OBSCURITY

OBSCURITY

Informazioni
Autore: Mourning
Traduzione: Dope Fiend

Formazione
Ziu – Basso
Arganar – Batteria
Dornaz – Chitarra
Agalaz – Voce
Cortez – Chitarra

I tedeschi Obscurity sono una rodata formazione dall’aura battagliera, su Aristocrazia abbiamo scritto della loro musica in occasione delle due ultime uscite, “Tenkterra” e “Obscurity”. In questa breve chiacchierata vedremo di approfondire un po’ la loro conoscenza.

Benvenuto su Aristocrazia Webzine Ziu, come va la vita? Questa prima metà del 2013 cos’ha portato di buono con sé?

Ziu: Ciao, stiamo molto bene e spero che anche voi ragazzi stiate bene. Nella prima metà del 2013, più i due mesi e mezzo del 2012 dopo l’uscita del nostro ultimo album “Obscurity”, abbiamo girato parecchio. Durante l’uscita dell’album abbiamo fatto un tour in Europa (con Kampfar, Helrunar e Velnias) molto emozionante e che ha avuto grande successo. Abbiamo suonato in un paio di bei festival, come il Ragnarök nel mese di aprile 2013, solo per citarne uno. Abbiamo suonato una scaletta speciale di brani selezionati che raramente avevamo suonato in questi ultimi anni, oltre ad aver ospitato alcuni cantanti e imbastito un grande spettacolo pirotecnico. Inoltre quasi otto mesi dopo la data di uscita, siamo ancora molto impegnati con interviste e promozione. Questo è abbastanza insolito e dimostra che abbiamo realizzato un bel lavoro Heavy Metal. L’attenzione è ancora alta e questo ci offre grandi opportunità.

Iniziamo da dov’è giusto iniziare, quindi parliamo di chi sono gli Obscurity: perché la scelta di tale nome e quali sono state le tappe fondamentali che vi hanno reso la band che siete odiernamente?

Gli Obscurity sono un gruppo di cinque appassionati di Metal proveniente da Velbert, vicino a Colonia, in Germania. Suoniamo Metal da oltre quindici anni. Quando abbiamo iniziato, abbiamo voluto votarci alla musica che amiamo così tanto: l’Heavy Metal. Noi suoniamo un mix di Death / Black Metal con testi riguardanti i tempi e gli eventi antichi. Già nel 1997 abbiamo scelto come nome Obscurity perché rispecchia perfettamente la nostra musica, non Black Metal e non solo Death Metal… è una via di mezzo, come il crepuscolo o possiamo dire come gli Obscurity. Le tappe fondamentali della nostra carriera posso dire che sono i nostri sei album (“Bergisch Land”, “Thurisaz”, “Schlachten & Legenden”, “Várar”, “Tenkterra” e “Obscurity”), così come anche le due demo. Ciascuno dei nostri album rappresenta un punto molto particolare della nostra carriera. I nostri tour europei, soprattutto quello del 2003 e l’ultimo del 2012, sono sicuramente pietre miliari. Il tour del 2003 è stato molto molto difficile e intenso, mentre il tour nel 2012 è stato perfetto fin dall’inizio e ha attestato che siamo in grado di affascinare metallari in tutta Europa. Ci sono così tanti festival e concerti che ci ricorderemo per sempre, come l’Ultima Ratio Festival nel 2008, dove quattromila metallari gridarono “Obscurity” per circa mezz’ora solo per vederci salire prima sul palco e tutto questo a mezzogiorno. Ciò ha dimostrato che suonare tra i primi ad un festival non è sempre un male [ride]. I due Ragnarök Festival con gli spettacoli pirotecnici sono stati indimenticabili. I momenti più preziosi sono però gli eventi con i fan, quando si hanno conversazioni reali e interessanti da cui si può imparare e crescere. Lo scambio con i fan, con i fratelli e le sorelle metallari e con altri gruppi provenienti da tutto il mondo è molto molto importante per noi.

Prima di recensire i due lavori sopracitati, avevo avuto modo di ascoltare i vostri “Thurisaz” e “Várar”, ho sempre pensato che siate una band coerente, ma ho notato una sorta di apertura alle melodie in maniera più spiccata e anche un mettere di lato la parte più estrema a favore del groove. Cos’è cambiato nel corso degli anni che vi ha condotto a modificare il tiro?

Beh, in oltre quindici anni abbiamo raggiunto qualche progresso musicale, per fortuna [ride]. Tra “Thurisaz” e “Várar” abbiamo realizzato l’album “Schlachten & Legenden”, che segna il punto in cui abbiamo trovato il nostro stile attuale. Mentre “Thurisaz” era più o meno un album Black Metal con alcuni elementi Death Metal, i seguenti album sono il mix di Battle Metal che suoniamo al giorno d’oggi. Se ascoltate tutti i nostri dischi, è abbastanza ovvio che siamo riusciti ad aumentare la qualità della nostra musica, del suono e dei testi in ciascun album. Inoltre la nostra musica si è sviluppata nel corso dei primi tre album, passando dall’essere Black Metal con influenze Death Metal al Black / Death Metal, fino ad arrivare ad un mix di Death Metal e Black Metal con influenze Thrash e più tradizionali. Questo è un bene e non permette di inserire gli Obscurity in un genere stereotipato. Abbiamo raggiunto metallari con preferenze di ogni tipo e fin dai primi giorni abbiamo chiamato la nostra musica “Battle Metal”, perché pensiamo che questo descriva la nostra musica al meglio, così come i nostri testi e, in conclusione, tutto ciò rappresenta gli Obscurity. Ora abbiamo un buon bagaglio di abilità musicali che variano dal Black Metal al Death Metal e un suono solido con cui organizziamo le nostre canzoni e i nostri album. Qualche volta ci avviciniamo al Black Metal e, a volte, abbiamo più elementi Death Metal… o, se volete, la nostra musica è più basata su melodie e groove e, a volte, è più cruda e brutale. È uno sviluppo naturale, non una struttura programmata.

Come prende forma un vostro brano e in che modo scegliete il testo più adatto da cantarci sopra?

Noi continuiamo a comporre nella nostra sala prove. Proviamo alcune cose finché non abbiamo un po’ di roba che suoni abbastanza bene da poter sviluppare ulteriori accordi e raffinatezze. A volte Agalaz e io abbiamo già alcune storie o elementi lirici in mente e, se una canzone si rivela una base perfetta per quelle idee, si fondono testi e musica fino a quando si ottiene il miglior mix possibile. Poi ci sono invece altre canzoni che pretendono un testo apposito. Mi ricordo la canzone intitolata “Nordmänner” nell’album “Várar”. Questo è stato uno dei primi brani finiti nel processo di scrittura e non avevamo testi che si adattassero, mentre la provavamo però mi ha subito ispirato un’avventura vichinga. “Nordmänner” doveva raccontare una storia vichinga riguardante navi e vecchi Uomini del Nord.

In questi ultimi anni c’è stato il boom di formazioni che si cimentano in sonorità Viking e Folk, secondo te a cos’è dovuta questa tendenza? Ha preso piede come moda?

Beh, non lo so davvero. Forse è solo perchè funziona e perchè negli ultimi dieci anni si è sviluppato un sacco di potenziale interesse negli ascoltatori della comunità Metal.

Mi puoi spiegare a parole tue cosa s’identifica con l’etichetta “Viking”? Sembra strano a dirlo, ma c’è sempre una gran confusione su quali siano le band appartenenti o meno a questo mondo: come le si dovrebbe riconoscere? Non è che le le etichette ci giocano anche troppo su con queste definizioni?

Il Viking Metal può vestire ogni suono metallico, a condizione che i testi siano incentrati principalmente sulla mitologia nordica e sulla storia vichinga. Ma è davvero tutto molto confuso al giorno d’oggi, troppa roba è stata etichettata in questo modo. Basti prendere a esempio altre etichette come “Pagan”, “Heathen” e “Folk Metal”… si possono davvero definire questi generi? Dal mio punto di vista, Heathen e Pagan Metal sono esattamente la stessa cosa. Entrambi dovrebbero avere testi prevalentemente pagani che si occupino di argomenti da un certo punto di vista pagano. Il Folk Metal può ancora avere testi sulle tradizioni culturali e altri manierismi. La religione ne è solo una minima parte. La musica dell’Heathen / Pagan Metal può essere Black, Death o altri tipi di Metal estremo. Gli strumenti “non classici” del Rock / Metal sono occasionalmente ammessi, mentre nel Folk Metal flauti, cornamuse e strumenti antichi sono parte vitale della musica. Beh, questo è solo il mio modesto parere, ma ci si muove su confini labili e sono sicuro che ci saranno un sacco di metallari con opinioni diverse. Per quanto riguarda la musica e i testi degli Obscurity, abbiamo sempre avuto il problema che non si può davvero inserirci in un genere definito. Per questo chiamiamo da sempre il nostro “stile” Battle Metal. È un mix di Black e Death Metal con influenze Thrash. A volte ci sono pezzi tendenti più al Black Metal e altri più Death Metal, ma è comunque un buon mix ben equilibrato. Il nostro ultimo album, “Obscurity”, è un esempio perfetto. I nostri ambiti testuali possono variare tra argomenti normali, ad esempio le difficoltà quotidiane della vita, temi pagani ed eventi storici, fino a temi che trattano della guerra. Noi suoniamo con gli strumenti tradizionali del Metal, due chitarre, basso, batteria e voce, la quale può essere considerata come strumento aggiuntivo. Noi non abbiamo strumenti fantasiosi, come ho detto sopra. Questo è già sufficiente per far saltare le orecchie [ride]. Questo è solo un piccolo estratto del nostro stile musicale e lirico. Se siete già confusi quanto me e non sapete in quale genere ci si possa inserire, beh, allora sapete perchè suoniamo Battle Metal.

Le credenze religiose in genere sono sempre state un tassello importante nell’evoluzione umana, con il passare dei secoli l’imposizione cristiana e la pressione islamica non hanno fatto altro che portarci a vivere in un mondo fatto di continue guerre che vanno a incrociarsi con i conflitti creati da causali politiche-economiche. L’Uomo non apprende mai dagli errori commessi in passato?

Temo che l’Umanità non sia in grado di imparare abbastanza dalla storia del mondo per avanzare verso una comunità tollerante con abbastanza ricambio per le diverse culture. La paura dell’ignoto e l’intolleranza sono troppo diffuse. La maggior parte delle persone vive solo nel presente, cosa che non è negativa per la sola vita privata. Ma se si tratta di politica su un certo livello, tutti abbiamo la responsabilità di tenere a mente il passato per evitare problemi recidivi. Siccome però io sono una persona positivamente pensante, spero che ce la faremo! Forse gli alieni ci visiteranno e ci infonderanno la saggezza suprema [ride].

Una delle parole che “secolarmente” rimbalza sulle bocche del metallaro è “scena”, com’è quella tedesca? È un movimento compatto, ci sono più schieramenti, è frastagliata o…?

Ci sono alcune zone frammentate, ma in gran parte è una comunità abbastanza compatta. Prendiamo i festival come esempi. Ci sono festival con solo gruppi Death Metal o solo Black Metal o Pagan Metal o Thrash Metal e così via. Lì ci troverete più o meno solo i fan del Black Metal e così via. D’altro canto, abbiamo un sacco di festival misti, dove tutti si riuniscono come una grande comunità Metal. Se penso ai locali Metal della nostra zona… beh, i frequentatori sono sempre misti. Quindi penso che abbiamo un buon movimento compatto con sufficiente spazio per il ricambio dei sottogeneri. Il mondo potrebbe imparare dai metallari di tutto il mondo!

Com’è nata la tua passione per la musica Metal e quali sono stati i lavori che ti hanno fatto pensare: “questo è ciò che voglio suonare”?

La mia personale passione per il Metal è iniziata con due musicassette che mio padre mi comprò quando avevo dieci anni. Mio padre pensò che in quei due nastri ci fossero storie per bambini, ma si rivelarono essere album di AC/DC e Accept. Da quel giorno si sentì solo Heavy Metal uscire dalla mia camera invece che storie per bambini [ride]. Così è successo che iniziai ad amare l’Heavy Metal, all’età di dieci anni.

Se ti chiedessi i cinque album che a tutti costi un amante del genere dovrebbe possedere, su quali ricadrebbe la tua preferenza e perché?

Bathory: “Blood Fire Death” o “Hammerheart”; Unleashed: “Across The Open Sea” o “Shadows In The Deep”; Amon Amarth: “Twilight Of The Thunder God” o “Once Sent From The Golden Hall”; Primordial: “To The Nameless Dead” o “The Gathering Wilderness”. E poi i miei preferiti: “The Arcanum” dei Suidakra, “Sól” (I e II) degli Helrunar, “Asgard” degli Adorned Brood… e uno o due album degli Obscurity [ride]!

Come stanno andando i live? Ci sono date in programma e festival estivi nei quali potremo incrociare gli Obscurity?

Ci piacerebbe suonare di nuovo in Italia. La data a Milano del nostro tour in Europa con Kampfar, Helrunar e Velnias nel 2012 è stata bellissima, soprattutto perché abbiamo un sacco di amici e sostenitori nell’Italia settentrionale. Abbiamo già alcune date programmate in qualche angolo di lingua tedesca dell’Europa e alcune altre in cantiere di cui non posso ancora parlare adesso. Posso dirvi che stiamo seriamente pensando e parlando di un altro tour europeo a fine 2013. Vediamo cosa ci offrirà il prossimo futuro. Sono fiducioso [ride].

Ci racconti qualche aneddoto capitatovi in tour?

Oltre a un confronto con avidi funzionari doganali francesi che volevano una bella mazzetta per lasciarci continuare il nostro viaggio verso Milano e tre guasti all’autobus che avrebbero potuto causare incidenti mortali (io dormivo profondamente e avrei potuto morire senza nemmeno accorgermene), ci sono alcuni altri aneddoti che non posso menzionare qui, perché riguardano alcune persone che erano con noi in tour e che mi ucciderebbero all’istante. Sono sopravvissuto a tre guasti di autobus e non voglio prendermi altri rischi [ride].

C’è stata una serata che ricordi come magnifica e una che più storta non sarebbe potuta andare?

Posso parlare solo per me stesso, ma le belle esperienze superano di gran lunga, sia in termini di quantità che di qualità, quelle brutte. Perciò ho molte più esperienze positive in mente, piuttosto che negative. Ma credo lo stesso valga per i miei compagni di band, dal momento che siamo tutti ragazzi che pensano positivamente.

Invece in qualità di spettatori qual è il concerto più bello che hai visto? Quale ti ha emozionato particolarmente e perché?

Penso che sia stato il concerto di reunion degli Iron Maiden a Essen, una città nella nostra zona. Questo concerto è stato così pieno di energia ed era così professionale sotto ogni aspetto. Semplicemente musica meravigliosa e grande divertimento!

Siete già ripartiti con la fase di scrittura per il prossimo disco? Ci saranno novità a breve termine?

Sì, abbiamo lentamente iniziato il nuovo processo di scrittura. Stiamo lavorando su una prima canzone, ma siamo anche molto occupati con i concerti. Penso che abbiamo meritato di raccogliere i frutti del nostro lavoro “Obscurity”. Procederemo con la composizione per alcuni mesi ancora e poi uscirà qualche notizia in più, naturalmente.

Siete mai venuti in Italia a suonare? Cosa conoscete del nostro paese musicalmente e non?

Sì, ho già menzionato la data di Milano durante il nostro tour europeo nel 2012. La maggior parte di noi ha già fatto alcuni viaggi in Italia e ha già trascorso le proprie vacanze nella vostra bella nazione. Penso che sappiamo molto sull’Italia e la sua storia, dal momento che siamo in genere abbastanza interessati alla storia. Se si conosce parte della storia tedesca, e io non intendo necessariamente solo gli ultimi cento anni, si impara sempre qualcosa sull’Italia, dal momento che le vicende storiche dei due paesi sono spesso molto vicine o collegate. In realtà, abbiamo utilizzato anche storie riguardanti la storia tedesca / italiana come testi per alcuni nostri pezzi. Per quanto riguarda la scena Metal italiana, abbiamo alcuni amici e sostenitori nell’Italia settentrionale e, da quando abbiamo suonato a Milano, possiamo dire che siete delle schiere di metallari molto passionali. Ci piacerebbe suonare di più in Italia, sicuramente.

Siamo arrivati alla fine della nostra chiacchierata, ringrandoti per il tempo dedicatoci e facendoti un grosso in bocca al lupo per il futuro, ti giro ancora un’ultima volta la parola per un messaggio o un semplice saluto rivolto ai nostri lettori.

Devo ringraziarvi. È stato un piacere e un onore, amico mio. Continuate a tenere alta la bandiera del Metal, metallari italiani! Spero che non vi siate addormentati durante l’intervista [ride]. Ci vediamo in giro o di nuovo qui per il prossimo album!

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