MOUNTAIN

   
Gruppo: Mountain
 
Formazione:

  • Phillip Otte – Chitarra
  • Claudio Katholnig – Basso
  • Dominic Raunigg – Batteria
  • Christian Pobaschnig – Sintetizzatori, Piano
 

Non molto tempo fa abbiamo conosciuto, qui su Aristocrazia, la band austriaca Mountain col suo disco di debutto "Evolve", un'eccellente prima prova post-rock sperimentale. Abbiamo fatto loro qualche domanda a proposito dell'album e del futuro del gruppo e il chitarrista Phillip ha gentilmente e dettagliatamente risposto: diamo un'occhiata, ci sono un paio di belle storie qui. 


Benvenuti su Aristocrazia, ragazzi! Come state?

Phillip: Ciao! A essere sincero, sono piuttosto stanco! Gli ultimi mesi sono stati abbastanza stressanti, abbiamo avuto molto da fare per via dell'uscita dell'album, ma ne è assolutamente valsa la pena! Quindi sì, stiamo molto bene, grazie!

Raccontaci qualcosa di voi: chi siete, come vi siete incontrati, come e perché avete messo su la band… le notizie biografiche che a noi piacciono tanto, insomma. Non siate timidi!

Ah, quindi volete una biografia? Eccovi accontentati: mi chiamo Philipp, ho iniziato a registrarmi mentre suonavo la chitarra molti anni fa, in modo da tirare fuori dalla mia testa qualche idea. In qualche modo quelle idee sono diventate canzoni e in qualche modo quelle canzoni hanno trovato un pubblico tutto per loro. All'epoca ancora suonavo nella mia vecchia band, i Cellardoor, abbiamo fatto musica insieme per circa dieci anni, ma abbiamo dovuto fermarci perché eravamo tutti impegnati con il lavoro o studiavamo in città diverse. Questa cosa mi ha amareggiato, a dire poco, quindi ho iniziato a focalizzarmi sempre di più sulle canzoni per il mio progetto Mountain, ma non avevo mai sentito la necessità di formare un gruppo vero e proprio. Due anni fa ha cominciato a prendere forma la situazione con la Shunu Records e la mia ragazza di allora suggerì che avrei dovuto darmi da fare e creare una band. Mi presentò anche a Chris, il pianista, e Dominic, il nostro batterista. Fu incredibile la velocità con cui entrammo in sintonia e diventammo amici!

Parliamo un po' della vostra creatura, "Evolve". Ascoltarlo è stato veramente un piacere, avete fatto un buonissimo lavoro e mi complimento vivamente. La prima cosa che mi ha colpita, come ho scritto anche nella recensione del disco, è stata la parte grafica: curata, ben disegnata e fortemente evocativa, complimenti vivissimi a chi si è occupato di realizzarla. Credete che sia possibile per il nostro mondo sopravvivere a una tale fusione di elementi naturali e sviluppo della tecnologia?

Prima di tutto, grazie mille. Sentire che qualcuno apprezza il nostro lavoro e fa attenzione ai dettagli è sempre un piacere. La bellissima grafica di copertina è stata realizzata da Andi Rensen Aguion, conosciuto anche come StillAKid, un artista residente in Germania che ho trovato tramite Facebook. La sua arte mi colpì davvero, perché mi piacque tantissimo il modo in cui riversava sentimenti spaventosi e inquietanti in uno stile da fumetto, senza dare l'impressione di essere presuntuoso o forzato, e poi lui è anche un patito di film come me, quindi siamo andati d'accordo fin da subito. Accettò di occuparsi della grafica di "Evolve" e fece un fantastico lavoro. Ci sedemmo a parlare di design e altre cose e lui indovinò al primo tentativo. Questo fu ancora prima che io formassi la band, quindi eravamo solo due persone che amavano l'arte e che lo facevano solo per il gusto di farlo. Mi hai chiesto se il mondo possa sopravvivere a quel tipo di fusione e devo dire di sì, penso che il mondo in sé possa farcela. Questo pianeta e la Natura troveranno sempre un modo per sopravvivere, ma siamo noi esseri umani quelli che potrebbero avere difficoltà, se non iniziamo ad accettare il fatto che i soldi e gli ultimi modelli di smartphone non ci saranno d'aiuto, una volta che le risorse che ci servono per vivere saranno esaurite.

 La conquista del mondo da parte dell'uomo e le macchine da lui create è qualcosa di totalmente negativo o secondo voi c'è qualche risvolto positivo?

La conquista dell'uomo e delle macchine è, come la vita, una moneta a due facce. Naturalmente ci sono cose brillanti e meravigliose che queste macchine hanno fatto a noi e per noi; naturalmente la tecnologia è diventata un'incredibile parte della nostra vita e io mi stupisco ogni giorno di come le cose continuino ad andare così. Ma, di nuovo, c'è anche un lato oscuro: la gente tende a disconettersi velocemente dalla natura e ciò rompe l'equilibriio. Non entrerò troppo nell'argomento, perché non voglio sembrare saccente, io stesso sono una delle persone più orribili che conosca per quanto riguarda vivere in modo equilibrato, forse è per questo che ne sono così affascinato. 

Un'altra immagine che mi è rimasta in mente è quella dell'uomo fianco a fianco con l'orso: i due sperimentano insieme l'ascesa della tecnologia, in una delle illustrazioni del libretto, e contemplano poi il sole dalla cima di una montagna, come se fossero della stessa specie. Che significato date a questi disegni?

Oh, in effetti è una delle mie immagini preferite della grafica del disco. Sebbene non voglia rovinare l'intepretazione di nessuno in proposito, ne darò la mia personale descrizione. Sono un tipo pesante. Amo mangiare e quando ero un ragazzino odiavo fare esercizio fisico, per questo sono diventato pesante. Ci furono volte in cui alcuni ragazzi m presero in giro, ovviamente i ragazzini fanno cose del genere. Ciò mi rese un bambino abbastanza triste, quindi mia madre provava sempre a tirarmi su dicendomi «Sei un orso». Questo diventò una specie di mantra per me, da cui attingere forza contro le persone che mi deridevano. Ancora oggi continuo a ripetermi «Sei un orso» quando ho bisogno di energia o forza. Quindi, tornando all'immagine, è tipo l'ultima di questa storia, il momento andrà tutto bene, se vogliamo. "Mondo Kane" è il nostro lato positivo, è l'ultima canzone del disco, la nostra canzone maggiormente piena di speranza. Mi piace considerarla l'orso nella musica, sai? Se il tuo bambino interiore prova a buttarti giù, ascolta questa canzone, guarda fuori, comprendi di nuovo che la vita può essere meravigliosa e che puoi farcela. Ma come ho detto, questa è solo la mia personale relazione con questo disegno. Mi piace anche vederla così: alla fine, siamo tutti uguali. 

Musicalmente parlando, com'è nato "Evolve"? Qual è l'interpretazione che voi personalmente date al disco?

"Evolve" è nato in un momento in cui ho avuto bisogno di cambiare molte cose della mia vita e di me stesso, quindi si potrebbe dire che l'album è stato una specie di promemoria. Dal punto di vista musicale, invece, volevo scrivere musica che fosse bellissima ma anche pesante. Equilibrio, ancora una volta. Un piccolo aneddoto: una delle prime canzoni che ho scritto per "Evolve" è stata "Mondo Kane", il riff principale è piuttosto vecchio. Quando mio nonno, musicista anche lui, morì, mia madre mi chiese se volessi suonare una canzone al suo funerale. Ricordo che quando iniziai a suonare "Mondo Kane" in chiesa tutti divennero ancora più tristi, piangevano e si allontanavano addolorati. Io volevo farli tornare, sai? Volevo urlare «Non siate tristi, forse ci ha lasciati, ma vivrà per sempre con la sua musica, nella nostra mente e nel nostro cuore», ma tutto ciò che avevo erano la mia chitarra e il mio amplificatore del cavolo e non abbastanza autostima per farlo. Quindi dopo quel giorno ho sempre considerato "Mondo Kane" quella canzone che può colpirti dritto in faccia con la sua bellezza, in modo che tu possa sentire la sua forza anche se sei triste. Ora che c'è un'intera band sento che ce l'abbiamo fatta, ci siamo riusciti. È veramente diventata la canzone con la forza di far stare tutti in silenzio, ma anche, in qualche modo, di far guarire. Almeno, per me è così, ed è sempre interessante parlare con le persone dopo un concerto, sentirle parlare della canzone e delle impressioni che hanno avuto al riguardo. Tornando a "Evolve", quindi, diciamo che è stato costruito intorno a "Mondo Kane". Il disco è abbastanza oscuro di tanto in tanto, pesante e spiacevole, ma con "Mondo Kane" alla fine dell'album ho voluto esprimere un sentimento di speranza, dopotutto. Come con la vita.

Lo definiresti un concept? Se sì, quale storia racconterebbe? 

In realtà c'è di nuovo una storia, un concept se vogliamo. Sono sempre cauto quando ne parlo, perché mi piace che le persone inventino le proprie storie, ma visto che sono stato così aperto in questa intervista potrei darvi un breve riassunto anche della mia. Allora, l'album si apre con "Hawking": mi immagino il protagonista principale, chiamiamolo X, che si sveglia da qualche parte sul fondo dell'oceano, circondato dal buio, dal freddo, senza essere sicuro di come sia arrivato lì e nemmeno di chi egli sia. Nel corso del brano, X prova a raggiungere la superficie. La forza del mare lo spinge verso il basso, poi lo rilascia; sa che sta affogando, ma deve arrivare lì su a tutti i costi. La parte finale della canzone, quando la musica esplode, è il momento in cui esce dall'acqua.

Poi, in "Stugor", X raggiunge la spiaggia, è circondato da una fitta foresta. Vede una montagna in lontananza e in qualche modo sa di doverla raggiungere, quindi inizia a correre. Man mano che si inoltra in profondità, il bosco diventa più fitto e inizia a trattenerlo, perciò X deve usare tutta la sua forza per rompere i rami e l'oscurità. La parte finale heavy di "Stugor" simboleggia il passaggio attraverso gli ultimi tratti dell'oscura foresta. "Verminest" inizia con X che si ritrova ai piedi della montagna che stava provando a raggiungere. Con la bellissima ma inquietante montagna davanti a lui, volge lo sguardo indietro, verso la foresta, verso l'oceano. Restare lì non richiederebbe alcuna energia, potrebbe semplicemente sdraiarsi e riposare. X tuttavia sente che c'è dell'altro, e che ciò deve trovarsi sulla cima della montagna, perciò ricomincia a correre.

"Deeds, Grammar And What You Make Of It" ha inizio. X corre verso la cima della montagna, inarrestabile, nulla può riportarlo indietro, si sente di nuovo bambino. "Ahram", però, lo colpisce forte una volta raggiunta una superficie più elevata: tuoni, fulmini, la pura forza della natura sembra volgersi contro di lui, mentre X lotta per salire più in alto. Nella seconda parte di "Ahram", mentre la melodia diventa più calma, X cade. La sua forza non c'è più, non può procedere neanche di un passo. Si riguarda indietro, deluso, perché potrebbe non farcela. Sembra perfino ricordare frammenti della sua vita passata, prima che si svegliasse sul fondo dell'oceano. I ricordi di quando era bambino sembrano rinvigorire il suo corpo, e mentre il brano continua a crescere verso la fine lui continua a correre, nonostante il clima diventi più ostile ogni secondo che passa.

"Savage Landor" suona quasi completamente nella sua testa. Lo spaventoso inizio è una specie di requiem al suo io passato, va dritto dritto verso una parte triste che sembra non voler cambiare, per poi svanire in un inquietante suono. All'improvviso, un battito di cuore: la speranza inizia ad aumentare. X realizza di aver quasi raggiunto la cima. Può guardare a se stesso e alla sua vita di nuovo con orgoglio, perché non si è arreso.

In "Mondo Kane", X è arrivato in cima. Il clima ostile non c'è più, riesce a vedere l'oceano, la foresta e la montagna in un insieme, di cui anche lui diventa parte.

Questo è un breve riassunto. Naturalmente funziona come una specie di fiaba; se la proietti nella realtà, puoi vedere questa storia come il viaggio di una persona che sta combattendo nella sua mente. L'oceano, la foresta, tutto funziona come una specie di allegoria su diversi pensieri e muri che, prima o poi, uno deve scalare nella propria testa.

Ho incoronato "Ahram" il mio brano preferito del disco, ma mi è piaciuto moltissimo anche il modo in cui avete sviluppato "Savage Landor" e le citazioni che avete inserito: "Dying Speech Of An Old Philospher" è una dichiarazione d'amore nei confronti della Natura, mentre "The Cure Of Troy" diffonde un messaggio di speranza, l'idea che ci sia un dio in ascolto dell'«outcry and the birth-cry of new life at its term». Che rapporto avete con la Natura e, soprattutto, qual è la vostra interpretazione del concetto di «dio»?

Per me, la Natura è Dio. Dio è la Natura, anche se non voglio chiamarlo Dio, perché mi sembra che molta gente stupida si sia nascosta dietro questo nome per giustificare le azioni più atroci. Però penso anche che ognuno possa credere in ciò che vuole, purché non provi a costringermi a diventare un credente. "The Cure Of Troy" funziona in molti modi in termini di poesia. Seamus [Heaney, autore della poesia "The Cure Of Troy", N.d.A.] era appassionato della spinta dell'Irlanda verso l'indipendenza, e mentre l'obiettivo principale di "The Cure" è ri-raccontare la storia di come Ulisse ingannò il figlio di Achille per raggiungere le armate greche alla fine della guerra di Troia, essa era più un'allegoria sulla speranza e un promemoria di come uno degli obiettivi dell'arte sia quello di aiutarci a gestire il dolore, non solo di annotare un'euforia temporanea. Quindi, anche se ha nominato Dio, è più una cosa tipo «non importa cosa tu stia provando ad ottenere, abbi speranza e non sarai mai solo».

C'è un pezzo che ciascuno di voi predilige in modo particolare?

Sì beh, anche se non c'è neanche una sola canzone che non ci piaccia suonare, naturalmente tutti hanno la loro preferita. Quella di Dominic è "Hawking", Chris ama "Verminest", Kathe adora "Ahram" e io mi diverto sempre con "Stugor". 

Com'è nato il vostro rapporto con l'attuale etichetta discografica, la Shunu Records?

Onestamente non ricordo più, in qualche modo stavano cercando nuovi artisti e abbiamo iniziato a parlarne. All'inizio pensavano che i Mountain fossero una band, anche se all'epoca ero ancora solo, ma i ragazzi della Shunu avevano ovviamente visto qualcosa nella mia musica e volevano lavorare con me. Bei tipi sotto ogni aspetto. Mi sembra che in questo periodo storico le etichette discografiche ricevano un sacco di merda. Cioè, sicuramente ci sono quelle ambigue case discografiche ricattatrici che vogliono solo prendersi i tuoi soldi e andarsene, senza dubbio, tutti conosciamo queste storie. Ma comunque, etichette come la Shunu sono così dedite al loro lavoro, è incredibile. Tutti ci mettono così tanto impegno, è sempre bello vedere persone con così tanta passione!

Come vi piace fare musica? Siete più tipi da improvvisazione tutti insieme in sala prove oppure preferite scrivere brani in modo più sistematico e solitario, magari nel silenzio della vostra stanza?

Insomma, con "Evolve" avevo tutte le canzoni scritte ma registrate male, quindi avevamo linee guida da seguire mentre costruivamo ulteriormente i brani. Tutti i ragazzi sono maestri nei propri strumenti, quindi non potevo dar loro consigli tecnici o roba simile, ma avevo una visione chiara e loro lo sapevano, quindi mi ascoltavano quando dicevo «facciamolo diversamente» o «ehi, prova a suonare qualcosa di più simile a questo». Dopotutto, il progetto Mountain è il mio bambino, ma sono sempre aperto alle idee dei ragazzi, altrimenti per loro lavorare con me diventerebbe un peso; la musica può anche diventare più organizzata in questo modo.

Quali sono le vostre influenze principali? 

Veniamo tutti da ambienti diversi, quindi ci sono molte influenze… per me, comunque, quella principale sono le colonne sonore dei film. 

La vostra pagina Facebook mi sembra piuttosto pregna di serate live. Com'è la situazione musica dal vivo dalle vostre parti? Che tipo di accoglienza avete avuto finora? Soprattutto, progettate anche concerti all'estero? 

Ah, davvero?! Beh, proviamo a suonare dal vivo il più possibile, anche se non è facile in Austria! Finora credo che alle persone sembriamo piacere dal vivo, dal metallaro più pesante al tipo old school amante del post-rock, in "Evolve" sembra esserci qualcosa per tutti. Ovviamente vogliamo andare il più lontano possibile là fuori, al momento stiamo lavorando a un tour in Germania a partire dal prossimo anno, poi stiamo provando a farci strada all'interno dell'Austria, per spingerci sempre più in là. Mi piacerebbe da morire andare al nord, Svezia, Norvegia, eccetera, perché con i Cellardoor suonammo lì e in tutta onestà è stata la cosa più bella della mia vita!

A proposito di live, sempre tramite la vostra pagina Facebook ho notato che la vostra formazione live e studio non è esattamente la stessa. Come mai?

Sì, il nostro precedente bassista Greg, che è uno dei miei migliori amici e con il quale ho suonato in precedenza per molti anni, ha dovuto lasciare la band perché affetto da acufene, quindi ha registrato il basso per il disco e poi è subentrato Claudio. È stato come lasciar andare un buon amico e farne entrare un altro. Quei due sono tra le persone migliori in giro e sono molto felice di averli nella mia vita. E ancora, all'inizio eravamo due chitarristi, ma l'altro andò via presto dopo aver finito di registrare l'album. All'inizio faceva parecchio schifo, ma adesso ci sembra che sia stato l'esito migliore, dopotutto. Per ora restiamo una band di quattro elementi.

Quali sono i vostri progetti futuri? Avete già materiale in cantiere per il successore di "Evolve" oppure al momento preferite suonare e promuoverlo in giro?

In realtà, entrambe le cose! Abbiamo alcuni bei concerti in arrivo con Tides From Nebula, Spoiwo, Trepaneringsritualen e Caronte, per i quali non stiamo più nella pelle. Nel frattempo io sto scrivendo nuove canzoni, quindi c'è molto in serbo per il fratello di "Evolve".

Cosa fate quando non siete impegnati a suonare o a provare? Com'è una vostra giornata-tipo?

Oh, wow… insomma… Di solito diamo la caccia alle vergini per sacrificarle al solo e unico Cthulhu, anche se altre volte diamo fuoco ad aeroplanini di carta e li lanciamo contro i treni. Mi piace andare a casa delle persone di notte e srotolare tutti i loro rotoli di carta igienica. Ma comunque no, di solito lavoriamo dato che tutti hanno un lavoro, dal momento che tutte le ricchezze che stiamo accumulando grazie ai Mountain sono devolute alla causa di Cthulhu. 

Bene, per oggi è tutto. Vi ringrazio per il vostro tempo, se un giorno avrete intenzione di passare per Helsinki, fatemelo sapere! Questo spazio è vostro, potete usarlo per dire quello che volete ai nostri/vostri lettori. Buon proseguimento e in bocca al lupo!

Grazie per aver ascoltato "Evolve" e per esservi interessati al punto da farmi delle gran belle domande! È stato un piacere e speriamo davvero di venire a Helsinki il prima possibile! Bene, ragazzi, ascoltate. Il palco è mio, adesso. Posso dire quello che voglio. Ascoltate: dovete tirarmi fuori da qui. A casa mia c'è qualcuno. Non so per quanto potrò aspettare: oddio sta arrivando, devo andare, mandate aiuto. Per favore. Ah no, aspettate, non vi preoccupate, era solo uno specchio! Sul serio, grazie per aver letto, buona giornata! Venerate Cthulhu. Con affetto, Phil.

 

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