RED SKY | Aristocrazia Webzine

RED SKY

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Autore: Mourning

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Red Sky

Un paio di settimane fa abbiamo pubblicato la recensione del lavoro “Tra L’Ombra E L’Anima”, oggi è con noi Red Sky per approfondire la conoscenza del suo progetto.

Benvenuto su Aristocrazia Webzine, appuntamento fisso è quello dell’angolo dedicato alla storia delle band. Qual è stato il motivo che ti ha portato a creare un tuo progetto solista? Era già un cantiere aperto e attendeva il momento adatto per venir fuori?

Ciao a tutti e grazie! Questo progetto è nato per poter diffondere tutte quelle canzoni che ho creato nel tempo e tuttora continuo a creare, e che non possono trovare spazio nel mio progetto principale, ovvero gli Ammonal. Non era un cantiere aperto, non è stato niente di strategico, semplicemente quando ho avuto in mano un po’ di queste canzoni ho deciso che non era il caso di lasciarle lì ad ammuffire, ma che valeva la pena pubblicarle e farle conoscere, e quindi ho creato questo progetto.

Dal melo-death degli Ammonal nel quale militi come chitarrista e cantante, all’intimismo rock personale della tua creatura Red Sky, come ci si divide mentalmente fra due mondi in fin dei conti distanti? Riescono a convivere?

A mio parere non sono distanti. Entrambi i generi sono caratterizzati dalla tristezza/malinconia di fondo, sono solo due modi diversi di esprimere le proprie emozioni. Certo, nel death melodico c’è anche il fattore della rabbia e dell’aggressività, ma la visione della vita è la stessa, e poi io odio dividere la musica in generi e schieramenti… La musica è arte, quindi espressione delle proprie emozioni, gli strumenti che si usano e la struttura delle canzoni sono cose secondarie. Diciamo che negli Ammonal grido il mio dolore, con Red Sky lo confesso sottovoce.

Hai scelto di ufficializzare l’uscita di “Tra L’Ombra E L’Anima” nel giorno dedicato agli innamorati. In sede di recensione avevo esposto un mio pensiero che supponeva la presenza di un episodio unico a trainare l’album rendendolo una sorta di concept, è solo una congettura o in parte c’ho preso?

Diciamo che la composizione delle canzoni che fanno parte di questo ep e la registrazione dello stesso in studio sono avvenute in un periodo molto difficile per me, legato come hai detto tu ad un preciso episodio della mia vita sentimentale. Ho voluto far uscire il disco a San Valentino e dedicarlo a chi non era felice quel giorno, innanzitutto perchè io ero uno di quelli e secondo perchè la mia musica è triste, è frutto di brutti momenti ed è un messaggio a chi sente le stesse emozioni, per dir loro che non sono soli.

Dolcezza e disincanto, tristezza e malinconia, il dolce-amaro caratterizza a più riprese i brani del disco. Come sono nati i pezzi, quanto è stato importante lo stato mentale di quel periodo per dar loro una forma emotiva il più consistente possibile?

I pezzi sono nati dopo svariate improvvisazioni su alcune basi molto semplici, che poi ho rivisitato in seguito. Lo stato mentale è fondamentale, non sono in grado di scrivere un pezzo triste se non sono realmente triste, e non servirebbe neanche a niente. Le mie canzoni sono sincere e la gente credo se ne sia accorta ascoltandole.

La musica di “Tra L’Ombra E L’Anima” gode di un’alta fruibilità, ha un buon piglio e in radio farebbe la sua “sporca” figura. Hai avuto possibilità di diffonderla sfruttando questo mezzo di comunicazione?

Sto iniziando adesso in qualche piccola radio, ma senza i giusti agganci è dura.

E’ un rock che per certi aspetti potrebbe avere a suo favore il fattore “popular” in quanto è gradevole, non pesante e dotato di atmosfere adatte a coinvolgere anche chi è al di fuori di ascolti “impegnati”. Che riscontri ha avuto sinora?

Purtroppo per ora sono abbastanza sconosciuto, sto cercando di diffondere la mia musica ma so che ci vorrà tempo, perchè è stato così anche con gli Ammonal, e poi qui c’è la difficoltà aggiuntiva che è musica strumentale, per cui non è proprio così popolare come si possa pensare. Ho intenzione di cominciare a fare anche qualche live per farmi conoscere un po’ di più e cercare qualche etichetta discografica… si vedrà.

Hai deciso di celare il volto dietro una maschera, annulli quindi la tua presenza fisica in favore dell’arte, una scelta che è stata nel tempo attuata da più artisti. C’è davvero bisogno di eliminare la forma per dar peso allo sostanza? La gente è talmente inabituata a guardare “oltre” da cogliere sempre meno gli aspetti essenziali dell’arte in genere?

Ho scelto di nascondere il volto perchè voglio che la gente ascolti la mia musica, perchè è l’unica cosa che conta. Non faccio nè l’attore, nè il modello, quindi la mia faccia non deve interessare. Certamente ci saranno persone che sono in grado di valutare sia la forma che la sostanza, senza fermarsi alla prima, ma io ho voluto indossare una maschera anche per una seconda ragione: sottolineare che tutti ne portiamo una, e che le emozioni che esprimo con queste canzoni non sono solo mie, ma di tutti. Red Sky potrebbe essere chiunque.

Ci sono artisti che ti hanno influenzato o che sono rientrati assiduamente fra i tuoi ascolti durante la gestazione del disco?

Io ascolto un po’ di tutto, e gli artisti che mi hanno influenzato sono gli stessi di sempre. Diciamo che nella musica strumentale il mio punto di riferimento è Joe Satriani: secondo me è l’unico guitar hero che non sacrifica la bellezza della canzone alla tecnica, ma viceversa.

C’è stata occasione di portare in sede live i pezzi? Che reazioni hanno suscitato?

Non ancora, ma penso di cominciare a breve con l’attività live.

Ci sono date programmate? Le vogliamo segnalare in modo che i nostri lettori possano approfittarne?

Per ora no, ma invito i fan a visitare il mio Myspace (www.myspace.com/redskyproject) e a seguirmi su Facebook, per restare aggiornati.

Le mosse future di Red Sky? C’è già materiale pronto per un prossimo lavoro?

Sto preparando le canzoni che finiranno nel primo disco, l’anno prossimo. Nel frattempo sto cercando di aumentare il mio seguito e di ottenere un po’ di recensioni del mio primo lavoro.

Ringraziandoti per la disponibilità, ti cedo la parola per chiudere l’intervista a tuo piacimento.

Grazie a voi, un saluto a tutti quelli che hanno chiuso gli occhi e si sono emozionati con la mia musica!