LILYUM (2015)

   
Gruppo: Lilyum
 
Formazione:

  • Kosmos Reversum – Strumentazione
  • Xes – Voce
 

Il progetto Lilyum ha sfornato il suo sesto album "October's Call" e a distanza di cinque anni ho di nuovo la possibilità di chiacchierare con Kosmos Reversum. Vediamo quindi com'è cambiata la situazione e cosa ci racconta…

 


Bentornato su Aristocrazia, iniziamo con il più classico dei come va la vita?

Kosmos Reversum: Ciao, è un piacere ritornare sulle vostre pagine virtuali. Direi che tutto prosegue nella norma, ovvero seguo anche io ormai la regola del «va tutto bene, grazie».  È una bella scorciatoia direi.

Dalla nostra prima chiacchierata sono trascorsi cinque anni, un lasso di tempo nel quale possono accadere una miriade di cose. Chi è oggi Kosmos Reversum e cosa vuole in quanto artista e uomo?

In effetti sono accadute un sacco di cose. La cosa più bella è che da due anni sono sposato con quella che è la mia compagna da quasi venti anni, mentre purtroppo le cose brutte che sono capitate sono molte, ed evito di fare un elenco. Come uomo mi sento più ammaestrato, ma non più tranquillo realmente… Come artista sono sicuramente cresciuto e "October's Call" penso che metta in evidenza questa crescita. Onestamente sono un uomo che non pretende molto dalla vita, solo un po' di serenità e salute. Musicalmente prendo atto che faccio metal in Italia e quindi parecchi dei traguardi che mi ero prefisso li ho già raggiunti. Vorrei ovviamente che la mia musica fosse valutata come quella di un gruppo svedese o francese, ma noi Italiani siamo abili a tirare palate di merda controvento, quindi va bene così.

Ho concluso la recensione di "October's Call" dicendo che «Gli anni passano, le pubblicazioni aumentano e qualche cambiamento è stato effettivamente apportato, ma come potrete notare i Lilyum coriacemente rimangono sempre e comunque i Lilyum». Per il sottoscritto la tua è una realtà coerente con se stessa, ma non statica né forzatamente conservatrice. Mi viene perciò da chiederti: qual è per te il significato che si cela dietro la parola «coerenza»?

I Lilyum hanno apportato cambiamenti a ogni album, dai suoni all'approccio verso il black metal, ma mi rendo conto che la mia mano caratterizza molto il nostro operato, in fondo sono stato quasi sempre l'unico compositore, senza ovviamente nulla togliere ad alcuni come Lord J.H. Psycho, che ha molto contribuito in alcuni dischi. Per me coerenza equivale a sincerità: i miei dischi suonano coerenti semplicemente perché sono onesti verso me stesso in primo luogo, verso ciò che sono e ciò che voglio suonare. Non cerco di somigliare a nessuno, ma compongo solo seguendo il mio istinto. Non seguo mode o trend, quando mi metto al lavoro è solo il mio istinto che mi guida, e ciò che viene riversato su disco è solo ciò che io reputo vada bene, e non che potrebbe andare bene per qualcun altro. Detto questo, in questo album Xes ha fatto un grande lavoro alla voce e io credo di aver fatto altrettanto su tutti gli altri strumenti. E dico questo non perché penso che i Lilyum siano più bravi di altri, ma perché l'unico metro di paragone dei Lilyum è la musica dei Lilyum e la personalità di chi l'ha suonata e composta.

 La proposta emana emozioni intense e combattute, per molti versi rispecchia quanto provato da molti di fronte a una situazione mondiale tutt'altro che semplice e le cui braci vengono alimentate da un'esposizione mediatica scorretta, dispersiva e alle volte al limite del ridicolo. Terrorismo, politica da burattini e informazione teleguidata sono argomenti di cui si parla tutti i giorni, pensi che questi incidano sul tuo modo di essere, di porti nei confronti della società e indirettamente poi sul modo in cui componi i brani?

Non credo che i fatti quotidiani e i media mi influenzino, né tantomeno la musica dei Lilyum, ma è scontato che vivere in un mondo che peggiora sempre di più non aiuta ad avere una visione ottimistica delle cose. Credo che le emozioni che hai descritto riguardo il nostro disco siano il frutto soprattutto del periodo nel quale è stato composto, che personalmente definisco come uno dei peggiori della mia vita, ed essendo io incapace di mentire, era inevitabile venisse a galla in "October's Call". Mass media, politica, religione ecc. sono tutte mele marce di una stessa cesta, e più stanno a contatto e più marciscono e contagiano la gente che se ne ciba. Occorre che le persone ricerchino sempre la verità, in fondo Internet mette a suo modo anche in condizioni favorevoli per questo, se si sa cercare. Di certo se si cerca la verità solo sulla homepage di Facebook si è molto lontani dall'obiettivo!

Per la seconda volta un tuo disco è stato rilasciato tramite la Naked Lunch Records di Jacopo Fanò. Come siete entrati in contatto? Sarà una collaborazione che perdurerà anche per ciò che riguarda le prossime uscite?

Allora… con Jacopo ci conosciamo dal 2011, ovvero dall'uscita di "Nothing Is Mine" che lui aveva recensito per una nota webzine italiana. Dopo ha fondato la sua etichetta e noi ci siamo proposti e lui ha accettato con entusiasmo di lavorare con noi, in quanto nostro sostenitore e ammiratore. Ha pubblicato il precedente "Glorification Of Death", che io reputo il peggior disco della nostra carriera, e adesso "October's Call". Se devo essere onesto, non sono per nulla soddisfatto dell'operato della sua label. Il lato positivo di Jacopo, che devo per giustizia comunicare, è che si tratta di una delle poche persone che non chiede soldi. Sul versante negativo devo anche rimarcare che il nostro disco ha subito dei ritardi e che ha rischiato di non essere pubblicato. Il suo comportamento, prima e dopo la pubblicazione, è stato davvero poco professionale, tantoché tutta la promozione la sto svolgendo io. Ed è per questo che i Lilyum non collaboreranno mai più con lui, in quanto se manchi di rispetto ai Lilyum, manchi di rispetto a me in primis, e per me il rispetto viene prima di ogni altra cosa.

Sei un appassionato di rock, hardcore e ascolti metal a 360°. Quali sono stati gli ultimi cinque dischi che hai acquistato?

Uh! Ascolto tonnellate di roba! In ambito «alternative rock» mi sono piaciuti molto e ho comprato gli ultimi lavori di Sick Tamburo, Brody Dalle, Scott Weiland And The Wildabouts. Anche se non recentissimi, segnalerei il lavoro solista di Philip Anselmo And The Illegals intitolato "Walk Through Exits Only", un disco bistrattato da chiunque ma il cui motivo mi è sconosciuto, e l'ultimo Holy Moses "Redefined Mayhem", un disco thrash davvero ben fatto che surclassa tanti altri nomi più blasonati, Slayer su tutti. Ho molto apprezzato anche l'ultimo degli storici Chastain "We Bleed Metal", e in ambito italiano direi che il nuovo dei Surge Assault spacca i culi a chiunque! Come ultimo acquisto valido sono onesto nel dirti che il disco dei miei Lilyum è nello stereo e nelle cuffie da molti mesi e non mi stufa. E questo segnale è molto positivo, in quanto sono il primo critico della mia musica. Ad esempio per il precedente disco non era successo. Reputo "Glorification Of Death" un buon lavoro come idee, ma penalizzate da una batteria artificilmente orrenda e da una produzione impastata e poco incisiva.

In questi anni hai comprato produzioni di band di ultima generazione? Tra queste ce ne sono che consiglieresti e che ritieni qualitativamente all'altezza di prendere il posto dei grandi nomi?

Nominavo i Surge Assault, che hanno realizzato un secondo album da paura, per il resto il piattume più totale, nel senso che si sentono tanti dischi ben realizzati, ma scarsi a livello di personalità. Onestamente ora come ora non sento band davvero in grado di soppiantare i vari Iron Maiden, Slayer, Pantera, Kreator ecc. Da una parte perché l'effetto novità è ormai svanito e dall'altra perché manca sempre quel quid in più in grado di fare la differenza. Detto questo, sempre in Italia segnalerei i Black Propaganda come ottima formazione thrash-death; davvero micidiali! Aggiungerei anche gli Homicide Hagridden e i Black Flame. Senza farlo apposta, ho nominato solo formazioni italiane, ma se penso ai generi più estremi come death o black, bisogna guardare ancora oltre i nostri confini, anche se Frangar e Whiskey Ritual non scherzano. Citerei come formazione molto in forma gli Ad Hominem, ma nel loro caso non so se si può parlare proprio di band di nuova generazione.

A quanto ho compreso dalle stupide riflessioni esposte da certi gruppi di idealisti-casi umani, i musulmani sarebbero tutti terroristi, mentre chi suonerebbe rock o metal un satanista, storia vecchia quanto il mondo. Le decadi passano, tuttavia spargere parole insulse e prive di qualsiasi logica sembra un'attività che proprio non vuole affievolirsi mai. Non a caso dopo la tragedia del Bataclan qualcuno è riuscito pure a prendersela con gli Eagles Of Death Metal, band vittima di quell'ondata di follia. Secondo te è questo il meglio che l'uomo è capace di fare?

I musulmani ovviamente non sono tutti terroristi, ma dalla mia esperienza ti posso dire che la loro base culturale non è il massimo. Anche loro sono schiavi di una religione organizzata e già questo è negativo, aggiungi che la povertà e il disagio di tanti Paesi legati all'Islam hanno esacerbato i toni del "Corano", trasformando molti non dico sempre in terroristi, ma di sicuro in fanatici, che hanno la religione come unico appiglio per vivere una vita che di base fa schifo. Detto questo, se stiamo dietro alle definizioni dei mass media, della Panicucci o della D'Urso siamo a posto… Cresceremo dei figli cerebrolesi, presi per il culo dalla tv e lobotomizzati da smartphone e Internet. Per questo ascolto spesso la canzone degli Urgehal "The Necessity Of Total Genocide", perché credo sia davvero necessario. E credo anche io che siamo in troppi, e se qualcuno pensa che io mi creda più degno di altri per rimanere in vita si sbaglia, si potrebbe iniziare anche da me. Tanto se tutti ci facciamo due conti, quanto realmente abbiamo da perdere in questo mondo?

Musicista, appassionato di musica e attivo anche sul fronte della produzione con la tua etichetta Broken Bones Records. Come sta andando? Io ho avuto modo di recensire i Veligore, ma quali sono gli altri progetti che hai portato avanti in questo 2015 e quali vedranno la luce nel 2016?

Allora, come sai scrivo in ambito musicale anche, di sicuro la mia 'zine Heavy Metal Maniac andrà avanti, ormai mi sono rotto di chiudere perché i collaboratori se ne vanno, se rimarrò da solo farò di meno ma la cosa va avanti, almeno finché per me avrà senso. Poi vorrei fare una sorta di disco solista o comunque un progetto molto distante dai Lilyum e dal metal in senso stretto, volendo. Ho tanti brani pronti, devo solo trovare tempo e voglia per registrarli, ma ti assicuro che si tratta di roba interessante e che riporta al rock alternativo degli anni Novanta, ma anche Ottanta volendo. La mia etichetta ora è un po' ferma in fatto di nuove produzioni, in quanto mi sono accorto che il supporto all'underground non esiste. O meglio, ora ne ho la certezza matematica. Sono tornato a suonare il mio primo strumento, la batteria, stiamo scrivendo nuovi brani con alcuni ragazzi e spero che la cosa si concretizzi in un demo, un ep, un album… Non è detto che non torni sui palchi anche come cantante di un altro gruppo, ma aspetto a dare la notizia, quando le cose saranno più consolidate.

Quali sono i parametri tramite i quali scegli se supportare una band o meno? E fra quelle italiane in giro ce n'è una con la quale vorresti collaborare?

Se intendi come etichetta, il parametro è l'onestà della proposta e mi piace avere a che fare con chi ha mantenuto uno spirito umile e underground. Noi Lilyum abbiamo iniziato da cd-r fotocopiati, ora siamo qui e direi che di passi avanti ne abbiamo fatti. C'è invece chi vuole iniziare dal debutto, pretendendo che sia realizzato in digibook, ma per me tutto questo è fuori dal mondo. Avessi anche il denaro necessario, non produrrei mai una band con questa mentalità. Si deve essere umili e crescere pian piano, altrimenti si rischia di bruciarsi. Chi mi piacerebbe produrre? Non ho un nome preciso da farti, ma chiunque capisca lo sforzo che ci vuole nel fare e divulgare anche una semplice cassetta fotocopiata. Per il resto, personalmente supporto chi merita sia musicalmente che attitudinalmente. Per me le due cose vanno di pari passo e non dovrebbe essere altrimenti!

So che non è il massimo dell'eleganza fare i conti in tasca alla gente, ma spesso chi sta al di fuori di questo mondo, a esempio quelli che vivono di mp3, non ha la percezione di quanto lavoro e impegno vi siano dietro il lavoro di una etichetta, piccola o grande che sia. Mi viene da chiederti: ne vale la pena? Hai un minimo di riscontro economico oppure punti tutto sulla passione e del resto chi se ne frega?

Non ho mai guadagnato nulla con le mie produzioni, e quel poco guadagnato è stato reinvestito nella produzione successiva. In questo senso non vale la pena, va bene se stai in pari. Ma ovviamente io ti parlo da titolare di etichetta ultra-underground, di chi ancora fa le cose in casa… Ma non è questo il motivo che mi sta facendo perdere interesse nel produrre band, ma il riscontrare tanta arroganza in formazioni di sedicenni appena nate che ti trattano come un povero coglione che deve eseguire i loro ordini. Per me possono andare a farsi fottere.

Il 2015 è ormai concluso, tirando le somme Kosmos Reversum può dire che è l'annata è andata…

L'annata è andata, per fortuna che ho fatto uscire il disco dei Lilyum di cui vado orgogliosissimo, altrimenti quest'anno, come quello precedente, sarebbe stato una catastrofe. Ho dovuto combattere con problemi familiari e personali davvero pesanti… Ma come sempre risorgerò, alla faccia di tutti quelli che mi odiano!

Cosa ti attendi per i Lilyum e cosa dovremo attenderci dai Lylium nel 2016?

Lilyum si alimenta del mio malessere e finché ci sarà quello potrete attendervi nuova musica. In tutta onestà, detto questo, spero che tutto ciò finisca al più presto! Parlando più nel dettaglio, credo che nel 2016 non ci sarà un nuovo album dei Lilyum, perché con "October's Call" ho raggiunto qualcosa di grande che sognavo da tempo e ciò potrebbe anche significare la fine dei giochi. Ma credo che in un qualche modo il sottoscritto non starà con le mani in mano… Aspettiamo e vediamo che succede.

Siamo giunti alla battute finali, ti ringrazio per il tempo dedicatoci e ti lascio la parola per salutare o inviare un messaggio ai nostri lettori…

Grazie a te Gabriele e a tutta la redazione di Aristocrazia Webzine, grazie a chiunque mi sostenga e ci sostenga, come persone e musicisti. Grazie di cuore a tutti voi che ci supportate e soprattutto grazie a mia moglie, che mi è vicina da diciassette anni e ha combattuto tante battaglie al mio fianco. In fondo, come vedete, anche io ho un cuore e molto più grande di quanto si voglia far credere in giro.

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