MAÏEUTISTE

   
Gruppo: Maïeutiste
Traduzione: LordPist
 
Formazione:

  • JF – Batteria
  • Grey – Chitarra
  • Жертва – Chitarra
  • Keithan – Chitarra e Voce
  • Eheuje – Voce
  • Temüdjin – Basso
 

I Maïeutiste e il loro debutto per il sottoscritto sono da inserire fra le migliori novità lasciateci dal 2015. Ho colto quindi l'occasione di venire un po' a capo della situazione, ponendo alla band qualche domanda su chi fossero i ragazzi e cosa volessero realizzare…

 


Benvenuti su Aristocrazia e grazie della disponibilità.

Grazie per le parole che hai speso sul nostro album di debutto.

Solitamente le prime battute vengono dedicate a fornire quante più informazioni possibili sul gruppo, su come è nato e quali sono le influenze musicali e non dalle quali trae ispirazione, magari presentando gli elementi che compongono la formazione. Non mi resta altro da fare che lasciarvi la parola…

I Maïeutiste furono fondati nel 2006 nella regione Rodano-Alpi da Keithan ed Eheuje, che intendevano creare della musica che facesse riferimento soprattutto al black metal. Volevamo fare musica eclettica, pur mantenendo la furia e la ferocia di gruppi estremi come Bethlehem, Emperor, Darkthrone e Ulver. Ci è voluto molto tempo per essere soddisfatti riguardo ciò che volevamo. La band lavora in maniera molto collaborativa, nonostante il fatto che sia Keithan a iniziare il processo di scrittura e registrazione. Inoltre, volevamo evocare questioni filosofiche che potessero essere messe in musica, alla ricerca di un formato poetico.

La prima volta che ho inserito nel lettore il vostro lavoro sono rimasto colpito dalla sua forte varietà ed essenza criptica che inducono a riflettere, tanto che per riascoltarlo ho dovuto letteralmente resettare il cervello. Com'è stato comporlo? Quali sono state le difficoltà e come avete trovato l'equilibrio fra note e concept che ne ha permesso la realizzazione?

Volevamo offrire un tipo di musica che avesse molteplici interpretazioni, che si potesse rivelare nel tempo, anche con il rischio di sembrare troppo denso a un primo ascolto. Ci piacciono gli album che necessitano di un po' di sforzo — che non significa necessariamente che la musica in sé debba essere complicata — che richiedano tempo per essere assimilati, finché non si raggiunge una chiara immagine delle intenzioni dei loro creatori. Le composizioni e i testi sono inizialmente opera di Keithan, prima di venire elaborati e ri-arrangiati dall'intera band. La composizione dell'album non è avvenuta chitarra in mano, ma piuttosto come un assemblaggio di diversi scenari sonori che poi venivano adattati agli strumenti. Il nostro approccio di evocare la maieutica, l'arte di «far nascere lo spirito» secondo Socrate, è interpretato in maniera poetica.

In un panorama odierno in cui regna il pressapochismo e si rincorre la notizia che fa scalpore, secondo voi l'uomo può essere capace di raggiungere il traguardo socratico di imprimere al proprio pensiero un carattere distinguibile e personale? Il tema è trattato all'interno del disco e a mio avviso sarebbe da affrontare quotidianamente, data l'ingente ondata di informazioni, pilotate o meno che siano, con la quale siamo costretti a convivere.

Prima di tutto, le persone non hanno mai avuto tanti mezzi per accedere alla conoscenza quanti ne abbiamo al giorno d'oggi. Strumenti come Internet sono un modo di dare a chiunque la possibilità di scoprire il patrimonio dell'umanità, liberamente (fino a un certo punto). Chiaramente, questo ha portato anche alla crescita della disinformazione, della carenza di oggettività da parte dei media e così via… È anche importante mettere in discussione la nostra stessa soggettività, fare un passo indietro e razionalizzare le cose. Per esempio, nonostante l'atrocità delle guerre in corso di cui non tratteremo in questa sede, non c'è mai stato sulla Terra un periodo con così pochi conflitti maggiori, anche se il modo in cui ci vengono raccontati dai media ci farebbero pensare il contrario. Non intendiamo che queste guerre non siano negative quanto quelle precedenti, o che non meritino la nostra attenzione, ma è importante comprendere gli errori e le strumentalizzazioni politiche da tutte le parti. Ciò detto, il nostro approccio come Maïeutiste è lontano dall'essere politico: evoca l'ambivalenza di verità e menzogna attraverso la poesia. Cerchiamo di tenere quanta più distanza possibile dai problemi del mondo, non perché non ci interessino, ma per mantenere un credo apolitico. La cosa più importante è non essere mai assolutamente certi di ciò che si sente o si pensa.

Nella versione digipak del disco non sono contenuti i testi, mentre in quella box limitata a cento copie sì. Ci sarà la possibilità di reperirli almeno online? E le coordinate celesti presenti cosa rappresentano?

È vero che i testi sono difficili da trovare al momento, ma saranno presto pubblicati su Internet con accesso libero. Vorremmo restare discreti riguardo il significato delle coordinate celestiali che, nonostante i testi diano alcuni indizi, devono rimanere criptiche, stimolando gli ascoltatori a cercarne il significato. Crediamo che l'interpretazione e l'appropriazione da parte degli ascoltatori della nostra musica sia importante quanto la musica stessa.

La LADLO è un'etichetta che si è ritagliata un'interessante area vitale nel panorama black metal legato a strutture meno canoniche e aperte a influssi provenienti da settori differenti. Come siete entrati in contatto? La collaborazione avrà un futuro?

Les Acteurs De l'Ombre ci è venuta subito in mente, visto che è una delle poche etichette francesi che sostengono sul serio i progetti emergenti, offrendo canali di promozione coerenti e pubblicando versioni fisiche degli album viste come vere estensioni della musica stessa, cosa che sta diventando rara in quest'era digitale. Sono delle grandi persone con cui lavorare, per questo collaboriamo con loro anche su un altro progetto in cui siamo coinvolti, Barús, il cui primo EP fu pubblicato dal loro ramo Emanations il 29 gennaio 2016.

Frequentemente l'ambito musicale estremo viene criticato per l'eccessiva concentrazione sul fattore visivo-cazzaro e non sui contenuti, eppure realtà come la vostra e quella dei polacchi MGLA hanno attirato l'attenzione su di sé proprio perché lontane da quelli che sono gli stilemi classici riconducibili a tale ambiente. L'artista trasmette il proprio messaggio, mentre il mestierante tende solo a ricalcare ciò che altri hanno fatto e in molti dei casi non ha nulla da aggiungere: mi viene quindi da chiedere come stia messa la scena odierna…

È vero, così come in molti altri campi, l'apparenza la fa da padrona. Questo è un problema per le band, ma anche per i media e le etichette della scena metal. Credo che il primo problema venga dall'atteggiamento comunitarista della scena che si crogiola in se stessa, escludendo la libertà artistica, ed essendo più occupata a etichettare le cose invece che a esplorare l'espressione artistica che contengono. Questo porta alla domanda «e la musica?», che è paradossale per una scena che si dipinge come una forma di controcultura. Detto ciò, bisogna trovare un equilibrio tra sostanza e forma, ed è importante valorizzare la soggettività degli intenti artistici, che dovrebbero restare sinceri e autentici sopra ogni cosa, senza preoccuparsi di appartenere a un genere o a un altro. Alcune grandi band sono emerse negli ultimi anni, in parte anche grazie alla semplicità del diffondere musica su Internet… quindi noi non crediamo che le cose fossero migliori prima, stanno semplicemente cambiando.

Se vi chiedessi di accoppiare cinque dischi per voi significativi ad altrettanti testi letterari, su quali ricadrebbe la scelta e per quali motivi?

  1. "The Monad Of Creation" dei Mournful Congregation con "L'Iliade" di Omero: ai nostri occhi, quest'album è una delle creazioni più eccezionali e fa direttamente riferimento al testo della "Iliade. Il fascino epico di quest'opera trascina l'ascoltatore in un'impresa e offre infinite risorse da esplorare.
  2. "IAO – Music In Sacred Light" di John Zorn con "The Book Of The Law" di Aleister Crowley: sarebbe disonesto da parte nostra dire che conosciamo bene "The Book Of The Law" di Crowley, ma ci fa pensare a questo disco di John Zorn cui siamo molto affezionati. L'album fa riferimento al libro ed è incredibilmente mistico.
  3. "Stream From The Heavens" dei Thergothon con "The Lurking Fear" di H.P. Lovecraft: ci piacciono i Thergothon e Lovecraft, una delle nostre cose preferite è "The Lurking Fear" (non molto originale da parte nostra). I Thergothon furono importanti nell'evocare questo mondo di fantasia che va oltre l'umana comprensione.
  4. "Bergtatt – Et Eeventyr I 5 Capitler" degli Ulver con "Intentions" di Oscar Wilde: questa collezione di quattro saggi di Oscar Wilde sviluppa la questione del pensiero critico, dell'artificialità opposta alla naturalezza, delle maschere… e dimostra i paradossi relativi a questi problemi. "Bergtatt" è un album le cui intenzioni possono essere facilmente fraintese: è un disco molto sottile, eppure nonostante la sua natura apparentemente romantica nasconde una profonda oscurità che fa impallidire molte uscite norvegesi dell'epoca.
  5. Deathspell Omega con "Chaining The Katechon": «katechon» è un termine usato da San Paolo, ma le sue radici semantiche sono dibatutte. È l'idea di un essere, qualsiasi esso sia, pronto a combattere la venuta dell'Anticristo. Per noi, questa sembra la quiete prima della tempesta, la sensazione di terrore prima che qualcosa di terribile accada. La canzone (che è una delle nostre preferite dell'intero metal estremo) illustra l'incatenamento di questa forza in modo da non farle combattere l'Anticristo. Noi preferiamo non fare riferimenti alla "Bibbia", visto che non la conosciamo abbastanza bene.

Dopo la tragedia del Bataclan, c'è stato chi  ha preferito puntare il dito sugli Eagles Of Death Metal, innalzando per l'ennesima volta uno stupido polverone della caccia al satanismo, piuttosto che concentrare i propri sforzi nell'affrontare una situazione dolorosa e difficile. Quali sono state le vostre reazioni una volta venuti a conoscenza di quanto accaduto quella sera? E sapendo già che la musica di un certo tipo viene penalizzata a priori, pensate che questi comportamenti scellerati da fanatico religioso possano alimentare l'ennesima caccia alle streghe da parte di sedicenti religiosi?

La nostra prima reazione di fronte a questo atto barbaro fu di orrore e tristezza, seguita dal timore che i media e tutti i politici se ne sarebbero riappropriati e l'avrebbero usata per i loro scopi. Non crediamo che l'ambiente rock sia l'unica vittima in questo caso, visto che l'intero mondo dell'intrattenimento fu colpito. Quando si dice di appartenere a una controcultura come la nostra, le persone più conservatrici o fondamentaliste lo vedranno sempre come un errore. Credo che dovremmo combatterli con la forza delle idee, attraverso la libertà e mettendo in discussione i loro comportamenti. Credo che dovremmo concentrarci sugli atti dei cittadini volti a combattere l'oscurantismo nella nostra vita quotidiana, attraverso la condivisione di idee e la discussione, soprattutto in un'epoca in cui Internet ci dà potenzialmente accesso a una conoscenza globale, nonostante manipolazioni e disinformazione. A livello globale, c'è bisogno di fare un passo indietro e mettere le cose in prospettiva. Non vogliamo essere quelli che accusano, neppure vogliamo fare come le generazioni precedenti che hanno occupato i troni che ieri condannavano. Combattiamo attraverso l'argomentazione e non con l'affiliazione a movimenti specifici: tutti quelli che usano la tragedia del Bataclan per portare avanti le proprie battaglie dimenticano i valori essenziali di una società sveglia.

Quali ritenete siano i tre mali maggiori che affliggono la società odierna? E se a ognuno di essi doveste conferire una veste musicale, quale pezzo scegliereste per identificarli?

Difficile da dire oggettivamente, ma secondo noi sono questi: la mancanza di verifica delle informazioni da parte della stampa nella nostra vita quotidiana, la mancanza di valorizzazione dell'accesso del popolo alla cultura e ovviamente la negazione del concetto di cittadinanza, che è molto più importante di quello di politica. Se dovessi citare una canzone del nostro album, "Death To Free Thinkers" denuncia l'odio riversato su coloro che mettono in dubbio il sistema, quelli che sono pronti a sacrificarsi per le proprie idee.

Parliamo dei Maïeutiste e dei vostri live. Com'è stato portare in giro i pezzi dell'album e cosa si deve attendere uno spettatore che partecipa a un vostro concerto?

In genere suoniamo con tre chitarre sul palco, che a volte è un processo molto delicato. Attraverso i nostri concerti, cerchiamo di portare il pubblico in un viaggio interiore, anche se può suonare pretenzioso. Vista la natura della nostra musica, preferiamo un approccio scenico sobrio. Stiamo pensando alla possibilità di aggiungere proiezioni di video agli spettacoli futuri, per rinforzare l'immersione del pubblico.

Date programmate in un prossimo futuro? Dove vi esibirete? Ci sarà qualche possibilità che oltrepassiate il confine?

Vorremmo organizzare un tour europeo insieme ai Mournful Congregation quest'anno. Vedremo se funzionerà e cercheremo di suonare in Italia presto, non abbiamo niente di specifico al momento, ma avremo notizie presto.

Avete già intrapreso i lavori per la vostra seconda uscita?

Sì, stiamo per completare la composizione del secondo album, alcune canzoni affondano le proprie radici addirittura nel 2008. L'album conterrà influenze della musica barocca italiana, ma non vogliamo anticipare troppo per non rovinare la sorpresa, visto che si tratterà di un discreto salto dal primo disco.

Il 2015 si è concluso da tempo, direi che possiamo tirarne le somme: com'è stata l'annata dei Maïeutiste? E quale traguardo volete tagliare nel 2016?

Il 2015 è stato pieno di sorprese per noi Maïeutiste. Non abbiamo scelto la strada più facile in quest'avventura e siamo piacevolmente sorpresi e incredibilmente grati del feedback che ha ricevuto la nostra musica. Avevamo pensato che la gente potesse essere reticente, o che ci etichettasse come supercomplicati e pretenziosi a un ascolto affrettato (cosa che è successa in un paio di recensioni). Le nostre intenzioni sono in realtà più semplici di quanto sembri e il feedback che abbiamo avuto fino a ora sembra giusto e una fonte di critiche costruttive e ulteriore ispirazione.

Siamo giunti alle battute finali, vi ringrazio nuovamente per averci concesso l'occasione di conoscervi un po' meglio. Vi lascio la parola per i più classici saluti o per inviare un messaggio a coloro i quali ci seguono…

Grazie delle domande! Non vediamo l'ora di avere dei pareri dagli ascoltatori italiani e speriamo di suonare in Italia presto!

Facebook Comments