REPOSSESSION

REPOSSESSION

Eccoci qui a dialogare con i Repossession, nuovo act proveniente dalla fiorente scena polacca, che quest’anno tramite la Psycho Records ha rilasciato il suo primo lavoro “Reign Over Inferno”.
Benvenuti ragazzi, che ne direste di parlare un po’ di voi ai nostri lettori?
Salve ragazzi! Siamo una band relativamente recente, anche se ciascuno di noi possiede sufficiente esperienza musicale derivante dalle altre band in cui suoniamo, o in cui abbiamo suonato. Repossession è stato formato nel 2006, l’anno dopo abbiamo registrato “Reign Over Inferno”, comprendente sei (sei, sei) devastanti inni di furioso death metal. Molta gente presta attenzione alle nostre radici “old-school”. Noi, tuttavia, preferiamo chiamarlo “Possessed Death Metal”, con riferimento al nome della nostra band. E’ un epiteto più ampio e ci dà maggiore libertà artistica. Il 25 maggio abbiamo firmato con la Psycho Rec, che ci ha dato la possibilità di diffondere la nostra musica in modo davvero professionale.
Come ho potuto constatare ascoltando un buon numero di lavori che vengono dalla vostra terra, il livello di voglia e perseveranza nel seguire certi stili non è diminuito nel corso degli anni anzi si è ravvivato a cosa è dovuto secondo voi?
Occorre sempre tenere in mente le proprie radici. Non intendo una riproposizione pedissequa ma rispetto per le grandi opere che sono state registrate. Personalmente non amo molto i nuovi trend come il nu metal o il symphonic metal. In ogni genere musicale, anche se abusato, si può creare qualcosa di nuovo se ci si mette la passione e l’anima, e tutta la propria creatività. Oggi, con il numero esagerato di band che offre il mercato, è difficile parlare di certe regolarità. A parte i trend temporanei, assistiamo al nascere di band davvero creative, in diversi sottogeneri di metal. Armandosi di pazienza e mettendosi alla ricerca si possono trovare diverse band di qualità. Cannibal: dipende tutto dalle persone, tutti si battono per qualcosa. La gente sente il bisogno di creare, vogliono ricevere l’input per la musica che amano. E’ per questo che vanno nello scantinato a provare, per far venire fuori una manciata di riff. Così può nascere qualcosa di fresco e nuovo anche nel death metal.

Siete o siete stati membri di realtà che sono vissute o vivono nell’underground (Soul Devourer , Nemrod, Ethelyn), cosa vi hanno dato le vostre esperienze passate e cos’è cambiato in questo nuovo progetto intrapreso insieme?
Per quanto riguarda me e Wrath, entrambi sioamo impegnati in due band perchè facciamo parte anche degli Ethelyn. Suonare in band diverse allarga gli orizzonti musicali e al tempo stesso sviluppa le capacità. Ogni persona è unica e col suo specifico modo di suonare. Quindi fare un polpettone unico non è così facile. Repossession differisce quasi del tutto dalle band che hai menzionato. Siamo persone diverse, che producono musica diversa, con scopi diversi.Canniball: si tratta di band che appartengono ad un mondo totalmente diverso. Quando facevo parte dei Nemrod ho fatto alcuni concerti. Questo mi ha permesso di accumulare esperienza, sia dal vivo che in studio. Ho anche incontrato diversa bella gente, e sono soddisfatto di tutto ciò. Repossession è qualcosa di totalmente differente: musica diversa, ad un livello diverso. Raven: per quanto mi riguarda, Soul Devourer è la band in cui ho scoperto le mie abilità canore. Quando ne facevo parte ho imparato molto grazie alle prove e ai concerti
Abbiamo anche registrato un demo in uno studio di qualità, e anche qui ho guadagnato esperienza. Tuttavia, Repossession è una band più matura ed efficace, e il fatto è che è qualcosa di completamente differente.

Com’è la scena polacca in che modo si muove?

 

Come certamente saprai, la scena polacca è forte e con un proprio marchio distintivo, anche nel contesto europeo. Abbiamo esponenti di spicco praticamente in tutti i sottogeneri del metal. Abbiamo grandi band nel brutal come Anima Damnata, Nomad, Embrional, Pyohorrhea, Crawling Death, e black come Infernal War, Empheris, Hermh, Stranghogg, Besaat, Throneum, Deneb, Cryptic Tales e molte, molte altre. Difficile menzionarle tutte. Molto più semplice visitare i siti web o procurarsi zine e leggere recensioni.
Il metal europeo negli ultimi anni ha ripreso a crescere qualitativamente anche se il numero delle proposte davvero valide è basso e spesso bisogna cercarle in maniera quasi maniacale, cosa manca davvero all’underground per diventare realmente solido ma non svenduto?

In parte ho già risposto in precedenza. La scena vive e si sviluppa seguendo la propria strada. Non c’è ricetta, formula magica o istruzioni da seguire. Ci sono solo persone che suonano in gruppi metal, più o meno talentuose, come in tutte le band. Sono loro a creare i gruppi e ad imprimere il loro marchio.

Il vostro “Reign Over Inferno” per essere un disco est europeo suona molto svedese quali sono le influenze principali in fase di composizione o ascolto che hanno dato vita a questo lavoro e chi si è occupato del soundwriting di esso?
 

Quando abbiamo composto la nostra musica o registrato “Reign Over Inferno” non eravamo ispirati da una band o da una scena in particolare. Le canzoni sono state composte rapidamente ed efficaciemente, e la loro forma definitiva ha sorpreso anche noi. Si è instaurata una sintonia perfetta, un desiderio comune di creare musica che ha portato al risultato finale. Ognuno di noi ha dato il massimo e siamo riusciti a tirare fuori il mcd. Molti elogiano il nostro sound, naturalmente ci sono quelli a cui piace meno. Dipende dai gusti e noi certamente siamo soddisfatti, anche se è normale non poter piacere a tutti.
 
Di cosa trattano i vostri testi e come nascono gli spunti per essi?

Cedo la parola al cantante perchè è una questione di sua competenza. E’ lui a scrivere i testi, io ho suggerito giusto qualche ideea. Raven: la mia ispirazione proviene dall’horror, dalla lettura di libri o dalla visione di film che adoro quanto il death metal. Inoltre traggo ispirazione da ciò che vivo. I testi di “Reign Over Inferno” si basano sulle mie esperienze di vita. Se c’è qualcosa che non sopporto, odio o disprezzo o che semplicemente mi fa incazzare ci scrivo un testo sopra. Certo, poi scrivo tutto in maniera metaforica. Cerco di creare un certo clima che possa combaciare con la musica ispirata da questo horror. Non lascio molto spazio all’interpretazione. I nostri testi devono colpire direttamente, proprio come la nostra musica.

Siete già al lavoro sul primo full-lenght? Qualche anticipazione?

Certo, ci stiamo lavorando! Al momento abbiamo preparato materiale per il full e pensiamo di registrarlo questo ottobre. Le nuove composizioni sono più mature, ma ci saranno sempre dei riferimenti a “Reign Over Inferno”. Penso che possiamo dire che si tratta della fase successiva del nostro percorso, quindi una continuazione con evidenti progressi. Le nuove composizioni offrono certamente di più per quanto riguarda la tecnica e gli arrangiamenti. Suoniamo insieme da un po’ ormai, ci integriamo sempre di più e questo paga. Cannibal: le nostre nuove canzoni rappresentano sicuramente un grosso passo avanti. Sono sicuro che se avete apprezzato “Reign Over Inferno” il successore non vi lascerà indifferenti!

Come tante band anche voi usate uno dei mezzi più comuni di questo millennio, la pagina Myspace, per aggiornare chi vi segue e far conoscere la
vostra proposta: come trovate questo tipo di diffusione e secondo voi quali pregi e difetti ha?

Il nostro myspace è la nostra carta di credito musicale. E’ un altro modo per promuovere la band. A parte la militanza in riviste underground cerchiamo anche di usare alcuni strumenti moderni, come internet, per raggiungere quanti più fan possibile. Il myspace è come il sito ufficiale. C’è quello che serve per rendere tutto disponibile per gli ascoltatori. A volte mi viene da pensare ad un sito vero e proprio ma per il momento non ce n’è bisogno. Forse ciò avverrà dopo la prossima uscita discografica. Cannibal: penso sia a myspace che ad altri siti del genere come ad ottime possibilità promozionali per le nuove band. Ha il merito di dare la possibilità a tutti di crearsi una pagina su internet, mentre non tutti possono permettersi un sito professionale in cui caricare le canzoni o altro a scopo promozionale.

La vere qualità di una formazione che suona si vedono in ambito on stage, cosa ci si deve aspettare da una vostra esibizione?

Dal vivo diamo il meglio di noi e cerchiamo di cogliere ogni occasione. Il death metal è musica da suonare dal vivo ed è solo dal vivo che se ne può sentire il vigore. Il contatto diretto col pubblico ci gasa, ci dà un’energia insistituibile. Adoriamo suonare dal vivo, e i nostri show sono garanzia di devastazione. Cannibal: Sul palco? Aspettatevi davvero una tempesta di fuoco. Come ha già detto Morbid diamo il meglio di noi. Ai concerti uccidiamo senza pietà, e la musica è la nostra arma!

Negli ultimi dieci anni il death metal come tutti gli altri generi ha subito varie evoluzioni e diversificazioni stilistiche, per voi cos’è il death metal?
Io sono cresciuto col death metal, è parte della mia vita. Penso che sia per questo che mi soddisfi così tanto suonare nei Repossession. Sicuramente mi trovo più a mio agio col vecchio death degli anni ’90. Un sacco di band oggi considera il metal come uno sport, in cui l’ importante è infrangere tutti i record di velocità. Il che, alla lunga, diventa noioso. Alcune band vanno oltre tutto questo e le loro composizioni restano impresse. Tuttavia, se i membri delle varie band sono bravi e ci mettono passione, andrà tutto bene. Potrei stare a sentire queste band ininterrottamente. Canniball: Il death metal è tutto per me! Anch’io sono cresciuto col death, l’impatto sulla mia vita è stato considerevole. Amo questo genere di metal, specialmente nella sua forma brutale. Quando suono coi Repossession mi sento benissimo, anche perchè so di contribuire al death metal. Raven: Io cerco di non limitarmi al death e ascolto anche altri sottogeneri di metal. Il death comunque resta il mio preferito, in particolare quello svedese. Amo questo suono scandinavo, potente, sporco, e l’energia che ne scaturisce. Sono cresciuto con questa musica, per me unica e speciale. Sono felice e fiero di essere nei Repossession e suonare death metal. Senza il death non potrei vivere.
 

Hey ragazzi è tutto non ci resta che mandare un saluto a chi vi leggerà e chiudere a vostro piacimento, quindi a voi la parola:

Un sentito ringraziamento per il sostegno e per l’interesse dimostrato nei confronti di Repossession! Un saluto a tutti i pazzi che avranno letto questa intervista sino alla fine. Vi invitiamo ad ascoltare questa musica, con “Reign Over Inferno”. Hail dalla Polona! Let’s Fucking Die! Canniball: Grazie per la chiaccherata e per il susostegno. Un saluto a tutti i fan italiani! Raven: grazie per questo spazio. Saluti infernali dalla Polonia!

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