ROSAE CRUCIS (2009)

Informazioni
Autore: M1

Formazione
Giuseppe “Ciape” Cialone – Voce
Andrea “Kiraya” Magini – Chitarra
Tiziano “Shreadmaster” Marcozzi – Chitarra
Daniele “KK” Cerqua – Basso
Piero “Bohemian Moloch” Arioni – Batteria

Rispondono Giuseppe “Ciape” Cialone, cantante della band e membro fondatore, e Andrea “Kiraya” Magini, chitarrista e membro fondatore della band.

Ave Rosae Crucis e grazie per avere concesso ad Aristocrazia di realizzare questa intervista. Inizierei questa chiacchierata ripercorrendo le fasi salienti della vostra carriera. Come e perchè sono nati i Rosae Crucis?

Ciape: I Rosae Crucis nascono ufficialmente nel 1990 ma in realtà il gruppo suonava da molto, prima sotto altri nomi. Siamo sempre stati un gruppo di amici con tanta voglia di suonare e la stessa voglia di un tempo c’è rimasta dentro nonostante gli anni e le difficoltà che la vita prontamente ti riserva. Non abbiamo mai smesso di crederci e ci crederemo ancora per molto tempo.

Kiraya: Ne è passato di tempo, stiamo insieme da una vita oramai, dai primi demo, al primo disco ufficiale nel 2003, ai tribute album di Manowar, Cirith Ungol e Manilla Road, al secondo album nel 2008 e “Fede Potere Vendetta” in uscita a settembre 2009, ora stiamo vivendo una seconda giovinezza e ci stiamo impegnando molto per spingere al massimo i Rosae Crucis.

In quella che si potrebbe definire la “prima fase” della vostra carriera realizzate due demo: “Il Re Del Mondo” e “Fede Potere Vendetta”: che ricordi avete di quel periodo? Perchè abbiamo dovuto aspettare l’interessamento della Jolly Roger per vedere quei due album in una forma completa e diffusi al pubblico?

Ciape: Quando registrammo “Il Re Del Mondo” ricordo che ancora andavamo a scuola… Il nostro batterista aveva appena 16 anni e noi eravamo dei ragazzini pronti a tutto pur di far sapere al mondo che esistevamo.
Quando invece registrammo “Fede Potere Vendetta” molti di noi gia lavoravano e ricordo che poco prima di registrare il gruppo ebbe una crisi… Il bassista e il chitarrista decisero di lasciare la band e noi ci ritrovammo in tre da un giorno all’altro… Ma la voglia di suonare era troppa così trovammo un nuovo bassista e Andrea registrò le chitarre da solo… Come si suol dire “erano bei tempi”, niente ci avrebbe fermato, avevamo solo un piccolo difetto: cantavamo in italiano ed a molta gente questo non andava giù. Ma fortunatamente c’era chi lo apprezzava e non “politicizzava” il tutto. Purtroppo il discorso è sempre lo stesso: se canti in italiano e fai Metal vieni etichettato. Sono passati dieci anni e per fortuna abbiamo trovato Antonio della Jolly Roger Records che ha creduto in NOI e ci ha proposto di riregistrare i vecchi demo. Adesso in Italia molti dischi di gruppi italiani vengono ristampati e a noi piace pensare che un po’ è anche merito nostro 😉

Kiraya: sottoscrivo pienamente, non avrei trovato parole migliori.

Nel 2003 arriva una piccola svolta, sotto Scarlet abbandonate l’uso dell’italiano nei testi e le vostre sonorità si fanno maggiormente power. Potete spiegarci il perchè di queste scelte?

Ciape: Anche qui il discorso è molto semplice, le case discografiche non volevano rischiare un disco cantato in italiano e “diverso” dal classico stile metal… così, visto che ormai erano anni che tentavamo di registrare un album e nessuno ci prendeva in considerazione, decidemmo di “abbassarci” allo stile classico cantando in inglese e da lì tutte le porte si aprirono… Da lì i nostri testi (pur essendo gli stessi tradotti in inglese) non erano più considerai “politici” e riuscimmo a fare questo benedetto disco che tanto aspettavamo.

Kiraya: Ricordo quel periodo come un insieme di sfighe immani. Il batterista di quel tempo ci lasciò una settimana prima di entrare in studio, e Giuseppe Orlando dei Novembre si offrì di registrare le parti, fu un grande. Giuseppe ebbe una laringite mostruosa che ci fermò per due mesi, io ebbi una serie di problemi infiniti con le mie chitarre, però alla fine uscimmo con un disco che a noi piace moltissimo.

Settembre 2008: finalmente “Il Re Del Mondo” vede la luce nella sua forma originariamente concepita. Ormai sono diversi mesi che è disponibile, come sono stati i riscontri di fan e critica? Io personalmente lo adoro…

Ciape: Il disco va molto bene, neanche noi ce lo aspettavamo e sia la critica estera che italiana è stata molto buona… Abbiamo ritrovato vecchi fans perduti nei meandri della lingua straniera e ne abbiamo acquistati di nuovi… Molti ancora non sanno che quel disco ha quasi venti anni.
😉

Kiraya: La prima stampa è praticamente terminata e ora andrà in ristampa. Questo è un buon segno.

E’ di pochi giorni fa invece la notizia dell’uscita per novembre di “Fede Potere Vendetta” in versione ri-registrata e ri-arrangiata. Cos’altro potete rivelarci? A che punto sono le registrazioni?

Ciape: Fede sarà un capolavoro, almeno per NOI 🙂
Abbiamo cambiato delle cose che ci sembravano “imbarazzanti” e che erano presenti nel vecchio demo, Antonio (J.R.R) ci ha seguito passo passo e credo che il risultato sarà buono sotto tutti i punti di vista. Ci saranno due pezzi inediti “Sangue E Acciaio” e “Venarium”, entrambi stile Rosae Crucis. Credo che la gente non si lamenterà 😉
Il disco dovrebbe uscire a settembre, lo aspettiamo più Noi che Voi 😀

Kiraya: Diciamo che sono mesi che ci stiamo lavorando e non ne possiamo più però oramai è quasi pronto. Mancano pochi ritocchi.

Alla luce di tutti questi eventi quale ritenete essere il punto più basso e quale il punto più alto della vostra carriera?

Ciape: Non credo ci siano un punto alto e uno basso. Noi facciamo una vita comune, non siamo delle star e la maggior parte delle volte i nostri momenti “bassi” sono dovuti alle difficoltà della vita e viceversa siamo soddisfatti di ciò che siamo… perchè siamo VERI.

Kiraya: Esattamente. Anche se fatemi togliere un po’di modestia, un punto alto sarà l’uscita del nostro primo video ufficiale (che verrà presentato in anteprima il 5 settembre 2009 all’Olden Live Club n.d.r.).

E’ innegabile che i Rosae Crucis siano fra gli esponenti di spicco dell’heavy/epic italiano. Potreste indicare ai lettori i nomi di altre formazioni italiche magari non molto conosciute ma che apprezzate?

Ciape: Adoriamo il metal italiano, potrei farti centinaia di nomi ma sicuramente ne lascerei fuori altrettanti. Ogni volta che suoniamo ci imbattiamo in gruppi bravi e meno bravi ma con la stessa voglia di spaccare il culo che abbiamo noi, il Metal italiano non è secondo a nessuno se soltanto l’Italia non fosse così cieca avremmo anche noi i nostri Metallica. Purtroppo l’erba del vicino è sempre più verde, la maggior parte del pubblico italiano ha i suoi miti all’estero e non considera minimamente il fatto di ascoltare non solo gruppi italiani ma gruppi che cantano in italiano. Finchè ci sarà questa mentalità la scena metal italiana sarà ferma o perlomeno non esploderà come dovrebbe… per fortuna non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, noi abbiamo un discreto pubblico che ci adora, spero cresca e diventi abbastanza forte da far capire alle persone che l’Italia nel metal non è seconda a nessuno.

Kiraya: Questa è la propaganda che adoro! Tornando ai nomi, ti posso citare gli Holy Martyr con cui abbiamo condiviso diversi palchi e spero di suonare ancora con questi ragazzi formidabili, ti posso citare i Novembre (tra i miei preferiti), gli Stormlord, gli Hour Of Penance, i Neurasthenia, i Doom Raisers, tutte band con sonorità e stile completamente diverse ma secondo me molto molto brave.

Quanto è importante per i Rosae Crucis l’aspetto del live e del contatto col pubblico?

Ciape: L’aspetto live per noi è FONDAMENTALE… cerchiamo di dare il massimo in ogni occasione ci fosse anche una sola persona davanti a noi, deve andar via contenta con l’acciaio nelle vene…
Teniamo molto all’aspetto scenico tanto quanto a quello musicale, purtoppo i locali che ci ospitano non ci permettono di sfruttare tutte le nostre scenografie, ma poco importa bastiamo noi a far capire a chi ci ascolta chi c’è sul palco.
Ci piace vivere ogni momento con la gente che ci viene a vedere. Non siamo abituati a firmare autografi e stare isolati per fare le star.

Kiraya: Indubbiamente il confronto con il pubblico è la cosa migliore. Sentire le critiche, le richieste, soddisfare curiosità, o raccontare aneddoti. Diciamo che il pre e post concerto in genere lo passo a chiacchierare con chiunque.

I testi presenti ne “Il Re Del Mondo” non sono di comprensione così immediata, nonostante l’uso dell’italiano non comporti la difficoltà della traduzione. Se doveste spiegare in breve a qualcuno che non vi conosce di cosa parlano, cosa gli direste?

Kiraya: Sì, diciamo che sono testi abbastanza complessi e dalle molteplici chiavi di lettura. Si parla di tutto, dalla fuga dalla realtà, dalla società in cui viviamo, a canzoni dedicate all’epic metal (la sacra corona), della teoria della terra cava, e di agarthi, ad attacchi più o meno diretti alla chiesa medievale e moderna. Diciamo che sostanzialemente è un disco prettamente metaforico. Ogni testo ha almeno due chiavi di lettura, ma ci piace lasciare al pubblico l’interpretazione.

In “Worms Of The Earth” invece vi siete cimentati col fantasy e con Robert E. Howard in particolare. Avete già nuove idee per dei concept in futuro?

Ciape: Abbiamo pronto in preproduzione un disco incentrato sui “non morti”, lo stile è il nostro e non vedo l’ora di metterci le mani sopra… Adoriamo questo tipo di tema musicale, siamo degli accaniti fissati per il cinema horror e di avventura, e ci piace concentrarci su degli argomenti ben definiti. Finite le registrazioni di “Fede Potere Vendetta” ci dedicheremo subito a questo nuovo progetto che spero venga presto alla luce.

Siete in giro dal 1990, ormai sono quasi venti anni di militanza nel panorama metal. Che cosa è cambiato da allora? In cosa è migliorato ed in cosa purtroppo è peggiorato il mondo della musica hard & heavy?

Ciape: E’ cambiato tutto… Quando incidemmo “Il Re Del Mondo” ricordo che facevo nottate a registrare cassette audio e a piegare copertine… giravamo per i negozi musicali qui a Roma pregando di esporre il nostro demo, adesso capisci da solo che tutto questo è assurdo… internet ha distrutto tutti i muri di comunicazione, non so se è peggio o meglio, a volte penso a tutti questi gruppi che nascono e mi domando: se non ci fosse il PC e internet farebbero davvero tutti i sacrifici che abbiamo fatto Noi? Oggi registrare e far ascoltare i pezzi è una sciocchezza, è per questo che in giro va di tutto dalla merda al capolavoro… non ci sono più filtri.
La musica è cambiata e quello che per noi un tempo faceva schifo adesso va ricercato… Se sei un gruppo “EPIC” che fa uscire un buon disco con un buon suono non sei abbastanza “DEFENDER” perchè il vero gruppo “EPIC” deve avere il suono anni OTTANTA… cioè pieno di fruscii e con le chitarre che fanno ridere 🙂
Sì, sono cambiate molte cose, speriamo di stare al passo 😀

Un vostro commento su queste tre band: Manowar, Doomsword e Holy Martyr.

Ciape: mmm bella domanda…
Abbiamo suonato sia con i Doomsword che con gli Holy Martyr e devo dire che sono due ottimi gruppi.
I Martyr li conosciamo bene, abbiamo fatto parecchi concerti insieme e ci siamo sempre divertiti, fanno un ottimo metal e spesso mi sono trovato sotto il palco a cantare le loro canzoni.
Per i Manowar… bha che vuoi che ti dica? Li ho sempre seguiti fino a che sono rimasti i Manowar. Adesso non so definirli, li ascolto pochissimo non sono più i RE DEL METAL di un tempo… hanno scelto la loro strada, spero che un giorno tornino sulla retta via.

Kiraya: confermo e sottoscrivo.

Quale sarebbe il bill di un vostro festival ideale? Con chi vi piacerebbe dividere il palco o collaborare su di un disco?

Ciape: Vediamo sicuramente Sabaton e Judas Priest… adoro i Sacred Steele e Amon Amarth ma sarebbe davvero bello quanto improbabile suonare con Angelo Branduardi.

Kiraya: Mettici anche i Manilla Road, e una reunion dei Cirith Ungol e potete anche uccidermi dopo il concerto 😉

Gli ultimi tre dischi che vi hanno colpito di recente (non necessariamente di gruppi odierni).

Ciape: Sabaton – “Art Of War”: un muro di guerra senza mezzi termini, veramente un bel disco.
Amon Amarth – “Twilight Of The Thunder God”: potente… vichingo.
Judas Priest – “Nostradamus”: l’unico vero gruppo METAL NEL MONDO.

Kiraya: Concordo anche in questo. I nostri ascolti più frequenti in macchina.

Grazie per il tempo che ci avete messo a disposizione. A voi la parola per chiudere questa intervista.

Ciape: Supportate il metal italiano che non è secondo a nessuno.

Kiraya: Supporto totale al metal italiano!!!!

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