PHOBONOID

   
Gruppo: Phobonoid
 
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  • Lord Phobos – Tutto
 

La prima uscita dei Phobonoid intitolata "Orbita" mi ha colpito piacevolmente e inaspettatamente (poiché ho ricevuto il disco senza alcun preavviso), così ho deciso di indagare per scoprire qualcosa di più sulla faccia di Marte sconvolta dalla guerra. Vediamo cosa ha da dirci Lord Phobos.


Ciao Lord Phobos e benvenuto su Aristocrazia Webzine. Trovare informazioni sul tuo conto in rete non è facile: come è nato il progetto Phobonoid? Vantavi esperienze precedenti? Metal Archives è attendibile nell'attribuirti origini del Trentino Alto Adige?

Lord Phobos: Ciao, innanzitutto grazie mille per l'intervista, è la prima che faccio come Phobonoid. Sono effettivamente originario del Trentino, poi per motivi di studio e di lavoro mi sono trasferito, però la mia base (spirituale?) continua a essere là. Ho suonato parecchio tempo in gruppi, anche se probabilmente gli unici degni di nota sono gli ultimi due (Revolution Summer e DUNE, di matrice hardcore il primo, mentre il secondo più noise/post-core oriented). Phobonoid è un progetto che in una maniera o nell'altra avevo in testa da sempre, ma che si è concretizzato solo adesso per vari motivi. Essenzialmente il voler suonare qualcosa di diverso da quello che avevo suonato in precedenza e la necessità di poter essere completamente autonomo non solo dal punto di vista artistico-musicale, ma anche dal punto di vista della produzione. Però è anche una conseguenza del fatto che quello che mi circonda attualmente ha poco o niente a che fare con i miei gusti e attitudini, costringendomi in una maniera o nell'altra all'autarchia.

Il filo conduttore dietro "Orbita" è piuttosto criptico. Dobbiamo interpretare la guerra su Marte richiamata nel libretto in chiave fantascientifica o piuttosto "filosofica", come un ripetersi ciclico autodistruttivo che attanaglia l'Uomo? Chi sono Phobos e Deimos in tutto questo? Perché la tua scelta è ricaduta proprio sul Pianeta Rosso?

La storia ci ha insegnato che per quanto in alcuni momenti storici si sia tentato di dare un cambio alla tendenza dell'essere umano di distruggere e autodistruggersi, alla fine si è sempre tornati all'istinto basico del perseguire i propri interessi di potere a scapito di altri popoli o società. Essendo un gran fan della sci-fi, volevo fortemente che questo progetto fosse anche un'espressione d'amore verso questo genere, che secondo me (paradossalmente) è quello che meglio descrive le paure dell'essere umano (o alieno…). Insomma, non riesco a fare una distinzione netta tra fantascienza e filosofia in questo caso.  Per rappresentare questo loop auto-distruttivo in chiave fantascientifica, la scelta non poteva che ricadere su Marte e i suoi due satelliti. Non solo per le ovvie questioni scientifiche e para-scientifiche, ma anche per la loro denominazione mitologica, cercando allo stesso tempo di fare un omaggio alla letteratura fantascientifica più classica.

Se l'impianto tematico non è così immediato, altrettanto non può dirsi per la musica e non perché sia banale o scontata. Al contrario il tuo black metal descrive perfettamente gli scenari desolati e cosmici del pianeta, talvolta in maniera quasi cinematografica. Quali sono state le tue fonti di ispirazione: studi particolari, filoni musicali, gruppi, altre forme artistiche (cinema, letteratura)?

Come detto in precedenza, sono un grande fan della fantascienza, sia da un punto di visto letterario (Wells, Orwell, Asimov, Bradbury, Clarke…) che cinematografico (da "Forbidden Planet" fino ad "Alien", passando per "Mad Max", per arrivare fino a "2001: Odissea Nello Spazio"). Questi elementi sono stati la base per Phobonoid, probabilmente prima ancora della musica. Dal punto di vista musicale, se vogliamo dare dei nomi, diciamo senza paura Voivod ed Emperor, anche se più per questioni tematiche e d'attitudine musicale che per la musica vera e propria. Suonare black metal è quello che mi ha spinto a creare Phobonoid, però quando ho cominciato a scrivere pezzi mi sono accorto che non sarebbe stato né onesto né costruttivo suonare "Pure Black Metal". Avevo bisogno di includere altri elementi per poter dare vita musicale al progetto che avevo in testa, tra i quali un ruolo importantissimo lo ha ricoperto la musica per film (con un compositore su tutti: Bernard Herrmann).

Quando ho avuto a che fare con album black metal dal sapore "cosmico", ho sempre ritrovato brani dalla durata piuttosto estesa e magari di non facile approccio per l'ascoltatore meno smaliziato. Il tuo invece è molto breve, appena venti minuti, come mai hai optato per questa scelta?

Due cose: A) Non è stata una scelta, almeno coscientemente. Semplicemente essendo da solo, le dinamiche musicali a cui ero abituato sono cambiate completamente. Il ritmo e il groove che si creano con una band al completo qua non esistono, e allora si ricercano altre forme musicali. Una di queste è la capacità di condensare le idee, dare delle dinamiche più indirizzate al cambio che alla continuità. In tutto ciò la componente più punk-hardcore del mio bagaglio musicale mi ha guidato nel giudicare come positiva questa attitudine; B) Essenzialmente ho voluto essere il più onesto possibile con me stesso e con la musica che ho scritto: mi piacerebbe poter riascoltare quest'album tra venti anni e poterlo apprezzare ancora, senza stufarmi dopo un solo pezzo.

So che è già prevista una seconda parte per questo viaggio spaziale: cosa dobbiamo aspettarci dal punto di vista musicale e da quello tematico? Cambiamenti o continuità?

Da un punto di vista tematico l'idea base è una specie di prequel. Ma è una cosa che si sta definendo meglio man mano che vado avanti con le musiche.  Da un punto di vista musicale lo vedo come una continuazione di "Orbita", anche se mi sto concentrando sul versante più cinematografico e doom del sound. Posso dire che sarà più epico, quello sì. O almeno questo è l'obiettivo che ho in mente.

Ormai il 2013 è andato in archivio, uno dei migliori album per la nostra redazione è stato "U.M.A." dei Progenie Terrestre Pura: hai avuto modo di ascoltare questo progetto che vive come il tuo di ambientazioni spaziali, per quanto musicalmente distante? Quali altre uscite ti hanno colpito positivamente?

Non conoscevo i Progenie Terrestre Pura a essere sincero. Ho ascoltato il disco dopo aver ricevuto questa intervista e devo dire che — per quanto sia molto interessante come progetto — l'ho trovato un po' troppo "quadrato" per i miei gusti. Però probabilmente dovrò riascoltarlo con più attenzione. Dell'ultimo anno ho ascoltato abbastanza elettronica (con due album su tutti: "Rites" di Paul Jebanasam e "Life Cycle Of A Massive Star" di Roly Porter) e moltissimo death metal (Altars, Portal, Gorguts e The Ruins Of Beverast vincono). L'ultimo album degli Zeus!, che è una bella bomba… Però a essere sincero la maggior parte dei miei ascolti sono stati colonne sonore, prog '70s, death metal old school, doom inizio '90 e tanta elettronica-industrial varia.

Da sempre Aristocrazia Webzine ha lo scopo primario di setacciare l'underground alla ricerca di realtà interessanti, ma celate ai più. Quale significato ha (se per te lo possiede) il termine "underground" nel 2014? Quali valori dovrebbe incarnare? Te ne senti parte?

Questo penso sia un discorso molto complesso e probabilmente direi qualche boiata se provassi a semplificarlo, però per me underground è la ricerca delle possibilità nascoste al di fuori degli schemi della società generalista. Non voglio entrare troppo nello specifico, perché dovremmo cominciare a parlare di pre e post-Internet, e penso di non avere l'esperienza sufficiente per poter fare dei paragoni su quello che è l'underground nel 2014 con quello che era nei primi anni '90. Da un punto di vista d'appartenenza, me ne sento parte anche se non attivamente… manca un aspetto importantissimo: un'attività live costante. E questo è dovuto a vari motivi. In primis l'essere una one man band implica una serie di problemi logistici non da poco, tra cui il dover riarrangiare le canzoni. Poi in questo momento vivo in un posto dove la scena underground è praticamente nulla.

Quali sono i gruppi che stimi, coi quali hai rapporti o che i nostri lettori dovrebbero conoscere?

Essenzialmente i gruppi che stimo sono quelli con cui ho avuto a che fare quando suonavo nei DUNE (Marnero, ED, Sumo, Chambers, Gerda…). Magari non tutti mi piacciono musicalmente, però sono gruppi che stimo molto sia per la loro attitudine che per la loro umanità. Da un punto di vista del black metal, non ho molti rapporti con altre band, sicuramente non sono una persona molto attiva in questo aspetto, per pura pigrizia o per poco tempo a disposizione. Però conosco e stimo Graad (che fra l'altro ha realizzato il logo di Phobonoid) e ultimamente sono entrato in contatto con la one man band sarda Infamous. Ah, grazie alla Eternal Warfare (l'etichetta americana che farà l'edizione in cassetta di "Orbita") sono in contatto con un paio di persone che fanno parte dell'incredibile scena doom-black metal di Portland: Mania e Hell su tutti. Una persona con cui mi sento spesso è il mio amico Mass Prod, un musicista-producer di musica elettronica con i controcazzi. Ultimamente sta portando avanti un progetto che si chiama Woland, con il quale ha già fatto una compilation con dodici musicisti italiani tra i quali figura anche Phobonoid, che uscirà in vinile a breve. Spingo i lettori a seguire attivamente la scena underground, non solo comprando i CD o i vinili dei gruppi e delle etichette che meritano, ma soprattutto supportando i luoghi che permettono l'esistenza della stessa. Molti di questi posti (uno su tutti, il centro sociale Atlantide di Bologna) sono a rischio sgombero in quanto non convenzionati. Ecco, bisogna ricordarsi che senza questi luoghi la scena underground non potrebbe continuare a vivere.

Ogni tanto ripropongo la mia domanda sull'italianità e i suoi stereotipi, per non prenderci troppo sul serio, e stavolta è il tuo turno. Cibo, bevanda e sport preferiti? Automobile o motocicletta? In una donna preferisci il lato A o il lato B?

Cibo: soylent green. Bevande: latte +. Sport: rollerball. Automobile o motocicletta: astronave. Lato A o lato B: dipende se è a 33 o a 45 giri.

Per me può bastare, a te la parola per la chiusura.

Spero solo di non aver annoiato troppo chi ha letto l'intervista… Essendo la prima intervista che faccio come Phobonoid, innanzitutto ringrazio Aristocrazia Webzine per l'interesse e il supporto, Valerio e la Dusktone Records per aver fatto uscire "Orbita" in CD, Nate della Eternal Warfare per l'edizione in cassetta (che speriamo arrivi a breve), Arthur del mitico blog Forever Cursed per avermi appoggiato fin dall'inizio… e Jeiry, la mia ragazza, che non si incazza mai nonostante il poco tempo libero che abbiamo a disposizione quando mi chiudo in studio a fare del gran rumore.  Saluti e corna al cielo da Phobos!

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