Midnight Odyssey e la bioluminescenza

MIDNIGHT ODYSSEY e la bioluminescenza

Gruppo:Midnight Odyssey
Formazione:

  • Dis Pater: tutti gli strumenti e voce
Sono sempre stato un grande fan di Midnight Odyssey. Da quando ascoltai Funerals From The Astral Sphere per la prima volta mi accorsi di essere davanti a qualcosa di nuovo, di diverso dal solito album black metal atmosferico. Con l’andare degli anni i fatti mi hanno dato supporto, il cosmic black metal è diventato una cosa nota e la one man band australiana ha esplorato stili musicali differenti, sempre accompagnando queste ricerche a concept estremamente narrativi e strutturati. In occasione della pubblicazione di Biolume, una trilogia di album di cui In Tartarean Chains non è che la prima parte, ho passato diverse notti a parlare con Dis Pater di musica, cultura, del passare del tempo e tanto altro.


Prima di concentrarci sul nuovo album, al tempo della nostra precedente chiacchierata per Aristocrazia Funerals From The Astral Sphere era appena uscito. Quasi dieci anni dopo, cos’è cambiato? Come si sono evoluti Midnight Odyssey, Dis Pater e l’uomo alle loro spalle?

Non posso credere che sia già passato così tanto. Non ho una grande percezione del tempo, e pensare che siano già davvero passati quasi dieci anni è sorprendente. È cambiato tanto, in tutto questo tempo. Mi piace pensare di essere migliorato musicalmente, sia a livello compositivo che esecutivo, ma anche a livello teorico. Penso che la musica di Midnight Odyssey si sia evoluta in questo lasso di tempo. Ci sono state un po’ di pubblicazioni in cui ho esplorato diversi stili, in tutto questo periodo. A livello personale ho traslocato un paio di volte e ora ho una famiglia, per cui la vita mi tiene occupato fuori dal mondo della musica. E ovviamente il mondo è un luogo molto diverso ora, rispetto al 2011.

Lo è indubbiamente, e non sono sicuro che lo sia in meglio. Il black metal, tuttavia, ha continuato a evolvere e io sono convinto che sia anche grazie ai tuoi sforzi. Durante l’esplorazione di questi diversi stili (immagino tu stia parlando di Death Comes Crawling, tra le altre cose) è cambiato anche il modo in cui lavori alla tua musica?

Il black metal ha dovuto continuare a evolvere. Penso che se tutti stessero suonando lo stesso stile di venticinque anni fa nessuno se ne interesserebbe più. Io so di aver avuto la necessità di evolvere. Non voglio scrivere Funerals 2.0, quello è un album che ho già fatto e sono andato avanti. Scrivere sia per Tempestuous Fall che Death Comes Crawling ha significato per me avere occasione di esplorare alcuni dei miei altri interessi musicali. Essermi cimentato in questi stili ha effettivamente modificato il modo in cui scrivo alcuni passaggi, che si basano su progressioni di accordi e melodie molto diverse, e anche se non è evidente questo è confluito in Midnight Odyssey. Sono onorato che tu pensi che Funerals From The Astral Sphere sia stato così rilevante, è difficile sapere come o se abbia influenzato altre band, ma mi piace molto pensare che almeno una delle band che hanno influenzato me lo abbia ascoltato e apprezzato.

E cosa intendi con «essere migliorato a livello teorico»?

Un’espressione così pigra: migliorare (gotten better, in originale). Intendo dire che ho provato a leggere di più riguardo lo sviluppo della musica occidentale, dalle prime forme di canto e canzoni monofoniche allo sviluppo della polifonia e come questo sia stato calcolato. Mi ha aiutato a comprendere per quale ragione certe cose suonino nel modo in cui suonano e per quale motivo le emozioni possono essere legate ad alcuni specifici accordi o a specifiche progressioni. Sono sempre stato in grado di sentirlo, ma mai di comprendere il perché.

Dovremmo quindi considerarti uno studioso? Che tipo di percorso hai seguito, a quali fonti hai fatto riferimento? Se qualcuno volesse approfondire questo argomento, tu cosa suggeriresti?

Niente affatto, non sono uno studioso. Cerco di imparare un po’ per volta, ma il problema che ho è che non appena una canzone o un compositore viene menzionato devo andare ad ascoltarlo per capire di cosa si stia parlando. Questo rende la lettura estremamente lenta. Ho un sacco di libri, molti oggi sono fuori stampa, ma Oxford History Of Western Music è grandioso. In generale, penso sia piuttosto difficile trovare una lettura semplice su questo argomento.

Andiamo all’album ora. Ti va di spiegare l’idea alle spalle della trilogia e il concetto di questa prima parte? Mi pare tu sia parzialmente tornato alle idee di The Crevices Below, raccontando la risalita di Crono dal Tartaro. Stiamo parlando di abissi e profondità…

Sì, l’album è legato al tema delle profondità di The Crevices Below. Il concetto centrale della trilogia è la bioluminescenza, l’idea che qualcosa possa creare la propria luce. Ne sono affascinato tanto a livello fisico quanto allegorico, perché l’oscurità può essere sia fisica che emotiva. Gli organismi nelle caverne o nelle profondità oceaniche creano luce e sopravvivono in condizioni in cui non dovrebbe essere possibile. Come se fossero alieni. Ho impostato la trilogia su tre diverse figure della mitologia classica, non anticipo quali sono le altre due, ma la prima parte riguarda la creatura bandita nelle profondità del Tartaro, Saturno o Crono, imprigionato in un mondo sotterraneo di vermi luminescenti, funghi e altri organismi che vivono sotto il suolo ed emettono luce. L’album riguarda l’esilio, l’essere rinchiusi nell’oscurità e sopravvivere, in attesa.

È affascinante la scelta di usare un frammento dalle Metamorfosi per introdurre il personaggio di Crono. Quanto è importante la cultura greca e latina sia per Midnight Odyssey che per te come persona? Molti concetti e riferimenti nella tua musica suggeriscono influenze classiche, penso a “Son Of Phoebus” su Shards Of Silver Fade o l’intero album Converge, Rivers Of Hell, da dove ha origine questo tuo interesse?

Nutro un amore profondo nei confronti dei testi greci e latini, ma anche per l’arte pregna di allegorie e riferimenti mitologici. Personalmente mi ritrovo molto di più in queste storie che nel retaggio germanico o celtico, che rappresenta le mie origini. Penso che attraverso le chiese cattolica e ortodossa molto di ciò che abbiamo oggi sia stato conservato da quei giorni. Leggendo Ovidio, Omero o anche Marco Aurelio, ti rendi conto di quanto tutto ciò sia ancora attuale. L’umanità non è cambiata poi granché e sono in disaccordo con tutti coloro che credono che oggi siamo più moralmente o culturalmente avanzati rispetto al passato. È l’essenza di Midnight Odyssey, esprimere concetti universali che non possono essere inquadrati in un particolare periodo temporale, qualcosa che possa essere compreso nel passato o in futuro. Trattandosi di un’estensione di me stesso, questa idea guida il mio modo quotidiano di pensare e di vivere.

Trovo interessante che così tanti artisti oggi, quale che sia la loro area di appartenenza, ancora trovino ispirazione in autori e concetti che hanno ormai diverse migliaia di anni. Sono d’accordo, l’umanità non è cambiata, e gli autori classici l’hanno analizzata così profondamente e completamente che i loro insegnamenti sono ancora attuali. Come sei entrato in contatto con questa letteratura? È stato un percorso scolastico?

Non ricordo di preciso come sia iniziata. Sono sempre stato affascinato dall’antico Egitto e dall’antica Grecia, fin da molto piccolo, per cui può essere stato in un modo estreamente popolare, un film o una serie tv. Ho fatto storia moderna alle superiori, ma ho mantenuto vivo il mio interesse nella storia antica e nell’archeologia.

Riguardo l’essenza di Midnight Odyssey: hai in mente un obiettivo specifico per il tuo progetto? O meglio, c’è qualcosa che vorresti raggiungere o che Midnight Odyssey diventasse? Un album che vorresti creare, idee che a oggi non hai ancora sviluppato, qualsiasi cosa.

Penso che l’unica cosa che davvero voglio che Midnight Odyssey sia è un’estensione di me, indipendentemente dalla sua direzione musicale. Se rimango fedele a me stesso e scrivo la musica che voglio scrivere, e non quella che gli altri si aspettano, allora sarò felice. Vorrei molto rompere le regole di genere e saltare da uno stile all’altro, ma farlo mantenendo intatta l’essenza del progetto. Vorrei fare diversi album solo ambient, suonare altri generi di metal, e più avanti ti renderai conto che la ragione per cui ho voluto dividere Biolume in tre parti è perché musicalmente ciascuna è molto diversa dalle altre.

Quindi dobbiamo aspettarci che in futuro Midnight Odyssey diventi, almeno temporaneamente, un progetto ambient? Questo mi porta a discutere diversi tuoi altri progetti: ne hai avuti diversi, sia da solo che con altri artisti. Ne riattiverai mai qualcuno? O magari hai in mente di dar vita a qualcosa di nuovo?

A un certo punto ci sarà un album ambient, ma mi piace tenere aperte tutte le porte, mentre alcuni dei miei progetti passati sono conclusi. All’epoca sentii che questi erano sufficientemente distanti da Midnight Odyssey da meritarsi un proprio nome, ma con l’andare del tempo ho voluto incorporare quei suoni in Midnight Odyssey. Non aveva più senso avere così tanti progetti solisti. Non escludo di crearne di nuovi, ma come Death Comes Crawling devono essere notevolmente diversi da Midnight Odyssey perché si meritino un’esistenza separata.

In Tartarean Chains è il primo album di Midnight Odyssey con un’illustrazione non realizzata da te. Come mai?

Non è stata una decisione semplice, inizialmente, ma dopo così tanti mesi passati a scrivere e registrare musica, l’energia per realizzare uno o due dipinti praticamente non esiste. Alla fine si è trattato di qualcosa cui ho potuto rinunciare perché potessi concentrarmi di più sulla scrittura di altra musica. In realtà mi avrebbe frustrato, perché non ho una formazione per la pittura. Invecchiando sto imparando a rimuovere tutte le fonti di frustrazione nella vita.

Come hai scelto Elijah Tamu? Anche le prossime copertine saranno sue?

Elijah ha realizzato alcuni lavori per I,Voidhanger Records, e abbiamo parlato inizialmente di realizzare illustrazioni per la trilogia. Per cui sì, il piano è che faccia lui tutte e tre le copertine di Biolume. È stato incredibile lavorare con lui.

Quando ci dobbiamo aspettare i prossimi due capitoli? Se non ricordo male, mi dicesti che sarebbero usciti nell’arco di un anno o poco più, è ancora quello il programma?

La seconda parte uscirà a metà 2020, la terza nel 2021. La parte 2 è già pronta più o meno al 70%, sperando che non ci siano troppi intoppi, quella dovrebbe rimanere la tempistica, sì!

Lavori prevalentemente da solo. Nel caso di Midnight Odyssey, la ragione è che consideri il progetto un’estensione di te stesso, ma in tutti gli altri casi? Anche quando collabori con altri, ad esempio con Tomas degli Aeon Winds in Dissvarth, sono sempre collaborazioni a distanza. Suppongo tu non sia il tipo da sala prove. Sei sempre stato una sorta di lupo solitario musicale?

Sì, Dissvarth è una collaborazione tra me e Svarthen e lavoriamo piuttosto bene tramite chat ed email. Una volta che Biolume sarà terminato, ci sarà un altro nostro album, ma al momento ho bisogno di tempo per concentrarmi sul mio lavoro. Il mio spazio per le prove è il mio studio casalingo. Posso lavorare in sala prove, ma per lavorare alla mia musica è più facile essere isolato da tutti e rinchiudermi nella mia piccola bolla. Mi permette di avere il mio spazio mentale e mi aiuta a creare l’atmosfera di cui ho bisogno per essere creativo.

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