RELICS OF HUMANITY

RELICS OF HUMANITY

Informazioni
Autore: Mourning
Traduzione: Insanity

Formazione
Ivan – Voce
Sergey – Chitarra
Pavel – Batteria

L’est dell’Europa martella, l’ex blocco Sovietico è ricco di formazioni che fanno della brutalità la loro arma fondamentale. Sono con noi oggi i Relics Of Humanity che quel comandamento lo seguono e interpretano con ammirabile sentimento.

Benvenuti su Aristocrazia Webzine, come va? Come state trascorrendo il periodo estivo?

Sergey: Ciao fratello. Stiamo bene! Questa estate è fottutamente malata!

Diamo il via alle presentazioni, parliamo della storia della band, dei suoi componenti e diamo anche qualche informazione su “Guided By The Soulless Call”, a voi la parola…

Ok. Ho creato la band nel 2005 o 2006 come one-man project ed ho postato alcune tracce demo su alcuni forum di metal estremo. Il primo nome della band è stato Disfigured Bitch Corpses, poi ho iniziato a cercare ragazzi che potessero suonare con me, ma senza successo. Durante il 2009-2010 ho scritto del nuovo materiale e deciso di pubblicarlo come un nuovo promo, “The Core Of Everything Is Rotting”. Ho fatto una cover per quel CD, programmato la drum machine, suonato le parti di chitarra e basso e fatto il mastering. Poi Ivan si è unito al progetto e ha registrato parti vocali folli per quelle tracce. Ho creato le pagine Myspace e Facebook e ho postato le tracce sui profili di ROH. Poco dopo Pavel si è unito a noi come batterista. Abbiamo fatto il primo concerto al Moscow Death Fest con i Prostitute Disfigurement nell’aprile del 2011. Tra l’autunno e l’inverno 2011 abbiamo fatto qualche concerto, registrato un album chiamato “Guided By The Soulless Call” e l’abbiamo pubblicato su Amputated Vein Records il 2 luglio. Non posso dire di più, per cui dategli un ascolto.

Come siete arrivati a suonare questo tipo di musica? Quali sono stati gli ascolti e quindi le formazioni che hanno caratterizzato la crescita del desiderio di dar vita a una propria band?

Ho iniziato ad ascoltare Death Metal circa dieci anni fa. Le mie prime esperienze sono state Cannibal Corpse, Six Feet Under, Deicide, Morbid Angel, Immolation, Broken Hope, Banished ed altri. Io e i miei amici abbiamo provato a fare le nostre prime registrazioni in una volta. Non c’era molta qualità ma l’abbiamo fatto con il cuore. Non so cosa mi guidasse ai tempi, ma ero già sicuro che non avrei mai abbandonato questa cosa. Poi ho sentito i Suffocation ed è stato il vero cambiamento nel mio modo di comporre musica. Poi Disgorge (USA), Devourment, Severed Savior, Deeds Of Flesh, Decrepit Birth sono entrati tra i miei preferiti. Volevo suonare tanto tecnico quanto brutale e potente. Ho passato notti a migliorare la mia tecnica. Ho fatto registrazioni su registrazioni. E nel 2006, quando arrivò l’ondata di logo acidi e riff slam, ho iniziato a mettere le mie tracce su Internet. Tutta quell’esperienza in qualche modo ha influenzato il mio modo di comporre musica. Non ci sono molte band odierne che mi impressionino, penso che sia perchè i miei gusti si sono formati tempo fa. Vorrei citare Defeated Sanity, Condemned, Disentomb. Sono contento che anche i Disgorge siano tornati. Sto aspettando di sentire il loro nuovo album. E sono sicuro che Sanchez & co. supereranno ancora una volta i confini di questo genere.

Avete un approccio allo stile molto anni Novanta, come nasce un vostro brano? Quante ore o giornate dedicate agli incontri in sala prove?

Io compongo tutta la musica e abbozzo le parti degli altri strumenti, poi ogni componente aggiunge del proprio per migliorarle. Almeno è ciò che abbiamo fatto per “Guided By The Soulless Call”. Non proviamo quanto vorremmo, già…

In quale modo date vita a un testo e quali sono le tematiche che affrontate?

I testi parlano della cecità spirituale dell’umanità, che sta portando la “civilizzazione” verso l’abisso. Questa è l’essenza del nostro materiale, ma non è una sorta di propaganda. Non siamo battaglieri. Non bruceremo chiese o cose simili. Sono solo fantasie surreali, legate a testi biblici, con significati profondi. L’ascoltatore dovrebbe definire lui stesso la sua attitudine verso i testi. Sai come dicono: “Colui che ha ragione, vedrà il proprio numero…”.

Ormai è una domanda che faccio spesso perché spero che la gente non bolli a vita questo tipo di proposte in quanto basate su cliché senza averne mai approfondito tale aspetto. Quanto è importante per voi comunicare? La gente ha così tanta fretta da non riuscire o peggio non aver voglia di leggere neanche il booklet di un disco?

Potresti definire il nostro desiderio di comunicare con un tuo esempio. In generale sì, dobbiamo essere uniti!

Quando si parla di “estremo” una delle lamentele che ho percepito è un fattore “appiattimento”, troppi cloni e gente che suona come avesse fretta di finire ogni pezzo per poi fare durare un disco cinquanta minuti spesso riempiti di “nulla”. Qual è il vostro pensiero sul movimento death odierno? Pregi, difetti, c’è qualcosa che vorreste eliminare del tutto?

Dal mio punto di vista c’è merda. C’è una forma popolare di DM facile da suonare che non richiede niente ai musicisti, nessun impegno verso lo stile. Ed ho l’impressione che la gente suoni quel tipo di DM non conoscendone le origini. Penso che sia proprio merda! Ci saranno sempre però band vere che faranno roba brutale spingendo lo stile. Spero che in futuro qualcuno ci includa in questa lista.

Oltre al vostro album, come prodotto del genere ho avuto modo di scrivere riguardo “Blast From The Underground” degli Unlucky Buried, ho ascoltato il debutto degli Ossuary “One Against The World”: in che stato di salute è la vostra scena nazionale? Quali sono le band che ritenete meritevoli e con quali avete anche dei rapporti di amicizia o stima, magari condividendo spesso il palco insieme?

La nostra scena non è così forte e cooperativa, ma le dinamiche sono positive in generale. Spero di poter rispondere più positivamente a domande come questa in futuro.

Com’è avvenuto il contatto con la Amputated Vein, label stimata e che ha partorito ottime release in questi anni?

Concordo totalmente! La Amputated Vein è una delle label migliori nella scena brutal contemporanea. Per questo è così difficile esprimere ciò che provai quando lessi il messaggio di Masakatsu su Myspace in cui ci offrì un contratto per il nostro debutto. Siamo contenti e completamente soddisfatti della nostra collaborazione, ha fatto molto per noi! E lo ringraziamo di cuore!

Avete mai sentito parlare o siete venuti a contatto con il fenomeno del “pay to play”? Se sì, qual è il vostro pensiero in proposito?

Questo “pay to play” è una brutta cosa, ma vedo il problema non negli organizzatori piuttosto nelle band stesse, che accettano questo schema. Perdono il rispetto verso se stessi, verso i colleghi che meritano di suonare con alcuni mostri sacri e l’uomo che frequenta i concerti, perchè merita di vedere il meglio su un palco più di tutti. Potrei metterla così: l’underground finisce dove inizia il PTP.

Quali sono gli ultimi dischi che hai comprato, sia in ambito metal che non?

“Realms Of The Ungodly” dei Condemned, “Sunken Chambers Of Nephilim” dei Disentomb e il promo degli Euphoric Defilement!

In molti stili è tornato fortemente in voga il formato vinilico, vi è mai balenata l’idea di stampare il vostro album su vinile? Vi piacerebbe o per il tipo di sound la dimensione cd rimane la migliore?

Sì, sarebbe fantastico, ma per ora è solo un sogno.

Ormai è più di una decade che si dibatte se sia o meno corretto l’uso di Internet nei confronti dell’arte in genere, parlando di musica però la digitalizzazione ha fatto perdere contatto con l’essenza della musica, molti hanno infatti hard disk stracolmi di roba che non conoscono per un cazzo, cosa vogliamo dire a questa gente?

È una scelta personale di ciascuno di noi. Penso che chiunque abbia hd pieni di musica sappia che ci siano CD, vinili e penso che nessuno neghi che ascoltare musica direttamente dal media ufficiale sia migliaia di volte più piacevole. Ascoltare mp3 è come guardare tramonti, motagne, fiumi, paesaggi e così via su foto. Per cui, la scelta è vostra, se volete guardare foto o vedere con i vostri occhi.

Oltre alle tematiche tirate in ballo sinora, quali pensate siano i problemi che affliggono il mondo metal odierno? E da cosa derivano?

Non vedo nessun problema enorme, perchè l’underground è vivo e respira anche in tempi difficili per tutta la musica. E questo prova ancora l’indipendenza della vera scena metal.

Parliamo dei live, siete in giro a suonare? Ci sono date in programma al di fuori dei vostri confini nazionali?

Suoneremo in molte città e nazioni, ma è difficile parlare di date ed eventi definiti per ora.

Qual è stata l’esibizione della quale siete rimasti maggiormente soddisfatti? E com’è andata la prima volta che siete saliti sul palco?

Ogni nostro concerto è stato speciale e bello, ma non dimenticheremo mai il primo. Potremmo passare un giorno a parlare di quella gita a Mosca. Niente è paragonabile al debutto.

C’è già in cantiere il sequel di “Guided By The Soulless Call”?

Certo! Sto scrivendo materiale per un nuovo promo! Speriamo di pubblicarlo all’inizio dell’anno prossimo! “Guided By The Soulless Call” è solo l’inizio!

Mi sa che per ora può bastare così, salutiamo i nostri lettori?

Grazie dell’intervista, fratelli! Ringraziamo tutti i brutallari per il supporto e le belle parole. Il vostro supporto è il nostro carburante! Valorizzate il vero e possa l’oscurità essere con voi!

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