MAEL MORDHA

MAEL MORDHA

Informazioni
Autore: Mourning
Contatti: www.myspace.com/maelmorda

Formazione
Roibéard Ó Bogail – Voce, Piano, Whistle
Gerry Clince – Chitarra
Anthony Lindsay – Chitarra
Dave Murphy – Basso
Shane Cahill – Batteria

MAEL MORDHA E’ con noi Roibéard cantante dei Mael Mordha, benvenuto. Iniziamo subito con una breve presentazione della band?

Grazie per l’interesse nei confronti della band; abbiamo iniziato a prender forma nel 1998 e da allora abbiamo registrato cinque EPs (“The Path To Insanity” 1999, “The Inferno Spreads” 2000, “Caoineadh Na NGael” 2003, “Cluain Tarbh” E.P. 2004), uno split 7” con i Primordial (nel 2005) e tre album (“Cluain Tarbh” 2005, “Gealtacht Mael Mórdha” 2007 and “Manannán” 2010). La line-up della band è diventata stabile dopo il rilascio di “Caoineadh Na NGael”

Il nuovo album “Manannan” è uscito a maggio, come lo descriveresti? Quali sono le differenze con i lavori passati?

Questo è il primo album che abbiamo scritto che non contiene vecchie canzoni (a differenza dei precedenti due); il nostro “processo di scrittura” è assai differente ora (tutte le canzoni sono basate sulle chitarre) e penso che suonino in modo leggermente differente, in particolare rispetto alle prime. Siamo anche ricorsi all’aiuto di un nuovo ingegnere, Anders Bomberg, che ha registrato tutti i nostri brani live con lo scopo di catturare le atmosfere che si creano durante i nostri concerti (un qualcosa che non è ancora stato terminato). Le linee di chitarra principali, le voci e i fischi sono stati raddoppiati in seguito. Mi aspetto di fare qualcosa di simile la prossima volta che saremo in giro: provare e imparare dai propri errori per migliorare un pochino.

“Gaelic Doom Metal” è come definiscono il vostro genere: quali sono le fonti storiche da cui attingete per dargli vita?

Molte persone nella “scena metal” hanno questa pessima abitudine di inventare sottogeneri ed etichette per via dei contenuti nei testi delle canzoni. Il metal è un tipo di musica, pertanto non è possibile definire una forma di musica riferendosi ai testi. Se togli i testi dalla musica rimane la musica, se togli la musica ti restano solo parole. La nostra musica è influenzata dal Doom/Death metal inglese dei primi anni ’90 e la vecchia musica Gaelica che è stata preservata cantando dal nostro Sean Nós, ma anche dai folkloristi e musicologi negli ultimi trecento anni, o più specificatamente i Lamenti e le Elegie di quella musica. Questo tende ad influenzare le parti cantate e fischiate, ma si insinua anche nell’impressione generale che la musica offre.

Ci sono musicisti irlandesi da cui vi sentite influenzati?

Per quanto mi riguarda, probabilmente Seamus Ennis e il materiale dei primi Chieftrains ma dal momento che siamo stati esposti “passivamente” alla musica irlandese fin dalla nascita ci sono troppe influenze varie per poter tentare di fare una lista.

“Mannanan” è un album epico, questo lavoro per me è paragonabile a un “Hammerheart dei Bathory con una vena folk spiccata. Com’è vi è nata la passione per il genere? Come si è sviluppato il sound che vi ha reso così riconoscibili?

La spinta per la nascita della band l’hanno data i My Dying Bride. Questo è stato ciò che principalmente mi ha fatto innamorare, e allo stesso tempo ero circondato dai vari aspetti della musica irlandese e suonavo principalmente il piano. Mischia tutte queste componenti assieme alla mia limitata abilità musicale e otterrai le origini musicali della band. In altre parole era quello che potevo suonare al tempo. Mi piace pensare che siamo cresciuti un po’ da allora, dal momento in cui ciascun membro si è aggiunto contribuendo a rendere sempre più unico lo stile Mael Mórdha. Se la line-up della band cambiasse ancora, sarebbe lo stesso per il sound ma non c’è nessun segno a testimonianza di ciò, quindi possiamo rilassarci!

“The Doom Of The Races Of Éire”, “Through The Lungs Of The Dead” e “Our Ancestors Dwell Here” sono le canzoni che per il sottoscritto rappresentano al meglio l’animo vario all’interno del disco. Come prende vita un vostro brano?

E’ proprio un fattore che ci accomuna . Di solito Gerry, Anthony o Dave arrivano con un riff o una serie di riffs che il resto di noi iniziano ad elaborare. E’ tutto più o meno qui. Non c’è un procedimento standard. Quello che viene fuori viene fuori e una volta che siamo felici del risultato, viene suonato fino alla morte ed in seguito lo registriamo come parte del nuovo album.

Chi compone la musica e chi i testi?

I testi li scrivo io, ma la musica vanta il contributo di tutta la band.

Il rapporto con le vostre radici è qualcosa di realmente intimo, in un mondo che tende a globalizzarsi il rischio di perdità d’identità nazionale è sempre dietro l’angolo. Qual’è il tuo parere su tale questione?

Cercare di comprendere cosa sia l’identità nazionale è quasi impossibile e pertanto penso sia ampiamente irrilevante. Ad ogni modo ricordare i tuoi morti e le cose che hanno fatto e prendersi cura del posto in cui si vive penso siano le cose più importanti che ognuno di noi possa fare. Se facciamo questo, il “piccolo uomo” e tutte le nostre uniche e piccole culture sopravviverebbero e continuerebbero a crescere alla loro maniera nei rispettivi luoghi. La cultura non è qualcosa di statico che non cambia. E’ sempre stata oggetto di movimenti, ma è cambiata gradualmente e largamente. Quando una cultura è oggetto di una drammatico sconvolgimento è a causa di un’invasione o di un disastro naturale che minaccia la sua esistenza. Ciò che è successo nel mondo negli ultimi cinquanta anni è un completo stravolgimento delle fondamenta del mondo, e potrebbe essere visto come una sorta di enorme invasione. Tuttavia è successo in passato, come con l’Impero Inglese, quello Romano, quello Americano o quello Cinese. Tutti sorgono e tutti cadono. E’ il ciclo delle cose.

Mael Mórdha e Mourning Beloveth sono le formazioni più rinomante della scena doom irlandese, ci sono altre band che stanno crescendo e che consigliereste come ascolto?

Le band Doom in Irlanda a cui dovreste dare un’occhiata sono Thy Sinister Bloom, Decayor, Wreck Of The Hesperes.

Avete programmato un tour di supporto al disco?

Nulla è ancora stato confermato. Abbiamo alcuni shows individuali in programma a Dublino per settembre, il Doom Over Vienna in novembre e l’Eindhoven Metal Meeting in dicembre ma ci sono molte altre cose in corso che annunceremo nei prossimi mesi, quindi continuate a seguire il nostro sito per news e avvenimenti!

Che rapporto avete con chi vi segue? Usate abitualmente social network per tenervi in contatto con loro?

Con il rischio di suonare come rock stars è diventato più difficile comunicare con le persone ora che la band sta diventando maggiormente popolare. Noi tutti andiamo su myspace e facebook a tempi alterni e rispondiamo alle domande quando possiamo. Non voglio dire che la band non esisterebbe senza i fans ma nessuno avrebbe sentito di noi senza di voi/loro e non è il massimo suonare un concerto in una sala vuota, non è vero? In altre parole i nostri fans sono molto importanti per noi perciò facciamo il nostro meglio per far sì che chiunque si trovi ad un nostro concerto senta di aver speso bene i suoi soldi.

Come sono i Mael Mórdha on stage? Ci sono altre componenti oltre quella musicale che arricchiscono i vostri show?

Siamo conosciuti per essere un po’ energetici on-stage ora come ora. E’ davvero fantastico quando tutti, pubblico e band, si stanno divertendo e noi ci nutriamo dell’energia della folla, e loro in cambio si nutrono della nostra; è un ciclo rinnovabile che non si spegne finchè audience e band si divertono.

L’esperienza live più bella? Ce n’è una di quelle vissute che vorreste bissare?

Le migliori cose che ci sono successe in concerto sono, in primis quando tutti nella band hanno suonato, e sanno di aver suonato bene, con un buon sound on- e off-stage in un luogo strapieno di persone che si nutrono dell’altrui adrenalina e di quella della band. E’ davvero dura superare quella sensazione. Non succede ad ogni concerto ed è molto facile che una delle cose citate vada per il verso sbagliato. Alcune delle date memorabili quando tutto è stato grande furono il Bloodstock Indoors Festival in Inghilterra alcuni anni fa, o l’ultima volta che abbiamo suonato in Grecia (ad Atene) o all’Heathen Crusade II negli USA.

Hai un rammarico o un qualcosa che avresti desiderato si evolvesse in maniera diversa nella tua vita/carriera?

Vorrei aver conosciuto quindici anni fa ciò che conosco ora. E che avessimo trovato un contratto anni fa e che fossimo più grandi dei Metallica.

Vedremo vostre esibizioni sui palchi italiani?

Sì! Ma ancora non posso dire quando.

Ti ringrazio per il tempo dedicatoci, un ultimo messaggio o un semplice saluto per i nostri lettori.

Spero che vi piaccia il nuovo album, e siate sempre sinceri con voi stessi.
Slán agus Beannacht

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