KOZA NOZTRA | Aristocrazia Webzine

KOZA NOZTRA

Informazioni
Autore: M1

Formazione
L’Onorevole – Voce
Recupero Crediti – Chitarra
Tritolo – Batteria
Il Diacono – Chitarra e Voce
Calibro 9 – Basso e Seconde Voci

Avevo già sentito parlare dei Koza Noztra in passato, d’altronde con un nome del genere non si può di certo passare inosservati ma purtroppo una sorta di mio pregiudizio personale mi portò a scartarli dopo aver sì e no ascoltato mezzo pezzo. Errore imperdonabile al quale cerco oggi di porre rimedio presentandovi questi loschi figuri che rispondono al nome di: L’Onorevole, Recupero Crediti, Tritolo, Il Diacono e Calibro 9.

Ciao ragazzi, vi do il benvenuto sulle pagine della nostra webzine, è un piacere avervi qui. Per prima cosa vorrei sapere come è nata la band e per quali ragioni avete scelto il nome Koza Noztra.

Nella sua attuale formazione, la band è nata nel 2007. Il nome è direttamente correlato al concept, anzi è l’idea da cui scaturisce tutto. Rappresentare quello che noi, intesi come italiani in senso lato,siamo effettivamente quando ci guardiamo allo specchio: quelli che pensano solo alle “cose nostre”.

Approcciando a prima vista con voi un ignaro ascoltatore potrebbe erroneamente “catalogarvi” come una sorta di band demenziale, leggendo titoli di canzoni quali “Minka Dura” o “Colazione Col Travestito”. Invece i vostri intenti sono ben altri, potete illustrarceli?

Vedi, penso che l’etichetta “demenziale” sia stata inventata per sterilizzare e neutralizzare chi risultava “scomodo”. Non esistono le band demenziali, non sono mai esistite. Dire che un gruppo è demenziale è tentare di far passare per giullare di corte colui che prova a dire che il re è nudo. E’ lo stesso gioco che si fa quando si definisce Beppe Grillo “un comico”. Grillo non è un comico e non lo è mai stato. E’ chiaro che nella realtà si mischiano in ugual misura tragedia e farsa, spesso indissolubilmente legate tra loro. Ma il bello è proprio quello e noi italiani siamo maestri nel vivere le farse come fossero tragedie e le tragedie come fossero farse.

Nella fotografia che fate del nostro Paese mettete in evidenza una serie di comportamenti e modi di fare negativi (menefreghismo, individualismo, corruzione, pedofilia). Quali sono invece i valori in cui vi riconoscete a livello di band e personale?

Siamo tutti corrotti marci, al 100%. Non esistono più, specialmente in Italia, comportamenti “negativi” e altri “positivi”, ma solo comportamenti “costosi” e altri “economici”. Viviamo in un mondo che ha definitivamente legittimato l’idea che chi ha i soldi può fare quello che vuole. E’ inutile oramai starsi a chiedere se è giusto o sbagliato. Questa domanda bisognava farsela molti anni fa. Ora ci si può solo adeguare ed organizzarsi.

Il vostro suono è un connubio di heavy metal e hard rock davvero trascinante: quali sono i gruppi che più amate o vi hanno influenzato?

Grazie dei complimenti. Abbiamo tutti gusti musicali diversi, ma su alcune band convergiamo: Judas Priest, Iron Maiden, Ozzy Osbourne, Metallica, Motorhead, AC/DC… i classici insomma.

Cosa deve avere un pezzo per rendervi soddisfatti e ritenerlo completo?

Deve essere diverso dagli altri, deve raccontare una storia e nascere da un’idea precisa. In realtà, gran parte dei nostri pezzi sono già stati composti da tempo. Abbiamo materiale per cinque o sei album poi ci scioglieremo. Quando avremo detto tutto quello che volevamo dire, non andremo più avanti, non avrebbe alcun senso.

Chi si occupa della stesura dei testi? La scelta dei temi da trattare è collettiva?

I testi nascono da uno schema che si chiama “autobiografico collettivo”… tutte cose realmente accadute a noi o gente che conosciamo o che potrebbero accadere e che ci vedrebbero in mezzo. Ma tutto nasce dall’idea di base, dalla storia che si vuole raccontare.

Quanto è difficile trovare un’etichetta che supporti (e “sopporti”) il vostro lavoro? Si tratta per voi di una scelta cruciale oppure con l’autoproduzione ci si può muovere comunque bene?

Quello dell’etichetta è stato l’ultimo problema che ci siamo posti. Noi suoniamo lo stesso, con o senza etichetta. Poi, se qualcuno crede in noi, si faccia pure avanti. Siamo dei corrotti, no? Quindi disponibili ad ascoltare qualsiasi offerta…

Ho letto di diverse situazioni in cui avete avuto problemi con la censura o siete stati boicottati. In diversi vostri pezzi compaiono bestemmie o pesanti allusioni verso personaggi noti. Fin dove credete possa spingersi la libertà di opinione?

Non lo so e non ci interessa neanche. Noi facciamo uno spettacolo e raccontiamo delle storie. Queste storie prevedono dei personaggi che si esprimono in una certa maniera. Non accetteremo mai di troncare, modificare o ridurre il nostro spettacolo per motivi di censura. Ogni volta che ci siamo imbattuti in questo problema, abbiamo preferito non suonare neanche. Le cose o si fanno bene fino in fondo o non si iniziano neppure. Sappiamo bene che il rischio della censura è sempre presente; ma fare heavy metal sperando nella benedizione degli altri è un controsenso. Chi fa questa musica, sa dal principio di andare in guerra contro il mondo. Anzi, la fa perché è già in guerra contro il mondo. Quindi, è inutile aspettarsi la misericordia del nemico ma meglio partire subito con l’artiglieria pesante.

In “La Cura Del Diavolo”, il vostro brano che preferisco, citate una serie di sparatutto e videogiochi violenti (Halo 2, Doom, Quake, Karmageddon, Resident Evil). Siete (stati) dei giocatori oppure li avete inseriti solo ai fini del tema della canzone?

Certo che lo siamo e lo siamo stati, con punte di vera e propria dipendenza tossica. I videogames sono una delle più grandi rivoluzioni del mondo moderno.

So che state preparando un nuovo album intitolato “Tragedia Della Follia (In Un Supermercato Dell’Hinterland)”: che differenze dovremo aspettarci a livello di suoni e di tematiche trattate rispetto a “Koza Noztra”? Si tratta per caso di un concept album, i brani hanno un qualche collegamento?

Un vero e proprio concept no, ma tutte le canzoni parlano di esaurimento nervoso, delitto, psicofarmaci e degrado vario. Insomma, una buona e sana lettura della pagina di cronaca nera di un giornale che trova il suo degno epilogo nella strage al supermercato. A livello di sound siamo sempre noi stessi, forse un po’ più metal ma, come ti ho detto prima, i brani devono essere molto diversi l’uno dall’altro per andare a comporre un nostro album.

Come mi muoverete una volta pubblicato il nuovo disco?

Cominceremo subito a registrare quello nuovo… Semplice.

Come vanno invece le cose sul fronte dei concerti? Ne avete alcuni già in programma?

Gli unici concerti che facciamo sono quelli che ci auto-organizziamo… e quindi ben pochi.

Voi offrite la possibilità di scaricare dal vostro sito ufficiale i brani di “Koza Noztra” e “Humanitas” (un mini ep di tre tracce, n.d.r.): il futuro della musica è affidato unicamente al formato digitale? Come vi rapportate a fenomeni quali il download selvaggio e le nuove tecnologie?

Anche il nuovo album sarà a breve disponibile per il download gratuito in mp3. A noi di vendere dischi non ce ne frega nulla, non siamo dei piazzisti. Ci interessa solo far sentire la nostra musica, è il nostro magnifico passatempo, la nostra passione da condividere con gli altri. Se qualcosa possiamo darla gratis, lo facciamo. Se ci costa soldi, chiediamo soldi in cambio. Il futuro della musica? Dipende da cosa si vuole. Se ci si accontenta degli mp3, il futuro è solo digitale ed è anche gratis. Meglio che ci sia più libertà di scelta. Il vero dramma sarebbe il contrario.

Avreste band del panorama underground italiano che vorreste consigliare ai nostri lettori?

Come metal estremo mi piacciono i Profanal, che hanno idee da vendere. In ambito più classico mi vengono in mente i Kurnalkool e i Rude Forefathers ma ci sono molte band che danno più soddisfazioni di tante altre molto famose… tanto per fare nomi e cognomi: l’ultimo degli Iron Maiden vale molto meno…

Chi sono i Koza Noztra nella vita di tutti i giorni?

Cinque italiani medi: corrotti, menefreghisti, nepotisti appena possono, allergici alle regole e che rispettano la legge solo quando non ne possono proprio fare a meno. Sempre pronti ad inveire contro tutti perché la colpa non è mai nostra ma sempre di qualcun altro e sempre pronti a dare il buon consiglio ed il cattivo esempio a distanza di pochi secondi l’uno dall’altro. In fondo, dei gran maleducati, degli incredibili cafoni e dei millantatori, ma come tutti ci teniamo alla “faccia”, alle apparenze. Potremmo persino delinquere pur di salvare la reputazione di cittadini onesti…