavoro piuttosto valido.

Serpent Est: Il processo di creazione di un disco è un lavoro lungo e virtualmente infinito. Non si è mai soddisfatti e ci sono sempre nuove idee che si possono manifestare. Diverse cose sono state aggiunte durante le registrazioni e altre in fase di mixing, ma non si può modificare in eterno e a un certo punto bisogna fermarsi. Se ci sono cose che si potrebbero modificare? Certo, molte. Io personalmente ricanterei tutto perché all'epoca, per mia colpa, non ero preparato a dovere e molte canzoni non erano mai state cantate con il testo prima di registrarle. Ancora oggi mi domando come sia riuscito a fare "Cuore Nero", dato che la registrazione del disco è la primissima volta che è stata cantata con il testo definitivo. Il risultato risulta in un cantato ingessato, più attento ad andare a tempo che a emozionare. Per il resto, lo trovo ancora un disco godibile.

Per l'uscita di "Ravencrowned" avete stipulato un accordo con De Tenebrarum Principio, sotto-etichetta dell'ottima ATMF. Come vanno le vendite? Come vi sta supportando? Prevedete di restare con loro anche per il futuro?

Kaiserreich: Per le vendite non è che noi si stia veramente tenendo il conto. Abbiamo piazzato svariate copie, anche se molti fra i nostri sostenitori si sono rivolti direttamente all'etichetta. È pur vero che non abbiamo suonato molto da quando il disco è uscito, quindi le possibilità di vendere il disco si riducono. Quando siamo riusciti a suonare, comunque, abbiamo venduto bene. Circa il supporto dell'etichetta, va considerato che non è possibile aspettarsi chissà cosa a questi livelli, entro questo genere e in questo periodo storico. L'etichetta ci ha fatto ottenere diverse interviste e recensioni un po' in tutto il mondo grazie alla loro rete di conoscenze, ma è pur vero che non siamo il gruppo di punta e che l'interesse che suscitiamo non giustifica per loro grossi investimenti. Bisogna essere realisti e considerare tutte le esigenze di un'etichetta. Certamente realizzeremo il terzo album per loro, dato che l'accordo era per due album, poi si vedrà. Di certo è stato un passo avanti rispetto alla situazione precedente che era una co-produzione fra noi e un'etichetta molto più underground.

Quali riscontri avete ottenuto da addetti ai lavori e fan?

Abraxas: Direi fino ad adesso che non ci possiamo lamentare, il disco piace e la gente sembra soddisfatta, c'è curiosità nel poter sentire i pezzi anche in sede live e anche le recensioni che abbiamo ricevuto sono buone. Ovvio, ci sono anche quelle negative, ma la cosa non ci spaventa. Noi andiamo avanti per la nostra strada, perché ovviamente non si può piacere a tutti, fa parte del gioco.

Serpent Est: La critica è stata… pigra. La maggior parte dei siti si è limitata a tirar fuori le format-review, ossia delle recensioni generiche che van bene per tutte le stagioni e a cui basta sostituire nome della band, titolo dell'album e genere musicale. Anche qui, mi sento di "perdonare" questa gente. Il web è uno strumento straordinario che però ha i suoi inconvenienti nel momento in cui dà a chiunque motivo d'aprir bocca. Ci sono siti completisti che preferiscono recensire tutto, piuttosto che recensire bene. Perché mai dovrei buttare tempo ad ascoltare tre o quattro volte i Kaiserreich quando il Black Metal ha smesso di piacermi nel '96? E allora mettono su il CD mentre lavano la macchina in giardino. A parte questa situazione, è comprensibile che oggigiorno il Black Metal corra il rischio di essere bollato subito come "mediocre" se chi ne scrive non lo conosce o non lo ama. Ci può stare. Il responso live è sempre buono e quello è comunque il momento che conta di più e la recensione che preferiamo sono i 10 Euro che ci danno per acquistare un CD.

Nel 2010 avete realizzato uno split insieme ai francesi Nocturnal Depression nel quale avete proposto una canzone dai risvolti inediti per i Kaiserreich. Riprendendo le parole di Akh., "Solitude Of Infinite" ricreava un'atmosfera dilatata e onirica, che a tratti si affianca a certe soluzioni care ai vecchi Katatonia. Al momento di comporre il nuovo materiale vi siete portati dietro qualcosa da quell'esperienza?

Abraxas: Lo split con i Nocturnal Depression è stato un passo molto importante e un'ottima occasione, per noi, di cimentarsi in qualcosa che fosse totalmente diverso da quanto fatto in precedenza. La canzone è stata composta da T. Morgan, ma è e resta un caso isolato nella discografia dei Kaiserreich. "Solitudes" è qualcosa che abbiamo voluto fare per sperimentare un nuovo sound che fosse in tema con lo split, ma no, non ci ha influenzato nella stesura del nuovo materiale.

Serpent Est: Non ricordo di preciso le tempistiche, ma sebbene lo split sia uscito ben prima del disco, gran parte delle canzoni di "Ravencrowned" erano già state composte e lo stile del disco già delineato. Allo stesso modo, ora che "Ravencrowned" è uscito, le canzoni del terzo disco sono già complete, quindi nulla che riguardi "Ravencrowned" influenzerà il nuovo lavoro. "Solitudes Of Infinite" è stata una parentesi cui si potrebbe comunque dare seguito se T. Morgan, il bassista che ha composto interamente tutte le partiture della canzone, volesse cimentarsi come compositore per la band. Il suo stile è lontano dalle coordinate dei primi due album e anche del terzo, ma non escluderei di muoverci da quelle posizioni, in fondo i Kaiserreich non sono una band intransigente, anche se l'impressione è certamente quella opposta. Circa le influenze, i Katatonia possono essere stati sicuramente una fonte di ispirazione anche se ricordo che le due componenti che hanno ispirato T. Morgan, in questa composizione sono state l'album degli svedesi Silencer ["Death – Pierce M", N.d.R.] e la visione del film "Begotten".

Le vostre coordinate stilistiche sono saldamente ancorate al black metal, ma quali sono i vostri gusti in qualità di ascoltatori? Vi muovete anche al di fuori del metal?

Abraxas: Be', come ascoltatore sono metallaro al 100%. Ascolto questo genere musicale fin da adolescente ed è uno stile di vita, oltre che la mia musica preferita. In ambito metal ascolto di tutto, ma vado letteralmente pazzo per il black tradizionale e il depressive, thrash e death metal americano. Al di fuori del metal, ascolto qualche cantautore italiano e apprezzo anche qualcosa di elettronica.

Serpent Est: Io non sono un grande consumatore di musica. Non più almeno. Ormai vicino ai quarant'anni, resto legato alla musica della mia gioventù, anche se ormai ne ascolto ben poca: Manowar, Megadeth, Running Wild. Ultimamente ho ripreso il primo degli Amon Amarth e la colonna sonora di "Oldboy". Taake è sempre molto buono, "Anthems…" degli Emperor magistrale. Poi penso che le canzoni che siano più in grado di coinvolgermi emotivamenti restino "Theme Of Laura" di Akira Yamaoka (la canzone migliore che mente umana abbia mai concepito) e "Ai Wo Torimodose" dei Cristal King (la canzone più energetica di sempre). Due dei tre desideri che esprimerei se dovessi incontrare il genio della lampada, sarebbero di essere in grado di suonare la prima e cantare la seconda.

Smessi gli strumenti e il facepainting, chi sono i Kaiserreich nella vita di tutti i giorni?

Abraxas: [ride] Be', al di fuori dei ruoli che ricopriamo nella band, siamo persone normalissime, che lavorano come tutti e che conducono una vita tranquilla. Per noi suonare black metal è un divertimento, un piacere e cerchiamo di farlo nel miglior modo possibile. Certo, è una passione un po' costosa, però l'amore per questa musica è talmente grande che il fare sacrifici per essa non è un problema!

Serpent Est: Vivo con tre gatti i cui nomi, assieme alle mie due canzoni preferite di cui sopra, dovrebbero dipingermi meglio di molte parole: Aran, Harlock e Koros. Per il resto vivo la vita ordinaria di tutti: lavoro insipido che mi consuma la vita, conto in banca fievole, una fidanzata filosofa dai capelli viola. Le solite cose insomma. Poi coltivo il sogno di fare lo sceneggiatore per il cinema, obiettivo che condivido con i ragazzi del gruppo di guerrilla filmaking Hive Division. Per quanto riguarda il resto della band, come sopra. Siamo tutta gente comune.

Quali sono ora i programmi per il futuro? Sul fronte concerti come siete messi?

Abraxas: Contiamo di promuovere il più possibile "Ravencrowned" e quindi di fare il maggior numero di concerti in giro. Abbiamo già fatto alcune date di supporto al disco anche all'estero, prima di agosto, e ne stiamo programmando altre. La più imminente sarà la presentazione italiana del disco nella nostra città, il 15 ottobre a Brescia, al Bulldog Pub. Poi, molto probabilmente, il 25 Dicembre saremo al "Christmassacre Festival" in Repubblica Ceca, se volete festeggiare il Natale in modo inusuale… Tutte le informazioni potete trovarle sul sito e sulla pagina Facebook.

Per me può bastare, a voi la parola per la chiusura.

Serpent Est: Grazie per l'interesse dimostrato. Spero che la gente stia apprezzando il disco nuovo e che continui a supportare il genere. Per il resto, non mi vengono in mente altre banalità, quindi chiudo con una sfilza di link utili:

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