NEVER TO ARISE

NEVER TO ARISE

Informazioni
Autore: Mourning
Traduzione: Insanity

Formazione
Michael Kilborn – Chitarra e Basso
Gordon Denhart – Voce, Chitarra, Drum Machine

Il death metal scavando in profondità regala sempre gradite sorprese, con noi su Aristocrazia Webzine il duo dei Never To Arise composto da Gordon Denhart e Michael Kilborn che ha da poco pubblicato il debutto “Hacked To Perfection” del quale troverete la recensione nel nostro “listone”.

Benvenuti e iniziamo subito senza perderci in convenevoli, come nascono i Never To Arise e quali sono stati i percorsi che vi hanno condotto al metal e nello specifico al death metal?

Michael: Molti anni fa, Gordon ed io ci siamo incontrati attraverso un amico comune con cui avevamo suonato in tempi diversi. Sapeva che ci saremmo trovati bene insieme per il nostro interesse nel registrare musica nostra. Per i primi anni siamo diventati amici attraverso interessi comuni negli sport americani. Nel 2007 Gordon mi ha chiesto aiuto in un suo progetto in cui sentiva di avere bisogno di me (quel progetto poi è diventato NTA). Per quanto riguarda il mio percorso verso il metal, mi sono interessato di jazz fusion con band quali Mahavishnu Orchestra. Il metal ha soddisfatto il mio amore per la musica aggressiva mantenendo la tecnica.

Gordon: Sono sempre stato un fan del metal. L’idea di suonare death metal ha molto a che fare non solo con l’intensità della musica, ma anche con l’opportunità di crearla più da un punto di vista compositivo che di scrittura di una canzone standard.

Il disco riflette una fervida passione per il sound dei primi anni Novanta, c’è un discreto equilibrio fra gli aspetti più oscuri e minacciosi di band come i Deicide e i Malevolent Creation, la brutalità dei Cannibal Corpse e qualcosa che ricorda la bestiale “ironia” macabra dei Broken Hope (la mia adorazione per Joe e soci è indiscutibile). Come si è svolto il processo di composizione di “Hacked To Perfection”?

Gordon: Io mi occupo del songwriting, e ciò comprende la creazione di molti riff, di pattern di batteria e di testi. Spendiamo molto tempo a decidere quale riff dobbiamo usare e dove, o proprio se funzionano. Il mio obiettivo è creare qualcosa non solo violento, ma anche musicalmente interessante dando una certa coesione e un flusso alle canzoni senza essere prevedibili. Spendiamo più tempo ad assemblare le parti che a crearle. Scrivere riff è la parte facile.

Michael: Gordon mi ha passato le canzoni quando era tempo per me di suonare basso e chitarra, ed ho anche aiutato nel processo di revisione.

Ho ascoltato il disco più e più volte e non ho avuto critiche particolari da esporre nella recensione, mi è piaciuto e quando un album ti prende e ti piazza quei brani che ti rimangono in testa a mio avviso il lavoro è riuscito. Mi chiedo solamente se sia una questione di comodità l’uso della drum machine o è sempre più difficile trovare un batterista in carne e ossa?

Michael: Dall’inizio NTA è nato come un duo.

Gordon: Non solo è conveniente, ma inoltre i batteristi possono essere strane persone.

Nel booklet non ci sono testi, per curiosità potreste illuminarci sulle tematiche e in particolare cos’è che rende “lei” famosa in “I Made Her Famous”?

Gordon: I testi riguardano tutti un uomo pazzo che odia molto le donne, e lui non esita ad uccidere chi lo ostacola. Assassinii, mutilazioni, degrado sessuale… Questi sono i temi dell’album. “I Made Her Famous” parla di un omicidio casuale. Questa persona non è molto famosa fino a che il suo cadavere mutilato non viene trovato e riconosciuto, e fa notizia. Ora lei è famosa… Ora tutti la conoscono.

Il death metal era e dovrebbe essere tuttora veicolo di emozioni forti e incentrate su una sfera di ambientazioni e temi legati al rapporto dell’uomo con l’orrore, la decadenza, la frustazione, i culti primordiali e ovviamente la morte, in genere una gamma di scenari tutt’altro che rassicuranti. Com’è che si è finito a parlare di veganesimo, si vedano i testi dei Cattle Decapitation, e di sci-fi in quelli dei Rings Of Saturn? Sono cambiate le paure della gente o in molti sfruttano il genere solo per l’impatto snaturandolo volutamente?

Gordon: Beh, le altre band possono parlare di ciò che vogliono. Tutti vogliamo avere impatto. Personalmente non sono interessato alle abitudini alimentari delle altre band. Molta gente potrebbe pensare che stiamo sfruttando il genere, ma credo in quello che faccio. Sono le mie idee personali su ciò che è il death metal. Fino a che gli altri approcceranno la musica con la stessa integrità, non ho nessun rancore.

C’è un personaggio che ritenete fondamentale nella scena death? Uno che ha segnato in maniera indelebile i vostri ascolti e il modo con il quale vi approcciate a questa forma d’arte?

Gordon: Prendere un nome… Per me non è così difficile. Scelgo Chris Barnes. Sono un fan dei primi Cannibal Corpse e di molte uscite dei Six Feet Under. Considero i suoi testi lo standard del death metal. Tutte le band gore e porno di oggi… Chris Barnes ha già fatto tutto ciò. Forse dovrebbe chiedere i diritti d’autore!

Qual è il vostro pensiero sul mondo della musica odierno? Ci sono degli aspetti che avendo la possibilità vorreste cancellare del tutto e altri del passato che vorreste invece reinserire?

Gordon: Se si parla di musica io sto nel mio mondo. Non importa quanto siano brutti certi trend, sembra che ci sia sempre una nuova scoperta anche se è una vecchia band che non conoscevo. Non voglio parlare male di nessun stile anche se non ne sono fan.

Michael: Eliminerei gli iPod perché credo che sia ciò he ha reso impossibile per un musicista vivere di musica.

Internet, la digitalizzazione e il file-sharing sono utili per permettere a un album di girare il più possibile, in fretta e raggiungendo ogni parte del globo. Quali sono secondo voi i ma… che un sano ascoltatore e acquirente di musica dovrebbe porsi? Non si è creata una forma di “usa e getta” fastidiosa e poco consona nei confronti delle creazioni? È diventato troppo facile cestinare un disco e passare subito ad altro?

Michael: Approfondendo la mia risposta alla domanda precedente, penso che l’emozione di comprare un album sia stata distrutta.

Gordon: Oggi gli ascoltatori possono dare un ascolto alla musica prima di comprarla, tuttavia non faranno altro che scaricarla. I veri supporter della musica in generale e del metal in particolare fortunatamente continueranno a comprare. Ci sono molte band underground che sono molto buone comunque, e i fan lo sanno. Se pubblichi un album ben fatto e che può attirare l’attenzione dell’ascoltatore più volte, con un po’ di tempo avrai una buona base di fan.

Quali dischi avete ascoltato di metal italiano? Avete avuto modo di venire in contatto con realtà quali Electrocutioner e Antropofagus ad esempio?

Michael: Penso che Gordon abbia più familiarità con la scena italiana. Nella mia ignoranza, l’unica band che conosco sono i Lacuna Coil.

Gordon: Devo dire che quando penso alla musica italiana la prima cosa che mi viene in mente è la disco e non il metal. Apprezzo comunque gli Antropofagus… Il loro ultimo album è molto buono.

Cambiamo argomento, i Never To Arise, hanno avuto, hanno o avranno anche una dimensione live o sono esclusivamente uno studio project?

Michael: Siamo uno studio project al momento, tuttavia non possiamo dire con certezza se un giorno suoneremo live.

C’è un concerto al quale avete assistito che ritenete memorabile e che se vi fosse la possibilità vorreste rivivere dal primo all’ultimo istante?

Michael: Ad essere onesti non c’è mai stata una band di qualsiasi genere che mi abbia fatto quell’effetto.

Gordon: Sono stato ad alcuni concerti fantastici, ma nessuno che mi faccia dire che mi ha cambiato la vita. Non sono una persona molto socievole, per cui è l’ascolto in privato che ha l’impatto maggiore su di me.

In un’ideale tourné che vi portasse da una costa all’altra degli U.S.A. con quali formazioni vorreste condividere il palco?

Gordon: Cannibal Corpse e Six Feet Under, con Chris Barnes nei Cannibal Corpse sul palco alla fine mentre suonano alcuni dei loro classici.

Michael: Behemoth, Gorguts e Opeth.

Quali sono i più grossi difetti che riscontrate odiernamente nella vostra nazione politicamente e nei costumi? Come vedete invece la situazione europea?

Michael: Nel nostro paese sento che l’estremismo dei nostri due partiti abbia distrutto la capacità di scendere a compromessi e questo influenza il nostro intero sistema politico. Per quanto riguarda i politici europei, non commenterò poichè non mi sento abbastanza informato.

Si è spesso detto che l’arte, la musica in questo caso, fosse un’ottima forma di comunicazione, in che modo il mondo metal può essere d’aiuto per sbloccare questa “crisi” che sta attanagliando gran parte dei paesi industrializzati?

Michael: Penso che potersi esprimere in ogni forma d’arte (specialmente la musica) attenui una certa pressione e rabbia che può nascondersi dietro ciascuno di noi.

Gordon: Beh il metal estremo può sicuramente far ribollire il sangue! Ma che questo possa essere abbastanza per una rivoluzione è opinabile.

Cos’hanno in serbo per il futuro i Never To Arise? C’è già del nuovo materiale pronto?

Michael: Molti brani sono già stati scritti e mi aspetto che le nostre capacità compositive ed esecutive migliorino… E spero anche che la nostra base di fan cresca.

Gordon: Non ci fermeremo ad un solo album. Infatti stiamo pensando di registrare nei prossimi mesi.

E con quest’ultima domanda ci congediamo, giusto il tempo di un saluto ai nostri lettori, a voi la parola…

Michael: Grazie mille per averci dato l’opportunità di fare questa intervista. Inoltre ringrazio Dennis Munoz, Dave della BadGod Music e Gordon per avermi coinvolto in questo progetto.

Gordon: Vorrei ringraziare chiunque legga questa intervista e ascolti la nostra musica. Vogliamo che la nostra musica venga ascoltata in più paesi che possiamo, e so che ci sono ottimi fan del metal in Italia come in tutto il mondo.

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