MODERN FUNERAL ART

MODERN FUNERAL ART

MODERN FUNERAL ART Oggi abbiamo il piacere di scambiare quattro chiacchere con la band doom francese dei Modern Funeral Art, salve ragazzi come state? Che ne direste di parlare un po’ di voi, una sorta di presentazione della vostra realtà per chi non vi conoscesse?

Abbiamo formato la band circa 12 anni fa. Pascal alle chitarre, Benoit alla batteria e io Arnaud alla voce. Oggi la nostra line-up è la stessa delle origini, ma devo dire che Pascal non ha suonato sul nostro EP “gateways of slumber” e sul primo LP “hellfire”, perché li abbiamo registrati mentre era a studiare in Inghilterra. Quindi a parte il primo demo “almos angels” il nostro nuovo album “doom with a view” è la prima uscita con la line-up delle origini.

Siete arrivati al traguardo del terzo disco e avete un decennio di carriera, cos’è cambiato in questi anni?
Cos’è che vi dona ancora lo spirito e la voglia di comporre musica?

 Ci siamo un po’ frustrati perché quando abbiamo iniziato eravamo ambiziosi, abbiamo voluto unire metal e gothic in un modo che nessuno aveva fatto prima, e pensavamo che sarebbe nato un movimento di band che avrebbero suonato il nostro stesso genere, ma questo non è mai successo. Invece il goth metal è andato o sul versante operistico o sul pop e a noi questo non piace. La cosa che ci manda avanti è l’idea che ancora non abbiamo dato del nostro meglio.Ora, anche se lo facciamo principalmente per noi stessi, tentiamo di fare del nostro meglio anche se sappiamo che non diventeremo mai famosi. Il master del nostro album è stato fatto da Dan Swano, cosa di cui andiamo fieri, e vedremo se prenderlo come produttore per il prossimo.

Il vostro ultimo lavoro “Doom With A View”, l’ho trovato molto intenso e particolare, com’è nato? é stato complicato comporlo e creare le atmosfere giuste?

 Quando Pascal è tornado dall’Inghilterra non era sicuro se continuare con noi, non aveva suonato la chitarra o ascoltato metal da anni. Ci volle tempo perché decidesse, ma poi siamo stati felici che abbia ripreso e che sia diventato anche più bravo di prima anche senza aver fatto molta pratica.
ci è voluto un anno per comporre e registrare il tutto. Non eravamo sicuri della giusta direzione da prendere. Abbiamo deciso di fare musica il più pesante possibile utilizzando solo voci pulite. Abbiamo trovato interessante e originale usare una voce pulita molto soft mentre i testi parlavano dell’occulto, di messe nere, di Jack lo Squartatore e di altri argomenti macabri.

Ho apprezzato davvero molto la trilogia di brani che forma “Deathcode Of The Devil Whorshippers”, come mai questa scelta ? Cosa rappresenta per voi?

Alla fine degli anni ‘90, quando noi abbiamo iniziato, eravamo nel black metal, senza però prenderlo mai seriamente. Ci piaceva l’aspetto ribelle del black metal, il fatto che non fosse politicamente corretto, ma chiaramente non eravamo per bruciare chiese, profanare tomba ecc… e abbiamo trovato stupefacente che dei teenagers fossero andati così in profondità con questa cosa. E’ da questo che nasce la trilogia. E’ una collezione di luoghi comuni sui giovani che si interessano nell’occulto, che fanno riti nei cimiteri e perdono il contatto con la realtà fino al punto di uccidere o suicidarsi. Questo viene anche dal fatto che la TV ci avverte di continuo dei casi di suicidio tra giovani goth, cosa che noi abbiamo sempre trovato divertente, visto che, a parte vestire di nero e ascoltare questo genere di musica, noi abbiamo sempre amato vivere le nostre vite! Quindi… il suicidio è bello, ma fallo tu per primo! E poi c’é anche il fatto di avere il doppio degli anni di allora e quindi essere un po’ vecchi per essere teenager gotici!


Avete una suddivisione dei compiti interni o vivete la vostra realtà in simbiosi creativa?

Io scrivo i testi e Pascal e Benoît compongono la musica, sia insieme che da soli, dipende…

Le sensazioni che il disco mi ha regalato mi hanno portato molto indietro nel tempo, qual’è il vostro background musicale, da dove attingete per prendere ispirazione o anche solo per ritrovare serenità prima di scrivere?

 A tutti noi piacevano i primi Christian Death anche i primi quattro o cinque album prima che Rozz WIlliams se ne andasse. E poi Joy Division, Bauhaus, The Virgin Prunes, Sisters Of Mercy, Fields Of The Nephilim. Ian Curtis e Gavin Friday dei The Virgin Prunes sono le due maggiori influenze come cantante, quindi si capisce perché i fan del vero metal trovano difficile ascoltarci. Nel metal ci piacciono Tiamat, Katatonia, Cathedral, In The Woods, Godsend, Entombed e tanti altri, troppi per citarli tutti.

Come sta andando la promozione del disco, come vi state muovendo e cosa sta facendo la label in tal senso?

La promozione è appena partita, quindi è ancora presto per dirlo. Spero che l’etichetta faccia un lavoro intelligente, perché la nostra musica non è facile da vendere. Non possiamo andare sui fan del metal duro e puro perché la voce è troppo soffice, non sui gotici perché le chitarre sono troppo pesanti, ma una via di mezzo, bisogna essere aperti mentalmente per amare la nostra musica.

Avete una dimensione live? Ci sarà possibilità di vedere una vostra esibizione qui in Italia?

Sorry… non suoniamo live. Ci sarebbe piaciuto venire in Italia, a noi piacciano i Death SS…

Com’è la scena francese per quanto riguarda il vostro stile? con chi vorreste collaborare e quale ritenete la band di maggior rilevanza?
 Scena francese ohhhhhhh ……. Alcune band come gli Ataraxie o I Punish Yourself sono molto toste e meritano un riconoscimento internazionale.

Cosa dobbiamo aspettarci in futuro dai Modern Funeral Art?

Stiamo lavorando su nuovi pezzi. Stiamo facendo un duro lavoro e penso che suoneranno alla grande.

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