öOoOoOoOoOo

Gruppo:öOoOoOoOoOo
Formazione:

  • Asphodel – Voce
  • Baptiste Bertrand – Strumenti

Aristocrazia ha senza dubbio apprezzato il debutto dei öOoOoOoOoOo intitolato Samen, dato che è stato scelto come uno dei cinque migliori album del 2016 da ben tre membri del nostro staff. Oggi avremo l’opportunità di conoscere meglio i due artisti dietro al Bruco francese.


Benvenuti su Aristocrazia Webzine. Come vanno le cose?

Asphodel: Le cose vanno bene. Siamo molto sorpresi di come Samen sia stato accolto bene, e ne siamo grati.

Baptiste: Siamo entrambi felici delle reazioni degli ascoltatori e dei recensori. È una piacevole conclusione per questi tre anni di lavoro e pazienza. Inoltre ho fatto colazione con torta al cioccolato oggi, per cui le cose vanno decisamente bene.

Prima di tutto, vorrei che vi presentaste ai nostri lettori: parlateci della nascita di questo progetto e dei suoi membri.

Asphodel: Baptiste e io ci incontrammo durante un laboratorio di canto a cui prese parte. Ci rendemmo conto fin da subito che saremmo diventati ottimi amici. C’era qualcosa di troppo simile nel nostro assurdo senso dell’umorismo. Quando decisi di creare una nuova band, Baptiste fu il primo a cui pensai. Parliamo di tre anni fa…

Baptiste: Inizialmente ero spaventato, rimasi pietrificato. Poi trovammo lo stesso terribile senso dell’umorismo l’uno nell’altro, così fu molto più facile. Un anno dopo, mi contattò a proposito del suo desiderio di creare un progetto insieme.

Una delle prime domande che mi è venuta in mente ascoltando la vostra musica è stata: perché un bruco? Qual è il significato dietro il vostro nome?

Baptiste: Poco dopo aver creato il progetto, ci fu la necessità di trovare un nome. Iniziammo a buttare già idee, cercando qualcosa che piacesse a entrambi e che soprattutto suonasse adatto alla direzione che volevamo intraprendere. L’idea di un nome grafico venne da uno di noi due, non ricordo chi, poi proposi öOoOoOoOoOo (non in questa forma però, c’erano più lettere e mancavano le antenne) per scherzo. Asphodel apprezzò l’idea e così fu deciso.

Dopo aver ascoltato Samen, ho avuto molte più domande; ma non posso negare di averlo amato fin da subito. La prima è questa: cosa provate verso Samen?

Asphodel: Beh, può suonare strano, ma provo sia orgoglio che dubbi. La maggior parte delle volte, dico a me stessa di aver cantato con gli strumenti e le abilità che avevo in quel particolare momento. Devo dire che non stavo bene durante l’anno in cui registrammo l’album, e la malattia influenzò direttamente la mia voce. Per cui mi sento un po’ frustrata a volte… Ma in fondo, l’orgoglio e il fatto che abbiamo avuto la possibilità di creare questo album sono più forti dei brutti ricordi. Per quanto mi riguarda, Samen è come una mostra contemporanea che tende a costruire un ponte tra la forma e la sostanza. Cerca di invitare l’ascoltatore a mantenere una mente critica e non a banalizzare la musica come una parentesi effimera. Samen non è fatto solo di idee statiche (statiche perché registrate), ha bisogno di essere letto, ascoltato e osservato per insinuare nuove idee interiori.

Baptiste: La penso allo stesso modo. Trovo qualche difetto in alcune parti di Samen, una volta scoperto non riesco a dimenticarlo, ma continuo a essere fiero del risultato complessivo. Alcuni brani di questo album seguirono un’evoluzione che non avrei mai potuto immaginare ai loro inizi, grazie ad Asphodel, le sue idee e le emulazioni create dalla sua voce. Anche non apprezzando alcune parti, facendomi cambiare o cancellare alcune cose, mi aiutò a dare alla musica la forma che avrei voluto ottenere in un modo che non avrei mai potuto raggiungere da solo. Questa collaborazione, tra le canzoni stesse, è qualcosa di cui vado fiero.

Dalle pagine della Apathia Records ho letto che Samen è «visualmente costruito come una mostra artistica»; anche se può suonare strano considerare un lavoro musicale «visualmente costruito» in qualsiasi modo, nel libretto possiamo vedere alcune foto che dovrebbero essere molto legate alla musica. Potete dirci qualcosa su queste foto?

Baptiste: Lascio la parola ad Asphodel che è l’autrice e può parlarne sicuramente più di me.

Asphodel: La musica sicuramente porta immagini. Può anche respirare colori, ma il processo neurologico non è lo stesso. Comunque, decidemmo che Samen dovesse incarnare un vero lavoro indipendente, ma anche un riassunto di quanto messo in musica. Le immagini furono realizzate con nove modelli nudi… Chiesi loro di comportarsi come materia umana — come facemmo con la nostra musica, era come materia — e di non aver paura di essere ammucchiati o posti in strane posizioni. Non volevo che l’artwork fosse un omaggio cartaceo per vendere musica; fui guidata davvero dalla volontà di difendere il processo artistico visuale collegato alla musica, e anche dall’intenzione di spingere l’ascoltatore a esaminare la propria attitudine verso l’arte, la musica, le questioni contemporanee… Baptiste non mi ha mai fermata. Ha sempre aperto la sua mente verso le mie ossessioni e le ha accolte con rispetto.

Un altro elemento di cui vorrei parlare sono i testi. Non vi chiederò del loro significato, sono più interessato al modo in cui li scrivete: tenendo a mente quanto è particolare la voce, avrete sicuramente sperimentato un po’. Come lavorate per coniugare le parole e le linee vocali?

Asphodel: Dipende… Solitamente, trovo le mie linee vocali mentre ascolto la musica, e i testi arrivano dopo. Ma ogni volta che li scrivo, alcuni suoni, alcune vocali arrivano da sole su alcune parti delle canzoni, come se le parole avessero scelto il proprio posto prima di me. È piuttosto naturale. D’altro canto, alcune frasi mi vengono in mente senza la musica, e quando mi rimangono fisse in testa so che devo dare loro un ruolo o una ragione di vivere nei brani. Quando mi sento perseguitata da un certo ritmo o da un pattern, mi sento sicura che alcune parti verranno da me automaticamente. Vedi, quando cammino sento un ritmo. Canto su di esso. Quando sto per attraversare l’entrata della metropolitana, canto sulla melodia della biglietteria automatica… Amo scrivere, onestamente. Non è facile per me cantare qualcosa che non ho scritto, perché non conosco una parte dell’immaginario e del processo cognitivo che amo sentire quando scrivo un testo.

Parliamo ora della musica: sono abbastanza sicuro che abbiate gusti variegati, dato che sono presenti diversi stili in ogni canzone. Essendo io stesso un amante della musica in ogni sua forma, mi piacerebbe sapere quali sono i vostri generi e artisti preferiti, specialmente se pensate che vi abbiano influenzati in Samen.

Baptiste: È sempre una rottura di palle dire quale sia il mio genere preferito, dato che cambia spesso. Ovviamente, il Metal è uno dei più importanti ed è una buona cosa, dato che il Metal è la base principale della musica di Samen, o almeno quella che connette le varie parti e canzoni. Mi piace anche il Rock (in realtà, di solito includo il Metal in esso, insieme all’Hardcore) e roba elettronica tipo Trip-Hop, Ambient, Chiptune, Industrial o Breakcore, per dirne alcuni. Anche musica acustica o sperimentale, e molti altri che non ho tempo di citare. Comunque, per “Samen”, mi sono fissato su una sorta di regola, vietandomi di ascoltare band che avrebbero potuto essere influenze evidenti. Quindi, niente Mr. Bungle, niente Sleepytime Gorilla Museum e così via. E niente Pin-Up Went Down ovviamente.

Asphodel: Idem: quando compongo, non ascolto molta musica, e neanche Avantgarde Metal o roba sperimentale. Come Baptiste, cambio spesso. Posso fissarmi per mesi con il Post-Rock/Shoegaze, e poi smettere di ascoltarlo per un anno intero. Penso di rimanere sempre appassionata di musica Drone (genere elettronico degli anni Sessanta), sta con me quando scrivo, per esempio, o quando lavoro sulle mie fotografie. Ma posso passare dall’Ambient-Black Metal al Deathcore o al Brutal Djent e amare pezzi di Messiaen o chanson francesi degli anni Venti-Trenta, e concludere con il Folk italiano. La musica è solo materia da studio.

Mentre l’Avantgarde Metal qualche volta si sforza di essere strano e/o complesso, devo dire che una delle caratteristiche che ho amato del vostro lavoro è la sua orecchiabilità: il modo in cui unisce una semplicità quasi Pop con parti sperimentali ed estreme è uno dei suoi punti di forza. Cosa significa essere «avantgarde» e «sperimentali» per voi?

Baptiste: Per anni ho composto musica cercando di tendere a una particolare direzione, con risultati miserabilmente fallimentari dato che finivo con non dico l’opposto, ma qualcosa di molto diverso dall’obiettivo originale. Mi trovo a mio agio quando devo unire più stili, semplicemente perché è una cosa che amo sentire nella musica, principalmente perché sono troppo pigro per soffermarmi su un genere alla volta. In realtà, «avantgarde» e «sperimentale» sono ottime scuse per nascondere questi fallimenti.

Un altro elemento interessante è la presenza di suoni a 8-bit qua e là. Ricordo i tempi in cui gli unici modi per unirli al Metal erano il Nintendocore e le cover Black Metal a 8-bit, ma ultimamente grazie a band come voi e i Pryapisme le cose stanno cambiando. Come avete avuto l’idea di inserire questi suoni nella vostra musica?

Baptiste: In realtà, il Nintendocore e le cover Black Metal a 8-bit (che spesso sono semplicemente file midi di Guitar Pro messi in un lettore e renderizzati: merda pura) non sono stati i primi a farlo. Penso specialmente a una band come i Machinae Supremacy, ad esempio, che era una delle mie preferite ai tempi del college e che univa Metal e melodie del SID (il chipset audio del Commodore 64). Personalmente, sono quindici anni che mi diverto con suoni a 8-bit. Dopo aver iniziato a comporre, grazie a Internet e alcuni amici, ho subito scoperto la computer music e tutta la demoscene. I lead in glided, gli arpeggi intermittenti, il modo in cui semplici onde sonore permettono di stratificare armonie in un modo semplicissimo grazie alle frequenze ristrette, il suono complessivamente levigato-ma-bitcrushato, me ne sono innamorato. Dato che compongo ancora in questo genere, usare elementi a 8-bit nella musica degli öOoOoOoOoOo è stato abbastanza naturale, dato che seguo l’idea di inserire tutto ciò che considero parte di me.

Anche se mi piacerebbe parlare di ogni singolo dettaglio di Samen, penso che non abbiamo così tanto tempo, per cui andrò dritto al punto: come decidete quando usare un certo stile in una canzone? Voglio dire: è solo questione di come suona, o scegliete di suonare un genere perché ha un significato particolare in quella determinata parte del brano?

Baptiste: Dipende dal mood. Alcune canzoni di Samen, come “Chairleg Thesis”, sono state composte velocemente nella parte strumentale, e il cambio di stile è avvenuto in maniera naturale. Altri brani sono stati guidati dai suggerimenti di Asphodel, dato che confrontavamo le nostre opinioni. Mi chiedeva di andare verso una certa direzione o atmosfera, e poi rovinavo tutto facendo l’opposto o qualcosa di completamente diverso dal desiderio iniziale, ma che fortunatamente le piaceva.

Parliamo un attimo degli altri vostri progetti. Inizierei con Asphodel, dato che è quella che conosco meglio: sei stata un membro di una grande band come i Pin-Up Went Down; ti sei unita ai Penumbra, band Gothic Metal che conosco da tempo; sei anche stata parte della fase elettronica degli Ad Inferna; realtà diverse, e non le ho citate tutte. Cosa puoi raccontarci delle tue esperienze al di fuori degli öOoOoOoOoOo?

Asphodel: Beh, sono sicuramente fortunata. È sempre un piacere entrare in una stanza che non dovrai pulire prima di andartene, perché sei stata invitata per fare casino. Fa anche un po’ paura, poiché gli stili per cui devo cantare sono molto diversi da quelli a cui sono abituata, e ho sempre paura di non essere adatta, o di non corrispondere alla visione della band. Ma devo davvero dire che amo cantare per altri. La mia ultima comparsa come ospite è stata per i Benighted, mi invitano spesso per interpretare un personaggio nei loro brani. Durante questi anni ho cantato per Område, Human Vacuum, Fluxious, Another Perfect Day (con Dan Swanö), Benighted (per “Fritzl”), ecc… Comporre per altri è un’altra cosa che mi appassiona (ho scritto per i Golden Fields l’anno scorso, e per i Resilience qualche anno fa). Tuttavia, ci sono due tipi di inviti. Ad esempio, non sono proprio un’ospite nei Penumbra, siamo come una piccola famiglia. Condivido il canto con Max, ed è come un invito a tempo pieno. La differenza tra öOoOoOoOoOo e Penumbra è che non prendo parte nella composizione con i Penumbra. Mi sento completa quando posso fare tutto ciò che voglio e scrivere quello che canterò.

Ora mi tocca essere onesto: ammetto di non aver mai sentito il nome di Baptiste Bertrand prima; ma devo dire che sono rimasto impressionato dalla tua performance in Samen, per cui vorrei chiederti qualcosa a proposito degli altri progetti di cui fai parte. Ho letto che sei negli Human Vacuum ad esempio, giusto?

Baptiste: Prima di tutto, grazie mille. A proposito degli Human Vacuum, è stato il mio progetto principale per anni, fino a quando ho lasciato per vari motivi, per cui direi che avevi ragione per metà. Il genere era diverso, tra Fusion e Neo-Metal (sono stato inflluenzato dal chitarrista dei Limp Bizkit, Wes Borland, per anni), qualche volta includendo altri generi o influenze, con il groove come sorta di motivazione. Abbiamo fatto un album, chiamato “Enter The Playground”, pubblicato su Bandcamp, e abbiamo suonato a diversi concerti. Inoltre, Asphodel è stata ospite in “Tout S’Efface” sul disco, diventando così la nostra prima collaborazione ufficiale. Come ho detto, ho lasciato la band che non esiste più, ma ancora oggi ho bei ricordi di quel periodo musicale importante per me. Produco anche roba elettronica sotto il nome di Zus, anche se è più un laboratorio per provare qualunque cosa, principalmente Chiptune. Qualche anno fa, presi parte alla composizione dei cori con una canzone demo con Déhà, uno dei miei migliori amici da più di dieci anni, che finì nell’album “Ave Maria”, rielaborato per il suo progetto Yhdarl. Recentemente, ho anche registrato parti vocali per alcune cover con i nostri amici dei Fluxious; abbiamo registrato Samen al Black Bear Studio, proprietà del loro chitarrista Germain Aubert. E altra roba, come una sorta di progetto Shoegaze senza nome che spero di completare un giorno.

Avete piani per suonare dal vivo o rimarrete un progetto da studio?

Asphodel: Dal vivo. Sicuramente. Lavorare con Germain Aubert ci ha fatto capire che lo avremmo voluto come membro dal vivo per i öOoOoOoOoOo. Abbiamo accolto anche Benjamin Riggi, un ottimo batterista che abbiamo conosciuto grazie a Germain.

Baptiste: Sono grandi musicisti, fa un po’ paura sapere che suoneremo dal vivo senza scuse per fare schifo. Al momento, stiamo ancora cercando la strumentazione, che ovviamente costa molto, per ottenere l’impostazione migliore e stiamo anche cercando di riarrangiare alcuni pezzi.

La Apathia Records ha alcune band piuttosto uniche e molte sono francesi, proprio come voi. Come vedete la scena musicale del vostro Paese?

Baptiste: Francese.

Asphodel: Ho letto e sentito da molte persone straniere che la Francia è un grande covo di molte band sperimentali. Penso che se siete abbastanza curiosi, troverete grandi covi in ogni parte del mondo… Non penso che sia una prerogativa francese. Ciononostante, penso che i contesti politici e sociali rivelino un bisogno di andare oltre i limiti e aprire nuove frontiere nella musica. Puoi notare lo stesso processo nella moda… L’arte è come un termometro sociale.

State già pensando al futuro del Bruco?

Asphodel: Stiamo componendo per il prossimo album, e ci stiamo preparando per qualche concerto…

Penso che sia tutto per ora, almeno alcune delle mie tante domande hanno avuto risposta. Vi ringrazio per aver speso il vostro tempo con noi, speriamo di sentire presto qualcosa di nuovo. Vi lascio uno spazio per un messaggio ai nostri lettori.

Asphodel: Grazie per aver mostrato così tanto interesse nei öOoOoOoOoOo! Grazie del supporto e per aiutare la crescita di questo piccolo insetto!

Baptiste: Grazie mille per questa intervista, per aver apprezzato il nostro album e per averci dato questo spazio per esprimerci. Wow, much love, very music.

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