KATATONIA

   
Gruppo: Katatonia
 
Formazione:

  • Anders "Blakkheim" Nyström – Chitarra, Effetti, Seconde Voci
  • Jonas Renkse – Voce, Tastiere, Effetti, Chitarre
  • Niklas "Nille" Sandin – Basso
  • Per "Sodo" Eriksson  – Chitarra
  • Daniel Liljekvist – Batteria
 

L'intervista si è svolta a Milano, durante la giornata promozionale in cui Anders Nystrom e Jonas Renkse presentavano "Dead End Kings".


 

Quanto rimarrete qui?

Anders: Solo qualche altra ora, sarà una cosa superveloce, toccata e fuga.

Siete già in tour?

No, solo viaggi di promozione stampa, solo per parlare dell'album.

Ok, allora prima di tutto presenta l'album ai lettori.

Dunque, il nuovo album, il nono se non erro, si chiama "Dead End Kings", titolo che abbiamo scelto principalmente perchè riassume dove siamo finiti, quanto lontano siamo arrivati alla fine del nostro viaggio… Sentiamo, o meglio un sacco di gente sente, che la band avrebbe potuto ottenere di più, arrivare più lontano, ottenere più successo di quanto abbiamo avuto. Ma se questo è un vicolo cieco, una strada chiusa, allora siamo tutti re di noi stessi, in questo vicolo cieco, piuttosto che schiavi nella vastità del mondo. Ecco perchè questo è un titolo estremamente calzante per noi, sia positivo che negativo, tra l'altro. Ci è sempre piaciuto fare titoli ambigui, lo facciamo dai tempi di "Viva Emptiness", negativo e positivo allo stesso tempo. Abbiamo continuato questa tradizione con il nuovo album, che è fondamentalmente una manciata di nuove canzoni. Abbiamo semplicemente tentato di creare brani migliori.

Capisco, e riguardo il songwriting c'è qualcosa di particolare questa volta o si tratta della naturale evoluzione di ciò che abbiamo sentito su "Night Is The New Day"?

Sì, è un proseguimento del tutto naturale di "NITND", che per me possiede ancora un sound che rappresenta i Katatonia, non è qualcosa da cui vogliamo prendere le distanze per il momento, non abbiamo ancora finito, ci sentiamo molto a nostro agio, quindi abbiamo ripreso la stessa produzione, le stesse sonorità e le abbiamo spinte un po' più in là. Il nostro unico obiettivo era di creare canzoni migliori. Cerchiamo sempre di infilare qualche variazione, c'è un brano che ricorda molto una ballata, ma penso che in fin dei conti si tratti di un album dei Katatonia in piena regola, suona Katatonia quando lo ascolti, per quanto abbiamo cercato di spingere un po' le cose.

Sì, l'ho ascoltato e ne ho avuto la stessa impressione. Riguardo la band, invece, per quale motivo avete scelto di non avere nuovi membri a tempo pieno? Su Internet la vostra lineup corrente è segnalata come un trio con session members per le esibizioni live.

Sai, questa cosa cambierà presto, non l'abbiamo ancora resa pubblica, ma entrambi i session men suonano sull'album. Nicklas [Sandin, ndr.] si occupa di tutte le linee di basso e Per [Eriksson] non solo della chitarra, ma ha anche una canzone sull'album, ha composto "Lethean", mi pare la numero otto.

Sì, è nella seconda parte del disco.

Esattamente, e questa canzone potrebbe anche diventare un singolo. È una cosa grossa, entrare in una band, avere una propria canzone sull'album, ma non ci interessa chi scrive, non finchè il brano suona Katatonia, e questo è decisamente il caso.

Interessante, nel promo digitale che ho ricevuto non c'era alcun riferimento ai credits, non avevo idea di chi avesse composto quale canzone. Riguardo i Norrman, invece, da ciò che si può leggere online hanno deciso di lasciare i Katatonia per problemi legati ai tour, ma avete intenzione di lavorare di nuovo insieme, magari su qualche progetto parallelo come gli October Tide o gli Uncanny, visto che li hanno rispolverati entrambi?

Non ci abbiamo ancora pensato, siamo molto presi dai Katatonia, ma non si può mai dire cosa succederà di qui a un paio d'anni, cambi di lineup e via dicendo, sono molto contento però di vedere che Frederik [Norrman] sta lavorando sugli October Tide, perchè sarei davvero triste sapendo che non stanno facendo nulla. Erano una parte importante dei Katatonia, la gente ha conosciuto i loro volti per dieci anni, ed è un peccato che abbiano lasciato la band, ma almeno ci sono gli October Tide. Jonas ovviamente non è al lavoro con Frederik, penso stia comunque scrivendo dei testi per il loro nuovo album, quindi stanno collaborando.

Quindi siete rimasti in buoni rapporti.

Sì, certamente, non ci siamo mai separati come "nemici" o roba del genere.

È una bella cosa, non sono molte le band in grado di avere una lineup stabile per così tanti anni.

Siamo stati molto fortunati.

Cambiamo argomento… Siamo una webzine molto piccola, coinvolta soprattutto nell'underground. Cosa ne pensi di questa scena; oggi siete una band importante, ma le vostre origini sono nell'underground.

Assolutamente. L'underground?

Sì, negli aspetti più disparati: bands, etichette, eventi…

Penso di aver perso traccia dell'underground quando tutta la faccenda di Internet ha preso piede. Ero molto coinvolto nella cosa, ai tempi del tape-trading e delle lettere e dei concerti… Andavano ai concerti, non solo i fans, anche i membri dei gruppi, di tutti i gruppi, chiunque ci fosse in giro. E bisognava partecipare, per scoprire cosa succedeva, le notizie. Oggi, con Internet, è tutto molto comodo, ma è come se le notizie fossero lì ad aspettarti, e la gente non tratta questa cosa con il dovuto rispetto.

Cosa intendi dire?

Oggi la gente può, come dire, navigare tra le notizie. Sai, una volta se c'era la notizia di un nuovo album, era una gran cosa, oggi è più "un nuovo album, ok, vediamo la prossima news", passando da una notiza all'altra a gran velocità senza prestare la giusta attenzione a ciò che viene detto in ciascuna, e penso sia una vergogna, in questo senso, che la cosa funzioni così. Allo stesso tempo, non voglio tornare indietro nel tempo e fare le cose diversamente: oggi siamo nell'era di Internet, ci sono un sacco di cose ottime, ma io personalmente non sono più così contento della cosa.

Capisco cosa intendi: parlando della nostra webzine, abbiamo deciso di non avere una sezione per le news, perchè riceviamo magari venti email al giorno del tipo "ehi, c'è un nuovo album; ehi, c'è un cambio di lineup, per favore pubblicate, ciao". Non c'è coinvolgimento, per così dire, e con i file digitali è lo stesso. Ovviamente ci sono cose positive e negative a riguardo, ma ciò che manca è il coinvolgimento.

Verissimo. Personalmente, avrei molti problemi ad accettarlo. Io sono uno che deve poter decidere dove e quando ascoltare un album. Non voglio dipendere da una connessione wi-fi. Penso che il prodotto fisico non potrà mai essere battuto, è ancora ciò che abbiamo in mente quando creiamo un nuovo album. Non penso "facciamo un album per il download", no, semplicemente pensiamo a un cd o a un vinile.

Guarda, metterò queste tue parole in grassetto, perchè abbiamo un nostro Manifesto, in webzine dove diciamo che non accetteremo copie digitali, perchè non ne sentiamo il coinvolgimento e perchè è "troppo facile". Accettiamo ancora di lavorare su copie digitali in casi particolari, edizioni molto limitate, autoproduzioni, ma riguardo le uscite più grosse ci atteniamo esattamente a quanto hai detto tu.

Assolutamente, non si può battere il prodotto fisico. Anche l'artwork, ad esempio, non è pensato per essere visto su uno schermo, è pensato per essere tenuto in mano, annusato, toccato.

Lo stesso vale anche per i testi.

Esattamente, è tutto molto importante per me, questa è la mia idea.

E noi siamo completamente d'accordo con te. Passiamo oltre ora: cosa ci puoi dire dei vostri impegni live? Sappiamo che più avanti quest'anno sarete molto impegnati dal vivo.

Sì, e avremo due date in Italia, alla fine di Novembre [la band suonerà a Roma e Milano rispettivamente il 21 e 22 Novembre].

La stagione perfetta per uno show dei Katatonia.

Oh sì.

Riguardo le esibizioni dal vivo, penso che in Italia abbiamo un grosso problema, poichè capita che le band underground debbano pagarsi il loro slot ai festival. Per esempio, c'è un festival dove suonerà un grosso nome, e le band più piccole devono pagare per avere la possibilità di suonare in quell'occasione, per sfruttare la risonanza di quel grosso nome. Quindi le agenzie di promozione e organizzazione eventi guadagnano dalle band importanti, non dovendo pagare gruppi che suoneranno, ma venendo addirittura pagate da questi. Avevi mai sentito una cosa del genere? È una cosa comune o è un problema italiano?

Non ho mai sentito di una cosa del genere per i festival, mi giunge assolutamente nuova. Mai vista una cosa del genere. Capita che se vuoi imbarcarti in un tour particolarmente lungo, siccome il costo è elevato, tu possa dover pagare parte del tour bus, o cose così. Ma PAGARE un'esibizione se tu hai la tua attrezzatura, se il viaggio è a tue spese, no, no, è… assurdo.

Bene, ho poi un paio di domande che mi hanno chiesto di farti: primo, c'è qualche band italiana in particolare che apprezzi? E cosa pensi della scena italiana, se la segui?

Sicuro, ho seguito la scena italiana per molto tempo, anche se ora non so bene come vada. Ho conosciuto Giuseppe [Orlando] dei Novembre, ho sempre amato quella band, siamo stati in tour in passato e siamo stati grandi amici, ma era molto molto tempo fa. Amo quella band, hanno un loro sound, dovuto un sacco a Carmelo dietro al microfono, così personale, sai… Poi i Lacuna Coil ovviamente, chiunque conosce quella band. Ho sentito diverse loro canzoni, devo dire però di non aver mai ascoltato uno dei loro album recenti per intero, ma mi sono sempre sembrati un'ottima band.

Sì, abbiamo molte buone band in Italia, che purtroppo non hanno successo nel loro stesso Paese, la situazione con la musica qui è piuttosto difficile…

Mi ha detto un altro giornalista che molti live club qui a Milano hanno chiuso: Rolling Stone, Transylvania, abbiamo suonato in quei posti! È stato molto brutto scoprirlo.

A Milano penso siano rimasti giusto un paio di locali, è vero, molti hanno chiuso.

È una merda.

Sì, soprattutto perchè oggi i gruppi non hanno un posto dove suonare, conseguentemente non hanno modo di farsi conoscere. Com'è la situazione in Svezia invece? Non solo riguardo la scena metal, ma in generale.

[prontamente] È ottima. Fiorente. La musica è dappertutto, ed è davvero ottima. Penso che la Svezia stia davvero acquistando consapevolezza della sua capacità di esportare musica, e il Governo si sta davvero concentrando sulla cosa e…

Il Governo?

Sì, organizzano un sacco di eventi e premiazioni per gli artisti che riescono ad ottenere un buon successo.

Indipendentemente dal genere che suonano?

Del tutto indipendentemente dal genere, coinvolgono sia l'act metal più estremo, sia cantautori, sia compositori classici, chiunque. La scena musicale è molto importante, il che probabilmente è la risposta alla domanda "come mai così tante metal bands arrivano dalla Svezia?".

Punto interessante, in Italia ci teniamo ancora aggrappati a roba vecchia, magari conosci il Festival di Sanremo e cose del genere, ed è una schifezza. Ora, ho un'altra domanda, ma è di stampo più generale, riguarda la storia dei Katatonia. Sono venuto qui ascoltando "Dance Of December Souls" e…

Ouh, era molto, molto tempo fa… [sorride]

… e un mio amico era curioso riguardo l'evoluzione della band, un'evoluzione che è in corso ancora oggi, dopo vent'anni: com'è cominciata e come si è espressa durante gli anni?

Penso sia una combinazione di moltissimi fattori, devi considerare che eravamo molto molto giovani all'epoca, e ovviamente se sei un teenager, e poi ti ritrovi alla fine dei trenta, evolvi come persona, acquisisci esperienza, e questo ti aiuta a pensare in modo diverso, il modo in cui guardi la vita, anche i tuoi gusti musicali quindi, le tue influenze, cambia tutto. O meglio, magari non cambiano, ma si ampliano. Quindi penso che un sacco di questi fattori abbiano a che fare con l'evoluzione della band. La cosa più importante è che io come musicista mi sentirei soffocato e costretto se avessi fatto troppo della stessa musica. Ho davvero bisogno che un album, rispetto al precedente, ne costituisca una specie di risposta, una prosecuzione. A volte in maniera più drastica, come ai tempi del cambio da "Brave Murder Day" in avanti, ad oggi la transizione più grande che abbiamo mai sperimentato, con l'abbandono del growl e l'utilizzo del cantato pulito. Da "NITND" al nuovo lavoro, la differenza non è così marcata, ma come dicevo è perchè siamo ancora a nostro agio con quel suono, sentiamo che non abbiamo ancora detto tutto.

Quindi si tratta principalmente di una questione di crescita personale…

Esattamente. Cresci, e quindi cambi.

E hai appena menzionato diverse influenze. Cosa ascolti solitamente, oltre al metal?

Molto. Ho una mente molto aperta, anche perchè sono una persona che può trovare influenze in qualcosa che la gente non considererebbe molto "Katatonia", ma io la posso rendere tale. Quindi ascolto moltissima musica, anche jazz, cantautorale, moltissime colonne sonore, band alternative, e chiaramente un sacco di metal. Sono onnivoro. Per me è importantissima questa mentalità, c'è un sacco di talento là fuori.

Qualche consiglio?

Aspetta, controllo sul lettore mp3 [inizia a scorrere gli artisti sull'iPhone]. Beh, ultimamente sono stato molto colpito dal nuovo progetto di Martin Lopez [ex-batterista degli Opeth, attualmente al lavoro con Soen e Fifth To Infinity], sono felice di vederlo di nuovo in attività; che altro… i Vallenfyre, di Gregor dei Paradise Lost, sono qualcosa che non ti aspetteresti da un membro dei Paradise Lost… i Tryptikon, mi piace davvero molto tutto quello che fa Tom G. Warrior…

Generi molto diversi anche nel metal, quindi…

Sì, diversissimi.

E poi rielabori tutte queste tue influenze all'interno del sound Katatonia.

Assolutamente. Ho sempre considerato i Katatonia una band heavy, le nostre radici affondano nel metal estremo e nel rock, e penso sia bello essere in grado di usare influenze da qualcosa di totalmente diverso, magari Simon & Garfunkel, all'interno di un sound heavy. La gente non se lo aspetta, nemmeno io me lo aspetterei. E questo crea un che di nuovo all'interno della scena metal, per discostarsi dai vecchi cliché heavy alla Manowar.

E a parte la musica, che altro possiamo trovare all'interno dei Katatonia? Quali altre influenze?

Libri, film, la vita stessa. Ogni momento nella vita è in qualche modo un'ispirazione. Qualcosa che vedi in strada, magari. La vita è una costante fonte di ispirazione.

E cosa fai, nella vita, quando non sei impegnato coi Katatonia?

Non mi avanza così tanto tempo…

Quindi si tratta di un'occupazione a tempo pieno.

Anche quando non sto facendo fisicamente qualcosa per i Katatonia, ci sto sempre pensando, non finisce mai.

E dopo tutti questi anni qual è il tuo approccio alla parte live della band? Hai una famiglia, e stare in tour per lungo tempo può essere molto difficile e stressante.

Lo è, e non diventa affatto più facile col passare del tempo. Più stai lontano da casa, più ti manca la tua famiglia. E poi, io personalmente sono legatissimo a Stoccolma, la adoro. Mi piace anche solo fare un giro per le sue strade, e mi manca moltissimo, ma allo stesso tempo andare in tour è una parte importantissima dei Katatonia. Creare l'album è il 50% del lavoro, andare in tour l'altro 50%. È qui che c'è l'interazione coi fans, e mi piace molto. Purtroppo è così poco tempo, rispetto a tutto il resto.

Una o due ore al giorno e le altre ventidue resti comunque lontano da casa.

Esatto! Stai seduto e aspetti, spero prima o poi trovino una tecnologia per risolvere questa cosa.

Teletrasporto.

Sarebbe grandioso.

Quindi pensi che il supporto dal vivo andando in tour sia ancora una parte fondamentale della promozione del nuovo album, o c'è di più nel live, rispetto alla mera promozione del nuovo materiale?

Forse di questi tempi andare in tour è ancora più importante che fare l'album. So di molte band che fanno un disco solo per poter andare nuovamente in tour; io però non vedo la cosa così in bianco e nero, perchè un disco è ciò che mi lascerò dietro una volta che sarò morto. Sarà il mio lascito. Tuttavia, il concerto è un ricordo per chi era presente. L'album, d'altra parte, è qualosa di più, un prodotto fisico che chiunque può toccare. Quindi, per me, l'album sarà sempre più importante del live.

Il tempo è purtroppo scaduto e ho dovuto concludere questa interessante conversazione con Anders per dargli la possibilità di rispondere alle domande del giornalista successivo, ma non ho lasciato la stanza prima di essermi fatto autografare tutti i booklet degli album dei Katatonia.

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